Le elezioni rappresentano uno dei momenti più alti della democrazia, il voto è una delle poche occasioni in cui la parola torna al popolo che può liberamente scegliere i propri rappresentanti, un diritto che va difeso ad ogni costo. Purtroppo le occasioni per togliere al popolo questo potere cominciano ad essere un po’ troppe.
Accadde prima con le Unioni dei comuni, enti che svolgono alcune funzioni e servizi che in passato erano affidate ai comuni e che oggi vengono invece gestite in forma associata, enti di secondo grado i cui consessi sono eletti dai consiglieri comunali e non direttamente dai cittadini.
Ora è il turno delle province, quelle che Renzi aveva annunciato di chiudere, ma che invece ha trasformato in enti di secondo grado, enti che a breve vedranno insediarsi i nuovi consigli con la differenza che non saremo più noi cittadini a votarli, ma lo faranno i consiglieri comunali. Unioni e province, il prossimo sarà il Senato?
Che altro aspettarsi da chi sta ricoprendo il ruolo di premier senza che gli elettori lo abbiano scelto? Il Pd probabilmente non avrà nulla da obiettare, dopo Monti e Letta, Renzi è il terzo premier, di area di centro sinistra, che sta governando in questa maniera. Se al governo ci fosse stato il centro destra, il Pd sarebbe insorto parlando di regime.
Con la giustificazione di un minor dispendio di risorse, che non sempre corrisponde al vero, ci stanno lentamente togliendo il diritto di scegliere, siamo sicuri che il diritto al voto non sia a rischio?
Cordiali saluti,
Loris Dall’Acqua Santarcangelo







