giovedì 9 novembre 2017

QUANTA ENFASI PER GLI ASFALTI SANTARCANGIOLESI

Corriere Romagna 10-11-17
Santarcangelonews 10-11-17
      
       A Santarcangelo di Romagna anche i piccoli interventi spacciati come qualcosa di straordinario, purtroppo per i cittadini solo l' illusione di trovarsi di fronte ad opere che di eccezionale hanno ben poco.
       Una strategia di sicuro successo quella adottata, utile a far passare il messaggio, neanche tanto subliminale, di un comune amministrato in maniera efficiente ed oculata attento alle esigenze dei propri cittadini, ma siamo sicuri che questa sia vera efficienza?
      Un conto è promuovere la realizzazione di nuove opere e nuove iniziative affinché i cittadini possano fruirne al meglio, altra cosa invece pubblicizzare con eccessiva enfasi, lavori quali le asfaltature delle strade dissestate.
        A Santarcangelo è stato anche affisso un promo - cartellone per far notare ai cittadini/elettori i 24.000 metri quadri di nuove asfaltature eseguite, ma non dovrebbero essere il minimo sindacale?
       "Fare e promuovere" se questo è il nuovo modus operandi importato dalla gnassiana Rimini, quando saremo a fine legislatura correremo il rischio di essere travolti da cartelloni e transenne riportanti piccoli lavori di manutenzione, avanti di questo passo perché non farci sapere quanta erba falciata, quanti metri quadrati di strade pulite, quanti quintali di rami recisi, quante lampadine fulminate sostituite?
       Quel cartello riportante i 24.000 mq di nuovi asfalti rimarrà impresso nella mente di tanti cittadini che lo ricorderanno come un lavoro di chissà quale portata, saranno pochi quelli che coscientemente si porranno la domanda di quanti siano i km quadrati di strade santarcangiolesi e a quale percentuale corrispondano i tratti riasfaltati, ancora meno quelli che tireranno le giuste conclusioni su quale sia l'effettiva efficienza di questa amministrazione.   
        Complimenti all'amministrazione clementina per aver finalmente asfaltato le strade dissestate, complimenti per la tempistica (solitamente le asfaltature venivano fatte andando incontro alla buona stagione mentre stavolta detti lavori, e relativo promo cartello, vengono fatti a ridosso di un periodo di grande visibilità come la Fiera di San Martino), complimenti per la strategia probabilmente necessaria visto che altrove (Sicilia) ad essere "asfaltato" è stato invece lo stesso partito.
      Cordiali saluti,
Loris Dall'Acqua Poggio Torriana

lunedì 30 ottobre 2017

AUSL UNICA ROMAGNA?

Santarcangelonews 31-10-17
Giornale di Rimini  31-10-17
Corriere Romagna 01-11-17

