venerdì 26 aprile 2013

FUSIONE? A 3: O CON VERUCCHIO O CON SANTARCANGELO


Il Corriere 29-04-13
La Voce 30-04-13

C'è chi ha proposto scherzosamente la Città Malatestiana ovvero la fusione di Verucchio, Poggio Berni e Torriana, definita dagli stessi proponenti ( ComUnico Valmarecchia) una proposta/provocazione. Una provocazione vera e propria però c'è stata ed è quella di Verucchio, non nei confronti di San Leo a cui ha chiesto se poteva essere interessata ad una fusione a 2, ma nei confronti degli Poggio Berni e Torriana che ufficialmente non sono stati ne contattati ne tanto meno presi in considerazione quale oggetto di fusione quasi non fossero meritevoli di attenzione.
Sembrava che la scelta di fusione a 2 di Poggio Berni e Torriana, oltre che dai risvolti negativi e dai timori legati all’individuazione di un ambito territoriale ottimale, dalla legge regionale sul riordino territoriale e dalla spending review, fosse stata condizionata dalla mancanza di volontà dei comuni più grandi a valutare ipotesi di fusioni non essendo obbligati.
Dal momento in cui Verucchio propone a San Leo di fondersi, manifestando chiaramente un certo apprezzamento verso la fusione vista finalmente come opportunità di crescita e di sviluppo, è lecito chiedersi come sia possibile che anziché programmarla con i 3 comuni con i quali ha condiviso un percorso piuttosto lungo in Unione preferisca guardare al di fuori. Opportunità turistiche non indifferenti, ma alla base di una fusione andrebbero soppesati tutti gli aspetti! Lo slancio di Verucchio verso San Leo la dice lunga su cosa sia stata l’unione a 4 in questi 20 anni.
Torriana - Poggio Berni hanno già iniziato l’iter della fusione, ma che succederebbe se si facessero avanti proposte di fusioni diverse in cui rientrino anche i 2 comuni? Se Santarcangelo o Verucchio manifestassero la volontà di aggregarsi alla fusione in corso, si proseguirebbe l’iter a 2 o questo verrebbe sospeso in attesa di ulteriori valutazioni da parte degli "attori in campo" al fine di stabilire se ampliare o meno la proposta di fusione?
Se è vero il fatto che Santarcangelo e Verucchio, come sostengono in molti, non farebbero mai parte di uno stesso progetto di fusione per il forte campanilismo di entrambi, è anche vero che nulla vieta a Poggio Berni e Torriana di valutare di fondersi con uno solo dei due, un progetto comunque di ripiego rispetto a quello a 4, ma senz'altro più forte di quello attuale. Pensare alla fusione significa pensare in grande e guardare ben oltre la punta delle proprie scarpe....Ma visto che le unioni dovevano essere la fase di preparazione alla fusione e che nelle aspettative c’era una fusione a 4 che cosa succederebbe se nella bassa Valmarecchia dovesse costituirsi un comitato simile a quello dell’alta Valle che si adoperi per la ricerca delle firme necessarie alla fusione a 4? Che farebbe la Regione difronte ad una proposta di fusione più ampia e completa e per di più di iniziativa popolare? Lascerebbe proseguire la fusione a 2 o si rimetterebbe tutto in discussione? Il problema di fondo è che questi ragionamenti si sarebbero già dovuti fare da tempo. Oggi senza le dovute analisi e confronti tra le amministrazioni e le comunità ci troviamo di fronte a progetti che prendono il largo in maniera rapida ed approssimativa ed il rischio concreto è che non vengano compresi, ma rigettati dai cittadini al momento del referendum.

Loris Dall'Acqua Pdl Poggio Berni

mercoledì 24 aprile 2013

SANITA' PUBBLICA (VERAMENTE PER TUTTI?)


