
ANTIPOLITICA PEGGIORE DELLA POLITICA
Spero che tra alcuni anni ci ritroveremo a parlare di questo periodo politico
come di un periodo di cambiamento, un auspicio da sognatore il mio, ma sognare
non costa nulla.
Antipolitica?
No, grazie. Preferisco la politica!
Non
è la prima volta che gli italiani s'indignano verso la classe politica, ma
quanti si stanno proponendo come intercettatori del malcontento, cavalcando
demagogicamente la rabbia della gente mi lasciano molto perplesso, per non dire
preoccupato.
Chi fa dell'antipolitica il proprio cavallo di battaglia si manifesta alle
masse come movimento, gruppo, comitato rifuggendo accuratamente l'etichetta ed
il nome di partito in quanto questi rappresentano l'obbiettivo da
annientare.
Nel momento in cui poi l'antipolitica si presenta alle elezioni non si pone
forse sullo stesso livello? La storia, in particolare quella più recente, ci
insegna che si inizia combattendo i partiti sino a diventare "partito"
adeguandosi al sistema che si doveva cercare di smantellare.
Si
accettano quindi quei gettoni di presenza, quelle indennità e quei benefit per
gli incarichi amministrativi che fino a poco prima facevano schifo e si
accettano i soldi del finanziamento pubblico ai partiti anch'essi definiti
vergognosi ma poi visto che li prendono anche altri....
Questa politica deve cambiare, ma da dentro.
Servirà
un rinnovamento, un codice etico e morale con forme di autocontrollo e
regole. Il rischio di perdita di credibilità e di consensi spingerà il partito
stesso a prendere le distanze dalle mele marce.
La politica non si cambia da fuori ma dall'interno, mettendoci il proprio
impegno e le proprie idee.
Cordiali
saluti,
Loris
Dall'Acqua Poggio Berni