domenica 30 aprile 2017

1° MAGGIO FESTA DEL LAVORO

Corriere Romagna 30-04-17

Il 1° Maggio è un giorno di festa: comizi, concertini e concertoni, ma non sarebbe meglio cogliere l'occasione per una riflessione a 360° sulla condizione del lavoro? Un' analisi seria e non faziosa dei risultati conseguiti nel corso dell' anno e di quelli mancati, le conquiste a tutela dei lavoratori e dei loro diritti, l'occasione in cui prefissarsi nuovi obbiettivi e i propositi per battaglie future.     
       "L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro", ma purtroppo per tanti il lavoro non c’è, cosa si sta facendo per disoccupati, esodati e cassintegrati? 
       Sarebbero necessarie azioni in favore dei lavoratori, ma anche delle imprese. Bisogna mettere le imprese nella condizione di poter assumere, ma servono anche misure di supporto per assistere chi è alla ricerca di occupazione e per ridare forza e fiducia a quanti si sono piegati alla crisi, rassegnandosi a tal punto che non il lavoro non lo stanno più cercando.  
       Il lavoro non è solo una questione economica, ma anche di dignità dell’essere umano, la sua indipendenza e la libertà di scegliere che da la sicurezza economica sono elementi non marginali.

        Perché non implementare i servizi dei Centri per l'impiego? Oltre a far incontrare domanda e offerta si dovrebbero aiutare quanti vogliano mettersi alla prova mettendosi in proprio, diventando poi futuri datori di lavoro, insegnare come fare impresa, a sviluppare un’idea o un talento, organizzare incontri in cui far conoscere anche le nuove professioni ai più sconosciute. Qualcosa in questo senso si sta facendo, ma è ancora molto poco.

       Perché non dare un supporto tecnico a coloro che devono presentare un curriculum o devono sostenere un colloquio, partecipare a un bando pubblico, possibile che questi servizi siano inesistenti o semi sconosciuti e che per accedervi (sempre che esistano) siano spesso a pagamento?

       A chi si ritrova dall’oggi al domani senza lavoro con un mutuo o un affitto da pagare e una famiglia da sfamare occorre anche un supporto psicologico, perché non istituire uno sportello gratuito presso i centri per l’impiego o i comuni ove i disoccupati possono rivolgersi?

 

       Il 1° maggio potrebbe anche essere l' occasione per riflettere sulla sicurezza del posto di lavoro, sugli incidenti, gli infortuni. Si parli dei lavori logoranti, delle malattie professionali, di chi il lavoro lo cerca e non lo trova, di chi l'aveva e l'ha perduto, soprattutto dei riflessi psicologici che la disoccupazione e la cassa integrazione generano sull'individuo. Lavoratori subordinati, ma anche lavoratori autonomi, si parli della disparità di trattamento tra uomini e donne,. Questo dovrebbe essere il tema attorno al quale dovrebbe girare la festa dei lavoratori.

        Festa sia, ma con un pensiero per chi un lavoro non ce l’ha!

 

Cordiali saluti,

 

       Loris Dall'Acqua   Poggio Torriana (Rimini)

giovedì 27 aprile 2017

IL VIDEO DEL 25 APRILE DI MONTEVECCHI DIVENTA VIRALE


 

       Il 25 Aprile si continua a ricordare una storia incompleta, una storia fatta di eroi senza macchia, una data che oramai si è trasformata quasi esclusivamente in un’occasione per fare propaganda politica.

       Nelle piazze di tutta Italia tante persone e purtroppo anche tanti adolescenti, che sfilano e plaudono  le gesta di questi “eroi” persone che non hanno vissuto l’esperienza della guerra, ma che l’hanno solo sentita raccontare o attraverso parziali nozioni storiche inculcate dalla scuola pubblica o da qualche oratore di piazza, persone che sfilano tra le bandiere rosse per rendere omaggio a quel dogma intoccabile conosciuto come “Resistenza”, eppure la realtà è un po’ meno romanzata di come viene raccontata.

        Ci ha pensato Matteo Montevecchi, consigliere comunale di Santarcangelo di Romagna a portare un po’ di equità, in un video di 3 minuti ha integrato la storia della Resistenza raccontando quelle storie che troppo spesso sono state taciute o negate, un video che in nemmeno 48 ore è riuscito a superare le 350.000 visualizzazioni.

