lunedì 31 dicembre 2012

SI CONTINUI NEL PARLARE DI FUSIONI di Com_unico

     La Voce 03-01-13

      Il gruppo di FB di Com_Unico prosegue l'opera di esortazione e divulgazione della cultura della fusione. In un contesto nazionale in cui il riordino territoriale diventa necessario al contenimento della spesa pubblica, entrano in discussione i ruoli delle province e soprattutto dei comuni.
      Ci si deve interrogare sulla convenienza del mantenimento degli oltre 8.000 comuni specialmente di quelli più piccoli, visto che, chi vi risiede, non ricevere gli stessi servizi che vengono concessi nei comuni più grandi e non della stessa qualità.

Loris Dall'Acqua

Comunicato di Com-Unico

Stiamo finalmente arrivando ad un confronto tra le due proposte amministrative che alla base hanno in comune lo stesso obbiettivoovvero la gestione di servizi e funzioni in forma associata, un obbiettivo raggiungibile con strumenti amministrativi diversi: unione o fusione?
Il 2012 è stato l’anno in cui il Pd della Valmarecchia lancia la proposta di unione a 11 quale soluzione amministrativa per la Valmarecchia al fine di anticipare eventuali scelte calate dall’alto in merito al riordino territoriale. Fortemente contestata da noi di com_unico, che come sapete propendiamo per la costituzione di comuni più grandi attraverso le fusioni, ma soprattutto contestata da tanti di voi che la pensano alla stessa maniera e che ci hanno seguito e commentato, supportando il tema della fusione.

Benché oggi in Valmarecchia sembra si voglia procedere verso la costituzione di un’unica unione da Casteldelci a Bellaria dobbiamo rilevare che i distinguo cominciano ad essere diversi partiti e comuni cittadini, persone che probabilmente hanno voluto valutare obbiettivamente l’ipotesi di fusione alla luce di quanto avviene in altre realtà senza preconcetti e pregiudizi o come si suol dire “ non per partito preso”.

Vorremmo un 2013 in cui si vadano consolidando le attuali unione a 4 e l’unione montana a 7 , contesti nei quali ci auspichiamo vengano valutate le ipotesi di fusione che diano vita al comune unico del Montefeltro e al comune unico della Valmarecchia. Per arrivare a tutto questo bisogna che cresca la conoscenza e consapevolezza di cosa siano le fusioni, di quale sia il percorso per arrivarci, quali saranno i punti di forza rispetto all’ unione. La politica dovrà fare la sua parte ma l’ultima parola dovrà essere quella degli elettori che si potranno esprimere con un referendum.



Com_unico

mercoledì 26 dicembre 2012

H-FILES RSA NOVAFELTRIA

RSA NOVAFELTRIA

       Colpi di scena a ripetizione sull'Rsa dell'Alta Valmarecchia, domande scomode, colpevoli silenzi, strane sviste e soprattutto molta poca voglia di parlarne.

UNO, NESSUNO o CENTOMILA?

       Appena scoperchiata la pentola sembravano tutti concordi nell' aver individuato il capro espiatorio in Mario Fortini Sindaco di Casteldelci ( guardacaso uno dei pochi comuni di diverso colore politico non essendo di centro sinistra). All'epoca dei fatti Fortini era il Presidente in carica della Comunità Montana, ruolo che ricoprì per l' esiguo periodo di 8 mesi.
E' vero, l'allora Presidente non ha  risposto a quella famigerata lettera dell'Ausl del 14- 03-12, ma nemmeno il suo successore ha dato risposta.
       Ci si è chiesti  e ci si chiede se il Sindaco di Novafeltria fosse al corrente e motivi validi per pensare che fosse stato ufficialmente informato sono almeno due:
- in veste di Sindaco del Comune in cui gravano o graveranno le strutture sanitarie
- in qualità di Primario del Sacra Famiglia.

       NESSUN DORMA

       Salvi tutti gli altri sindaci? Non proprio!
       Pare che di fronte alla mancata risposta, nel maggio 2012 l'Ausl abbia scritto ai signori Sindaci dell'Alta Valle al fine di sollecitare una risposta alla lettera del 14-03-12.
       Se questo è vero quindi, dal mese di maggio erano tutti a conoscenza e sono passati altri 7 mesi.
      La mancata risposta non è imputabile a una sola persona, ma a diverse persone, con responsabilità diverse.

CONFERENZA SANITARIA DEL PD A SANTARCANGELO

      Nel mese di maggio il Pd provinciale affronta il tema delle unioni organizzando degli incontri tematici, dalla viabilità, al turismo, alla sanità incontri in cui sono presenti rappresentanti della Regione, dell' Ausl e gli amministratori locali.
     Il messaggio di fondo che ho potuto cogliere da quel tipo di incontro era quello di sottolineare il fare sistema, ad unire il più possibile in quanto difficile garantire alta qualità nelle piccole strutture sottolineando come fosse meglio rendere le strutture altamente specializzate in un reparto in cui diventano l'eccellenza per un' Area Vasta, d'altronde come si suol dire, quando si parla di salute si è disposti anche a spostarsi.
Forse nel riordino lorsignori della Regione dovrebbero tener conto anche del territorio.

COSA VOGLIAMO?

      I cittadini vorrebbero che quei pochi servizi e reparti rimasti sul territorio fossero mantenuti, non per sfizio, ma per necessità come è ovio.
E gli amministratori con chi stanno? Con la Regione che vuole chiudere reparti e tagliare posti letto anche in funzione della spending review o con i cittadini?
     Sempre dalla parte del cittadino ma se questa fosse solo una posizione di facciata? Stare dalla parte dei cittadini significa fare tutto il possibile anche a costo di scontrarsi con enti di grado superiore e del medesimo colore politico, obbedire ai diktat della Regione invece vuol dire invece  " non rompere troppo i coglioni", non chiedere, chiedere fuori tempo e altro ancora.
    Qui dobbiamo chiederci cosa intendano fare i sindaci in merito.
Casa o cittadella della salute?

Loris Dall'Acqua

giovedì 20 dicembre 2012

SUB-AMBITO VALORE = ZERO


NO AI SUB AMBITI


In seguito alla comunicazione con la quale la Regione ha informato i comuni e le loro forme associate, circa il testo del progetto di legge di riordino territoriale con l'esortazione, ad attivarsi, nel caso d’interesse, a esprimere eventuali emendamenti, pare che il Presidente dell'Unione Valle del Marecchia abbia proposto o proporrà un emendamento con il quale modificare l'art.8 al comma 2 proponendo una possibilità per gli ambiti territoriali ottimali:


“…con la possibilità, per quest’ultima, d’istituire sub ambiti, per la gestione associata delle

funzioni connesse con il territorio montano.”


Peccato che il loro valore sia insignificante in quanto sottomesso(sub) all' ambito.

Assolutamente No al sub ambito in Valmarecchia servono 2 ambiti distinti.
 
Loris Dall'Acqua   Poggio Berni

mercoledì 19 dicembre 2012

R.S.A. NOVAFELTRIA

RSA NOVAFELTRIA

La popolazione dell'alta valle sta globalmente invecchiando, i giovani, se possono si spostano dove ci sono più possibilità di avere servizi, gli anziani rimangono legati alle loro radici per cui risulta estremamente importante il mantenimento del presidio ospedaliero e l'RSA. Il tema è stato oggetto di dibattito a mezzo stampa in particolare in un Amletico Rsa o casa della salute?
ALTA VALMARECCHIA mi chiedo e vi chiedo:
- Rsa o Casa della salute?
- Perchè i vostri sindaci non fanno squadra come in bassa valle accaduto per l'ospedale?
- Il Sindaco di Novafeltria essendo al tempo stesso Primario del Sacra Famiglia si trova quindi in rapporto particolare non l'Ausl mi chiedo se abbia la giusta serenità per potersi imporre con L'Asl sia per l'Rsa che per l'ospedale.




ODI DI MARZO

LA LETTERA E' DEL 14.3.12, una lettera inviata dal direttore Ausl TONINI all'assessore reg.le Lusenti, a Vitali e al Presidente in Comunità Montana. In quell'occasione si faceva il punto sulla RSA, per la quale servivano e servono finanziamenti:
1.750.000 euro è il punto di partenza fondi stanziati dalla  Regione  Marche seguono altri 800.000 del secondo stralcio  in trasferimento da  Regione a  Regione poi si dovevano trovare altri 500.000 euro tra i  Comuni per quota parte del  mutuo da sottoscrivere comune per comune che doveva essere concordato, e poi? Ebbene pare non ci sia stata risposta da parte di nessuno, silenti anche i partiti. Chi doveva farsene carico? A cosa dobbiamo questa inerzia?

L'unica certezza è che l'inerzia la pagheranno i cittadini

Continuando la narrazione di queste "odi di marzo" si parla anche di un incontro nello stesso periodo, quando c'era ancora la neve, avvenuto in Comunita' Montana frangente nel quale sarebbe stata incontrata una societa' cooperativa che rispettando tutte le prerogative sanitarie, e sulla base di convenzione, si sarebbe resa disponibile ad ultimare i lavori della RSA per un totale di 40 posti letto per poi poterla gestire.

Certo che la presidenza a rotazione della C.m è altamente penalizzante...

Leggende metropolitane? Visioni? Fanta politica o la solita politica del xxxxx?
 