Sono già passati alcuni anni dalla nascita dell’Asl Unica Romagna, quanto è stato fatto per la reale fusione delle ex Asl di Rimini, Cesena, Forlì e Ravenna che la compongono? A che punto siamo con la riorganizzazione degli uffici e del personale? Sembra che i risultati raggiunti sinora non siano propriamente quelli che sarebbe lecito attendersi da una fusione, accorpando le 4 ex Asl, le cariche dirigenziali sarebbero dovute diminuire in maniera drastica, siamo certi che questo sia realmente avvenuto? Stiamo veramente spendendo meno rispetto a quando avevamo 4 Asl grazie ad una riorganizzazione strutturale ed organizzativa? Sinora si è sentito parlare solo di tagli a posti letto, reparti e servizi...
       In un progetto di fusione serio dovrebbe essere previsto un iter da seguire con delle tempistiche  certe, l'impressione è che si stia navigando a vista, quali forme di controllo sono state messe in campo al fine di verificare periodicamente lo stato di attuazione del programma di fusione?
     Visto che sinora si è sentito parlare ben poco di risparmi, sarebbe bene che l’Asl spiegasse quali azioni siano state messe in atto al fine di contenere la spesa sanitaria visto che le uniche informazioni inerenti il contenimento dei costi della sanità riguardano la riorganizzazione dei piccoli ospedali che rischiano di essere trasformati in ospedali di comunità o il taglio dei posti letto.
       Assurdo pensare di smantellare reparti o ridurre servizi e prestazioni nei piccoli ospedali per concentrare il tutto in quelli più grandi, anche se si tratta di piccole strutture ospedaliere, molto spesso hanno un bacino di utenza piuttosto ampio ed in taluni casi rappresentano un presidio sanitario irrinunciabile per le aree più svantaggiate come quelle montane.
       Si può parlare di Asl Unica? Possibile che a più di tre anni dalla fusione le 4  ex Asl non siano ancora in rete tra loro? Possibile che il protocollo di intervento delle strutture sanitarie non siano ancora uniformati tra loro? Possibile che per ridurre le lunghe liste di attesa per esami quali radiografie, Tac, ecografie, risonanze magnetiche ed altre visite specialistiche si sia scelto principalmente la strada della responsabilizzazione degli utenti? Per chi non lo sapesse, nel caso in cui un paziente non dovesse comunicare per tempo la disdetta per un esame prenotato dovrà comunque pagare la prestazione sanitaria, una scelta condivisibile ed utile ad accorciare le liste d'attesa, ma d'altra parte, quale impegno si è presa l'Asl nei confronti dell'utenza? Al fine di ridurre al minimo le liste d'attesa perché non si fanno lavorare appieno i reparti ampliando l'orario di apertura? Altrove i reparti funzionano 24 ore su 24 ...
       Forse dovremmo ricordarci che l’Asl non è un azienda come le altre, tra gli obbiettivi da perseguire al primo posto dovrebbe esserci la salute e l’interesse del paziente, obbiettivi che non andrebbero mai messi in subordine a ragioni economiche.
       La fusione delle Asl, che la Regione ha deciso di sperimentare sulla Romagna, ha senso se permette di offrire servizi migliori ottimizzando i costi, ma per far questo occorre accorpare tutto ciò che possiamo definire di back office, eliminando i doppioni, migliorando i servizi rivolti agli utenti e riducendo al minimo le liste d'attesa.
               
       Cordiali Saluti,
Loris Dall’Acqua   Poggio Torriana (Rimini)






venerdì 21 luglio 2017

A PROPOSITO DEL FESTIVAL DI SANTARCANGELO




        Il Festival Internazionale del Teatro in Piazza di Santarcangelo dovrebbe essere dedicato al teatro sperimentale, ma che c'è di sperimentale in questo festival?
        Se non fosse per i cospicui contributi pubblici che riceve ogni anno, con ogni probabilità questo festival sarebbe già scomparso da tempo visto che si rivolge ad un pubblico molto di nicchia, anche un Festival come quello di Sanremo, seppur molto più popolare, avrebbe avuto una sorte meno felice di quella avuta se durante la sua lunga vita non avesse alimentato gossip e pettegolezzi attirando verso di se critiche e polemiche,  Sanremo vive di questo e sembra proprio che anche a Santarcangelo si siano accorti che questa possa essere il modo più facile per far propaganda.
       Una manifestazione teatrale dovrebbe porsi l’obbiettivo di mettere il teatro al centro della scena, dovrebbe sperimentare stili e linguaggi nuovi per avvicinare anche un pubblico diverso dal convenzionale e soprattutto dovrebbe ricercare una maggior sostenibilità economica visto che costa svariate centinaia di migliaia di euro pubblici, cosa si sta facendo per andare in questa direzione?
       La kermesse santarcangiolese non è fatta solo di spettacoli teatrali, ci sono anche istallazioni, proiezioni di film e di video, complessi musicali, dj set, mostre e mercatini, eventi effettivamente utili ad attirare  un target di pubblico più ampio, eventi che dovrebbero essere solo di contorno, ma che pian piano sembrano rubare la scena a quelli teatrali.
        Un vero peccato constatare che sono scandali e provocazioni a tenere alta l'attenzione sul Festival, dallo spettacolo di quell'attore completamente nudo che nel 2015 urinò sulla pubblica via, all'edizione del 2017  "dedicata" all'eco sessualità si continua a far leva sul voyeurismo, vi sembra eticamente e moralmente giusto che tutto questo venga finanziato con i soldi dei contribuenti?     
       L'ultima edizione è costata circa la bellezza di 850.000€ per realizzare 10 giorni di spettacoli, 85.000€ al giorno non saranno un po' troppi?            
       Tolti gli addetti ai lavori e quelli che passeggiavano per il centro solo perché in casa non si stava dal caldo e non avevano l’aria condizionata ( persone che non si sono fermate a guardare nemmeno un solo spettacolo), quanti erano veramente interessati al teatro?
       L’amministrazione comunale sostiene il suo festival ma si chiama sempre fuori dalle polemiche in quanto non direttamente responsabile delle scelte artistiche, ma l’organizzazione del festival non è forse nominata da questa? Le autorizzazioni, la concessione del patrocinio alla manifestazione vengono forse concesse a scatola chiusa?   
       Viva la libertà di espressione, ma una pubblica amministrazione non credo si possa esimere dal dettare delle linee guida di un Festival che rappresenta la città.
            Dopo oltre 9 lustri sarebbe anche il caso di chiedersi quanto valga la “vetrina” del Festival di Santarcangelo, se gode di una certa internazionalità e se si è guadagnato una certa autorevolezza nel panorama teatrale dovrebbero essere le compagnie teatrali e gli attori stessi a “stracciarsi le vesti” pur di far parte del cartellone e non il festival a rincorrerli, se è così noto come sostengono gli organizzatori, perché questa tendenza non si è ancora invertita?
       Cordiali saluti,
Loris Dall’ Acqua   Poggio Torriana (Rimini)

