Il Corriere 29-04-13
La Voce 30-04-13
C'è chi ha proposto scherzosamente la Città Malatestiana ovvero la fusione di Verucchio, Poggio Berni e Torriana, definita dagli stessi proponenti ( ComUnico Valmarecchia) una proposta/provocazione. Una provocazione vera e propria però c'è stata ed è quella di Verucchio, non nei confronti di San Leo a cui ha chiesto se poteva essere interessata ad una fusione a 2, ma nei confronti degli Poggio Berni e Torriana che ufficialmente non sono stati ne contattati ne tanto meno presi in considerazione quale oggetto di fusione quasi non fossero meritevoli di attenzione.
Sembrava che la scelta di fusione a 2 di Poggio Berni e Torriana, oltre che dai risvolti negativi e dai timori legati all’individuazione di un ambito territoriale ottimale, dalla legge regionale sul riordino territoriale e dalla spending review, fosse stata condizionata dalla mancanza di volontà dei comuni più grandi a valutare ipotesi di fusioni non essendo obbligati.
Dal momento in cui Verucchio propone a San Leo di fondersi, manifestando chiaramente un certo apprezzamento verso la fusione vista finalmente come opportunità di crescita e di sviluppo, è lecito chiedersi come sia possibile che anziché programmarla con i 3 comuni con i quali ha condiviso un percorso piuttosto lungo in Unione preferisca guardare al di fuori. Opportunità turistiche non indifferenti, ma alla base di una fusione andrebbero soppesati tutti gli aspetti! Lo slancio di Verucchio verso San Leo la dice lunga su cosa sia stata l’unione a 4 in questi 20 anni.
Torriana - Poggio Berni hanno già iniziato l’iter della fusione, ma che succederebbe se si facessero avanti proposte di fusioni diverse in cui rientrino anche i 2 comuni? Se Santarcangelo o Verucchio manifestassero la volontà di aggregarsi alla fusione in corso, si proseguirebbe l’iter a 2 o questo verrebbe sospeso in attesa di ulteriori valutazioni da parte degli "attori in campo" al fine di stabilire se ampliare o meno la proposta di fusione?
Se è vero il fatto che Santarcangelo e Verucchio, come sostengono in molti, non farebbero mai parte di uno stesso progetto di fusione per il forte campanilismo di entrambi, è anche vero che nulla vieta a Poggio Berni e Torriana di valutare di fondersi con uno solo dei due, un progetto comunque di ripiego rispetto a quello a 4, ma senz'altro più forte di quello attuale. Pensare alla fusione significa pensare in grande e guardare ben oltre la punta delle proprie scarpe....Ma visto che le unioni dovevano essere la fase di preparazione alla fusione e che nelle aspettative c’era una fusione a 4 che cosa succederebbe se nella bassa Valmarecchia dovesse costituirsi un comitato simile a quello dell’alta Valle che si adoperi per la ricerca delle firme necessarie alla fusione a 4? Che farebbe la Regione difronte ad una proposta di fusione più ampia e completa e per di più di iniziativa popolare? Lascerebbe proseguire la fusione a 2 o si rimetterebbe tutto in discussione? Il problema di fondo è che questi ragionamenti si sarebbero già dovuti fare da tempo. Oggi senza le dovute analisi e confronti tra le amministrazioni e le comunità ci troviamo di fronte a progetti che prendono il largo in maniera rapida ed approssimativa ed il rischio concreto è che non vengano compresi, ma rigettati dai cittadini al momento del referendum.
Loris Dall'Acqua Pdl Poggio Berni