Cosa stanno facendo le Province? Tra le tante riforme sbandierate da Renzi c’era anche la loro agognata abolizione, termine più che mai improprio visto che, alla fine della fiera, invece di abolirle, si è limitato a svuotarle di parte delle loro funzioni, tra personale da ricollocare e funzioni da ridistribuire sembra comunque sia ancora tutto in alto mare, col risultato che se erano considerate “enti inutili” prima e lo saranno ancor di più ora che sono state svuotate.
Una riforma degna di questo nome avrebbe dovuto trovare il coraggio di provvedere alla loro completa eliminazione, finora invece, i cambiamenti che abbiamo potuto toccare con mano sono stati tutt’altro che positivi.
Con il rinnovo dei consigli provinciali gli elettori hanno scoperto di aver perso il potere di eleggerne i rappresentanti, un potere che torna quindi in mano alla politica ed ai partiti visto che sono i consigli comunali ad eleggerli, ma non c’è nulla di cui meravigliarsi, che altro attendersi in un paese in cui al governo abbiamo per la terza volta un premier che governa senza essere stato votato dagli elettori?
Sulle tematiche legate invece al territorio, quelle che più interessano i cittadini quali ad esempio la viabilità, la scuola, il territorio la Provincia si rivela senza risorse, è lo stesso Gnassi in qualità di presidente dell’ente provinciale a lamentarsene. I comuni dell’ Alta Valmarecchia premono per la sistemazione della viabilità e dei dissesti idrogeologici perché la Provincia ,anziché piangersi addosso per la mancanza di risorse non provvede ad una seria azione di supporto ai comuni nella ricerca dei fondi presso gli enti di grado superiore?
Gnassi parla di riordino territoriale, sembra che anche il Pd abbia finalmente compreso l’importanza delle fusioni, ma a parte un’esortazione generica ai sindaci a soppesarne l’opportunità, perché non è la Provincia ad aprire un tavolo di confronto sul tema? Le ipotesi di fusione udite sinora sono piuttosto mediocri e nascono da un confronto che è passato dai circoli del Pd mentre un confronto per essere serio e democratico dovrebbe essere allargato da subito a tutte le forze politiche. Progetti di fusione troppo piccoli rischiano di non portare reali risparmi nel medio e lungo termine e purtroppo Poggio Torriana anche per colpa di chi sta amministrando, ne è un pessimo esempio, gli amministratori sono stati dimezzati, ma con l’indennità raddoppiata i risparmi sui costi della politica sono stati pressoché annullati e lo stesso dicasi per la mancata riduzione dei responsabili di servizio, il mantenimento di due sedi municipali, il mancato superamento della differenza di tassazione tra le due ex comunità, i ridicoli tagli sulle tasse, è questo l’esempio da seguire?
Aboliamo quell’ ectoplasma che chiamiamo Provincia, ma sino a quando esisteranno pretendiamo che si occupi di quel ruolo di coordinamento che le è stato assegnato.
Cordiali saluti,
Loris Dall’Acqua Poggio Torriana (Rimini)