giovedì 18 maggio 2017

CITTA' ACCESSIBILI E SENZA BARRIERE

LA STAMPA 18-05-17

Sarebbe auspicabile che le nostre città diventassero più civili, sicure e soprattutto accessibili a tutti.
       Riguardo l'accessibilità ci sarebbero tanti piccoli e grandi interventi da realizzare al fine di garantire a tutti l'opportunità di fruire al meglio i servizi presenti in città.
       Purtroppo molte pubbliche amministrazioni tendono ad intervenire solo quando strettamente necessario con interventi esigui e a macchia di leopardo, sarebbe invece opportuno che in ogni comune si provvedesse ad un censimento di tutte quelle che sono le criticità del centro e delle frazioni  provvedendo quindi a realizzare un progetto complessivo in cui vengano indicati tutti gli interventi necessari per abbattere le barriere architettoniche e la tempistica con la quale si intende intervenire.
       In una città civile sarebbe bello andare oltre, realizzando una serie di percorsi in sicurezza e senza barriere architettoniche dotati anche di segnalatori acustici per gli attraversamenti pedonali che colleghino  i principali parcheggi al centro ed in particolare ai servizi più richiesti, in questo modo offriremo un' opportunità in più alle persone disabili che altrimenti si ritroverebbero ulteriormente limitati e penalizzati, ma  al tempo stesso sarebbe di supporto anche per tante mamme che portano a spasso i bimbi col passeggino o anziani che per difficoltà motorie si spostano in carrozzella e che spesso per accedere ai marciapiedi hanno difficoltà a salirvi per una pendenza non adeguata o perchè costretti a pericolose manovre sulla carreggiata in quanto la salita si trova in una posizione scomoda. Sarebbe auspicabile realizzare una rete di percorsi da segnalare agli utenti con apposita cartellonistica.        
       In tutto questo ben si collocherebbero aree verdi attrezzate dotate di giochi inclusivi nei quali i bambini diversamente abili possano giocare assieme a tutti gli altri.
       Esisterebbero delle leggi in merito, i PEBA che impongono di dotarsi di un piano di intervento per l'eliminazione delle barriere architettoniche, indipendentemente dalla normativa mi piacerebbe ci fosse la sensibilità di provvedere a prescinde alla realizzazione di una città senza barriere e accessibile a tutti.
       Cordiali saluti,
Loris Dall'Acqua   