Loris Dall'Acqua

REGALARE TEMPO NON HA PREZZO

                    Il Carlino Quotidiano Nazionale 27-12-12
 
Fa riflettere, specialmente in questo periodo la situazione di quelle famiglie che a causa della crisi lamentano l'impossibilità di fare i regali di Natale ai propri figli in quanto i genitori vivono la precarietà della disoccupazione. Come si suol dire, ognuno dà quel che può. Vorrei esortare quei genitori che si ritrovano senza lavoro a non disperare per non poter dare regali materiali ai figli. Cerchiamo sempre di vedere il bicchiere mezzo pieno piuttosto che mezzo vuoto, visto che hanno qualcosa di più prezioso è cioè il tempo libero da dedicare loro.
I bambini manifestano gioia per i regali ricevuti solo per qualche ora, regali di cui si dimenticheranno nell'arco di pochi giorni. Regalando loro il proprio tempo si regaleranno emozioni e ricordi che i figli porteranno con se anche da grandi. In molte città e paesi, dall' Immacolata al''Epifania, c'è un ricco calendario di iniziative dedicate alle famiglie e ai bambini, tanti gli eventi gratuiti a cui si può accedere.
Le emozioni non si misurano sul piano economico, regalando loro tempo riusciranno a dargli comunque un bellissimo Natale che sicuramente ricorderanno anche da grandi.
Cordiali saluti,
Loris Dall'Acqua Poggio Berni (RN)

venerdì 14 dicembre 2012

IL PATTO DELLA PIZZATA

La Voce 15-12-12

LA RISPOSTA AL PATTO DELLA TAGLIATA

Al patto della tagliata ( la famosa cena a base di Tagliata di manzo a cui hanno partecipato alcuni sindaci della Valmarecchia per parlare di Unione ) abbiamo risposto col patto della pizzata!

Ci siamo incontrati con una decina di amici di fronte ad una succulenta pizza per parlare di riordino territoriale, un gruppo di amici di alta e bassa Valmarecchia,( esponenti della politica locale e comuni cittadini), un incontro assolutamente informale da cui sono emerse alcune riflessioni in merito.

Nasce quindi un gruppo che mette la Valmarecchia e i suoi cittadini al primo posto rispetto a qualsiasi altra logica di cui ci facciamo portavoce.

Visto che è in fase di gestazione la nuova legge regionale sul riordino territoriale degli enti locali, sarebbe bene riflettere su un elemento che desta non poche perplessità e cioè la definizione degli Ambiti Territoriali Ottimali ( ATO ) in rapporto alle Unioni.
La Vice Presidente della Regione Ass. Simonetta Saliera, in merito all’individuazione degli Ato, si dimostrò a parole piuttosto flessibile in merito alla possibilità, che all'interno di un ambito, i comuni decidessero se costituire una o più unioni, anche se la Saliera non nascondeva l'auspicio per una perfetta corrispondenza 1 ATO = 1 UNIONE. Dalla bozza della Legge Regionale traspare invece che quello che era solo un auspicio diventerà la regola.
Per la Valmarecchia, la Regione avrebbe individuato come ambito ottimale l'intera Valmarecchia (escluso Rimini) e quindi un territorio che va da Casteldelci sino a Bellaria che si compone di 12 comuni che con Montecopiolo (per il quale c’è attesa per il probabile passaggio di Regione) prefigurando un’ Unione addirittura a 13 , un ambito troppo eterogeneo, con problematiche molto diverse tra loro (dalla montagna alla costa) e per il quale l'eventuale creazione di sub ambiti corrisponderebbe al nulla di fatto, non avendo questi un valore che abbia qualche rilevanza dal punto di vista amministrativo e quindi decisionale.
Se nell' Ato dovrà esistere una sola unione questa sarebbe troppo ampia e “politicamente fragile”, sarebbe bene lasciare ai comuni la facoltà di scegliere di poter costituire anche più di un' Unione all' interno di uno stesso ambito.
Dal punto di vista amministrativo la Valmarecchia pare aver già scelto optando per l' ”ammucchiata”, ma se gli equilibri non dovessero resistere e la Valconca ne è un esempio che succederà? In alternativa se resta un paletto irremovibile la corrispondenza tra Ato = Unione in Valmarecchia vengano individuati 2 Ato, uno che corrisponde ai 7/8 comuni del Montefeltro, l'altro a 4/5 (con Bellaria?) della Valmarecchia contesti nei quali come ribadiamo spesso, si lasci sempre una porta aperta ad ipotesi di fusione.

Loris Dall’Acqua
Christian Carrieri

domenica 9 dicembre 2012

L' ERA MONTI



       Sarà la storia a giudicare l’era Monti, dovessimo farlo noi dovremmo auto censurarci. La fiducia che tanti avevano riposto in un governo tecnico è stata tradita, i fatti dimostrano come fosse difficile governare l’ Italia in questo periodo.

      Il limite di Monti è stato quello di essere forte coi deboli e debole coi forti, non ha avuto pietà per gli italiani ai quali ha aggiunto nuove tasse e aumentato quelle esistenti, nulla di rilevante è stato fatto per lo sviluppo economico del paese o per il contenimento della spesa pubblica.

      Gli unici tagli annunciati riguardano i servizi ai cittadini, i quali se li sono visti o se li vedranno ridurre, nonostante li stessero pagando più di prima. Se il riordino sulla sanità, solo per fare un esempio, mette in primo piano il taglio dei posti letto e dei reparti, piuttosto che la riduzione dei C.d.a.  delle Asl abbiamo di fronte uno quadro molto chiaro: la “casta” si salva sempre!

      La sfida del prossimo governo dovrà essere quella di riordinare la pubblica amministrazione: sfoltendo gli enti , sburocratizzando le procedure perseguendo una vera semplificazione e senza più mettere le mani nelle tasche degli italiani, noi abbiamo già dato.

Cordiali saluti,

Loris Dall’Acqua     Poggio Berni

sabato 8 dicembre 2012

SUL DECRETO TAGLIA PROVINCE

 
 

Liberamente tratto da PASTICCHINA DOMENICALE ROMAGNOLA di Sandro Polidori


SALTERA' IL PROVINCIONE ?
SALTERANNO TUTTE LE PROVINCIE ? (magara)
o RIMARRA' TUTTO COME PRIMA ?
o ci diranno..." DAI RAGAZZI ABBIAMO SCHERZATO"..!!!

Arrivera' a giorni in Senato la pregiudiziale di costituzionalità sul decreto legge che sancisce il taglio delle Provincie. Una misura che, se ottenesse l'effetto desiderato dai piu' , porterebbe alla riscrittura del provvedimento.

"Bisogna capire se la costituzionalità della riforma delle Province passa tramite la Consulta o se a decidere sara' il Parlamento"  "Potranno decidere o di bocciare il decreto legge, oppure di farlo passare in attesa della pronuncia della Corte costituzionale". La decisione riguarderà il ricorso presentato dalla Regioni contro il decreto affossa Italia.

Il voto o la rinuncia ad esso del Parlamento dipenderà "dalla ricaduta che la bocciatura del decreto avrebbe sul piano politico". Lunedì la Commissione affari costituzionali deciderà sugli emendamenti. Molti prevedono "modifiche leggere" e l'aggiunta di altre poche province. 

DUNQUE VEDREMO E SEMPRE VIVA LA REGIONE ROMAGNA
E I COMUNI PIU GRANDI E DETERMINATI.

martedì 27 novembre 2012

VALSAMOGGIA DICE SI ALLA FUSIONE

 Il Corriere 28-11-12

In Valsamoggia si è tenuto l'atteso referendum consultivo previsto per scegliere se procedere verso la fusione dei 5 comuni al fine di costituire un comune unico o restare ognuno sotto al proprio campanile, anche se questo rischia di penalizzare i propri cittadini ai quali, i piccoli comuni, riescono a garantire a malapena i servizi.
In Valsamoggia i cittadini hanno detto sì! Anche se in due comuni ha prevalso il no, il risultato complessivo è comunque stato positivo, peccato che il referendum fosse solo consultivo in quanto si consente alla politica di decidere con il rischio di veder ribaltata la volontà popolare, anche se, ci si augura che nessuna forza politica si voglia prendere la responsabilità di non rispettare il voto popolare.

Per una valle che decide ce n'è un' altra che entro questo mandato elettorale (il 2014) si accingerà a consultare la cittadinanza. Nella Valle del Rubicone è infatti iniziato il processo di fusione che porterà presto i residenti di Savignano sul Rubicone e San Mauro Pascoli a scegliere se trasformarsi in un Comune Unico.

Di fronte a questi cambiamenti in atto come questi, come si può stare semplicemente alla finestra a guardare cosa fanno gli altri?

In Provincia di Rimini purtroppo si parla solo di Unioni e poco e malvolentieri di fusioni, anche se, qualche timida ed esigua ipotesi di fusione, da parte di chi è forza di governo in Valmarecchia comincia a farsi avanti.

Riuscirà il risultato della Valsamoggia a dare maggior slancio al tema ed a far si che si apra un dibattito serio e costruttivo?

