giovedì 31 dicembre 2015

DAL FEUDO DI POGGIO TORRIANA

Il Corriere Romagna 08-01-16

       Il Comune di Poggio Torriana è uno dei comuni più giovani (il primo gennaio ha compiuto 2 anni), ma i metodi di chi amministra ricordano quelli dei tempi più bui, da queste parti sembra di esser tornati in pieno feudalesimo, noi cittadini trattati come plebei, calpestati e umiliati e senza diritto di replica.

       In questi ultimi anni sono state ridotte al lumicino le occasioni di incontro e partecipazione attiva della cittadinanza, sono stati soppressi strumenti di partecipazione e confronto quali il “Governo partecipato” uno strumento che qualche amministratore ritiene evidente superato salvo il fatto che non è stato sostituito con un’alternativa migliore.

       Anche “Comune Informa” è cambiato! Il giornalino comunale da periodico trimestrale è diventato annuale col risultato che mentre in passato era uno strumento anche di informazione attraverso il quale gli uffici davano informazioni su servizi, orari, sgravi fiscali, scadenze, incentivi ed opportunità varie, ora invece sembra quasi diventato uno strumento di propaganda politica visto che 3 pagine su 4 sono occupate dai comunicati di assessori e sindaco che si auto elogiano per quanto fatto in questi primi anni di mandato, un elogio alla mediocrità pagato coi soldi dei contribuenti.

       L’ apice lo si raggiunge in consiglio comunale, luogo in cui il suddito, pardon volevo dire cittadino, può solo ascoltare e non può intervenire, anzi, il comma 2 dell’art 15 del regolamento del Consiglio è molto chiaro in proposito “Le persone che assistono debbono essere inermi, restare in silenzio, astenersi da qualunque segno di approvazione o di disapprovazione e mantenere un contegno corretto.", in un paese democratico il rispetto dovrebbe essere bilaterale, non è accettabile che dai banchi del consiglio ci sia chi si diverte a provocare il pubblico talvolta anche con gestacci facendo leva sul fatto che al cittadino non sia consentito di reagire, ed è per questa ragione che in qualità di cittadino ho inviato al protocollo dell’ente ed al consiglio stesso, una richiesta di modifica del regolamento del consiglio affinché sia previsto che anche Sindaco, Assessori e Consiglieri siano tenuti a portare rispetto ai cittadini e si astengano da qualunque segno di interazione nei confronti del pubblico.

 In teoria non ci dovrebbe essere bisogno, ma visti i precedenti, sarebbe doveroso da parte di chi amministra maggior democrazia e rispetto per i cittadini.

Loris Dall'Acqua   Cittadino di Poggio Torriana

 

mercoledì 16 dicembre 2015

BANCHE: ALLERGIA ALLE "FREGATURE"

Il Corriere 16-12-15
La Voce 27-12-15
Le attività che vendono o somministrano alimenti e bevande sono tenute a seguire un dettagliato protocollo al fine di segnalare al consumatore la presenza o meno di “allergeni” ovvero tutti gli ingredienti o quei componenti che possono procurare allergie a chi ne è intollerante, tra le incombenze alle quali sono tenuti gli esercenti, anche quella di mettere ben in risalto gli allergeni in etichetta.
       Perché a chi si occupa di investimenti bancari e finanziari in generale non applichiamo lo stesso criterio visto e considerato che l’allergia alle “fregature” ce l’abbiamo tutti?

      Ogni qual volta acquistiamo titoli, azioni o qualsiasi altro prodotto finanziario, ci ritroviamo spesso a sottoscrivere documenti che la stragrande maggioranza di noi non legge, spesso per nostra inerzia e pigrizia, ma anche volendo, ci sono difficoltà oggettive che inibiscono all’approfondimento: un linguaggio molto tecnico, un testo spesso molto prolisso e scritto a caratteri piuttosto piccoli, tutti elementi che disincentivano la lettura di quanto andiamo a firmare, ed è lì che sono indicati quei rischi che molto spesso,  talvolta in malafede, non emergono chiaramente nel momento in cui ci vengono proposti. Perché non obbligare anche banche e agenzie finanziarie a mettere ben in risalto magari proprio tra le prime informazioni contenute nel documento quali siano i rischi?

     Una questione di trasparenza e di correttezza nei confronti di noi correntisti spesso in difficoltà di fronte a lunghi contratti scritti in maniera piuttosto ostica ed a caratteri lillipuziani.

Cordiali saluti,

Loris Dall’Acqua     Poggio Torriana (Rimini)

lunedì 14 dicembre 2015

E I CONSIGLIERI DI MUNICIPIO?


Che fine hanno fatto i Consiglieri di Municipio? I consiglieri di municipio, come previsto dallo statuto del nuovo comune, si sono insediati in seguito alla votazione del consiglio comunale, consiglieri scelti tra i cittadini a garanzia dei due ex territori  impegnati a vigilare sull’iter della fusione e sulla vita stessa del nuovo comune unico affinché non vi siano differenze, prevaricazioni, ingiustizie tra cittadini e territori in funzione all’appartenenza dei due ex comuni.