martedì 2 maggio 2017

SANTARCANGELO CITTA' ACCESSIBILE



    Santarcangelo Città Slow, ma sarebbe auspicabile che la nostra città diventasse più civile, sicura, a misura di bambino e accessibile a tutti. Sull'accessibilità ci sarebbero tanti piccoli e grandi interventi da realizzare per garantire a tutti l'opportunità di fruire al meglio i servizi della nostra città.
       Sarebbe opportuno censire tutte quelle che sono le criticità rilevate nel centro e anche nelle frazioni  provvedendo quindi a realizzare un progetto complessivo in cui vengano indicati tutti gli interventi necessari e la tempistica, si dovrebbero realizzare una serie di percorsi in sicurezza e senza barriere architettoniche magari dotati anche di segnalatori acustici per gli attraversamenti pedonali che colleghino  i principali parcheggi al centro ed in particolare ai servizi più richiesti,(le disabilità sono diverse e sarebbe bene provvedere a tutelare una casistica più ampia).
      Così facendo offriremo un' opportunità in più ai disabili che altrimenti si ritroverebbero ulteriormente limitati e penalizzati, ma  al tempo stesso sarebbe di supporto anche per tante mamme che portano a spasso i bimbi col passeggino o anziani che per difficoltà motorie si spostano in carrozzella e che spesso per accedere ai marciapiedi hanno difficoltà a salirvi per una pendenza non adeguata o perchè costretti a pericolose manovre sulla carreggiata in quanto la salita si trova in una posizione scomoda. Sarebbe auspicabile realizzare una rete di percorsi da segnalare agli utenti con apposita cartellonistica. 
       Negli ultimi anni sono stati realizzati diversi tratti di ciclabile, per molti di essi sarebbe auspicabile la realizzazione degli stralci mancanti, mentre di quelli già esistenti sarebbe doveroso provvedere alla loro manutenzione visto che molti tratti a causa delle radici degli alberi o dei rattoppi fatti negli anni o per screpolature varie sono difficilmente percorribili sia in carrozzella che a piedi.       
       In tutto questo ben si collocherebbero aree verdi attrezzate inclusive dotate di giochi nei quali possano giocare anche i bambini diversamente abili.
       Sarebbe opportuno verificare se i parcheggi presenti sono dotati di un adeguato numero di stalli riservati appurando che questi siano dotati anche dello spazio necessario affinché un invalido possa compiere le necessarie manovre di entrata e di uscita dal veicolo.
       Esisterebbero delle leggi in merito i PEBA che impongono di dotarsi di un piano di intervento per l'eliminazione delle barriere architettoniche, indipendentemente dalla normativa mi piacerebbe ci fosse la sensibilità di provvedere a prescinde alla realizzazione di una Santarcangelo senza barriere e accessibile a tutti.

Loris Dall'Acqua   Santarcangelo
 
 

domenica 30 aprile 2017

1° MAGGIO FESTA DEL LAVORO

Corriere Romagna 30-04-17

Il 1° Maggio è un giorno di festa: comizi, concertini e concertoni, ma non sarebbe meglio cogliere l'occasione per una riflessione a 360° sulla condizione del lavoro? Un' analisi seria e non faziosa dei risultati conseguiti nel corso dell' anno e di quelli mancati, le conquiste a tutela dei lavoratori e dei loro diritti, l'occasione in cui prefissarsi nuovi obbiettivi e i propositi per battaglie future.     
       "L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro", ma purtroppo per tanti il lavoro non c’è, cosa si sta facendo per disoccupati, esodati e cassintegrati? 
       Sarebbero necessarie azioni in favore dei lavoratori, ma anche delle imprese. Bisogna mettere le imprese nella condizione di poter assumere, ma servono anche misure di supporto per assistere chi è alla ricerca di occupazione e per ridare forza e fiducia a quanti si sono piegati alla crisi, rassegnandosi a tal punto che non il lavoro non lo stanno più cercando.  
       Il lavoro non è solo una questione economica, ma anche di dignità dell’essere umano, la sua indipendenza e la libertà di scegliere che da la sicurezza economica sono elementi non marginali.

        Perché non implementare i servizi dei Centri per l'impiego? Oltre a far incontrare domanda e offerta si dovrebbero aiutare quanti vogliano mettersi alla prova mettendosi in proprio, diventando poi futuri datori di lavoro, insegnare come fare impresa, a sviluppare un’idea o un talento, organizzare incontri in cui far conoscere anche le nuove professioni ai più sconosciute. Qualcosa in questo senso si sta facendo, ma è ancora molto poco.

       Perché non dare un supporto tecnico a coloro che devono presentare un curriculum o devono sostenere un colloquio, partecipare a un bando pubblico, possibile che questi servizi siano inesistenti o semi sconosciuti e che per accedervi (sempre che esistano) siano spesso a pagamento?