Cordiali saluti,


Loris Dall'Acqua Poggio Berni

domenica 25 novembre 2012

TURISMO a 11 un'altra LETTERA A COM_UNICO

La Voce 27-11-12

Sarebbe interessante capire fino in fondo come mai il club di prodotto ”Malatesta & Montefeltro” sia fallito miseramente! La legge regionale comprende una galassia di sigle di societa’, una molteplicita’ di progettazioni e di funzioni, di elargizioni, compensi, indennità forse condizionati da logiche politiche e soprattutto partitiche il tutto centralizzato tramite APT Servizi S.R.L. costituita dalla stessa regione che detiene il 51% delle quote sociali e sistema Camere di commercio della Regione con il 49% attraverso la quale “innovare” il Turismo Regionale soffocandola pur minima autodeterminazione dei territori che rischia di ridursi alla sola scelta della carta e dei totem turistici.



Già nel giugno del 2010 si era auspicato di riuscire entro il 2015 a portare a 200.000..le attuali 160.000 presenze turistiche annue nelle nostre colline un + 8% entro il 2015 appare ridicolo in mancanza di un progetto. Attualmente su 100 turisti che vengono nella nostra zona, 80 cercano il mare e 20 cercano la collina e la montagna sembra quasi che non si voglia in definitiva creare una nostra propria identità che per noi significherebbe un vero sviluppo per le prossime generazioni al di la dei radicalismi od esclusioni ma sempre nell’intento di creare un prodotto il più appetibile possibile per il mercato.

Quale identita’ sapremo costruire o far emergere lo potremmo sapere solo noi che la valle la viviamo tutti i giorni, non lo possono sapere certamente da Reggio Emilia: Il sindaco di Pennabilli, ad esempio, in più occasioni affermava, che pensare ad un prodotto autonomo per l’entroterra fosse una contraddizione, che occorreva trovare una interazione fra il turismo di riviera e di collina, forse dimenticando che bagnini e gli altri gestori della costa, per non far scappare il turista, se potessero , lo legherebbero all’ombrellone.

Ma vediamo i soldi del 2012 che ammontano a ben 34.712.000 euro REGIONE EMILIA –ROMAGNA quanti ne vengono adoperati per sostenere l’ente e quanti per realizzare progetti? Quali grandiosi progetti aveva in mente la Provincia per noi?

19 milioni se li portano via UNIONI DI PRODOTTO E APT che rappresentano il 54,31% della torta.

6 milioni al consorzio fidi e cooperative di garanzia

700.000 euro a progetti innovativi

510.000 ai comuni

250.000 all’osservatorio turistico regionale

1.900.000 alle stazioni sciistiche

7.500.000 fondi nazionali per il restyling recettive dedicate al congressuale

Sarebbe utile sapere la ricaduta di questi finanziamenti nella nostra vallata del Marecchia nei vari termini una domanda che ci pare più che legittima.

Come si può parlare di sviluppo della Valmarecchia, senza una viabilità e mobilità adeguate, senza la manutenzione dei nostri fiumi e la salvaguardia della montagna?

Se queste problematiche non vengono discusse decise e pianificate nel breve tempo credo non ci aspetti altro che il default politico ed economico di questa triste valle.

Turismo di vallata con regia unica radiocomandata da Reggio Emilia? No, grazie! Il regista lo vogliamo in Valmarecchia.


Amico di com_unico

lunedì 19 novembre 2012

FUSIONI di ALMENO 10.000 abitanti !!!

LA LEGGE NON CONSENTE LA NASCITA DI NUOVI COMUNI CON MENO DI 10.000 ABITANTI

SALVO CHE CIO' AVVENGA TRAMITE FUSIONE

MA......

SE IL LEGISLATORE PER I NUOVI COMUNI INDIVIDUA UN MINIMO DI 10.000 ABITANTI PROBABILMENTE CI TROVIAMO DI FRONTE AD UNA SOGLIA SOTTO LA QUALE SAREBBE AUSPICABILE NON SCENDERE ANCHE PERCHE' PASSARE DA UN PICCOLO COMUNE AD UN COMUNE CHE E' SOLAMENTE POCO PIU' GRANDE NON SI RAVVISA QUEL SALTO DI QUALITA' CHE TANTI SI ATTENDONO.



Dal testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali
g.u. n 227 del 28 .9.2000 ..n. 162
.......

Articolo 13
Funzioni

1. Spettano al comune tutte le funzioni amministrative che riguardano la popolazione ed il territorio comunale, precipuamente nei settori organici dei servizi alla persona e alla comunita', dell'assetto ed utilizzazione del territorio e dello sviluppo economico, salvo quanto non sia espressamente attribuito ad altri soggetti dalla legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze.
2. Il comune, per l'esercizio delle funzioni in ambiti territoriali adeguati, attua forme sia di decentramento sia di cooperazione con altri comuni e con la provincia.
Articolo 14
Compiti del comune per servizi di competenza statale

1. Il comune gestisce i servizi elettorali, di stato civile, di anagrafe, di leva militare e di statistica.
2. Le relative funzioni sono esercitate dal sindaco quale ufficiale del Governo, ai sensi dell'articolo 54.
3. Ulteriori funzioni amministrative per servizi di competenza statale possono essere affidate ai comuni dalla legge che regola anche i relativi rapporti finanziari, assicurando le risorse necessarie.
Articolo 15
Modifiche territoriali fusione ed istituzione di comuni

1. A norma degli articoli 117 e 133 della Costituzione, le regioni possono modificare le circoscrizioni territoriali dei comuni sentite le popolazioni interessate, nelle forme previste dalla legge regionale. Salvo i casi di fusione tra piu' comuni, non possono essere istituiti nuovi comuni con popolazione inferiore ai 10.000 abitanti o la cui costituzione comporti, come conseguenza, che altri comuni scendano sotto tale limite.
2. La legge regionale che istituisce nuovi comuni, mediante fusione di due o piu' comuni contigui, prevede che alle comunita' di origine o ad alcune di esse siano assicurate adeguate forme di partecipazione e di decentramento dei servizi.
3. Al fine di favorire la fusione dei comuni, oltre ai contributi della regione, lo Stato eroga, per i dieci anni successivi alla fusione stessa, appositi contributi straordinari commisurati ad una quota dei trasferimenti spettanti ai singoli comuni che si fondono.
4. La denominazione delle borgate e frazioni e' attribuita ai comuni ai sensi dell'articolo 118 della Costituzione.
Articolo 16
Municipi

1. Nei comuni istituiti mediante fusione di due o piu' comuni
contigui lo statuto comunale puo' prevedere l'istituzione di municipi nei territori delle comunita' di origine o di alcune di esse.
2. Lo statuto e il regolamento disciplinano l'organizzazione e le funzioni dei municipi, potendo prevedere anche organi eletti a suffragio universale diretto. Si applicano agli amministratori dei municipi le norme previste per gli amministratori dei comuni con pari popolazione.

CON LE FUSIONI COMUNI DI ALMENO 10.000 ABITANTI !!!

sabato 17 novembre 2012

SANITA' : L' ETICA BATTUTA DAL BUSINESS?

Lettere a Com_unico

E se l'ospedale di Novafeltria dovesse essere chiuso, che ne sarà di tutta l'Alta Valmarecchia? Saremo condannati a crepare in un' ambulanza che corre verso Rimini e rimane imbottigliata nel traffico della Marecchiese? Lo scandalo non è solo il rischio di assistere a tagli indiscriminati su questo settore, ma anche quello di aver riempito il territorio di Domus Mediche PRIVATE dove si PAGA, dove si trova di tutto e di più, un di piu ovviamente a Pagamento che non viene garantito dalla sanità pubblica, ed ora il conto è salato, rischio chiusura o depotenziamento tanto gli italiani quel che non trovano si rassegneranno a mettere mano al portafoglio. La sanita' pubblica non puo' essere business e basta, deve migliorare la qualita' della vita e la prevenzione dei cittadini tutti con il minor costo possibile, ma senza lesinare nè letti, nè servizi, nè qualità ed organizzazione medica. Esistono poliambulatori attrezzati PUBBLICI? La sanita' di eccelenza dov'e' ? Dov'e' la RSA? Dov'e' il reparto di auxologia e diabetologia? A Novafeltria non so perchè ma se lo aspettavamo in tanti! Nei fatti se l'è fatto l' Ospedale di Rimini e ancora, dov'e' la riabilitazione fiosioterapeutica? Dove sono finite le nostre ANALISI ED OPERATORI? Proviamo a cercarli a Rimini e nelle DOMUS MEDICHE private e COOP SERVIZI per vedere se come i topolini si sono messi in salvo per tempo?


Amico di com_unico

UNIONE: continuano ad arrivare lettere a com_unico

Dalla Bacheca di Com_unico

"Sono proprio le economie di scala che si possono realizzare a livello di vallata a garantire la possibilità che tutti i cittadini della Valmarecchia abbiano lo stesso standard di servizi." Stesso standard e stessi costi da Santarcangelo a Casteldelci? Urge riflessione e discussione pubblica quella che finora è stata concessa solo a Casteldelci...
"Tra le prime azioni che saranno messe in campo la proposta di un COORDINAMENTO DEI SINDACI DELLA VALMARECCHIA, per un’ azione di raccordo permanente dell’attività amministrativa, associata ad una Conferenza Territoriale periodica che coinvolga tutti gli eletti nei Consigli Comunali, per attivare così un ampio processo partecipativo, un’adeguata comunicazione nel territorio e condivisione delle scelte. Tra le prime cose da fare la definizione di un PIANO STRATEGICO DI VALLATA (nel quale potrebbe essere ricompreso il progetto di creazione del marchio turistico “Valmarecchia”), una proposta complessiva sulle infrastrutture e mobilità, un’aggregazione forte per lo sviluppo del turismo, servizi alla persona e all’impresa."

