lunedì 29 ottobre 2012

I SACRIFICI LI FACCIAMO MA FORSE C'E' UNA FALLA

La Stampa 30-10-12
Libero quotidiano 29-10-12

       Anni di sacrifici, ma come molti mi chiedo dove vadano a finire gli sforzi messi in campo. Come in un qualsiasi conto fatto di entrate e di uscite  ci dovrebbero essere dei riscontri ma mi sembra che qualcosa non torni.

       Le tasse sono aumentate , i trasferimenti dallo stato centrale agli enti locali sono stati ridotti, si è inasprita la lotta all’ evasione, nelle casse dell’erario sono entrati e entreranno milioni e milioni di euro in più, ma in cosa troviamo riscontro?

       Stiamo pagando  più tasse di prima, siamo ancora in mezzo alla crisi, si stanno tagliando i servizi, non mi risulta si stiano realizzando le grandi opere nè mi sembra ci siano significativi miglioramenti del debito pubblico.

      Penso di non essere l’unico a chiedersi dove stia andando a finire il frutto dei nostri sacrifici.

       Cordiali saluti,

Loris Dall’Acqua      Poggio Berni  (Rimini)

martedì 23 ottobre 2012

E IL PALACONGRESSI ?

CARLINO RIMINI 24-10-12

Quale futuro attende il nostro Palacongressi?
E' una struttura faraonica, costata milioni e milioni di euro, ma mi pare che non si sia imposta come ci si aspettava sul panorama nazionale ed internazionale.

Mi aspettavo un calendario piuttosto fitto, con eventi anche di fortissimo richiamo, che però non mi pare di vedere, mi pare molto al di sotto del suo potenziale.

L'arrivo del Palacongressi, assieme alla Fiera di Rimini non avrebbe dovuto contribuire notevolmente alla destagionalizzazione del turismo riminese?

Abbiamo una Ferrari che correre col motore di una Cinquecento o non siamo stati ancora in grado nemmeno di farla uscire dal garage?

Cordiali saluti,



Loris Dall'Acqua Poggio Berni

giovedì 18 ottobre 2012

CAMBIAMENTO NEL PDL GIA' INIZIATO

Libero Quotidiano online 19-10-12
Il Foglio online 19-10-12

La politica e i partiti devono recuperare credibilità verso gli elettori. La strada giusta del cambiamento sta nel rinnovamento e il PDL a mio avviso quella strada l'ha già intrapresa. Non c'è nulla da azzerare, quando i tesserati sono stati chiamati a scegliere attraverso il voto i rappresentanti dei direttivi provinciali hanno già dato avvio ad un cambiamento fatto dal basso.

Bisogna solo andare avanti! A questo organo intermedio il compito di indire le elezioni nei circoli presenti nel rispettivo ambito provinciale e sempre al direttivo provinciale il compito di eleggere i nostri rappresentanti a livelli superiori tenendo conto delle aspettative dell'elettorato che chiede a gran voce ricambio, trasparenza, competenza.

Cordiali saluti,


Loris Dall'Acqua Poggio Berni (RN)

martedì 16 ottobre 2012

A PROPOSITO DI FUSIONE di Paola Tononi

----- Original Message -----
From: SOCIOLOGA TONONI DOTT.SSA PAOLA
To: urp@comune.santarcangelo.rn.it ; urp@comune.poggio-berni.rn.it ; urp@comune.verucchio.rn.it ; unionecomuni@vallemarecchia.it ; torriana@comune.torriana.rn.it
Sent: Wednesday, October 17, 2012 5:35 AM

Tononi Dott.ssa Paola
sociologa

Spett.li Uffici di Protocollo dei comuni di Poggio Berni, Santarcangelo,Torriana e Verucchio e dell'Unione

Invio questa mia relazione sociologica in pdf allegata, affinché venga disseminata al Presidente dell'Unione, ai 4 Sindaci e ai Consiglieri di maggioranza e di minoranza dei Consigli Comunali dei comuni di Poggio Berni, Santarcangelo,Torriana e Verucchio e dell'Unione.
Grazie
Cordiali saluti
Dr.Paola Tononi
Tononi Dott.ssa Paola

