Il 1° Maggio è un giorno di festa: comizi, concertini e concertoni, ma non sarebbe meglio cogliere l'occasione per una riflessione a 360° sulla condizione del lavoro? Un' analisi seria e non faziosa dei risultati conseguiti nel corso dell' anno e di quelli mancati, le conquiste a tutela dei lavoratori e dei loro diritti, l'occasione in cui prefissarsi nuovi obbiettivi e i propositi per battaglie future.
"L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro", ma purtroppo per tanti il lavoro non c’è, cosa si sta facendo per disoccupati, esodati e cassintegrati?
Sarebbero necessarie azioni in favore dei lavoratori, ma anche delle imprese. Bisogna mettere le imprese nella condizione di poter assumere, ma servono anche misure di supporto per assistere chi è alla ricerca di occupazione e per ridare forza e fiducia a quanti si sono piegati alla crisi, rassegnandosi a tal punto che non il lavoro non lo stanno più cercando.
Il lavoro non è solo una questione economica, ma anche di dignità dell’essere umano, la sua indipendenza e la libertà di scegliere che da la sicurezza economica sono elementi non marginali.
Perché non implementare i servizi dei Centri per l'impiego? Oltre a far incontrare domanda e offerta si dovrebbero aiutare quanti vogliano mettersi alla prova mettendosi in proprio, diventando poi futuri datori di lavoro, insegnare come fare impresa, a sviluppare un’idea o un talento, organizzare incontri in cui far conoscere anche le nuove professioni ai più sconosciute. Qualcosa in questo senso si sta facendo, ma è ancora molto poco.
Perché non dare un supporto tecnico a coloro che devono presentare un curriculum o devono sostenere un colloquio, partecipare a un bando pubblico, possibile che questi servizi siano inesistenti o semi sconosciuti e che per accedervi (sempre che esistano) siano spesso a pagamento?
A chi si ritrova dall’oggi al domani senza lavoro con un mutuo o un affitto da pagare e una famiglia da sfamare occorre anche un supporto psicologico, perché non istituire uno sportello gratuito presso i centri per l’impiego o i comuni ove i disoccupati possono rivolgersi?
Il 1° maggio potrebbe anche essere l' occasione per riflettere sulla sicurezza del posto di lavoro, sugli incidenti, gli infortuni. Si parli dei lavori logoranti, delle malattie professionali, di chi il lavoro lo cerca e non lo trova, di chi l'aveva e l'ha perduto, soprattutto dei riflessi psicologici che la disoccupazione e la cassa integrazione generano sull'individuo. Lavoratori subordinati, ma anche lavoratori autonomi, si parli della disparità di trattamento tra uomini e donne,. Questo dovrebbe essere il tema attorno al quale dovrebbe girare la festa dei lavoratori.
Festa sia, ma con un pensiero per chi un lavoro non ce l’ha!
Cordiali saluti,
Loris Dall'Acqua Poggio Torriana (Rimini)

