domenica 29 luglio 2012

ANALCOLICO E' COOL

 MODA ANALCOLICA

A che servono i milioni di euro spesi dal governo in campagne pubblicitarie attraverso le quali invitare a non guidare se si è bevuto troppo, se poi le pubbliche amministrazioni autorizzano manifestazioni in cui l'alcol è un elemento caratterizzante dell' evento?
Vorrei che si aprisse una riflessione su questo tipo di manifestazioni, non sul fatto che si beva, (quello lo si fa' in qualsiasi evento), ma sul fatto che in alcune di queste ci sia l'incentivo a bere. Prendiamo ad esempio due eventi di successo tipici di questo periodo: Calici di stelle a Santarcangelo e la Nove bar a Rimini.

Calici di Stelle è una bella manifestazione che contribuisce a promuovere anche prodotti locali, ma c'è una nota stonata legata all'acquisto del bicchiere da degustazione che è comprensivo di 5 assaggi, con una card del genere, essendo le consumazioni già comprese e pagate, il possessore sarà incentivato a consumarle tutte, e 5 assaggi non sono certo pochi. Non è meglio sperimentare un funzionamento diverso ad esempio evitando questi "pacchetti completi"?

Alla Nove bar il tour prevede nove tappe con tanto di "bevutina" presumibilmente a base alcolica. Non vorrei che passasse in secondo piano il fatto che la bicicletta sia un veicolo al pari dell' auto e che per il codice della strada le regole sono le medesime. Non credete che dopo 2 o 3 "bevutine" i partecipanti potrebbero probabilmente già aver oltrepassato il tasso alcoolico consentito? Il percorso magari è anche delimitato come un circuito, ma poi i corridori devono anche tornare a casa.

Se questa biciclettata fosse analcolica sarebbe meno accattivante e probabilmente chiuderebbe i battenti, ma se invece fosse "rivisitata" utilizzandola come trampolino per lanciare dei prodotti attraverso i quali fare tendenza e mode, rimarrebbe l'evento senza quel messaggio subliminale del bere un po' imbarazzante. Devo riconoscere che gli sforzi dell' organizzazione in questi anni sono stati immani per favorire la sicurezza, compresa la svolta carnevalesca dell'evento. Si potrebbero differenziare i bar facendoli specializzare per l'occasione su un prodotto particolare senza base alcoolica o comunque poco alcoolica: quello che propone cocktail di frutta, quello dei the freddi aromatizzati in modi diversi, quello dei sorbetti, quello dei frullati usando ingredienti particolari, inusuali in modo tale che chiunque, mosso dalla curiosità e dall' unicità del prodotto, sia incentivato a provare questi piuttosto che altro. Non è una proposta "proibizionista" bensì l'invito a mettere in risalto un'alternativa forte che rimpiazzi le bevutine classiche. Se la città ci tiene ad essere cool come auspicato da Gnassi la tendenza dovremmo crearla.

Cordiali saluti,


Loris Dall'Acqua Santarcangelo

giovedì 26 luglio 2012

UNIONE a 11: E' FORTINI L' ESEMPIO DA SEGUIRE


Lettera aperta a tutti i Consiglieri comunali dei sette Comuni dell’ Alta Valmarecchia.



(Invito ad un incontro con dibattito)







Caro Consigliere,



scusami se rubo un po del tuo tempo, per riflettere assieme su un fenomeno che sta investendo la nostra Alta valle e che sembra diventato un caso di stato, che se non si risolve come alcuni propongono, sembra che arrivi la fine del mondo, mi riferisco al tentativo di imporre ai nostri 7 comuni un diktat del tipo prendere o lasciare, cioè la questione dell’ UNIONE a 11!



Ormai tu saprai bene che io, Sindaco del comune di Casteldelci la penso in un determinato modo sulla circostanza, ma vorrei assieme a te capire perché certi personaggi e certe forze si sono accanite facendo della questione un caso indifferibile, urgente e necessario.



Vorrei che tu uscissi per un momento dalla logica degli schieramenti partitici, chi ti parla da oltre un anno è fuori da ogni partito, e vista la situazione della partitocrazia in Italia, credo che molti dovrebbero riflettere se gli esponenti dei partiti storici rappresentano più gli interessi dei loro sostenitori o solo i propri, ma non è questo il motivo per cui ti scrivo.



La ragione, che al di là dell’ ideologia, unisce me a te è quella vera, democratica, unica, cioè che i cittadini dei rispettivi Comuni ci hanno eletti! Su una base programmatica, su delle proposte che tu ed io abbiamo fatto e soprattutto per ragioni locali e sui problemi della gente.