       A chi si ritrova dall’oggi al domani senza lavoro con un mutuo o un affitto da pagare e una famiglia da sfamare occorre anche un supporto psicologico, perché non istituire uno sportello gratuito presso i centri per l’impiego o i comuni ove i disoccupati possono rivolgersi?

 

       Il 1° maggio potrebbe anche essere l' occasione per riflettere sulla sicurezza del posto di lavoro, sugli incidenti, gli infortuni. Si parli dei lavori logoranti, delle malattie professionali, di chi il lavoro lo cerca e non lo trova, di chi l'aveva e l'ha perduto, soprattutto dei riflessi psicologici che la disoccupazione e la cassa integrazione generano sull'individuo. Lavoratori subordinati, ma anche lavoratori autonomi, si parli della disparità di trattamento tra uomini e donne,. Questo dovrebbe essere il tema attorno al quale dovrebbe girare la festa dei lavoratori.

        Festa sia, ma con un pensiero per chi un lavoro non ce l’ha!

 

Cordiali saluti,

 

       Loris Dall'Acqua   Poggio Torriana (Rimini)

giovedì 27 aprile 2017

IL VIDEO DEL 25 APRILE DI MONTEVECCHI DIVENTA VIRALE


 

       Il 25 Aprile si continua a ricordare una storia incompleta, una storia fatta di eroi senza macchia, una data che oramai si è trasformata quasi esclusivamente in un’occasione per fare propaganda politica.

       Nelle piazze di tutta Italia tante persone e purtroppo anche tanti adolescenti, che sfilano e plaudono  le gesta di questi “eroi” persone che non hanno vissuto l’esperienza della guerra, ma che l’hanno solo sentita raccontare o attraverso parziali nozioni storiche inculcate dalla scuola pubblica o da qualche oratore di piazza, persone che sfilano tra le bandiere rosse per rendere omaggio a quel dogma intoccabile conosciuto come “Resistenza”, eppure la realtà è un po’ meno romanzata di come viene raccontata.

        Ci ha pensato Matteo Montevecchi, consigliere comunale di Santarcangelo di Romagna a portare un po’ di equità, in un video di 3 minuti ha integrato la storia della Resistenza raccontando quelle storie che troppo spesso sono state taciute o negate, un video che in nemmeno 48 ore è riuscito a superare le 350.000 visualizzazioni.

       Come ricordato da Matteo Montevecchi spesso ci si dimentica che le brigate partigiane erano tante e facevano riferimento a schieramenti diversi, non c’erano solamente i comunisti, ma anche i cattolici, i liberali o i socialisti eppure si ricordano quasi esclusivamente quelle comuniste.

       Non dimentichiamoci che la famigerata Brigata Garibaldi (quella comunista) avrebbe letteralmente sostituito un regime con un altro regime, essi sognavano di trasformare l’Italia in uno Stato satellite dell’Unione Sovietica del dittatore, tiranno, despota comunista Joseph Stalin.

Matteo Montevecchi (autore e protagonista del video)
 
       Non dimentichiamoci che anche a guerra finita i partigiani si macchiarono di vergognosi crimini nei confronti di migliaia di italiani che avevano la sola colpa di non pensarla come loro, ovvero di non credere nel comunismo.

       Non dimentichiamo due martiri come il seminarista cattolico Beato Rolando Rivi, massacrato e ucciso a causa della sua Fede all’età di 14 anni dai partigiani comunisti della Brigata Garibaldi che dopo tre giorni di percosse, umiliazioni e sevizie, lo finirono a colpi di pistola in un bosco e Giuseppina Ghersi, una bambina di appena 13 anni alla quale i partigiani comunisti tagliarono tutti i capelli e cosparsero la sua testa di vernice rossa, venne poi stuprata e pestata insieme alla madre e giustiziata dai partigiani comunisti con un colpo alla nuca, la sua unica colpa, l’aver ricevuto i complimenti da Benito Mussolini per aver svolto con merito un concorso a tema.”

      Siamo certi che chi sfila e plaude in piazza per la liberazione ne conosca veramente la storia?

Forse le oltre 350.000 visualizzazioni del video di Montevecchi dimostrano che c’è tanta voglia di verità.