Con questa classe dirigente il rischio è che si istituiscano i soliti tavoli tecnici, dove si parla e non si decide nulla, e mai come ora la Valmarecchia si trova di fronte a delle scelte importanti in cui decidere è una necessità visto che, diversamente il rischio a cui si va incontro è che si adottino iniziative calate dai piani più alti.

Amico di com_unico

venerdì 16 novembre 2012

SANITA' RISCHI SEMPRE PIU' CONCRETI

OSPEDALE FRANCHINI, SACRA FAMIGLIA, CLINICHE PRIVATE e SALE OPERATORIE
Preoccupazione generale sulla sanità in generale la scure dei tagli pare abbattersi dove fa più male ovvero sui cittadini le notizie in merito sono sconsolanti:
- al FRANCHINI A SANTARCANGELO staremo altri 6 mesi senza primario, e se ricordate le motivazioni con cui, il primario che vinse il bando, rinunciò al posto mantengono vivo il timore in molti che un luminare della chirurgia alla mammella avrebbe fatto fatica a trasferirsi in un ospedale dal destino incerto. Incertezza aggravata dal fatto che all'INFERMI di RIMINI ha appena inaugurato il reparto di senologia.....
- SACRA FAMIGLIA A NOVAFELTRIA "Giù le mani dal laboratorio di analisi" questo il grido all'unisono dell'Alta Valmerecchia contro l' AUSL e ricordiamo che l'ausl sui nostri ospedali aveva dato rassicurazioni sul fatto che non sarebbero stati depotenziati
- CLINICHE PRIVATE anch'esse a rischio? Senza il cofinanziamento pubblico lo saranno eccome e nel riminese si fanno nomi eccellenti
- E' di ieri la notizia che nelle vicine Marche in alcuni piccoli ospedali per metà dicembre verranno chiuse le sale operatorie


LOTTIAMO PER I REPARTI

LOTTIAMO PER I POSTI LETTO

LOTTIAMO PER I NOSTRI OSPEDALI!

Loris Dall'Acqua

NO ALL' UNIONE A 11 by Lettere a com_unico

NO ALL'UNIONE A 11

Perché è un ente di 2° grado, che significa ad elezione indiretta e che non è nemmeno in grado di garantire la rappresentanza di tutte le forze politiche.

Perché il controllo delle dichiarazioni ISEE, il sistema informativo
territoriale, la pianificazione del territorio, la gestione catastale,
l'informazione turistica, i servizi alla persona (sempre disomogenei), la gestione dell'RSU, la
programmazione urbanistica e degli uffici tecnici sono una vera babilonia.

Non facciamoci scappare l'occasione di esaminare seriamente con tutti e cioè forze politiche-sociali- sindacali ed istituzionali, quale sia la dimensione territoriale ottimale ed
omogenea per area geografica e quale riorganizzazione istituzionale
locale più congeniale alla Valmarecchia certamente non così vasta come ipotizzata dal PD.

Quand'è che una UNIONE di comuni può raggiungere il maggior grado di solidità? Quali sono, o possono essere le scale di paragone ? In Alta Valmarecchia la revisione della macchina
politico organizzativa dovrà essere compiuta sempre a seguito della
nuova Legge della Regione E.R. la n. 10/2008, e le tante novità introdotte successivamente tra cui quelle della spending review che non obbliga ad Unioni ma ad associare i servizi. Da questo punto di vista i circoli del PD della Valmarecchia hanno iniziato a progettare L’ UNIONE A 11 COMUNI
per governarli unitariamente e magari con un monocolore politico?


Normalizzazione centralistica e burocratica,
già in essere nella attività normativa e politico - amministrativa della
Regione dove la parvenza democratica di decentramento di deleghe e
funzioni risponde comunque ad una logica di potere e controllo a sistema
delle politiche territoriali , quale metodo di lavoro e processo
permanente alla base delle scelte di governo locale. Per il PD della
Valmarecchia tutto ciò assume un obbiettivo di tipo strategico per un
programma politico amministrativo condiviso.



Amico di com_unico

giovedì 15 novembre 2012

E SE L'ALTAVALMARECCHIA SI SPOPOLA?

SPOPOLAMENTO E SPOLPAMENTO

LA RISPOSTA DI COM_UNICO
 
Lo spopolamento della montagna è un rischio reale per l’Alta Valmarecchia, 50 anni fa essa era popolata tanto quanto lo è oggi la pianura. Come ricordate nei vostri commenti ai tempi un paese come Sogliano al Rubicone contava 15.000 abitanti più o meno quanti ne contava Santarcangelo negli anni ’80. Purtroppo molteplici fattori hanno spinto molti residenti a spostarsi a valle e verso la città tant...
o che da 15.000 si è passati a 3.000.
A Sogliano il fenomeno dello spopolamento probabilmente si è arrestato con la l’arrivo della discarica che ha portato tanti elementi negativi nella valle ma come tutte le medaglie al rovescio corrisponde il dritto. Sogliano per tenere sul proprio territorio la discarica è diventato un comune ricco e ha provveduto a distribuire questa ricchezza sul territorio: lo ha fatto recuperando i propri borghi che sono stati riqualificati, e sta offrendo una serie di incentivi ai residenti come una bassa tassazione, mutui agevolati per l’acquisto della casa, trasporti e asili gratuiti per i bambini ecc. tutte soluzioni che incentivano quanti faticano a fare quadrare i conti a scegliere Sogliano rispetto ad altri comuni.
QUALE FUTURO PER L’ALTA VALMARECCHIA?
Anche l’Alta Valmarecchia ha conosciuto il fenomeno dello spopolamento, siamo passati dai 30.000 abitanti del 1940 agli attuali 17.268 cittadini , spalmati su 7 comuni con oltre 2.000 stranieri abbiamo perso dunque oltre 15.000 abitanti, senza investimenti che portino beneficio ai residenti e alle imprese del territorio il rischio è che la storia si ripeta.
Un paese come Casteldelci da 1.800 a meno di 500 probabilmente, se si fosse realizzato il parco eolico questo avrebbe creato posti di lavoro invogliando i giovani a restare in Valmarecchia.
L’area artigianale che in sede di Ptcp è stata chiesta e non concessa è un altro esempio di come lasciar scappare i giovani che sono il futuro della valle. La risposta lapidaria della Provincia per chi se lo fosse dimenticato fu che per chi desiderasse investire in un’area artigianale la risposta era che lo avrebbero potuto fare nel Triangolone.
Un altro colpo inferto alla Valmarecchia.
Anche il collegamento con la E 45 contribuirebbe a far si che la Valmarecchia non si sentisse isolata e tagliata fuori dal mondo oggi l’unico asse di collegamento tra Rimini e Sansepolcro è la Marecchiese con i limiti che tutti conosciamo ed il tempo di percorrenza per raggiungere una parte o l’altra influisce sulla scelta di abitare o meno in Alta Valmarecchia o decidere di prendervi solo un casolare per il week-end.
Niente investimenti, niente futuro.

mercoledì 14 novembre 2012

VIA PROVINCE E UNIONI

Il riordino territoriale ha finalmente provveduto a dare una sforbiciata alle Province, un’azione tesa ad abbassare i costi della politica e della pubblica amministrazione, anche se, quando si adottano soluzioni parziali, alla fine si rischia, che nel breve termine, si ritorni a spendere anche più di prima.
Colgo favorevolmente il taglio del numero delle Province, ma non nego che avrei preferito la loro completa cancellazione, un ipotesi che continuo comunque a caldeggiare, le poche funzioni rimaste in capo alle Province si sarebbero potute ripartire tra Comuni e Regione senza tante difficoltà. Gli accorpamenti che si stanno attuando in questi mesi, anche se ne riducono il numero ad una cinquantina, stanno generando di conseguenza la nascita di Unioni di comuni che altro non sono che enti di secondo livello che si pongono a metà strada tra Province e Comuni allo scopo di gestire funzioni e servizi in forma associata, ma a questo punto le Unioni saranno numericamente superiori al numero di Province che si volevano ridurre è questo genera solo un effetto: l’ incremento delle poltrone.

Altra considerazione è il rapporto numerico tra Regioni e Province. Col nuovo assetto territoriale che ci viene prospettato dovremo avere una cinquantina di Province amministrate da una ventina di Regioni ci ritroveremo quindi in media 2-3 Province per ogni Regione e vien da se che se avessimo provveduto ad un piccolo frazionamento delle Regioni più grandi e popolose avremmo potuto tranquillamente attuare un riordino degno di questo nome.

A mio avviso le Regioni dovrebbero avere come interlocutori diretti sul territorio Comuni di media grandezza ( incentivando quindi le fusioni), facendo sparire completamente le Province, le Unioni, le Comunità Montane ecc.

Questa formula sarebbe più snella e al tempo stesso in grado di gestire il territorio in maniera più attenta e puntuale, oltretutto i tempi di intervento si ridurrebbero notevolmente senza tutti questi organi intermedi.