Allora assieme dobbiamo dare una risposta ai nostri rispettivi cittadini sui temi più scottanti delle nostre  popolazioni.



Per farlo vorrei sottoporti alcune domande:



-        Nel tuo programma elettorale, era previsto che ti saresti battuto per fare una maxi-aggregazione amministrativa con Santarcangelo, Torriana, Verucchio e Poggio Berni?



-        E’ vero che le Unioni sono orami un obbligo di legge, ma perché la Regione che ha previsto un ambito da Casteldelci a Bellaria Igea Marina, lascia la libertà di fare una o più Unioni?



-        Come mai, una Unione che già esiste ( i 4 comuni della Bassa valle), sta spingendo in modo forsennato anche provocatorio, per non dire autoritario al limite del ricatto, per volere i nostri 7 comuni dentro alla loro Unione?





-        E’ vero o no che noi 7 abbiamo condiviso un percorso storico (Il passaggio di Regione e Provincia), ed ora che dobbiamo sciogliere la nostra Comunità Montana e ci vorrebbero impedire con pesanti ingerenze, di realizzare la nostra UNIONE MONTANA a 7?



-        Perché nelle prime sporadiche riunioni di convincimento ( per alcuni! ) le tematiche che si sono poste nel dibattito sono state tante, ma tutte riguardanti le problematiche della Bassa valle?





-        Perché non si pone al centro del dibattito la MONTAGNA, visto che noi ora siamo Comunità Montana e potremmo essere UNIONE MONTANA, forse perché Santarcangelo non potrà più beneficiare della Montanità e continuare a derubare ai comuni montani anche i soldi per montagna?



-        Perché non si vuol parlare del futuro dei due ospedali: Novafeltria e Santarcangelo?



E’ chiaro che di argomentazioni se ne potrebbero portare ancora molte e tutte pertinenti, ma credo che ti sia ben chiaro ormai che qualche sindaco sta giocando male il suo ruolo.



Ci vengono a raccontare che se stessimo in 11 saremmo più forti perché così saremmo più numerosi come abitanti… e allora perché non coinvolgere anche Bellaria e Igea Marina che come comune è molto grande?



Io credo che purtroppo alcuni sindaci siano costretti a rispondere ad altre logiche che a quelle per cui sono stati eletti dai cittadini, non sta a me dire quali logiche, ma lo dovranno spiegare ai propri elettori!



Non mi pare decoroso comunque  che questioni di alta politica e di amministrazione della cosa pubblica  debbano cominciare e finire con cene e pranzi più o meno loculliani, scimmiottando l’alta partitocrazia che mentre Roma brucia si scherza e si gozzoviglia alla faccia dei cittadini che tirano sempre di più la cinghia!! Almeno un rigurgito di umiltà e di vicinanza al popolo che lavora e paga per tutti!



Pensare che ci sono sindaci che rappresentano appena il 30/35% della propria popolazione che sono pronti a consegnare  il proprio comune al reuccio di turno.. solo perché il partito glielo impone!!

Ci sono sindaci che non riescono ad imporsi e a dire no alle pressioni di soggetti esterni alle amministrazioni comunali, come alcuni soloni dell’ex comitato per il si, altri che per paura o incapacità di dimostrare di essere all’altezza di costruire la propria Unione, si affidano ai realizzatori dei programmi di partito con il solo risultato di avere servizi altamente più costosi, raccontando ancora la favoletta che però i sevizi sono migliori!!  Ma quando Mai? Verificare per credere: la polizia municipale della Bassa valle costa più di prima! e ti pare che sia un buon servizio?  Forse! Ai loro cittadini il giudizio!!



Allora ti chiedo perché il reuccio di turno, con la sua corte vuole per forza che l’Alta valle si assoggetti?  Un motivo ci dovrà pur essere? O è così magnanimo che pensa solo al bene delle nostre popolazioni, magari tralasciando la cura dei suoi amministrati, o ci sono altre ragioni?



Non sarà perché ha bisogno di rimettere mano al suo PSC e vuol rientrare nella fase in cui noi dell’Alta valle stiamo sistemando il nostro PTCP e poi metteremo mano ai nostri PSC, così anche lui potrà sistemare i suoi problemi urbanistici?