Spett.le Direttore,

       Mentre la politica prosegue questa oscena partita a Risiko, l’Italia continua ad essere ostaggio della crisi economica. Il dato più allarmante è la rinuncia per molti alle cure sanitarie. Sempre meno persone si possono permettere visite ed analisi, la sanità sta diventando sempre più un servizio per pochi, un bene di lusso riservato ad una nicchia di privilegiati, trovo sia indegno per un paese che vuole definirsi civile e che ha strutture sanitari pubbliche.

       La Sanità italiana è sempre più un intricato labirinto di contraddizioni ed ingiustizie sociali.

       Tra le contraddizioni che maggiormente stridono, la possibilità per i medici che lavorano all’interno delle strutture pubbliche, di svolgere in alcuni orari predefiniti, l’attività in forma privata. Questi beneficiano tra l’altro delle attrezzature ospedaliere il cui ammortamento ricade esclusivamente sulla struttura pubblica, un tipo di servizio per il quale sarebbe lecito attendersi prezzi molto più bassi rispetto a quello praticato dai loro colleghi in ambulatori o strutture private, ma come diceva un vecchio slogan: provare per credere! Chi controlla, sempre che sia lecito controllare, come lavorano e che prezzi applichino i medici in libera professione all’interno delle strutture pubbliche? Forse questo rapporto tra pubblico e privato ha preso una piega sbagliata ed andrebbe un po’ rivisto.

       Assolutamente da rivedere anche l’accesso alla Sanità, lo stato ha speso tanto nelle campagne pubblicitarie per promuovere l’importanza della prevenzione nell’interesse dei cittadini, ma anche nell’interesse del servizio sanitario pubblico visto che curare costa più che prevenire, e se la stragrande maggioranza rinuncia alla prevenzione questi si riveleranno i malati del domani.

       Di fronte a questo calo così drastico legato alla situazione economica occorre  riflettere sul concetto di sanità pubblica e sul concetto di spreco e ripensare anche l’organizzazione sanitaria. Inoltre occorre attuare anche quello che sinora si è visto solo sulla carta ovvero la promozione dei corretti stili di vita e alimentari. Più sani siamo più lo Stato risparmia.

Cordiali saluti,

Loris Dall’Acqua   Poggio Berni

      

martedì 16 aprile 2013

GOVERNO, I TEMPI SI ALLUNGANO

Spett.le Direttore,

Il tempo è un lusso che non ci possiamo permettere! Se vogliamo traghettare l’Italia fuori dalla crisi sono necessarie scelte politiche per le quali urge un Governo che sia legittimato dalle urne, solido e con pieni poteri nel più breve tempo possibile.

Non si contano gli appelli alla responsabilità e al “fare presto”, rivolti alla classe politica in generale, ma da parte del Capo dello Stato non si colgono certo segnali in quella direzione. I famosi saggi a cui ha conferito l'incarico di "facilitatori", sono stati propedeutici a giustificare altre due settimane di stallo in cui il popolo è rimasto invano in attesa della "fumata bianca". La soluzione però non arriva conseguentemente alla consegna della relazione dei saggi al Presidente della Repubblica, i tempi sono destinati ad allungarsi ancora dato che a trarne le conclusioni non sarà l'attuale Presidente, ma il suo successore.

Tra votazioni, nomina, insediamento, passaggio di consegne per la carica di Presidente della Repubblica quante settimane ancora dovremo attendere affinchè venga poi conferito l'incarico per avere un Governo?

Cordiali saluti,



Loris Dall’Acqua Poggio Berni (Rimini)

domenica 14 aprile 2013

MORRI SU "ITALIA OGGI" ....E IO SCRIVO A ROBIN HOOD

Carlino Rimini 15-04-13
La Voce 16-04-13

Su “Italia Oggi” si parla del Sindaco di Santarcangelo dipinto come un moderno Robin Hood, colui che “ruba” ai ricchi per dare ai poveri (descrizione molto discutibile), ma se avessimo il “vero” Robin Hood come Sindaco di Santarcangelo, siamo sicuri che per contenere la spesa pubblica come soluzione adotterebbe quella di lasciare i cittadini al buio?