Cordiali saluti,

Loris Dall’Acqua Poggio Berni

ALTA VALLE: SENZA IDEE RISCHIO SPOPOLAMENTO

La Voce 15-11-12
IL CITTADINO CHIAMA,
         COM-UNICO ASCOLTA
 
Un amico geometra ha predisposto dei documenti per un atto di compravendita di un'abitazione nel comune di Casteldelci. Gli acquirenti erano due riminesi, il venditore era un pensionato nato e vissuto a Casteldelci. Questo signore vendeva la propria unica abitazione a due riminesi che l'avrebbero utilizzata, forse, come seconda casa. Il signore di Casteldelci mi ha raccontato che era contento di andarsene, che non ne poteva più, che aveva preso un appartamento in affitto a Novafeltria. Ho pensato che doveva aver fatto due conti, e che con i soldi della vendita e la pensione (suppongo minima), poteva permettersi una vita più comoda. Poi mi ha detto che su venti persone del suo vicinato, solo due gli hanno detto che faceva bene, mentre tutti gli altri l'hanno sconsigliato dicendo che era matto.

Alla fine della fiera Novafeltria ha un abitante in più, un anziano un po' matto che passa i pomeriggi a leggere il giornale al bar senza consumare più di un caffè. Casteldelci ha un abitante in meno e due vecchi appartamenti che saranno abitati per pochi giorni all'anno, da persone che non saranno mai integrate nella realtà di Casteldelci perché non hanno interesse in tal senso. Quanto valeva il nostro pensionato per il territorio di Casteldelci e quanto vale per il territorio di Novafeltria?

L'aspetto drammatico è proprio questo, il nostro è un territorio che rischia di spogliarsi dell'unica ricchezza che ha: i suoi abitanti. Se vengono a meno servizi essenziali il rischio di spopolamento sarà inarrestabile.



Amico di com_unico

martedì 13 novembre 2012

RIORDINO TERRITORIALE di Wiva ComUnico


La Voce 14-11-12
L'esigenza del contenimento dei costi della politica e di quelli amministrativi ha generato diverse azioni che, in maniera più o meno diretta, hanno imposto vecchie e nuove riflessioni. Il riordino delle province era la base su cui poggiavano le riflessioni sulle grandi unioni; con la soppressione delle province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini in favore della nascita della provincia Romagna vengono abbattuti i vecchi confini provinciali, per cui si apre la strada anche ad alcune riflessioni che, fino a pochi mesi fa, erano impensabili, sebbene permangano confini legati al distretto sanitario.

L'inizio del percorso di fusione dei vicini comuni del Rubicone, nonchè l'ipotesi di finanziamento decennale che la normativa prevede per questo tipo di soluzione, devono aver finalmente favorito in Valmarecchia, all'interno del Pd, la nascita di valutazioni e ragionamenti diversi dall'unione a 11. Lo ha fatto Vincenzo Sebastiani, ex sindaco di Novafeltria, che ha avanzato informalmente l'ipotesi di fusione di 3 comuni dell'alta Valmarecchia (Novafeltria, Talamello e Maiolo) e lo ha fatto anche Daniele Amati, sindaco di Poggio Berni, che avanza la riflessione di fondersi con qualche comune limitrofo, pur senza indicare quale/i, lasciando però campo aperto alle varie ipotesi, nelle quali si potrebbe anche inserire Borghi, non più separato da confini provinciali.

L'obbiettivo che noi di Com_Unico ci siamo posti nel lungo termine è quello del raggiungimento di un grande Comune della Valmarecchia e di un grande Comune del Montefeltro, ma, nel breve termine, possiamo ritenerci soddisfatti del raggiungimento di un primo obbiettivo ovvero una più ampia trasversalità del tema della fusione, che, in Valmarecchia, sembrava appannaggio solo di alcune forze politiche. Con l'apertura adesso da parte di esponenti del Pd ad ipotesi di fusioni, anche se parziali, finalmente si potrebbe aprire la possibilità di un dibattito e di un confronto veri. Nel gruppo che abbiamo creato su facebook "Verso quale Valmarecchia", che conta poco meno di 200 iscritti, questi passi in avanti stanno facendo fioccare molti commenti e contributi.

Interessante, poi, è la proposta di gestione del turismo, che esorta a fare sistema da subito e propone, in questo caso, una Valmarecchia unica la cui regia sia la Valmarecchia stessa.



com_unico@libero.it

venerdì 9 novembre 2012

TURISMO VALMARECCHIA COME FARE SISTEMA?

LA VOCE 11-11-12
IL CORRIERE 14-11-12

Se dal punto di vista amministrativo, l'idea di una gestione di servizi e funzioni attraverso un’Unione a 11 è preoccupante, essendo preferibile l’attuale assetto costituito da un’Unione Montana a 7 e un’ Unione a 4 all'interno delle quali valutare ipotesi di FUSIONE, sotto il profilo turistico è invece opportuno, provvedere al più presto a “fare sistema”. Abbiamo il dovere di credere nella Valmarecchia quale meta da proporre sul mercato turistico, non più come appendice e ripiego del turismo della costa, ma come un “prodotto indipendente".

Da meta di escursionismo a meta turistica, questo è il salto di qualità che dobbiamo fare, quello necessario che ci faccia mettere in campo tutte quelle azioni volte a far conoscere una Valmarecchia in cui poter anche soggiornare in cui vengano messe in rilievo tutte le eccellenze del territorio sotto il profilo storico, culturale, enogastronomico, paesaggistico, ecc.

Per provvedere a tutto questo, occorre una regia che svolga un ruolo di coordinamento e che si occupi di far conoscere anche oltre i confini regionali la nostra realtà, una gestione in forma associata che deve mantenere in Valmarecchia il suo potere decisionale e non deve dar adito alla creazione dell’ennesimo carrozzone.

Mi auguro si colga al più presto questa opportunità senza che dal cilindro magico il PD se ne esca con il solito Consorzio a cui aderire, sarebbe un'idea preoccupante, in quanto se così fosse, ci troveremmo a confrontarci con enti che nulla hanno a che fare con la Valmarecchia mentre sarebbe il caso di individuare una soluzione "nostrana", nel possibile che non vada ad aggravare né ora né in futuro le casse dei nostri comuni, e che non deleghi il potere decisionale ad altri che siano fuori dalla nostra vallata. Un nuovo ente che avrà poi bisogno di un presidente, un vice presidente, di consiglieri, dirigenti ecc. , che percepiranno indennità e rimborsi non è quel che fa per noi.

Una soluzione potrebbe essere l’utilizzo delle attuali unioni alle quali conferire delega in materia turistica, una delega piena per quanto riguarda le strategie di promozione e valorizzazione turistica, istituendo un tavolo permanente tra le due unioni in cui si definiscano le strategie turistiche comuni; un tavolo che interagisca frequentemente con la realtà del territorio, provvedendo, quindi, ad aprire il medesimo anche ad associazioni di categoria, turistiche ed ad altri portatori di interesse.

Qualora si ravvisasse invece la necessità di favorire la nascita di un asse pubblico – privato, al fine di rispondere anche a quanto stabilito dalla legge regionale 7/1998, questo dovrebbe assolutamente tenere in considerazione alcuni elementi quali:

- La necessità di mantenere il potere decisionale in Valmarecchia

- La valorizzazione e salvaguardia dei due elementi che contraddistinguono il territorio: il fiume e la montagna

- Che i comuni facenti parte di un club o unione di prodotto siedano con pari dignità ( con un' Unione di prodotto si possono anche allacciare legami e provvedere a sinergie con la stessa costa romagnola per una vera valle unica )

- Che ci sia equità nella ripartizione delle risorse qualora si riescano ad intercettare fondi provenienti da altri enti evitando un contesto fatto di figli e figliastri

- Che non si costituisca un carrozzone fatto di poltrone da occupare, ma che le varie componenti vi siedano a titolo gratuito.



Loris Dall'Acqua     Poggio Berni



giovedì 8 novembre 2012

RIORDINO TERRITORIALE

RIORDINO TERRITORIALE


A molti è sfuggito l'articolo su La Voce in cui venivano riportate alcune dichiarazioni della Vice Presidente della Regione in merito al riordino territoriale quindi ho provveduto alla sua trascrizione quasi integrale



DICHIARAZIONI DELLA SALIERA tratte dall' art de La Voce del 28 Ottobre 2012



La Regione si prepara ad obbligare tutti i comuni a gestire i servizi in forma associata in modo che non ci siano più 348 comuni come interlocutori, ma 40-50 unioni. A dirlo è il vice presidente di viale Aldo Moro Simonetta Saliera intervenuta alla conferenza provinciale delle donne del Pd di Bologna.

" Entro qualche mese - anticipa la Saliera - proporremo e vareremo una legge che rafforzi l'obbligatorietà della gestione associata" perchè si restringa il campo di confronto a 40-50 unioni.

La numero due della Regione critica poi apertamente il premier Monti e il suo esescutivo "La volontà di questo Governo al pari del precedente mi pare essere quella di utilizzare questa crisi per ridurre l'autonomia degli enti locali e per tornare a un centralismo pre -1970 di cui già cominciamo a sentire le ricadute in termini di minori risorse per minori servizi alle persone."

