Dopo aver subito lezioni di etica e morale da parte della maggioranza, che con la recente proposta blinda i bandi pubblici affinché possano partecipare ditte che garantiscano un salario minimo non inferiore alle 9€ l'ora, proponendosi come nuovi paladini dei lavoratori, vien da chiedersi se abbiano un'opinione diversa riguardo alle persone impiegate per il Festival del Teatro in piazza.
Ogni anno l'organizzazione di questo Festival si prodiga alla ricerca di volontari ai quali, in quanto volontari, non offre alcuno stipendio bensì qualche benefit. Un conto è coinvolgere la società civile laddove non ci siano risorse, altra cosa, come in questo caso, quando invece ci sono centinaia di migliaia di euro per una kermesse di 9 giorni.
Per i volontari non si tratta di un'opportunità per poter entrare nel mondo dello spettacolo, ma solo di fare un'esperienza, si ricercano volontari per lavori di manovalanza, accoglienza ecc e per la cronaca, nel mondo dello spettacolo anche le comparse percepiscono stipendio.
I volontari in cambio del loro tempo avranno, oltre all'assicurazione, un pass per la mensa, un drink, una maglietta, non tanto diverso da chi paga i dipendenti con vitto, alloggio e pochi spicci. Per coerenza verso la mozione appena approvata, l'amministrazione non dovrebbe pretendere dall'organizzazione del Festival, ove confluiscono ingenti risorse pubbliche, di stipulare regolare contratto a coloro che lavorano per il Festival invece di ricorrere al volontariato?
Loris Dall'Acqua