COMUNE
UNICO
della
BASSA VALLE DEL

MARECCHIA

2012

PREMESSA
L'Articolo 133 recita: Il mutamento delle circoscrizioni provinciali e la istituzione di nuove Provincie nell'ambito d'una Regione sono stabiliti con leggi della Repubblica, su iniziativa dei Comuni, sentita la stessa Regione. La Regione, sentite le popolazioni interessate, può con sue leggi istituire nel proprio territorio nuovi Comuni e modificare le loro circoscrizioni e denominazioni.
I Consigli Comunali dei 4 Comuni interessati alla Fusione, dopo un lungo percorso di approfondimento nel quale saranno stati attentamente dibattuti ed esaminati i dati e le informazioni contenute in uno studio di fattibilità appositamente commissionato ad una Università, dove al fine di rispettare la piena trasparenza in un dibattito politico complesso ed articolato, i Sindaci dei vari Comuni avranno un confronto con la cittadinanza e con le associazioni di categoria, delibereranno formale istanza da inoltrare alla Regione, con la quale sollecitano l’iniziativa legislativa della Giunta Regionale per la loro fusione ai sensi dell’art. 8, comma 2, legge regionale n. 24/1996.
I Consigli Comunali dei quattro Comuni deliberano la richiesta alla RER di predisporre il progetto di legge per la fusione dei Comuni (art. 8 comma 2 L.R.24/96). Istanza composta dalle seguenti deliberazioni dei Consigli comunali, approvate con le maggioranze qualificate previste dalla legge con le stesse modalità stabilite per l’approvazione degli statuti comunali.
La Giunta Regionale approva il progetto di legge per la fusione dei Comuni.
L’Assemblea legislativa Regionale dopo avere espletate le attività amministrative dovute, esamina il testo del progetto di legge e delibera sull’indizione del referendum (art. 11, comma 1-bis); se viene deliberata l’indizione, l’Assemblea definisce il quesito e l’ambito territoriale (art. 12, comma 1 L.R. 24/96);
Emanazione del decreto del Presidente della Regione di indizione del referendum (art. 12, comma 2 L.R. 24/96);
Espletamento del Referendum;
L’Assemblea legislativa espletate le attività amministrative dovute, delibera definitivamente sul progetto di legge e approva la legge di fusione (art. 13, comma 2 L.R. 24/96);
Elezione organi del nuovo Comune
La Fusione produrrà la razionalizzazione ed il risparmio, mantenendo inalterati i livelli di assistenza ai cittadini.

IERI OGGI E DOMANI

Nei decenni, le funzioni di gestione del territorio ed erogazione dei servizi pubblici si sono andate redistribuendo dall’iniziale unico livello comunale, all'Unione. Oggi, l’immagine del territorio amministrato restituisce intuitivamente la complessità e le sovrapposizioni presenti sul nostro territorio della Bassa Valle del Marecchia.
Con la fusione, vengono eliminati gli sprechi dovuti alla sovrapposizione, ma l’accesso ai servizi alla cittadinanza non viene ridotto, ma semmai qualificato con la creazione di sportelli dai quali accedere a tutti i servizi, compresi quelli (oggi) associati
• Da ognuno di questi il cittadino/utente potrà accedere a tutte le aree di servizi, senza doversi spostare.
• La gestione dei servizi interni di staff della direzione generale, dovrà esser interamente centralizzata.
• Tutti i livelli di erogazione devono essere interconnessi grazie a un’infrastruttura di rete operativa che consente ovunque l’accesso remoto a tutte le postazioni e risorse di rete.
• Saranno richiesti investimenti per implementare servizi on line e migliorare l’interoperabilità tra i nodi (come previsto dai piani e-gov della RER)
• Gli sportelli dei servizi assorbiranno l’intera attività di front-office per tutti i servizi (accettazione istanze, informazioni, avvio delle fasi istruttorie)
• Si occuperanno inoltre dell’intera filiera dei servizi demografici, con il rilascio di certificati, documenti di identità ecc
• Potranno essere strutturati secondo layout (impaginazione)comuni in grado di prevedere desk e spazi più riservati per il rilascio e l’accettazione di domande, pratiche e documentazione.
• La consistenza del personale da impiegare dipenderà dal livello di telematizzazione dei servizi del nuovo comune, dagli standard di qualità definiti dall’amministrazione e dal tempo necessario per riqualificare le professionalità degli addetti.
Per agevolare il percorso la fusione
Occorre immediatamente continuare del processo di riorganizzazione:
• rinnovare e armonizzazione progressiva di tutti i regolamenti
• rinnovare il completamento della mappatura e unificazione dei sistemi informatici per unificare le banche dati
• rinnovare la progettazione e sviluppo dei servizi on line previa analisi dell’esistente
• prefigurazione operativa della pianta organica unica
• progettazione di un piano di formazione per riqualificare i dipendenti
Vi ricordo che dagli studi di fattibilità della Fusione di alcuni Comuni della nostra Regione è emerso che:
• Con la costituzione di uffici unici riorganizzati per ambiti, si ottiene una netta specializzazione delle risorse presenti.
• Con il solo blocco del turn over, la fusione consente un risparmio di circa l’10% sulle spese di personale, garantendo gli stessi standard di servizio: entro pochi anni anni, la spesa corrente viene abbattuta di una considerevole somma di euro/anno, salvo naturalmente scelte di potenziamento della struttura con assunzione di nuove figure. La Fusione produrrà la razionalizzazione ed il risparmio, mantenendo inalterati i livelli di assistenza ai cittadini.
PREPARARSI PER IL PERCORSO DI FUSIONE