Come Emilia - Romagna assicura la Saliera contrasteremo questo nuovo centralismo e proponiamo una vera riforma dello stato a partire dalla nascita della camera delle autonomie in parlamento fino alla reale cancellazione di quelle diramazioni provinciali dello stato che sono doppioni rispetto agli enti locali la cui condizione imprescindibile è quella di avere, a tutti i livelli locali, una reale autonomia finanziaria basata sulla responsabilità degli amministratori verso cittadini ed elettori. Saliera si augura dunque che Pier Luigi Bersani inserisca nel programma del Pd una forte riforma dello stato che vada in questa direzione.


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CONSISERAZIONI:


Ho alcune perlessità in merito alle dichiarazioni della Saliera che sintetizzo in queste 5 domande:


- La Saliera vede in questi governi un tentativo di ritorno al centralismo pre anni '70, ma con le Unioni non si provvede forse a centralizzare in questi enti di secondo grado poteri di cui vengono spogliati i Comuni?

- La Saliera parla di Unioni e dimentica di citare le Fusioni anche queste assieme alle Unioni contribuiscono a ridurre gli interlocutori con la quale la Regione si dovrà rapportare, non ritiene le fusioni più dignitose e rappresentative del territorio rispetto le Unioni?

- Perchè ad ogni ambito che la Regione ha individuato anzichè lasciar decidere le amministrazioni locali non viene posto il quesito referendario ai cittadini dando loro facoltà di scelta tra Unione o Fusione ?

- La Saliera demonizza i doppioni ma le Unioni non sono forse dei doppioni quando le deleghe a queste conferite non sono "piene"?

- La Saliera, frazionando il territorio regionale in Unioni, non crede di appesantire ulteriormente l'amministrazione del territorio visto che si creano grandi Unioni, ma non spariscono le province, ma soprattutto la Salieracsi sveli l'arcano che a tutti sta a cuore: che fine ha fatto fare al Pepe?


Loris Dall'Acqua Poggio Berni

sabato 3 novembre 2012

CRISTIANITA' A RISCHIO ESTINZIONE?

Può una società sempre più multi etnica diventare il pretesto per imporci la rinuncia ai riti e ai simboli della nostra religione? Le istituzioni devono mantenere, come è giusto che sia, una certa laicità, ma è innegabile che la nostra storia affondi le radici nel Cristianesimo, così come è un dato inconfutabile che la religione Cattolica sia quella che in Italia conti il maggior numero di fedeli.
Tra le istituzioni pubbliche e la Chiesa da sempre esistono, in via più o meno informale, rapporti consolidati, non mi riferisco solo a quanto stabilito dai Patti Lateranensi, ma anche in altri ambiti in cui si sono instaurate delle consuetudini alle quali non è giusto rinunciare.
In una società multi etnica e globalizzata in cui coesistono più religioni deve essere prioritario l’insegnamento del rispetto per le religioni, ma purtroppo c’è chi pensa che, mettere in essere tutto ciò, significhi censurare la nostra religione.
I casi di cui siamo stati testimoni in questi anni sono tanti: dalla distruzione di presepi realizzati per le vie e le piazze di alcune città, alla pretesa di rimozione dei crocifissi da pubblici edifici, alla distruzione di statue raffiguranti icone sacre, alla volontà di vietare la realizzazione dei presepi nelle scuole.
Chi pone veti purtroppo utilizza come scusa quella di tutelare delle minoranze religiose che purtroppo vengono invece usate come capro espiatorio da chi vuole celare un certo ateismo per non dire intolleranza verso i cristiani e non parlo di quanti sono immigrati nel nostro paese bensì di chi occupa posti di potere e che non esita ad approfittarsi del proprio ruolo per imporre le proprie camuffate da un certo " buonismo" che deve essere invece smascherato.
Purtroppo sto rilevando un' escalation continua di azioni tese a relegare all' angolo la nostra religione. Ultimamente ho visto oggetto di questi tentativi la Benedizione: dalla mancata benedizione ad inaugurazioni di pubblici edifici o in altre circostanze pubbliche in cui era abitudine secolare la benedizione da parte del prete fino ad arrivare addirittura a quello che definirei il livello più basso ovvero quello di negare la benedizione ad un Presepe.
Una società che si sgancia dai valori cristiani è una società destinata ad impoverirsi culturalmente e spiritualmente e forse mai come in questo periodo storico avremmo bisogno di valori in cui credere.
Cordiali saluti,
Loris Dall'Acqua Poggio Berni (Rimini)




giovedì 1 novembre 2012

SANTA GIUSTINA: RIMINI SE CI SEI BATTI UN COLPO!

La Voce 02-11-12
La Voce 04-11-.12
Il Corriere Rimini 06-11-12

RIMINI SE CI SEI BATTI UN COLPO!

La giunta santarcangiolese ha presentato alla frazione di Santa Giustina la nuova viabilità che presto dovrebbe essere inaugurata e la nuova pista ciclabile che collegherà Santarcangelo alla frazione di Santa Giustina, purtroppo non sono tutte rose e fiori e oltre alle rose occorre sottolineare anche la presenza di spine perchè purtroppo le cose potrebbero essere diverse da quelle prospettate.

Il nuovo tracciato della strada di Gronda che partirà dalla rotonda di Via Bornaccino passando dietro l'area artigianale terminerà nella nuova rotonda di imminente realizzazione sulla Via Emilia all'altezza della Via Montalaccio un'opera monca in quanto essa avrebbe un senso solo se prima di arrivare sulla statale ci fosse l'atteso proseguo che consentirebbe di bypassare la frazione, diversamente non creerà alcun beneficio per l'abitato di Santa Giustina. Le colpe sono tutte riminesi visto che ancora non hanno nemmeno progettato la circonvallazione, gli interventi di Santarcangelo non possono varcare i confini territoriali, il traffico continuerà a tagliare in due la frazione. Anzi, non correremo il rischio che una nuova rotonda molto più vicina al famoso semaforo di Santa Giustina non possa peggiorare la situazione?

Occorre anche tornare con i piedi per terra in merito al percorso ciclo pedonale che dovrebbe collegare la frazione al capoluogo, su cui sarebbe bene fare alcune puntualizzazioni. Il percorso, nel tratto santarcangiolese, se sarà realizzato, sarà comunque incompleto in quanto terminerà all'intersezione con via Pedrizzo e da questo punto sino alla piazzetta di Santa Giustina ce ne vuole. Ovviamente anche in questo caso sempre per carenza del Comune di Rimini. Inoltre va sottolineato che è incerta anche la tempistica della sua realizzazione, i soldi attraverso i quali si potrà realizzare il percorso ciclo pedonale sono legati ad un' autorizzazione governativa. La richiesta che giace a Roma è legata all'interramento dei cavi elettrici il cui costo è esorbitante rispetto ad altre soluzioni per cui se il ministero consentirà a Terna di non interrare i cavi, con i soldi risparmiati si potrà realizzare la pista ciclabile, se invece il parere dovesse essere sfavorevole per cui il Ministero dovesse pretendere l'interramento dei cavi, i soldi dovranno essere impiegati per questo e non per la pista ciclo pedonale, nè per la tombinatura del fosso (quello lato ferrovia).

Questi anni ed anni di ritardi su Santa Giustina sono indecenti! Non si potranno attribuire colpe a Gnassi che è stato eletto da poco più di un anno e mezzo, ma all'amministrazione e al Pd Riminese certamente sì, visto che c'è una continuità politica e purtroppo nella continuità ci si dimentica che esiste anche Santa Giustina.


Loris Dall'Acqua      Santarcangelo

lunedì 29 ottobre 2012

I SACRIFICI LI FACCIAMO MA FORSE C'E' UNA FALLA

La Stampa 30-10-12
Libero quotidiano 29-10-12

       Anni di sacrifici, ma come molti mi chiedo dove vadano a finire gli sforzi messi in campo. Come in un qualsiasi conto fatto di entrate e di uscite  ci dovrebbero essere dei riscontri ma mi sembra che qualcosa non torni.

       Le tasse sono aumentate , i trasferimenti dallo stato centrale agli enti locali sono stati ridotti, si è inasprita la lotta all’ evasione, nelle casse dell’erario sono entrati e entreranno milioni e milioni di euro in più, ma in cosa troviamo riscontro?

       Stiamo pagando  più tasse di prima, siamo ancora in mezzo alla crisi, si stanno tagliando i servizi, non mi risulta si stiano realizzando le grandi opere nè mi sembra ci siano significativi miglioramenti del debito pubblico.

      Penso di non essere l’unico a chiedersi dove stia andando a finire il frutto dei nostri sacrifici.

       Cordiali saluti,

Loris Dall’Acqua      Poggio Berni  (Rimini)

martedì 23 ottobre 2012

E IL PALACONGRESSI ?

CARLINO RIMINI 24-10-12

Quale futuro attende il nostro Palacongressi?
E' una struttura faraonica, costata milioni e milioni di euro, ma mi pare che non si sia imposta come ci si aspettava sul panorama nazionale ed internazionale.

Mi aspettavo un calendario piuttosto fitto, con eventi anche di fortissimo richiamo, che però non mi pare di vedere, mi pare molto al di sotto del suo potenziale.

L'arrivo del Palacongressi, assieme alla Fiera di Rimini non avrebbe dovuto contribuire notevolmente alla destagionalizzazione del turismo riminese?