Non si vuole mettere in dubbio il fatto che questi due consiglieri stiano assolvendo il loro dovere, ma il cittadino medio di Poggio Torriana si chiede cosa stiano facendo visto che da quando sono stati eletti non è mai trapelato nulla sul loro operato, una questione di comunicazione, una delle tante disfunzioni del nostro comune.

In diversi si interrogano su chi siano i due consiglieri di municipio, si chiedono se abbiano o meno un ufficio in comune o un recapito mail o telefonico per avere contatto con i cittadini, incredibile poi che nei due momenti di incontro tra amministrazione e cittadini (i primi incontri convocati a due anni dalla nascita del nuovo comune) non sia stato previsto un momento di confronto e di riflessione anche con i consiglieri di municipio che in tale occasione avrebbero potuto relazionare quanto fatto in questi due anni.

Nulla di cui stupirsi, la comunicazione non è mai stato il forte di questa amministrazione.
Una sintesi di come i cittadini percepiscono il nuovo comune
 

Cordiali saluti,

Loris Dall’Acqua Poggio Torriana

domenica 6 dicembre 2015

IMMIGRATI 2.0


Spett. le Direttore,

       Se vogliamo ricercare una vera integrazione, invece che intraprendere azioni specifiche che odorano di populismo e demagogia, non sarebbe più efficace, corretto e soprattutto rispettoso adoperarsi per l’inclusione degli immigrati nella vita quotidiana della comunità?

      Ci sono diverse proposte e progetti che hanno come oggetto il problema dell’integrazione, le intenzioni di chi le propone sono sicuramente delle migliori, ma spesso il risultato rischia di essere irrispettoso se non addirittura offensivo, integrare significa rimuovere gli ostacoli e le differenze tra persone di etnie diverse, ricercare parità di diritti e di doveri nel reciproco rispetto e non creare situazioni in cui si sottolinea e si rimarca una differenza, purtroppo le proposte e i progetti messi in campo sembrano andare nella direzione sbagliata.

       In alcuni comuni è stata istituita la figura del consigliere aggiunto, un consigliere non eletto dai cittadini che ha la facoltà di sedere in consiglio in rappresentanza degli immigrati, con la possibilità di partecipare attivamente al consiglio comunale, ma senza diritto di voto. Questa sarebbe integrazione? Se fossi un immigrato mi sentirei offeso da una simile proposta, se vogliamo che gli immigrati partecipino alla vita politica delle istituzioni vanno coinvolti al pari degli altri dalle liste civiche e dai partiti e quando è tempo di elezioni vanno messi in lista, non è certo con una sedia aggiunta ad un tavolo o una consulta a parte che li si integra, proposte simili sono equiparabili alla creazione di una riserva indiana o di un ghetto.

      Il concetto di immigrato o di profugo di oggi è diverso da quello del passato, la  politica è rimasta indietro di vent’ anni e lo dimostra con le idee che continua a proporre, sarebbero utili progetti che consentano loro di comprendere diritti, doveri e le opportunità presenti nel territorio, tesi magari a sviluppare il senso di cittadinanza invece si continua a proporre incontri in cui gli immigrati raccontano la loro esperienze di povertà e di migrazione.

      C’è anche chi ha organizzato dei laboratori in cui ci si incontra per cucire degli abiti da donare ai profughi, un’ idea lodevole, ma che sembra pensata da italiani che sono ancora fermi all’immagine stereotipata degli schiavi in stile Radici.

       Molti profughi alloggiati in Italia oggi vestono meglio di noi italiani, il loro status di profughi è legato alla presenza di una guerra in atto nel loro paese, paese nel quale probabilmente se non ci fosse stata la guerra si potrebbero permettere uno stile di vita migliore del nostro, incredibile pensare che possano indossare degli stracci cuciti apposta per loro da aspiranti sarti.

         Smettiamo di considerare gli immigrati come qualcosa a parte e cominciamo a considerarli come persone, un appello rivolto soprattutto a quei partiti che si professano fortemente vicini a loro.

Loris Dall’Acqua     Poggio Torriana   (Rimini)

      

 

sabato 5 dicembre 2015

ABUSIVISMO COMMERCIALE

  La Voce 05-12-15 

L’abusivismo commerciale che in estate prolifera sulle spiagge, in autunno si ricicla nelle fiere, nei mercati e nelle sagre di paese. Sono tanti gli appuntamenti fieristici o mercatali in cui i venditori abusivi si insinuano lungo le vie cittadine, occupando quegli spazi lasciati vuoti dai banchi “ufficiali”,  creando spesso intralcio,  e tutto questo avviene alla faccia di quei venditori ambulanti che regolarmente pagano le tasse.     
       Da parte delle istituzioni purtroppo non c’è un dispendio di energie sufficiente a contrastare questo fenomeno, il buonismo e l’ accondiscendenza che hanno contraddistinto taluni partiti hanno fatto in modo che questi abusivi si radicassero, si rinforzassero e si organizzassero, col risultato che oggi ci si ritrova di fronte ad una vera e propria organizzazione molto più difficile da contrastare.