Trovo assurdo che la pubblica illuminazione venga percepita come uno spreco per un’ amministrazione comunale e non come un elemento che contribuisce alla sicurezza dei cittadini, lo spreco annida altrove spulciando nelle spese di rappresentanza, nella realizzazione di alcuni eventi, negli acquisti di quello che non è strettamente necessario e forse allora troveremo qualcosa di più interessante e superfluo.

Incontrare i cittadini per chiedere loro se è meglio avere meno luce o più tasse, più che democrazia o partecipazione, lo definire simpaticamente un “ricatto”, come definire altrimenti una scelta ristretta a due voci che vanno entrambe sulla pelle dei cittadini?

Se proprio si deve fare il gioco della torre, perché non si lascia scegliere ai santarcangiolesi di che cosa farebbero volentieri a meno?

Un Sindaco presenzialista, onnipresente, che scrive a Babbo Natale, alla Befana o al Papa per chiedere qualcosa per la comunità, ebbene da buon santarcangiolese contraccambierò scrivendo a Robin Hood affinchè se lo porti nella foresta di Sherwood, a Santarcangelo vorremmo un Sindaco quando c'è da stringere la cinghia dia per primo l'esempio.

Cordiali saluti,

Loris Dall’Acqua Santarcangelo di Romagna

venerdì 12 aprile 2013

I 4 Sindaci troveranno la PROPOSTA INDECENTE ?


Una proposta di fusione che al tempo stesso vuole essere una domanda, una provocazione e una riflessione che a qualcuno potrà sicuramente sembrare indecente, ai 4 sindaci della bassa valle non piacerà di certo in quanto verrebbe scavalcata la loro autorevole opinione, ma visto che non me ne può fregare di meno se le Signorie loro s'incazzano.....

L’Alta Valmarecchia tenterà un progetto di fusione che parte dal basso ovvero la raccolta delle firme dei cittadini che è quanto di meglio si possa fare una strada che non è certo quella seguita dalla Bassa Valmarecchia dove non è dato a sapere se si sia stato un confronto tra i 4 comuni per valutare un’ ipotesi di fusione a 4 il dato di fatto è che Poggio Berni e Torriana si ritrovano incamminati verso una fusione a 2 iniziata con un Ordine del Giorno approvato e una proposta ora sul tavolo della Regione.

La PROPOSTA INDECENTE : se in Bassa Valmarecchia si raccogliessero le firme per una fusione a 4?

-        Che cosa accadrebbe se nei 4 comuni dovesse partire a breve una raccolta di firme per un progetto di fusione a 4 comprendente i comuni di Santarcangelo, Verucchio, Poggio Berni e Torriana?

-        Come si comporterebbe la Regione di fronte alla proposta di fusione a 2 sapendo che è in atto un’ iniziativa popolare che comprende anche i comuni di cui ha la proposta sul tavolo? Sospenderebbe l’iter di fusione Poggio Berni-Torriana per valutare l’esito dell’iniziativa popolare di fusione a 4?

-        Trà una proposta di iniziativa popolare di fusione a 4 e un’ iniziativa politica di fusione a 2 quale avrebbe più diritto di essere accolta?
-         Per creare la Città della Valmarecchia da 35.000 abitanti basterebbero 5.000 firme?

Loris Dall'Acqua

domenica 7 aprile 2013

IL PREZZO DELLA VITA

Libero Quotidiano 08-04-13
Il Foglio 08-04-13
Il Corriere 13-04-13
La Voce 13-04-13
Il Carlino Nazionale 17-04-13

Quanto vale una vita umana?

La vita di ogni singolo essere umano deve essere considerata un valore assoluto, una considerazione che vorrei che anche la politica facesse propria, soprattuto quelli che, a qualsiasi titolo incidono con le loro scelte sulla collettività.