Abbiamo una Ferrari che correre col motore di una Cinquecento o non siamo stati ancora in grado nemmeno di farla uscire dal garage?

Cordiali saluti,



Loris Dall'Acqua Poggio Berni

giovedì 18 ottobre 2012

CAMBIAMENTO NEL PDL GIA' INIZIATO

Libero Quotidiano online 19-10-12
Il Foglio online 19-10-12

La politica e i partiti devono recuperare credibilità verso gli elettori. La strada giusta del cambiamento sta nel rinnovamento e il PDL a mio avviso quella strada l'ha già intrapresa. Non c'è nulla da azzerare, quando i tesserati sono stati chiamati a scegliere attraverso il voto i rappresentanti dei direttivi provinciali hanno già dato avvio ad un cambiamento fatto dal basso.

Bisogna solo andare avanti! A questo organo intermedio il compito di indire le elezioni nei circoli presenti nel rispettivo ambito provinciale e sempre al direttivo provinciale il compito di eleggere i nostri rappresentanti a livelli superiori tenendo conto delle aspettative dell'elettorato che chiede a gran voce ricambio, trasparenza, competenza.

Cordiali saluti,


Loris Dall'Acqua Poggio Berni (RN)

martedì 16 ottobre 2012

A PROPOSITO DI FUSIONE di Paola Tononi

----- Original Message -----
From: SOCIOLOGA TONONI DOTT.SSA PAOLA
To: urp@comune.santarcangelo.rn.it ; urp@comune.poggio-berni.rn.it ; urp@comune.verucchio.rn.it ; unionecomuni@vallemarecchia.it ; torriana@comune.torriana.rn.it
Sent: Wednesday, October 17, 2012 5:35 AM

Tononi Dott.ssa Paola
sociologa

Spett.li Uffici di Protocollo dei comuni di Poggio Berni, Santarcangelo,Torriana e Verucchio e dell'Unione

Invio questa mia relazione sociologica in pdf allegata, affinché venga disseminata al Presidente dell'Unione, ai 4 Sindaci e ai Consiglieri di maggioranza e di minoranza dei Consigli Comunali dei comuni di Poggio Berni, Santarcangelo,Torriana e Verucchio e dell'Unione.
Grazie
Cordiali saluti
Dr.Paola Tononi
Tononi Dott.ssa Paola

COMUNE
UNICO
della
BASSA VALLE DEL

MARECCHIA

2012

PREMESSA
L'Articolo 133 recita: Il mutamento delle circoscrizioni provinciali e la istituzione di nuove Provincie nell'ambito d'una Regione sono stabiliti con leggi della Repubblica, su iniziativa dei Comuni, sentita la stessa Regione. La Regione, sentite le popolazioni interessate, può con sue leggi istituire nel proprio territorio nuovi Comuni e modificare le loro circoscrizioni e denominazioni.
I Consigli Comunali dei 4 Comuni interessati alla Fusione, dopo un lungo percorso di approfondimento nel quale saranno stati attentamente dibattuti ed esaminati i dati e le informazioni contenute in uno studio di fattibilità appositamente commissionato ad una Università, dove al fine di rispettare la piena trasparenza in un dibattito politico complesso ed articolato, i Sindaci dei vari Comuni avranno un confronto con la cittadinanza e con le associazioni di categoria, delibereranno formale istanza da inoltrare alla Regione, con la quale sollecitano l’iniziativa legislativa della Giunta Regionale per la loro fusione ai sensi dell’art. 8, comma 2, legge regionale n. 24/1996.
I Consigli Comunali dei quattro Comuni deliberano la richiesta alla RER di predisporre il progetto di legge per la fusione dei Comuni (art. 8 comma 2 L.R.24/96). Istanza composta dalle seguenti deliberazioni dei Consigli comunali, approvate con le maggioranze qualificate previste dalla legge con le stesse modalità stabilite per l’approvazione degli statuti comunali.
La Giunta Regionale approva il progetto di legge per la fusione dei Comuni.
L’Assemblea legislativa Regionale dopo avere espletate le attività amministrative dovute, esamina il testo del progetto di legge e delibera sull’indizione del referendum (art. 11, comma 1-bis); se viene deliberata l’indizione, l’Assemblea definisce il quesito e l’ambito territoriale (art. 12, comma 1 L.R. 24/96);
Emanazione del decreto del Presidente della Regione di indizione del referendum (art. 12, comma 2 L.R. 24/96);
Espletamento del Referendum;
L’Assemblea legislativa espletate le attività amministrative dovute, delibera definitivamente sul progetto di legge e approva la legge di fusione (art. 13, comma 2 L.R. 24/96);
Elezione organi del nuovo Comune
La Fusione produrrà la razionalizzazione ed il risparmio, mantenendo inalterati i livelli di assistenza ai cittadini.

IERI OGGI E DOMANI

Nei decenni, le funzioni di gestione del territorio ed erogazione dei servizi pubblici si sono andate redistribuendo dall’iniziale unico livello comunale, all'Unione. Oggi, l’immagine del territorio amministrato restituisce intuitivamente la complessità e le sovrapposizioni presenti sul nostro territorio della Bassa Valle del Marecchia.
Con la fusione, vengono eliminati gli sprechi dovuti alla sovrapposizione, ma l’accesso ai servizi alla cittadinanza non viene ridotto, ma semmai qualificato con la creazione di sportelli dai quali accedere a tutti i servizi, compresi quelli (oggi) associati
• Da ognuno di questi il cittadino/utente potrà accedere a tutte le aree di servizi, senza doversi spostare.
• La gestione dei servizi interni di staff della direzione generale, dovrà esser interamente centralizzata.
• Tutti i livelli di erogazione devono essere interconnessi grazie a un’infrastruttura di rete operativa che consente ovunque l’accesso remoto a tutte le postazioni e risorse di rete.
• Saranno richiesti investimenti per implementare servizi on line e migliorare l’interoperabilità tra i nodi (come previsto dai piani e-gov della RER)
• Gli sportelli dei servizi assorbiranno l’intera attività di front-office per tutti i servizi (accettazione istanze, informazioni, avvio delle fasi istruttorie)
• Si occuperanno inoltre dell’intera filiera dei servizi demografici, con il rilascio di certificati, documenti di identità ecc
• Potranno essere strutturati secondo layout (impaginazione)comuni in grado di prevedere desk e spazi più riservati per il rilascio e l’accettazione di domande, pratiche e documentazione.
• La consistenza del personale da impiegare dipenderà dal livello di telematizzazione dei servizi del nuovo comune, dagli standard di qualità definiti dall’amministrazione e dal tempo necessario per riqualificare le professionalità degli addetti.
Per agevolare il percorso la fusione
Occorre immediatamente continuare del processo di riorganizzazione:
• rinnovare e armonizzazione progressiva di tutti i regolamenti
• rinnovare il completamento della mappatura e unificazione dei sistemi informatici per unificare le banche dati
• rinnovare la progettazione e sviluppo dei servizi on line previa analisi dell’esistente
• prefigurazione operativa della pianta organica unica
• progettazione di un piano di formazione per riqualificare i dipendenti
Vi ricordo che dagli studi di fattibilità della Fusione di alcuni Comuni della nostra Regione è emerso che:
• Con la costituzione di uffici unici riorganizzati per ambiti, si ottiene una netta specializzazione delle risorse presenti.
• Con il solo blocco del turn over, la fusione consente un risparmio di circa l’10% sulle spese di personale, garantendo gli stessi standard di servizio: entro pochi anni anni, la spesa corrente viene abbattuta di una considerevole somma di euro/anno, salvo naturalmente scelte di potenziamento della struttura con assunzione di nuove figure. La Fusione produrrà la razionalizzazione ed il risparmio, mantenendo inalterati i livelli di assistenza ai cittadini.
PREPARARSI PER IL PERCORSO DI FUSIONE

La fusione dei 4 Comuni DELL'UNIONE DEI COMUNI VALLE DEL MARECCHIA: Poggio Berni, Santarcangelo, Torriana e Verucchio, che vedrà la nascita di un unico nuovo Comune di circa 37.000 abitanti, è una grande opportunità da cogliere immediatamente, per uscire dalle gravi povertà, in cui inevitabilmente saremo proiettati dalla crisi strutturale della nostra società contemporanea, che amplificherà le povertà: culturale, morale, etico, religiosa, sociale, politica, economica e del territorio.
La collaborazione politica e istituzionale tra i Comuni della Bassa Valle del Marecchia partita dalla costituzione della Comunità Montana, trasformatasi poi nel 2009 in Unione dei Comuni Poggio Berni, Santarcangelo, Torriana e Verucchio, è necessario che continui: i nostri sindaci devono confrontarsi sull’opportunità di avviare un PROCESSO DI FUSIONE. Al fine di verificarne i presupposti di fattibilità, occorre immediatamente, e vi garantisco che non possiamo più aspettare altro tempo, che l'Unione commissioni, un apposito studio alla Scuola di Specializzazione in Studi sull’Amministrazione Pubblica dell’Università di Bologna, così come hanno fatto altri Comuni emiliano romagnoli, che stanno attraversando l'iter della FUSIONE. Tale studio raccoglierà dettagliate informazioni in merito alla gestione, organizzazione, situazione economico-finanziaria dei nostri quattro Comuni: studio di fattibilità che dopo un dibattito politico complesso ed articolato, dove i Sindaci dei vari Comuni avranno un confronto con la cittadinanza e con le associazioni di categoria, sarà presentato nei Consigli Comunali dei 4 Comuni, che delibereranno in merito e che sarà poi trasmesso alla Regione in modo definitivo.
Giova evidenziare che il nostro territorio interessato dal processo di fusione è già fortemente integrato ed interconnesso e che alcuni servizi associati sono già una realtà in essere, che mirano a promuovere un equilibrato sviluppo del territorio.
Al fine di rispettare la piena trasparenza in un dibattito politico complesso ed articolato, i Sindaci dei vari Comuni avranno un confronto con la cittadinanza e con le associazioni di categoria, che di fatto si concretizzeranno in molti incontri pubblici con i cittadini, di ogni Comune, alla presenza di tutti e quattro i Sindaci della Valle, a cui vanno aggiunti i molti altri incontri con i rappresentanti delle associazioni degli agricoltori, commercianti, artigiani e industriali, con le associazioni di volontariato, con i rappresentanti dei sindacati e dei pensionati e ai vari Consigli Comunali anche aperti.
Prima di iniziare il percorso della fusione, poiché la partecipazione è alla base del progetto stesso, occorre educare la cittadinanza alla PARTECIPAZIONE: UN APPRENDIMENTO COLLETTIVO teso ad aumentare la consapevolezza sia da parte dei cittadini dei luoghi in cui vivono, sia degli amministratori e dei tecnici delle proprie responsabilità morali, etico, civiche, politiche e professionali, per un equilibrato sviluppo sostenibile del proprio Paese.