La fusione dei 4 Comuni DELL'UNIONE DEI COMUNI VALLE DEL MARECCHIA: Poggio Berni, Santarcangelo, Torriana e Verucchio, che vedrà la nascita di un unico nuovo Comune di circa 37.000 abitanti, è una grande opportunità da cogliere immediatamente, per uscire dalle gravi povertà, in cui inevitabilmente saremo proiettati dalla crisi strutturale della nostra società contemporanea, che amplificherà le povertà: culturale, morale, etico, religiosa, sociale, politica, economica e del territorio.
La collaborazione politica e istituzionale tra i Comuni della Bassa Valle del Marecchia partita dalla costituzione della Comunità Montana, trasformatasi poi nel 2009 in Unione dei Comuni Poggio Berni, Santarcangelo, Torriana e Verucchio, è necessario che continui: i nostri sindaci devono confrontarsi sull’opportunità di avviare un PROCESSO DI FUSIONE. Al fine di verificarne i presupposti di fattibilità, occorre immediatamente, e vi garantisco che non possiamo più aspettare altro tempo, che l'Unione commissioni, un apposito studio alla Scuola di Specializzazione in Studi sull’Amministrazione Pubblica dell’Università di Bologna, così come hanno fatto altri Comuni emiliano romagnoli, che stanno attraversando l'iter della FUSIONE. Tale studio raccoglierà dettagliate informazioni in merito alla gestione, organizzazione, situazione economico-finanziaria dei nostri quattro Comuni: studio di fattibilità che dopo un dibattito politico complesso ed articolato, dove i Sindaci dei vari Comuni avranno un confronto con la cittadinanza e con le associazioni di categoria, sarà presentato nei Consigli Comunali dei 4 Comuni, che delibereranno in merito e che sarà poi trasmesso alla Regione in modo definitivo.
Giova evidenziare che il nostro territorio interessato dal processo di fusione è già fortemente integrato ed interconnesso e che alcuni servizi associati sono già una realtà in essere, che mirano a promuovere un equilibrato sviluppo del territorio.
Al fine di rispettare la piena trasparenza in un dibattito politico complesso ed articolato, i Sindaci dei vari Comuni avranno un confronto con la cittadinanza e con le associazioni di categoria, che di fatto si concretizzeranno in molti incontri pubblici con i cittadini, di ogni Comune, alla presenza di tutti e quattro i Sindaci della Valle, a cui vanno aggiunti i molti altri incontri con i rappresentanti delle associazioni degli agricoltori, commercianti, artigiani e industriali, con le associazioni di volontariato, con i rappresentanti dei sindacati e dei pensionati e ai vari Consigli Comunali anche aperti.
Prima di iniziare il percorso della fusione, poiché la partecipazione è alla base del progetto stesso, occorre educare la cittadinanza alla PARTECIPAZIONE: UN APPRENDIMENTO COLLETTIVO teso ad aumentare la consapevolezza sia da parte dei cittadini dei luoghi in cui vivono, sia degli amministratori e dei tecnici delle proprie responsabilità morali, etico, civiche, politiche e professionali, per un equilibrato sviluppo sostenibile del proprio Paese.