Il reuccio di Santarcangelo ha bisogno di agganciarsi al treno dell’Alta valle per risolvere le sue beghe urbanistiche: Triangolone, Gronda, ex-Buzzi, viabilità ecc…



Un’ altra ragione per cui la Bassa valle vuol approfittare della nostra situazione e ricreare una Unione di tipo nuovo sta nel fatto che così almeno rientra nel gioco dei finanziamenti finalizzati all’esercizio associato delle funzioni.

Loro hanno già usufruito di finanziamenti quando hanno associato i loro servizi ed ora non ne potrebbero più beneficiare, nel momento in cui rientrano in una Unione di tipo nuovo (ma per farlo ci vuole l’Alta Valmarecchia) rientrerebbero nella spartizione dei finanziamenti che invece devono servire ai nostri 7 comuni per i propri servizi.



Un’altra ragione per cui il partito dominante ed il reuccio della Bassa valle vogliono fagocitare i nostri 7 comuni è dovuto all’illusione o alla speranza di poter governare incontrastati per i prossimi anni, senza opposizioni e senza che qualche sindaco, ancora in possesso di autorità e di libertà intellettuale, possa intralciare i piani di gestione e di taglio di servizi che sicuramente avverrà (magari cominciando dall’ospedale di Novafeltria…).



Questo aspetto del controllo partitico delle amministrazioni non mi interessa perché riguarda la gestione della politica e della democrazia dei partiti, ma dato l’esempio dei partiti a livello nazionale, Dio ce ne scampi e liberi!



Questo elemento però è di vitale importanza per la questione della rappresentatività all’interno dell’Unione (a 3, a 7, a 10, a 11, a 12 o..) è uno degli elementi fondamentali, infatti perché si tende ora a dire: facciamo l’Unione con chi ci sta e lasciamo fuori gli altri cioè: lasciamo Casteldelci fuori così non essendoci nemmeno Bellaria ed Igea Marina il “cerchio magico” ex-sovietico è completato!

Nella sostanza comanderà Santarcangelo con all’interno una pletora di sindaci asserviti e silenziosi, tanto se qualcuno si permetterà di avere obiezioni ci sarà sempre il partito che farà in modo di ricattare attraverso la Regione o quel che rimane della Provincia, il sindaco dissenziente: o così o non ti diamo finanziamenti!!  Alla faccia della democrazia, almeno quella in cui io credo.



Tornando a noi, caro Consigliere, vorrei che tu considerassi alcuni aspetti positivi e qualificanti di una UNIONE MONTANA a 7 come io propongo:



-          Siamo stati assieme in un passaggio storico che ancora dobbiamo finire di compiere e di consolidare.



-          Siamo tutti COMUNI MONTANI con le stesse caratteristiche e le stesse problematiche.



-          Dobbiamo dimostrare che siamo capaci di costruire la nostra UNIONE MONTANA a 7 ( che potrebbe essere anche di 8 visto che il comune di Montecopiolo sta passando nella nostra provincia) senza bisogno di tutori e di controllori.



-          Possiamo creare una UNIONE MONTANA potente che si potrà contrapporre alla pari ed allearsi se necessario con le Unioni vicine, compresa  quella della Valconca, che ora nessuno indica come esempio poiché ben due Comuni ne sono usciti in questi giorni.. per quale ragione?



-          La nostra UNIONE MONTANA a 7 avrebbe l’opportunità di confrontarsi ed allearsi con le Unioni vicine, sia quella di Verghereto sia quella di Badia in Toscana per fare progetti comuni, in quanto siamo tutti MONTANI, senza così preoccuparci delle sdraio,  degli ombrelloni… o dei triangoloni..



-          Abbiamo un paesaggio, una cultura, un patrimonio che ci invidiano da tutte le parti, perché non valorizzalo da noi, con il contributo di tutti, ma in modo autonomo, con nostri programmi e nostre scelte, come per giunta avevamo detto ai nostri cittadini nei programmi elettorali?



Io credo che abbiamo la forza, la dignità ed il coraggio di lavorare da adulti ed in modo autonomo, non capisco perché dobbiamo avere per forza il bisogno di metterci nelle mani di altri prima di aver compiuto il nostro processo formativo ed autonomo, cresciamo, facciamo la nostra UNIONE MONTANA a 7 e poi andremo anche al tavolo di chiunque per valutare se unirsi, se collaborare se analizzare le condizioni migliori ecc..



Non facciamo in modo che ancora una volta, andando sparsi, ogni comune per conto suo al tavolo del più forte, alla fine rischiamo di fare quello che sempre è successo nel passato: perdere tutto.



