Tra manovre varie, l’Asl unica - Area Vasta, i tagli a livello statale e regionale dovremo veramente preoccuparci del futuro della sanità pubblica. L’ipotesi che vengano chiusi i piccoli ospedali o che vengano tagliati reparti e posti letto rischia di essere il futuro verso il quale saremo proiettati visto che Asl e Regione hanno più volte espresso, in maniera più o meno chiara, queste linee di indirizzo. Un sistema sanitario fatto principalmente di grandi ospedali consentirebbe di contenere i costi, ma rappresenterebbe un riordino del sistema fatto sulla pelle dei cittadini, efficiente solo dal punto di vista prettamente aziendale, senza tener presente le esigenze e le problematiche del cittadino e del territorio. Ci si chiede per quanto tempo potremo permetterci di avere 5 ospedali in Provincia di Rimini, ma prima di puntare le forbici contro i nostri nosocomi, perché non iniziamo sforbiciando sulle stesse Asl? Chiudere quei servizi a diretto contatto coi cittadini produce risparmi ottenuti sulle loro spalle e che li trasformerebbe in una sorta di pendolari della salute, accettabile in caso di interventi particolari e specialistici, un po’ meno per le patologie più diffuse e di minor gravità. Quel che mi indigna è il fatto che la politica, dovendo provvedere al contenimento della spesa, abbia messo in discussione la sopravvivenza dei piccoli ospedali, senza aver prima provveduto ad una seria riorganizzazione di quello che è la struttura dell’Asl. Si predisponga un piano di riordino del personale, intervenendo in maniera strutturale sull’organigramma dell’Asl ( senza dover licenziare nessuno, basta evitare di assumere nuove figure professionali quando quel ruolo può essere svolto da altri già in organico). Oggi parlano di Asl Unica, ma su 3 province abbiamo tollerato sino ad oggi ben 4 Asl, dov’è quindi che annida lo spreco? Non sarebbe male se si potessero dei tetti massimi a certi stipendi, se si potesse provvedere alla graduale riduzione del numero dei dirigenti e dei funzionari, se si potesse accorpare tutto quello che possiamo considerare di back office, inoltre si potrebbero rivedere ad ogni scadenza, i bandi per quei servizi esternalizzati. Si riorganizzi il sistema sanitario partendo dal vertice, poi guardiamo tutto il resto. La scelta di partire con la chiusura dei piccoli ospedali, dei reparti e dei posti letto, mi pare un éscamotage per non dover sacrificare la “casta sanitaria”.
Loris Dall’Acqua