 

Cordiali saluti,

Loris Dall’Acqua e Yuri Magalotti

 

 


 

 

mercoledì 26 aprile 2017

SANTARCANGELO DEI MUSEI?

Ingresso del Museo Usi e Costumi
Santarcangelo sembrerebbe tutt'altro che una città turistica, il degrado, l'incuria e la trasandatezza di aree che dovrebbero essere di interesse turistico, storico e culturale, lasciano veramente di stucco.     
       Troppo spesso quelle che dovrebbero essere delle eccellenze del territorio non vengono curate nella giusta maniera, siti che si trasformano in pessimi biglietti da vista.
        Il Museo degli Usi e Costumi della Gente di Romagna, visto da fuori non da certo l'idea di luogo aperto alle visite dei turisti, l'area esterna non è sempre al massimo splendore , nonostante lo stesso parco sia da considerarsi area museale, l'area d' ingresso poi è assediata dalla presenza di diversi cassonetti dell'immondizia, un vero pugno nell' occhio, visto da fuori più che l'ingresso di un museo, sembrerebbe l'ingresso del centro ambiente.
       Volendo sperare che la scelta di collocare i cassonetti dell'immondizia in quella posizione sia stata dettata dall'impossibilità di collocarli altrove, c'è da chiedersi come sia possibile che chi di dovere non abbia provveduto per lo meno a mitigare l'impatto visivo tramite degli steccati in legno come si usa in alcune zone di pregio nei centri storici.
       Bisognerebbe inoltre implementare gli orari di apertura visto che Santarcangelo richiama parecchi turisti  e che spesso questi trovano le strutture museali chiuse.
       L'amministrazione dovrebbe curare e valorizzare maggiormente le proprie strutture museali, forse non c'è una piena consapevolezza di quel che è il nostro patrimonio culturale, basti guardare la piantina turistica collocata tra la via de Bosis e via C.Battisti, una mappa turistica in cui sono evidenziati tutti i monumenti e siti di interesse turistico tranne i musei, solo una svista?
        Se vogliamo offrire al turista servizi di qualità, bisogna curare maggiormente l'apertura, l'accoglienza, l'immagine, la bellezza delle nostre strutture museali.
Cordiali saluti,
Yuri Magalotti  e Loris Dall'Acqua   

venerdì 31 marzo 2017

PD NON VUOLE IL RICORSO CONTRO LA G4

  Il Consiglio comunale straordinario di Poggio Torriana richiesto dalla lista di opposizione Chiave di Svolta di Antonio Valli ha finalmente deliberato in merito ai due Odg inerenti la G4 e Serra dei Toni.
       All' ordine del giorno la proposta di fare ricorso al Capo di Stato contro la realizzazione della G4, un tentativo in extremis visto che la maggioranza aveva già bocciato in precedenza l'idea di fare ricorso al Tar.
       A giustificazione di questa bocciatura la lista di Uniti a Poggio Torriana (PD) motivava tale diniego asserendo che il ricorso sarebbe stato probabilmente bocciato visto che non sarebbe stata una questione di merito ma di legittimità o meno quella che sarebbe stata oggetto di valutazione eppure Chiave di Svolta durante il consiglio aveva snocciolato diversi elementi attraverso i quali mettere in discussione la legittimità della delibera regionale: i clamorosi errori inerenti alle tonnellate di conferimenti annui, gli studi basati su numeri probabilmente diversi da quelli reali per non parlare della distanza errata riportata in delibera tra il sito della G4 e i centri abitati limitrofi alcuni dei quali più vicini di quanto scritto su quelle carte.
       Non si tratta di semplici refusi o di errori grammaticali o lessicali, si tratta di errori di sostanza non indifferenti, se i dati in delibera fossero stati corretti, la G4 avrebbe avuto un percorso così facile?
       Avvilente per chi tiene alla salvaguardia della Valle dell'Uso  scoprire che in conferenza dei sevizi, di fronte al parere vincolante della Sovrintendenza, il sindaco di poggio Torriana dopo aver espresso il parere negativo, si sarebbe semplicemente adeguato al punto di firmare i verbali, una tranquillità che pare sia stata mantenuta anche quando qualcuno in conferenza asseriva che tanto la Valle dell'uso è una valle vocata ai rifiuti, frasi che dovrebbero far inalberare i rappresentanti dei nostri comuni, ma degli amministratori presenti pare che nessuno abbia sbattuto pugni sul tavolo.
        Approvata fortunatamente la proposta di cambiare destinazione d'uso di Serra dei Toni un proposito per il quale si spera si proceda in tempi brevi nonostante la proposta di emendamento di Uniti a Poggio Torriana che potrebbe rischiare di allungare i tempi.
       "Cane non mangia cane!" Chiedere al Pd locale di portare avanti azioni di contrasto a scelte adottate dal Pd regionale evidentemente è chiedere troppo. Il Pd a quanto pare si rivela contrario alla G4 solo a parole.
Cordiali saluti,
Loris Dall'Acqua