Purtroppo ho osservato nei nostri piccoli territori molte disfunzioni che sembrerebbero fare pensare che l'uso della partecipazione sembra essere più per scopi propagandistici e demagogici e che si è affermato uno scollamento di politiche e di progetti dalla vita reale quotidiana degli abitanti dei nostri luoghi.
Sperimentare un percorso di apprendimento collettivo significa soprattutto riconoscere il valore e l'importanza del proprio essere cittadini, riconoscere le opinioni degli altri, entrare nella relazione del NOI collettivo, senza la pretesa di avere la verità in tasca. Insisto nel dire che occorre lavorare sul tema dell'APPRENDIMENTO COLLETTIVO e soprattutto si devono mettere in campo strategie partecipative dal basso....molto dal basso.
Bisogna fare dialogare tra loro le tante professionalità coinvolte, i cittadini, gli amministratori, i funzionari ed i politici, per costruire una buon progetto di PARTECIPAZIONE COLLETTIVA VERA E AUTENTICA.
Nelle Amministrazioni locali coinvolte nel processo di FUSIONE DEI COMUNI nella nostra Regione, vi è stata e vi è tuttora la forte volontà di coinvolgere tutta la cittadinanza, fornendo occasioni strutturate di dibattito attraverso una ampia divulgazione delle informazioni relative al contesto territoriale socio-economico e al processo di innovazione istituzionale nella prospettiva, tanto rilevante, per l’intera comunità locale, di giungere alla nascita di un UNICO E NUOVO COMUNE, che considera e valorizza le diverse specificità dei territori.
La partecipazione dei cittadini e dei diversi portatori di interesse alle attività delle Amministrazioni pubbliche deve diventare, e sempre più, un elemento strategico nell’attività posta in essere dalla pubblica amministrazione della nostra Valle e costituire un’occasione rilevante, per riqualificare i rapporti tra cittadini ed istituzioni.
La partecipazione è il principale strumento attraverso il quale noi cittadini e l’Amministrazione, che ci rappresenta, disegniamo il nostro futuro ed il futuro dei nostri territori, tutto questo deve assolutamente essere compreso dagli Amministratori dei 4 Comuni, che si dovranno spendere, per esplicitare e rendere trasparenti, in primis ai residenti ed in generale ai portatori di interesse, quale siano le opportunità di sviluppo economico e sociale che lo status di COMUNE UNICO potrebbe offrire ai territori della nostra Valle.
Vi rammento che il confronto rende più forti e serve a raggiungere posizioni condivise su temi importanti, attraverso l’informazione, il dialogo autentico, chiaro e trasparente. Occorre comunicare attraverso l'eloquenza sociale, al posto della dialettica ovvero del conflitto, per imparare a sapere accogliere tutte le differenze e a condividere, senza annullarci a vicenda.
Lo so...Lo.. è una fatica immane, ma dobbiamo farcela e partiamo subito.
Grazie di avermi letto
Dr.Tononi Paola
Poggio Berni 17 Ottobre 2012

PETIZIONE
Poggio Berni
1 Febbraio 2010

Al Presidente della Camera dei Deputati
Palazzo Montecitorio 00186 – Roma
Servizio per i Testi Normativi
Via fax n. 06.69923739
Oggetto: Petizione alla Camera dei Deputati, ai sensi dell’art. 50 della Costituzione.
Iniziativa: COMUNE UNICO BASSA VALMARECCHIA
La sottoscritta TONONI DOTT.SSA PAOLA, .......
........ ai sensi dell’art.50 della Costituzione italiana, in base al quale “Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere, per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità”, invia la presente petizione, in qualità di cittadina italiana auspica la presentazione e la conseguente eventuale approvazione di un progetto di legge, per la fusione in un unico comune dei quattro Paesi: Poggio Berni, Torriana, Verucchio e Santarcangelo dell'UNIONE DEI COMUNI della bassa VALMARECCHIA.
Un unico comune comporta maggiore economicità ed efficienza, è una strada inevitabile, per dare una rappresentanza istituzionale più adeguata alle esigenze, alle dimensioni e all'importanza della nostra comunità e del nostro tessuto economico e sociale.
Auspicando che tale petizione possa essere esaminata dalla Commissione competente ai sensi dell’art.109 del Regolamento della Camera dei deputati ed eventualmente abbinata ad un futuro progetto di legge presentato recante analogo contenuto, porgo i miei più cordiali saluti.
Con la massima osservanza
Sociologa del Territorio e Ambiente
Tononi Dott.ssa Paola

PALAZZO MARCOSANTI: SANTE REPLICA AD AMATI

La Voce 16-10-12

Col termine “ tentativo di estorsione”, solitamente si indicano un tipo di gesti ed azioni tutt'altro che lecite, un reato che poggia le basi su violenza o minaccia atte a costringe uno o più persone a determinate azioni. Attribuire questo tipo di appellativo alla mia richiesta di risarcimento danni per i tanti anni in cui nei miei confronti sembrava essersi aperto una sorta di "caccia alle streghe" mi pare un volgare tentativo di alzare i toni oltre al limite che reputavamo già ampiamente superato. A supporto della mia richiesta ci sono oltre trent'anni in cui le amministrazioni che si sono succedute hanno sempre colpito il sottoscritto nonostante fossi nelle regole non entrando invece nel merito dell' altra parte sulla quale pare si sia chiuso un'occhio se non tutti e due.