      Occorre lavorare su più fronti se vogliamo debellare il problema, a tale scopo, bisogna mettere le forze dell’ordine nelle condizioni di farlo, sono necessarie leggi e regole che fungano da deterrente e che puniscano sia la domanda che l’offerta. Comprando da venditori abusivi si crea un danno alla società e si fomentano loschi traffici di organizzazioni che vendono merci di dubbia provenienza, spesso contraffatte,  prodotti poco sicuri dal punto di vista igienico e sanitario. Chi compra dall’abusivo pensa ingenuamente di risparmiare qualche soldo comprando a basso costo e di aiutare una persona bisognosa invece deve essere informato del fatto che oltre a rendersi complice di chi evade totalmente il fisco, favorisce anche lo sfruttamento del lavoro minorile e di moderne forme di schiavitù che spesso si celano dietro a quei prodotti.

      Durante mercati e fiere serve un presidio costante delle forze dell’ordine, ma soprattutto occorre lavorare a monte, evitando che questi possano entrare e stendere la propria mercanzia. Ma il reato si configura solo nel momento in cui la merce viene esposta o quando l’abusivo viene colto in flagranza di vendita? Eppure tutti noi, in qualsiasi momento, quando siamo per strada possiamo essere fermati da agenti delle forze dell’ordine per esibire documenti o le merci che abbiamo al seguito per quale motivo questo non può avvenire per coloro che hanno al seguito dei borsoni con decine e decine di Cd, magliette, orologi, fiori, ombrelli, tappeti? I commercianti regolari se vengono sorpresi in auto con delle merci che non hanno bolla di accompagnamento o fattura al seguito vengono sanzionati, perché non funziona così per tutti? Questa la vera discriminazione!!!

       Esemplare quanto accaduto a Santarcangelo di Romagna ove il problema negli anni passati è stato preso molto sottogamba col risultato che ora le fiere che vi si svolgono si sono trasformate da momenti di festa e di divertimento a occasioni di scontri e di tensione. La popolare Fiera di San Martino, nota in tutta Italia col nome di fiera dei becchi (dei cornuti), nell’edizione del 2014 si era contraddistinta per il ferimento di ben 7 agenti della municipale, mentre quella del 2015 nei primi due giorni ha già all’attivo il ferimento di un carabiniere, possibile che per una fiera, oltre al resoconto del numero dei visitatori, si debba aggiungere anche un simile “bollettino di guerra”?

      Le leggi in merito vanno cambiate, occorre un forte inasprimento della normativa visto che quello odierno non è un deterrente per nessuno.

Cordiali saluti,

Loris Dall’Acqua   Santarcangelo di Romagna

venerdì 4 dicembre 2015

POGGIO TORRIANA L' INCONTRO UN CLAMOROSO FLOP


       Oltre un anno e mezzo di attesa dall’insediamento della nuova giunta Amati, per poter assistere al primo pubblico incontro, l’amministrazione si è finalmente degnata di incontrare la cittadinanza per fare il punto della situazione sul nuovo comune di Poggio Torriana a due anni dalla fusione, ma chi si aspettava una profonda analisi sulle cose fatte e magari una riflessione dettagliata su quanto resti ancora da fare e magari con le relative tempistiche sarà sicuramente rimasto deluso visto che l’argomento è stato trattato con enorme superficialità.

       L’incontro stesso è stato un flop clamoroso, se togliamo i consiglieri presenti tra il pubblico, i cittadini presenti all’incontro si contavano sul palmo di una mano e non certo perché le cose stiano andando bene ma più probabilmente per una certa rassegnazione che serpeggia tra i cittadini che reputano oramai inutile partecipare a questo tipo di incontri nei quali la voce dei cittadini sembra non contare nulla.

       L’amministrazione ha trasformato la partecipazione da attiva a passiva, chi ci amministra, piuttosto che fare autocritica sulla mancata partecipazione preferisce leggerne ricondurla ad un’ evoluzione dei tempi, i cittadini preferiscono seguire la vita del proprio comune sui media e sui social, ma è un vero peccato che anziché ricercare una partecipazione reale e di interazione, ci si pieghi a quella virtuale.

       Probabilmente Amati & co.  appartengono a quella scuola di pensiero che considera il mandato elettorale una sorta di delega in bianco per la quale risulta superfluo un confronto costante con la cittadinanza in cui valutare l’insorgenza di nuovi bisogni o lo stato di avanzamento dei lavori pubblici, la qualità e i costi dei servizi e tutto il resto, si ritengono evidentemente superati modelli di governo partecipato e incontri nelle frazioni, con ogni probabilità, per vedere nuovamente i nostri amministratori in giro per le frazioni dovremo attendere la prossima campagna elettorale.

      Giovedì prossimo alle 21 si replica alla sala polivalente di Torriana ( il comune è unico ma si continua a programmare in funzione della vecchia suddivisione territoriale) e magari sui social network ove le public relation della lista di maggioranza Uniti a Poggio Torriana rilasciano spesso qualche perla di bon ton.

       Se questa è comunicazione e partecipazione …..

Loris Dall’Acqua   Cittadino di Poggio Torriana