lunedì 27 marzo 2017

A PROPOSITO DI DISCARICHE di Loris Dall'Acqua

 I cittadini di Poggio Torriana riceveranno proprio un bel premio per l'impegno profuso in questi anni per la raccolta differenziata, la realizzazione di una nuova discarica sul confine del territorio comunale sembra un' ironica presa in giro, quasi una beffa per chi più di altri, a livello provinciale, si è distinto nella raccolta differenziata.
       Poggio Torriana nasce dalla fusione di Torriana con Poggio Berni, quel piccolo comune in provincia di Rimini sul quale si decise di sperimentare anni addietro l'e-gate, il cassonetto con chiavetta ora in uso in diversi comuni che "obbliga" gli utenti a selezionare i rifiuti affinché nel cassonetto dell'indifferenziata venga conferito il meno possibile.
       Differenziare per salvaguardare l'ambiente e per ridurre i conferimenti in discarica, per anni Poggio Berni venne lodato per gli ottimi risultati riscontrati, un vero peccato che questo impegno e questo sforzo dei cittadini siano stati traditi in questa maniera.
       Tradimento!!! Non c'è altro termine per giustificare la nascita della G4 visto che i poggiotorrianesi si ritroveranno sul confine una nuova discarica di rifiuti speciali che prenderà avvio non appena sarà riempito il sito della G2, ma c'è anche un altro spettro che aleggia sulle teste dei poggiotorrianesi, prima che dal cilindro della Regione spuntasse la G4, nell'allora comune di Torriana giaceva dormiente un sito destinato alla realizzazione di una nuova discarica, Serra dei toni, un sito per il quale il Comune di Torriana prima e Poggio Torriana poi, ha percepito e forse continua ancora oggi a percepire una sorta di indennizzo dal Comune di Sogliano, un sito dormiente che comunque continua a mantenere i requisiti per essere trasformato in discarica. 
       Qualora non dovessero essere apportate modifiche, Serra dei Toni resterà semplicemente in stand by sino a quando qualcuno non deciderà di renderla attiva.
       I residenti della Valle dell'Uso sono già stati abbondantemente vessati per la presenza della G1 e della G2, la prossima realizzazione della G4 graverebbe ulteriormente i residenti della valle dell'Uso, Serra dei Toni sarebbe peggio di una pietra tombale.
       Chi amministra i nostri territori parla di valorizzazione della valle, contratto di fiume ma di azioni concrete finalizzate a fermare la proliferazione delle discariche non se ne vedono.
       Fortunatamente l'azione consigliare di Chiave di Svolta è molto attenta ai problemi della valle dell'Uso, si deve a loro la convocazione straordinaria del consiglio comunale di giovedì 30 marzo, un consiglio importante per il futuro di questa valle in quanto con le loro mozioni si chiederà all'amministrazione di fare ricorso al Capo di Stato contro la realizzazione della G4 e si chiederà altresì di "disinnescare" al più presto il sito di Serra dei Toni.
        Serra dei Toni venne definita superata dalla G4, ma onde scongiurare il fatto che il superamento non sia un semplice sorpasso occorre mettere i tutto nero su bianco, apponendo su di essa dei vincoli paesaggistici e magari includendola in quell'oasi faunistica che si sviluppa attorno ad essa proprio al fine di evitare altre brutte sorprese.
       La richiesta di fare ricorso contro la G4 e quella del cambio di destinazione d'uso di Serra dei Toni proposti da Chiave di Svolta sono occasioni da non perdere.
      Cordiali saluti,
Loris Dall'Acqua Poggio Torriana (Rimini)