Siamo purtroppo abituati ad offese nei nostri confronti, già in passato siamo stati accusati di abusi edilizi inesistenti un' accusa riportata pure su un libro, un testo edito dal Comune di Poggio Berni, dedicato alla storia dei palazzi siti nel nostro comune nel quale si dichiarava che attorno le mura esterne di Palazzo Marcosanti gravano 200 mq circa di capannoni abusivi, dichiarazione piuttosto distante dalla realtà, se c'è qualcosa di poco lecito forse è il continuare a chiamare abusivi i miei capanni dopo che una sentenza del Tar afferma il contrario.

I pessimi rapporti con l'amministrazione di Poggio Berni in questi decenni non hanno riguardato solo la particella 106 in quanto l’amministrazione ha preso in passato provvedimenti anche sulla mia attuale residenza obbligandomi ad altri ricorsi al Tar. Nei nostri confronti il Comune di Poggio Berni ha speso parecchie risorse in consulenze legali, ricerche e avvocati, fatti che dimostrano un accanimento e un astio verso la mia persona e la mia famiglia che probabilmente non hanno eguali in zona.

Singolare che l’assicurazione abbia colto l’occasione per tagliare la corda, evidentemente loro non hanno trovato assurda la mia richiesta, una compagnia assicurativa solitamente fa di tutto per mantenersi i propri clienti se l'amministrazione non è stata in grado di contenere il prezzo del rinnovo evidentemente non è stata sufficientemente abile nel trattare o nel ricercare una nuova compagnia, visto che siamo in un libero mercato avrebbero dovuto impegnarsi maggiormente, anche se probabilmente nessuna assicurazione coprirà danni causati per volontà.

La suddetta richiesta di risarcimento danni attende ancora una risposta ufficiale. Non è chiaro se il Sig.Sindaco intenda limitarsi a delle evasive dichiarazioni in stampa. Discutibile che non abbia voluto richiedere un incontro teso a risolvere la situazione, quasi preferisse discuterne in tribunale, sta di fatto che da marzo 2012 in cui fu depositata la richiesta del nostro avvocato non abbia provveduto a fornire nessuna risposta scritta.

Siamo purtroppo abituati anche a questa continua mancanza di risposte o a risposte evasive, a precedenti richieste di accesso agli atti sono state fornite delle risposte che non sto nemmeno a rendere pubbliche per non umiliare chi le ha scritte, tutto documentato, saranno le carte a parlare.



Sante Dall'Acqua Poggio Berni

lunedì 15 ottobre 2012

L'INUTILE COMUNITA' MONTANA

A COSA SERVE LA COMUNITA' MONTANA SE COMUNITARIAMENTE NON PRENDE MAI INIZIATIVA DA DIBATTERE E DA CONDIVIDERE PER DARE DETERMINE UNITARIE E DISPOSITIVI PRIORITARI DI PIANIFICAZIONE?

COLLEGAMENTO E45, NUOVA 258 DA PONTE VERUCCHIO A PONTE MESSA MANUTENZIONE DEL FIUME MARECCHIA E DELLE ASTE LATERALI COMPRESA TUTTA LA RETE IDROGRAFICA DI SUPERFICE DI CUI DOPO DUE ANNI NON SI VEDE NE SI PARLA,NESSUNA POLITICA DI SVILUPPO ECONOMICO DEI SETTORI TRAINANTI COME IL TURISMO, L'AGRICOLTURA, L'ARTIGIANATO E LA PICCOLA IMPRESA NE SI STAPARLANDO DI LAVORO DI PROGETTI.
 
Estratto dalle pagine di fb di Comunico tratto a sua volta dalla Pasticca Italiana di  Sandro Polidori

venerdì 12 ottobre 2012

PALAZZO MARCOSANTI nuova puntata

NUOVA MA NON ULTIMA PUNTATA

VISTE LE DICHIARAZIONI DI AMATI con le quali bolla le richieste di risarcimento danni da parte di Sante Dall' Acqua come tentativo di estorsione siamo ben lungi dallo scrivere la parola fine.


La Voce 13-10-12
Una ricerca storica che documenta le modifiche avvenute negli anni alle numerazioni delle particelle e i passaggi di proprietà che si sono susseguiti dalla fine dell’ottocento sino ai primi del novecento di Palazzo Marcosanti passaggi culminanti al 1916 anno in cui Giovanni Marcosanti compie il 25° anno e quindi come stabilito da testamento olografo eredita da Giulio Marcosanti l’intera proprietà in cui è compresa la particella 106 di mia proprietà e per il quale l’amministrazione ha chiesto l’approfondimento storico.

Ebbene, cos’ha in mano il Comune di Poggio Berni?