La crisi economica fà sentire la sua morsa sulla maggior parte della popolazione, generando spesso situazioni in cui i soggetti più deboli soccombono. Ovvio che le istituzioni debbano definire politiche e strategie in senso globale e generale, ma non si può pensare di salvare il paese come fosse una massa di numeri, dimenticando l’aspetto umano, quasi infischiandosene del fatto che qualcuno non ce la fà.

Si abusa di termini come “Spred” o “Grecia” come fossero termini funzionali al sistema, una “frusta psicologica” con la quale si provvede ad addomesticare il popolo al fine di giustificare qualsiasi azione intrapresa alle spalle del cittadino quali l’aumento o l’introduzione di nuove tasse o la soppressione di qualche servizio.

Chi amministra sembra considerare l’Italia come una grande nave che rischia di affondare e per la quale doversi impegnare a portarla in porto. Ma che senso ha salvare una nave senza preoccuparsi delle condizioni dei passeggeri? Come si può proseguire una manovra di salvataggio incuranti della qualità della vita, della dignità e della vita stessa dei passeggeri? Che ce ne facciamo di portare in salvo una nave vuota?

Cordiali saluti,

Loris Dall’Acqua Poggio Berni (Rimini)

lunedì 1 aprile 2013

SAGGI E TECNICI, MA NOI ABBIAMO VOTATO I POLITICI


Libero Quotidiano ed.online 02-04-13
La Voce 03-04-13
Il Corriere 05-04-13

       Erano Elezioni Politiche quelle appena passate, non tecniche o “sagge”! Gli italiani hanno democraticamente votato per i propri rappresentanti in Parlamento e di conseguenza avrebbero anche diritto ad un governo politico che sia espressione delle due camere, quelli a cui stiamo assistendo mi sembrano solo degli  éscamotages, attraverso i quali, al momento, si lascia in sella un governo tecnico sul quale gli italiani hanno avuto modo di esprimere la propria opinione bocciando Monti alle urne, un Premier non gradito agli italiani, ma fortemente sostenuto da Napolitano.

       Quando si parla di sacrifici, di tagli e di responsabilità i signori della politica si riferiscono sempre agli altri e mai a se stessi, il Presidente della Repubblica avrebbe potuto percorrere diverse strade che invece non sono state imboccate e c’è da chiedersi se non abbiano pesato di più le convenienze politiche rispetto all’interesse degli italiani.

       L’ipotesi di dimissioni anticipate del Presidente della Repubblica, che avrebbe potuto consentire un accelerazione dei tempi è stata prontamente scartata. Ragioni personali? Non volersi sottrarre alle proprie responsabilità? Voler rassicurare i mercati? Probabilmente avrà pesato anche questo ma come non considerarla anche una boccata d’ossigeno per il Partito Democratico visto che sarebbe con ogni probabilità il primo a perderci se si dovesse andare alle urne a breve?

        Incredibile poi che non si sia voluto conferire il mandato a formare il nuovo governo a Matteo Renzi, chiara espressione della coalizione vincente, esponente di primo piano del Partito Democratico e politico propenso al dialogo e al confronto anche con altre forze politiche. Certamente non si scrive la storia con i “forse” i “se” e i “ma”, ma forse, se Napolitano avesse dato il mandato a Renzi forse oggi avremo un governo. Il problema è che  questo avrebbe “smacchiato” Bersani e completamente sconfessato la linea politica della segreteria del Pd di questi ultimi mesi che probabilmente con quelle vergognose primarie ha inesorabilmente segnato il proprio declino.

        Se il risultato di queste elezioni è quello di essere messi nelle mani di saggi e tecnici a che serve andare a votare? Purtroppo pare che il “viziaccio” di far prevalere logiche e convenienze politiche sia duro a morire, il voto è l'unico potere in mano ai cittadini, peccato si presti ad essere interpretabile.

Cordiali saluti,


Loris Dall'Acqua      Poggio Berni  ( Rimini )