Una sola volta i 7 comuni si sono presentati uniti alla storia, nel passaggio di Regione, allora stiamo uniti anche adesso nel fare la nostra UNIONE MONTANA  a 7 e poi potremo sfidare ancora una volta la storia andando a trattare con chi vogliamo!





INVITO





Per dibattere ed approfondire  questi temi il



Comune di Casteldelci indice per il giorno  9/08/2012 alle ore 21 presso la sala del Consiglio comunale una riunione





A cui saranno invitati tutti i sindaci dei Comuni dell’ AMBITO, i rappresentanti delle Unioni della Valmarecchia e della Valconca, i sindaci dei Comuni di Sassofeltrio e Montecopiolo, la stampa locale, le Associazioni ed i cittadini.



I temi da discutere saranno:



o   Associazione delle funzioni e dei servizi tra Comuni

o   Ipotesi della futura UNIONE MONTANA (a 3, a 7, a 8, a 11, a 12 ?!)

o   Problematiche della nostra montagna e dell’agricoltura

o   Situazione dei servizi futuri, soprattutto quelli sanitari e ospedalieri

o   Preparazione di assemblee popolari nei vari comuni per approfondire il dibattito

o   Eventuale referendum tra i cittadini dei 7 comuni per affidare a loro la scelta.



Poiché ritengo il dibattito necessario, urgente, profondo e molto serio si eviterà scrupolosamente di riunirsi attorno ad una tavola imbandita!





Spero vivamente che anche tu possa partecipare e portare il tuo contributo.







Un caro saluto





Mario Fortini



(Eletto in una lista locale dai

cittadini nel comune di Casteldelci

e non appartenente a partiti politici)







Casteldelci 23 Luglio 2012




venerdì 20 luglio 2012

NO ALLA VIOLENZA SUI BAMBINI


Spett.le Direttore,
Ci sono dei problemi che toccano da vicino alcune persone e ce ne sono altri che invece ci riguardano tutti anche quando non siamo direttamente coinvolti: uno di questi è proprio la violenza sui bambini in qualsiasi forma fisica o psicologica.
Come società che si definisce civile abbiamo l'obbligo morale di tutelare i più deboli ed indifesi nonchè il dovere di fare tutti di più, non possiamo continuare ad apprendere dai media passivamente di casi in cui i minori sono vittime delle cattiverie e delle violenze dei grandi, a nostro avviso il problema non ce lo possiamo porre solo nel malaugurato caso in cui questo tocchi dal vivo noi e i nostri cari, occorre sensibilizzare le persone affinchè nessun bambino debba più subire violenza. Meta ambiziosa la nostra, siamo consci di non poter salvare il mondo, ma nel nostro piccolo possiamo fare qualcosa per migliorarlo.
Mettiamo innanzitutto in guardia i grandi affinchè tengano gli occhi aperti. Spesso purtroppo i grandi sono stressati, indaffarati e distratti e magari non si accorgono dei cambiamenti dei piccoli, mentre sarebbe bene essere fini osservatori del comportamento dei figli.
Chi subisce violenze entra in uno stato di trauma per cui spesso la reazione è la chiusura in se stessi accade quindi che tengano per se quanto accaduto loro spinti da un senso di paura, vergogna e quant'altro. Il bambino vittima di violenza lancia sempre segnali ai più grandi, probabilmente inconsciamente tenta di far capire quello che non riesce a dire: improvvisi cambiamenti di umore, immotivati scatti d'ira, apatia e tanti altri sono i segnali che devono fungere da campanello d'allarme, facendo comunque attenzione a non esagerare in quanto non si devono trasmettere le proprie ansie ed apprensioni ai bambini così come bisogna evitare di gridare al lupo al lupo ad ogni occasione.
Tra le reazioni tipiche purtroppo si verificano anche situazioni in cui i bambini che trovano il coraggio di confidarsi non vengano creduti, questo ferisce tanto quanto la violenza subita in quanto aggiunge dolore al dolore, purtroppo a volte la minaccia non viene da lontano nei casi di bambini vittime di abusi capita che il mostro sia da ricercare nella cerchia degli amici di famiglia se non peggio nel nucleo familiare, non diamo mai per scontato di avere una famiglia perfetta in cui certe cose non possono accadere, i mostri sono spesso insospettabili e travestiti da agnelli.
La violenza non è solo fisica, ma anche psicologica che spesso uccide dentro. Persone abusate portano dentro i segni della violenza subita a lungo a volte per sempre, spesso hanno difficoltà a lasciarsi andare e a fidarsi del prossimo o hanno problemi ad avere una vita sessuale normale da grandi.
Bisogna diffondere sicurezza in chi ha subito violenze, far sapere loro che non sono soli, a volte lo diamo per scontato ma per loro sentirselo dire può essere di aiuto, devono sapere che c'è tanta gente che soffre alla solo all'idea che ci siano bambini in qualche parte del mondo che stanno soffrendo, occorre far capire loro che la vita gli riserverà anche cose belle e che si deve avere speranza nel futuro.
Il futuro non è solo per gli altri, il futuro è per tutti, anche per loro.
Loris D. A. & Sabrina P.