La prova che l’intero Palazzo Marcosanti dal 1916 è sottoposto a vincolo monumentale e che le piantine documentano l’assenza di capanni interni a Palazzo Marcosanti, capanni di proprietà dei sig.ri Valloni che sono invece presenti tuttora e per i quali l’ente comunale per tanti anni, non ci risulta si sia mai adoperato  per verificarne la leicità nonostante le nostre numerose segnalazioni, approfondimenti se ne stanno facendo solo ora grazie all’intervento della Procura della Repubblica, mentre invece si è costantemente accanito nei miei confronti. L’allora Sindaco attestò tramite delibera che la presenza dei miei capanni era lecita in quanto edificati su suolo non vincolato risulta quindi che con la separazione dei capanni dalla mura perimetrale io abbia adempiuto al rispetto della legge, capanni per i quali avrebbero dovuto chiedere la separazione dalle mura perimetrali e non la demolizione. I miei capanni oggi versano  in una situazione di precarietà visto che sul lato di confine con il palazzo sono sorretti da strutture provvisorie di sostegno, una situazione  che andrebbe risolta, ma che è sempre stata ostacolata dall’amministrazione.

Alla luce di quanto emerge dalla ricerca effettuata ci attendiamo ora che l’amministrazione e gli enti preposti al controllo rendano conto invece di quali provvedimenti verranno adottati nei confronti dei capanni interni al castello che sono stati edificati in superficie vincolata.

Sante Dall’Acqua   Poggio Berni

giovedì 4 ottobre 2012

UNIONE: LA PROPOSTA DI CASTELDELCI

Il dibattito sull' Unione a 11 si arricchisce della proposta di Mario Fortini Sindaco di Casteldelci che propone quella che a nostro avviso è la forma più rispettosa delle nostre comunità e i nostri territori, una proposta che tiene conto della storia dell' Alta Valle e dell'ipotesi di nuovi ingressi in Provincia

Loris Dall'Acqua    Poggio Berni


Proposta di dibattito del Sindaco di Casteldelci.

Per un governo unitario… dell’Altavalmarecchia

Verso l’UNIONE MONTANA del MONTEFELTRO

 

Con l’avvicinarsi delle scadenze di legge che prevedono il riordino istituzionale dei territori, alla luce del fatto che le stesse Regioni ritardano una loro precisa presa di posizione circa le indicazioni che per legge dovrebbero dare, si rende utile se non necessario, cominciare a prefigurare il futuro assetto del nostro territorio montano dell’Altavalmarecchia.

Per fare ciò dobbiamo necessariamente partire dal fatto storico della grande battaglia che le nostre genti hanno vissuto a cavallo degli anni 2006-09, con, prima il referendum per il passaggio in Romagna e poi con la conquista della legge 117 dell’agosto 2009 che ha sancito, fatto unico in Italia, il passaggio da una regione all’altra quello cioè dei nostri sette Comuni in Emilia Romagna.

Dietro a noi ci sono ancora due Comuni in mezzo al guado: Montecopiolo e Sassofeltrio, che non sono riusciti ancora a farsi riconoscere come Comuni romagnoli, ma nel nostro modo di pensare e data la loro caratteristica di comuni montani, debbiamo sempre considerarli assieme a noi nelle nostre proposte e nelle nostre progettualità organizzative.

Poiché la legge nazionale impone che si debbono associare le funzioni, prima tre poi tutte sette, per la gestione integrata dei servizi dei comuni, alla luce anche della scomparsa delle provincie, con un bagaglio di deleghe che potranno riversarsi sulle future strutture gestionali del territorio, i Comuni hanno solo due possibilità: o associare per CONVENZIONI o attraverso le UNIONI.

Io credo che il nostro territorio ( 7 Comuni +2 ), abbia moltissime caratteristiche di omogeneità, sono tutti comuni montani, subiscono da sempre l’abbandono ed il degrado della dimenticanza politico-amministrativa degli enti superiori, ci si riscontrano tratti socio-economici di fortissima omogeneizzazione, esistono servizi, anche se minimali, che garantiscono la sopravvivenza ai pochi cittadini rimasti. Inoltre il nostro territorio (7+2) avrebbe una popolazione all’incirca di 21.000 abitanti, sarebbe di circa 384 kmq, ed avrebbe al suo interno tutti i servizi primari tra cui un ospedale, senza contare poi l’alto valore dal punto di vista paesaggistico, agricolo, produttivo e soprattutto un turismo tutto da sviluppare che potrebbe diventare davvero l’alternativa o la complementarietà a quello litoraneo.