Purtroppo ho osservato nei nostri piccoli territori molte disfunzioni che sembrerebbero fare pensare che l'uso della partecipazione sembra essere più per scopi propagandistici e demagogici e che si è affermato uno scollamento di politiche e di progetti dalla vita reale quotidiana degli abitanti dei nostri luoghi.
Sperimentare un percorso di apprendimento collettivo significa soprattutto riconoscere il valore e l'importanza del proprio essere cittadini, riconoscere le opinioni degli altri, entrare nella relazione del NOI collettivo, senza la pretesa di avere la verità in tasca. Insisto nel dire che occorre lavorare sul tema dell'APPRENDIMENTO COLLETTIVO e soprattutto si devono mettere in campo strategie partecipative dal basso....molto dal basso.
Bisogna fare dialogare tra loro le tante professionalità coinvolte, i cittadini, gli amministratori, i funzionari ed i politici, per costruire una buon progetto di PARTECIPAZIONE COLLETTIVA VERA E AUTENTICA.
Nelle Amministrazioni locali coinvolte nel processo di FUSIONE DEI COMUNI nella nostra Regione, vi è stata e vi è tuttora la forte volontà di coinvolgere tutta la cittadinanza, fornendo occasioni strutturate di dibattito attraverso una ampia divulgazione delle informazioni relative al contesto territoriale socio-economico e al processo di innovazione istituzionale nella prospettiva, tanto rilevante, per l’intera comunità locale, di giungere alla nascita di un UNICO E NUOVO COMUNE, che considera e valorizza le diverse specificità dei territori.
La partecipazione dei cittadini e dei diversi portatori di interesse alle attività delle Amministrazioni pubbliche deve diventare, e sempre più, un elemento strategico nell’attività posta in essere dalla pubblica amministrazione della nostra Valle e costituire un’occasione rilevante, per riqualificare i rapporti tra cittadini ed istituzioni.
La partecipazione è il principale strumento attraverso il quale noi cittadini e l’Amministrazione, che ci rappresenta, disegniamo il nostro futuro ed il futuro dei nostri territori, tutto questo deve assolutamente essere compreso dagli Amministratori dei 4 Comuni, che si dovranno spendere, per esplicitare e rendere trasparenti, in primis ai residenti ed in generale ai portatori di interesse, quale siano le opportunità di sviluppo economico e sociale che lo status di COMUNE UNICO potrebbe offrire ai territori della nostra Valle.
Vi rammento che il confronto rende più forti e serve a raggiungere posizioni condivise su temi importanti, attraverso l’informazione, il dialogo autentico, chiaro e trasparente. Occorre comunicare attraverso l'eloquenza sociale, al posto della dialettica ovvero del conflitto, per imparare a sapere accogliere tutte le differenze e a condividere, senza annullarci a vicenda.
Lo so...Lo.. è una fatica immane, ma dobbiamo farcela e partiamo subito.
Grazie di avermi letto
Dr.Tononi Paola
Poggio Berni 17 Ottobre 2012

PETIZIONE
Poggio Berni
1 Febbraio 2010

Al Presidente della Camera dei Deputati
Palazzo Montecitorio 00186 – Roma
Servizio per i Testi Normativi
Via fax n. 06.69923739
Oggetto: Petizione alla Camera dei Deputati, ai sensi dell’art. 50 della Costituzione.
Iniziativa: COMUNE UNICO BASSA VALMARECCHIA
La sottoscritta TONONI DOTT.SSA PAOLA, .......
........ ai sensi dell’art.50 della Costituzione italiana, in base al quale “Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere, per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità”, invia la presente petizione, in qualità di cittadina italiana auspica la presentazione e la conseguente eventuale approvazione di un progetto di legge, per la fusione in un unico comune dei quattro Paesi: Poggio Berni, Torriana, Verucchio e Santarcangelo dell'UNIONE DEI COMUNI della bassa VALMARECCHIA.
Un unico comune comporta maggiore economicità ed efficienza, è una strada inevitabile, per dare una rappresentanza istituzionale più adeguata alle esigenze, alle dimensioni e all'importanza della nostra comunità e del nostro tessuto economico e sociale.
Auspicando che tale petizione possa essere esaminata dalla Commissione competente ai sensi dell’art.109 del Regolamento della Camera dei deputati ed eventualmente abbinata ad un futuro progetto di legge presentato recante analogo contenuto, porgo i miei più cordiali saluti.
Con la massima osservanza
Sociologa del Territorio e Ambiente
Tononi Dott.ssa Paola

PALAZZO MARCOSANTI: SANTE REPLICA AD AMATI

La Voce 16-10-12

Col termine “ tentativo di estorsione”, solitamente si indicano un tipo di gesti ed azioni tutt'altro che lecite, un reato che poggia le basi su violenza o minaccia atte a costringe uno o più persone a determinate azioni. Attribuire questo tipo di appellativo alla mia richiesta di risarcimento danni per i tanti anni in cui nei miei confronti sembrava essersi aperto una sorta di "caccia alle streghe" mi pare un volgare tentativo di alzare i toni oltre al limite che reputavamo già ampiamente superato. A supporto della mia richiesta ci sono oltre trent'anni in cui le amministrazioni che si sono succedute hanno sempre colpito il sottoscritto nonostante fossi nelle regole non entrando invece nel merito dell' altra parte sulla quale pare si sia chiuso un'occhio se non tutti e due.

Siamo purtroppo abituati ad offese nei nostri confronti, già in passato siamo stati accusati di abusi edilizi inesistenti un' accusa riportata pure su un libro, un testo edito dal Comune di Poggio Berni, dedicato alla storia dei palazzi siti nel nostro comune nel quale si dichiarava che attorno le mura esterne di Palazzo Marcosanti gravano 200 mq circa di capannoni abusivi, dichiarazione piuttosto distante dalla realtà, se c'è qualcosa di poco lecito forse è il continuare a chiamare abusivi i miei capanni dopo che una sentenza del Tar afferma il contrario.

I pessimi rapporti con l'amministrazione di Poggio Berni in questi decenni non hanno riguardato solo la particella 106 in quanto l’amministrazione ha preso in passato provvedimenti anche sulla mia attuale residenza obbligandomi ad altri ricorsi al Tar. Nei nostri confronti il Comune di Poggio Berni ha speso parecchie risorse in consulenze legali, ricerche e avvocati, fatti che dimostrano un accanimento e un astio verso la mia persona e la mia famiglia che probabilmente non hanno eguali in zona.

Singolare che l’assicurazione abbia colto l’occasione per tagliare la corda, evidentemente loro non hanno trovato assurda la mia richiesta, una compagnia assicurativa solitamente fa di tutto per mantenersi i propri clienti se l'amministrazione non è stata in grado di contenere il prezzo del rinnovo evidentemente non è stata sufficientemente abile nel trattare o nel ricercare una nuova compagnia, visto che siamo in un libero mercato avrebbero dovuto impegnarsi maggiormente, anche se probabilmente nessuna assicurazione coprirà danni causati per volontà.

La suddetta richiesta di risarcimento danni attende ancora una risposta ufficiale. Non è chiaro se il Sig.Sindaco intenda limitarsi a delle evasive dichiarazioni in stampa. Discutibile che non abbia voluto richiedere un incontro teso a risolvere la situazione, quasi preferisse discuterne in tribunale, sta di fatto che da marzo 2012 in cui fu depositata la richiesta del nostro avvocato non abbia provveduto a fornire nessuna risposta scritta.

Siamo purtroppo abituati anche a questa continua mancanza di risposte o a risposte evasive, a precedenti richieste di accesso agli atti sono state fornite delle risposte che non sto nemmeno a rendere pubbliche per non umiliare chi le ha scritte, tutto documentato, saranno le carte a parlare.



Sante Dall'Acqua Poggio Berni