sabato 14 luglio 2012

LA CULTURA DELLA VITA


Libero quotidiano on line16/07/12
Oggi on line 16/07/12
FAMIGLIA CRISTIANA 26-08-12

Alla cultura della morte bisogna rispondere con la cultura della vita.

Pochi giorni fà ha fatto notizia un ospedale italiano in cui è scattato l'allarme della "ruota" che ha annunciato il salvataggio di una nuova vita. La "ruota" ha origini lontane! Questa consente ad una madre che decide di non crescere il proprio figlio, di permettere che possano farlo altri, garantendogli il diritto di vivere. Una volta i bambini appena nati che venivano abbandonati, venivano lasciati fuori dalle porte dei conventi o delle chiese col rischio che potessero essere ritrovati troppo tardi. Di conseguenza vennero ideate le prime rudimentali "ruote della fortuna", altro non erano che una sorta di girello che metteva in comunicazione l'interno e l'esterno del convento, solitamente ricavati presso ingressi secondari ove una madre che si ritrovava nelle condizioni di dover rinunciare al figlio poteva avvicinarsi senza timore di essere vista, lasciare il figlio ed andarsene senza problemi ma consentendo al bambino di essere subito assistito.

Negli ultimi anni la ruota si è evoluta ed ora ci sono alcuni ospedali che offrono questa forma di servizio in cui ad accogliere i neonati c'è una termo culla e l'allarme scatta immediatamente appena la madre si allontana. Non solo ruota, ci sono anche altre alternative, non tutti sanno che la gestante può partorire in ospedale e decidere quindi di andarsene senza il figlio senza problema alcuno.

Queste opportunità servono a contrastare l'orrendo fenomeno di abbandono di neonati nel cassonetto, sono però misure poco conosciute, cosa fanno i nostri politici per promuovere la vita? Queste misure sono anche un'alternativa all' aborto. Quando invece la rinuncia al figlio è condizionata da motivazioni economiche, fanno abbastanza le istituzioni per aiutare la madre a crescere il proprio figlio?

Vogliamo cominciare seriamente a divulgare la cultura della vita?

Cordiali saluti,


Loris Dall'Acqua Poggio Berni (RN)

mercoledì 11 luglio 2012

LUCI E OMBRE DELLA NOTTE ROSA

La Notte Rosa dovrebbe spingerci a fare alcune riflessioni. La mia impressione è che si rincorrendo un modello fatto solo di numeri da poter poi snocciolare all' indomani. Una buona idea quella di "spalmare" la festa su tutto il week end, anche se, per come si sta evolvendo, dovremmo evitare di trasformarla in una sorta di Rave Party.
Con la Ruota e con i fuochi d'artificio abbiamo alzato lo sguardo al cielo, ma proprio in concomitanza dell' evento è bastata una burrasca estiva per farci tornare con i piedi per terra e lo sguardo al mare. Il divieto alla balneazione scattato a causa degli scarichi proprio nel periodo di maggior visibilità per la riviera romagnola ci ricorda quali dovrebbero essere le vere priorità .

Numeri entusiasmanti quelli del week end, ma per l' amministrazione comunale l'attenzione maggiore sarebbe dovuta cadere sulla sicurezza e sui servizi, in particolare sul trasporto pubblico occorreva maggiore impegno mantenedo collegati i principali punti di aggregazione interessati dai festeggiamenti con i parcheggi e le località vicine per tutta la notte e con maggior frequenza.

L'appello a Gnassi è quello di approcciarsi alla Notte Rosa come sindaco più che come "ideatore".