       Come ricordato da Matteo Montevecchi spesso ci si dimentica che le brigate partigiane erano tante e facevano riferimento a schieramenti diversi, non c’erano solamente i comunisti, ma anche i cattolici, i liberali o i socialisti eppure si ricordano quasi esclusivamente quelle comuniste.

       Non dimentichiamoci che la famigerata Brigata Garibaldi (quella comunista) avrebbe letteralmente sostituito un regime con un altro regime, essi sognavano di trasformare l’Italia in uno Stato satellite dell’Unione Sovietica del dittatore, tiranno, despota comunista Joseph Stalin.

Matteo Montevecchi (autore e protagonista del video)
 
       Non dimentichiamoci che anche a guerra finita i partigiani si macchiarono di vergognosi crimini nei confronti di migliaia di italiani che avevano la sola colpa di non pensarla come loro, ovvero di non credere nel comunismo.

       Non dimentichiamo due martiri come il seminarista cattolico Beato Rolando Rivi, massacrato e ucciso a causa della sua Fede all’età di 14 anni dai partigiani comunisti della Brigata Garibaldi che dopo tre giorni di percosse, umiliazioni e sevizie, lo finirono a colpi di pistola in un bosco e Giuseppina Ghersi, una bambina di appena 13 anni alla quale i partigiani comunisti tagliarono tutti i capelli e cosparsero la sua testa di vernice rossa, venne poi stuprata e pestata insieme alla madre e giustiziata dai partigiani comunisti con un colpo alla nuca, la sua unica colpa, l’aver ricevuto i complimenti da Benito Mussolini per aver svolto con merito un concorso a tema.”

      Siamo certi che chi sfila e plaude in piazza per la liberazione ne conosca veramente la storia?

Forse le oltre 350.000 visualizzazioni del video di Montevecchi dimostrano che c’è tanta voglia di verità.

 

Cordiali saluti,

Loris Dall’Acqua e Yuri Magalotti

 

 


 

 

mercoledì 26 aprile 2017

SANTARCANGELO DEI MUSEI?

Ingresso del Museo Usi e Costumi
Santarcangelo sembrerebbe tutt'altro che una città turistica, il degrado, l'incuria e la trasandatezza di aree che dovrebbero essere di interesse turistico, storico e culturale, lasciano veramente di stucco.     
       Troppo spesso quelle che dovrebbero essere delle eccellenze del territorio non vengono curate nella giusta maniera, siti che si trasformano in pessimi biglietti da vista.
        Il Museo degli Usi e Costumi della Gente di Romagna, visto da fuori non da certo l'idea di luogo aperto alle visite dei turisti, l'area esterna non è sempre al massimo splendore , nonostante lo stesso parco sia da considerarsi area museale, l'area d' ingresso poi è assediata dalla presenza di diversi cassonetti dell'immondizia, un vero pugno nell' occhio, visto da fuori più che l'ingresso di un museo, sembrerebbe l'ingresso del centro ambiente.
       Volendo sperare che la scelta di collocare i cassonetti dell'immondizia in quella posizione sia stata dettata dall'impossibilità di collocarli altrove, c'è da chiedersi come sia possibile che chi di dovere non abbia provveduto per lo meno a mitigare l'impatto visivo tramite degli steccati in legno come si usa in alcune zone di pregio nei centri storici.
       Bisognerebbe inoltre implementare gli orari di apertura visto che Santarcangelo richiama parecchi turisti  e che spesso questi trovano le strutture museali chiuse.
       L'amministrazione dovrebbe curare e valorizzare maggiormente le proprie strutture museali, forse non c'è una piena consapevolezza di quel che è il nostro patrimonio culturale, basti guardare la piantina turistica collocata tra la via de Bosis e via C.Battisti, una mappa turistica in cui sono evidenziati tutti i monumenti e siti di interesse turistico tranne i musei, solo una svista?
        Se vogliamo offrire al turista servizi di qualità, bisogna curare maggiormente l'apertura, l'accoglienza, l'immagine, la bellezza delle nostre strutture museali.
Cordiali saluti,
Yuri Magalotti  e Loris Dall'Acqua