LA VOCE 11-11-12
IL CORRIERE 14-11-12
Se dal punto di vista amministrativo, l'idea di una gestione di
servizi e funzioni attraverso un’Unione a 11 è preoccupante, essendo
preferibile l’attuale assetto costituito da un’Unione Montana a 7 e un’ Unione a
4 all'interno delle quali valutare ipotesi di FUSIONE, sotto il profilo
turistico è invece opportuno, provvedere al più presto a “fare sistema”.
Abbiamo il dovere di credere nella Valmarecchia quale meta da proporre sul
mercato turistico, non più come appendice e ripiego del turismo della costa, ma
come un “prodotto indipendente".
Da meta di escursionismo a meta turistica, questo è il salto di
qualità che dobbiamo fare, quello necessario che ci faccia mettere in campo
tutte quelle azioni volte a far conoscere una Valmarecchia in cui poter anche
soggiornare in cui vengano messe in rilievo tutte le eccellenze del territorio
sotto il profilo storico, culturale, enogastronomico, paesaggistico, ecc.
Per provvedere a tutto questo, occorre una regia che svolga un ruolo
di coordinamento e che si occupi di far conoscere anche oltre i confini
regionali la nostra realtà, una gestione in forma associata che deve mantenere
in Valmarecchia il suo potere decisionale e non deve dar adito alla creazione
dell’ennesimo carrozzone.
Mi auguro si colga al più presto questa opportunità senza che dal
cilindro magico il PD se ne esca con il solito Consorzio a cui aderire, sarebbe
un'idea preoccupante, in quanto se così fosse, ci troveremmo a confrontarci con
enti che nulla hanno a che fare con la Valmarecchia mentre sarebbe il caso di
individuare una soluzione "nostrana", nel possibile che non vada ad aggravare né
ora né in futuro le casse dei nostri comuni, e che non deleghi il potere
decisionale ad altri che siano fuori dalla nostra vallata. Un nuovo ente che
avrà poi bisogno di un presidente, un vice presidente, di consiglieri, dirigenti
ecc. , che percepiranno indennità e rimborsi non è quel che fa per noi.
Una soluzione potrebbe essere l’utilizzo delle attuali unioni alle
quali conferire delega in materia turistica, una delega piena per quanto
riguarda le strategie di promozione e valorizzazione turistica, istituendo un
tavolo permanente tra le due unioni in cui si definiscano le strategie
turistiche comuni; un tavolo che interagisca frequentemente con la realtà del
territorio, provvedendo, quindi, ad aprire il medesimo anche ad associazioni di
categoria, turistiche ed ad altri portatori di interesse.
Qualora si ravvisasse invece la necessità di favorire la nascita di un
asse pubblico – privato, al fine di rispondere anche a quanto stabilito dalla
legge regionale 7/1998, questo dovrebbe assolutamente tenere in considerazione
alcuni elementi quali:
- La necessità di mantenere il potere decisionale in Valmarecchia
- La valorizzazione e salvaguardia dei due elementi che contraddistinguono il
territorio: il fiume e la montagna

- Che i comuni facenti parte di un club o unione di prodotto siedano con pari
dignità ( con un' Unione di prodotto si possono anche allacciare legami e provvedere
a sinergie con la stessa costa romagnola per una vera valle unica )
- Che ci sia equità nella ripartizione delle risorse qualora si riescano ad
intercettare fondi provenienti da altri enti evitando un contesto fatto di figli
e figliastri
- Che non si costituisca un carrozzone fatto di poltrone da occupare, ma che
le varie componenti vi siedano a titolo gratuito.
Loris Dall'Acqua Poggio Berni