Cordiali saluti,


Loris Dall'Acqua

lunedì 9 luglio 2012

ANCORA SULLE ADOZIONI

ANCORA SULLE ADOZIONI

L'interesse del bambino, in merito alle adozioni, è un principio fondamentale ed irrinunciabile.
Tempo addietro mi colpì la lettera indirizzata ad un giornale da parte di un ragazzo che aveva genitori "anziani" , che lo hanno cioè avuto in età avanzata. Il ragazzo esprimeva la sua protesta verso quelli che sostenevano che la differenza di età tra genitori e figli non era un problema e che bastava l'amore. Il suo invito a questi signori fu semplicemente quello di invitarli a mettersi nei suoi panni.

Non nascondeva la rabbia per il fatto che mentre gli altri suoi coetanei avevano dei genitori più giovani, i suoi genitori avevano invece l'età dei nonni degli altri amici o compagni di classe.

Non nascondeva la rabbia per il fatto che ogni richiesta che per gli altri era normale fare ai genitori, per lui invece doveva ogni volta trasformarsi in una lunga battaglia in casa in quanto il divario generazionale era molto forte dall'orario in cui rientrare a casa, all' acquisto del pc o della play station, le uscite con gli amici, la discoteca ecc.

Il più viene oggi che il ragazzo ha vent'anni e che dovrebbe viversi quelli che solitamente per molti sono gli anni migliori, essendo figlio unico si trova già a dover impegnare il poco tempo libero ad accudire gli anziani genitori.

Quando si parla di adozioni l'interesse dei bambini adottabili deve predominare su altri ragionamenti.
Qualcuno parla di dare la possibilità alle coppie omosessuali di adottare, secondo voi prevarrebbe l'interesse del bambino o quello della coppia?


Loris Dall'Acqua

venerdì 6 luglio 2012

ADOZIONI GAY

Libero Quotidiano on line 06-07-12
Oggi sett.le on line 06-07-12
Il Carlino nazionale 19-09-12


Quando un bambino si ritrova "adottabile" un principio che a mio avviso dovrebbe essere irrinunciabile è l'interesse del bambino.

Il dibattito che spesso ha interessato il tema delle adozioni si è spesso sviluppato su diverse questioni: le condizioni familiari, quelle sociali ed anche quelle economiche della famiglia adottante, ma lo scontro più acceso negli anni passati lo si è visto sull'età dei genitori che intendono adottare in quanto spesso accadeva che molte coppie chiedessero di poter adottare dei figli in età avanzata proprio in funzione del fatto di non essere riusciti a farne di propri.

In quel caso ricordo che la questione anagrafica divenne una discriminante molto forte, la linea di pensiero comune fu quella di mettere al centro il "bene" del bambino reputando la volontà della coppia un po' in su' con gli anni un bisogno egoistico fatto per appagare un proprio desiderio.

Oggi qualcuno pone in discussione la possibilità di adottare dei bambini da parte di coppie gay, mi chiedo come sia possibile solo ipotizzarlo visto che tra il "meglio per il bambino" e l'appagamento di un desiderio della coppia mi pare ovvio che non sarebbe nell' interesse del primo. Purtroppo il dibattito è viziato dal perbenismo di chi accusa quanti esprimono contrarietà di discriminazione, mentre criticare la possibilità per le coppie gay di adottare non può essere vista come una discriminazione contro una categoria di persone, ma un' opinione che in un paese che si definisce libero e democratico ha il diritto di essere espressa senza essere tacciata di omofobia. Se l'interesse del bambino è un principio condiviso e indiscutibile non trovo le basi neppure per valutare tale ipotesi.

Cordiali saluti,


Loris Dall'Acqua Poggio Berni

domenica 1 luglio 2012

SURVIVOR? NO,TUTTI A CASA!!!!!

Libero Quotidiano 02-07-12

Non è il Grande Fratello, nemmeno L'Isola dei Famosi, ma Survivor Province e come in un vero reality, trovandosi a rischio eliminazione, esprimono la loro nomination: le partecipate.
Sarebbero 3.127 le aziende partecipate sparse sul territorio nazionale e ci costerebbero ben 7 miliardi di euro all'anno di molte di esse ne ignoravamo pure l'esistenza salvo il fatto che con le nostre tasche contribuiamo anche alla loro esistenza.

Facile fare i tagli a casa degli altri, i conti senza l'oste tornano sempre, le motivazioni però che valgono per le partecipate, valgono anche per le province, anche loro ci costano e le loro funzioni potrebbero essere tranquillamente trasferite ai grandi comuni, o alle unioni o alle Regioni.

In nomination sarebbe bene metterle entrambe.


Loris Dall'Acqua Poggio Berni (RN)