Questo non può che farci propendere per fare una grande UNIONE MONTANA non più della sola Altavalmarecchia, ma del MONTEFELTRO per la gestione associata delle funzioni e dei servizi ed avviare anche la considerazione e la valutazione, che ovviamente lasciamo a chi verrà dopo, di valutare la possibilità per giungere ad una grande FUSIONE per un COMUNE UNICO DELLA MONTAGNA:  il comune  del MONTEFELTRO.

Per arrivare a questo risultato, è necessario che come sindaci trasformiamo la nostra Comunità Montana già fin da ora in un luogo di dibattito, sia interno a noi sindaci che con le popolazioni su come organizzare concretamente l’ ipotizzata UNIONE MONTANA del MONTEFELTRO.

Innanzitutto noi abbiamo del personale nell’attuale Comunità Montana che in una gestione associata di funzioni, per cui di vari e molteplici servizi potrà tornare utile ed indispensabile anche nell’UNIONE, inoltre i nostri comuni devono mettere assieme tutto il personale attualmente in forza, servizio per servizio, e farlo lavorare assieme garantendo nei comuni più piccoli solo un front office con una o due persone e nei comuni più grandi un front office servizio per servizio, ma la elaborazione degli atti e la vita dei vari servizi dovrà avvenire in modo centralizzato con la razionalizzazione del personale e delle risorse.

Se consideriamo che già i nostri sette comuni hanno avviato una splendida esperienza nel settore della pianificazione facendo lavorare assieme tutti e sette i responsabili degli uffici tecnici coordinati dal responsabile tecnico dell’ attuale Comunità montana, abbiamo già in fieri un servizio che sviluppandolo e trasformandolo in Ufficio di Gestione del Piano può già considerarsi un vero e proprio servizio associato che dovrà poi gestire in modo razionale tutto il settore dell’urbanistica, delle progettazioni e dei lavori pubblici.

La nostra Comunità Montana gestisce già in forma associata quasi tutta la funzione del sociale, basterebbe solo che alcuni sindaci comprendessero un po di più l’importanza di associare anche la polizia municipale, verso la quale dopo due anni di lavoro eravamo giunti alla stretta finale, perché saremmo molto avanti con i processi associativi considerando anche il fatto che già abbiamo associato il SUAP ed il commercio.

Tra breve si potrebbe, anzi si dovrebbe andare verso l’associazione delle ragionerie, almeno per alcuni servizi quali tributi e personale. È necessario che si unifichino tutti i programmi gestionali e si mettano assieme le banche dati dei comuni ed un unico ufficio di ragioneria potrebbe già soddisfare l’esigenze di tutti i comuni senza per questo assumere altro personale.

Per ciò che riguarda i servizi amministrativi, attualmente nei sette comuni abbiamo già due segretari generali, che affiancati da vice o da altri segretari che potrebbero venire dai due comuni, in attesa di passaggio, potremmo già soddisfare quasi tutte le esigenze degli attuali comuni.

Inoltre con l’associazione dei servizi scolastici ci sarebbe l’opportunità di mettere insieme: personale e mezzi per il trasporto scolastico dei ragazzi, di uniformare i sevizi mensa, anche mantenendo i piedi strutture o società in house già presenti nel territorio.

Dal punto di vista STORICO-CULTURALE E TURISTICO, potremmo gestire una proposta unica, innovativa che da tempo Rimini ed altri comuni litoranei ci invidiano, questo ovviamente non contraddice né impedisce l’ipotesi di valutare assieme anche alle altre unioni tutto ciò che di propositivo e organizzativo si potrà fare a livello sovraunione. Però credo che se ci presentiamo uniti con le nostre forze e le nostre peculiarità ai vari tavoli con chiunque, possiamo trattare alla pari, altrimenti se andiamo noi in modo sparso, senza nessuna forma costituita altri ci potranno facilmente fagocitare ed utilizzare.

Noi dobbiamo puntare fortemente ad una nostra UNIONE, perché se cominciamo a parlare di sub ambiti all’interno di altre unioni, sicuramente partiamo già con un profondo senso di inferiorità, di subalternità e di marginalità inoltre il cosiddetto sub ambito non è codificato in nessuna normativa, non ha un assetto istituzionale  non ha nessun potere, se non quello di una qualsiasi commissione di lavoro che spesso lascia il tempo che trova.

 

Per cui si all’UNIONE MONTANA del MONTEFELTRO, ma non ad altre soluzioni pasticciate.

 

Dal punto di vista organigrammatico, io credo che utilizzando al meglio la legge regionale 10 dell’Emilia Romagna noi potremmo ipotizzare una UNIONE MONTANA del MONTEFELTRO, con la rappresentanza paritaria come avviene ora per la Comunità Montana e formalizzare un Consiglio Generale che però possa avere più peso e più capacità di controllo e che sia rappresentativo di tutte le componenti dei vari Consigli Comunali.

Il presidente dell’UNIONE, che potrà stare in carica anche solo per due anni e mezzo, dovrà avere solo compiti di coordinamento e di rappresentanza, ma le deleghe una volta assegnate ad ogni assessore, e non mi scandalizzerei che ogni sindaco possa essere anche assessore, abbiano la piena autonomia propositiva, ma che il momento decisionale rimanga sempre e comunque collegiale.

Con una unione in questo modo noi avremmo la possibilità di presentarci in ogni sede istituzionale forti dei nostri 21.000 abitanti, forti dell’essere veramente montani, potremmo rivendicare dalla regione le deleghe dell’ex province quali l’agricoltura, la forestazione, la gestione delle strade nell’ambito del territorio dell’unione e tutte quelle pertinenze che sono e saranno tipiche dei territori montani.

La nostra UNIONE MONTANA del MONTEFELTRO dovrà difendere i propri servizi e anche in un eventuale e malaugurato ambito che dovesse andare da Bellaria a Casteldelci, avrà la peculiarità di garantire i servizi minimi ad un territorio di oltre 384 Kmq. In primis l’ospedale di Novafeltria, poi il miglioramento della viabilità valliva e soprattutto i servizi sparsi nel territorio: farmacie, scuole, front office vari ecc..

 

Su queste basi Casteldelci è pronta fin da subito a lavorare e ad impegnarsi, fuori da queste prospettive, non crediamo serva perdere tempo, tanto vale allora prepararsi alle convenzioni o a gettarci nelle braccia di chi da tempo spera di attrarre a sé tutto ciò che di buono e di peculiare c’è nel nostro territorio.

Se si vuol andare verso un vero riassetto del territorio in modo funzionale, secondo le normative in essere e rimanendo con i piedi per terra, ne abbiamo l’occasione e dobbiamo crederci. Noi possiamo dimostrare di essere all’altezza del compito che ci aspetta, ma dobbiamo dimostrare, con uno scatto di orgoglio, che noi sindaci dell’Altavalmarecchia non abbiamo bisogno della balia e sappiamo all’occorrenza saper fare anche da soli, sempre con la piena volontà di confrontarsi con chiunque, però alla pari, con gli stessi strumenti e con le stesse strutture amministrative e non invece andare con il cappello in mano a chiedere ad altri di risolvere i nostri problemi.

UE: SIAMO I PEGGIORI NELL' INTERCETTARE RISORSE

 

Anche nel reperimento delle risorse, la mancanza di meritocrazia nel pubblico impiego è un limite di cui subiamo le ripercussioni negative.

In Unione Europea noi italiani siamo quelli che meno di altri riescono ad intercettare risorse economiche. Non basta infatti presentarsi col cappello in bocca e chiedere soldi (in questo forse saremmo maestri), occorre presentare progetti alla base dei quali devono esserci delle idee valide e magari innovative e tecnici qualificati in grado di lavorarci sopra.

A cosa dobbiamo questa carenza di risorse umane in grado di ideare, progettare e quindi intercettare fondi? Non staremo forse pagando per decenni e decenni in cui la meritocrazia, nel pubblico impiego non era un imperativo?

Cordiali saluti,


Loris Dall'Acqua Poggio Berni (RN)

martedì 2 ottobre 2012

LA POCO EQUA EQUITALIA

Libero quotidiano on line 02-10-12

QUANTI SINDACI HANNO LASCIATO ANZITEMPO EQUITALIA?
 
Già dalla scorsa primavera si andava costituendo un fronte di sindaci e di amministratori che si accingeva a dire addio a Equitalia in anticipo rispetto alla scadenza del 1 gennaio 2013, quando per legge le municipalità dovranno provvedere in proprio nel riscuotere i tributi di loro competenza, visti i troppi i casi di ingiustizia sociale. Alla base di questa scelta la necessità di instaurare fin da subito un rapporto più umano con la cittadinanza, soprattutto adesso che la gente “attraversa momenti economicamente negativi e che se ritarda a pagare un tributo, spesso lo fa per mancanza di disponibilità e non per cercare di fare il furbo”.
Nessuna accusa a Equitalia che non fa altro che eseguire un compito che le è stato affidato, ma va tenuto in considerazione il fatto che si reputava necessario rivedere profondamente il modo di riscuotere i tributi considerando gli insolventi come persone che hanno problemi seri nella loro vita e non come numeri.
Esiste una stima approssimativa di quante amministrazioni abbiano anticipato questa scadenza?
Cordiali saluti,

Loris Dall'Acqua Poggio Berni (Rimini)