giovedì 31 ottobre 2013

AUSL UNICA SI TAGLI SUGLI SPRECHI

Il Corriere 01-11-13



       Tra manovre varie, l’Asl unica - Area Vasta, i tagli a livello statale e regionale dovremo veramente preoccuparci del futuro della sanità pubblica. L’ipotesi che vengano chiusi i piccoli ospedali o che vengano tagliati reparti e posti letto rischia di essere il futuro verso il quale saremo proiettati visto che Asl e Regione hanno più volte espresso, in maniera più o meno chiara, queste linee di indirizzo. Un sistema sanitario fatto principalmente di grandi ospedali consentirebbe di contenere i costi, ma rappresenterebbe un riordino del sistema fatto sulla pelle dei cittadini, efficiente solo dal punto di vista prettamente aziendale, senza tener presente le esigenze e le problematiche del cittadino e del territorio. Ci si chiede per quanto tempo potremo permetterci di avere 5 ospedali in Provincia di Rimini, ma prima di puntare le forbici contro i nostri nosocomi, perché non iniziamo sforbiciando sulle stesse Asl?  Chiudere quei servizi a diretto contatto coi cittadini produce risparmi ottenuti sulle loro spalle e che li trasformerebbe in una sorta di pendolari della salute, accettabile in caso di interventi particolari e specialistici, un po’ meno per le patologie più diffuse e di minor gravità. Quel che mi indigna è il fatto che la politica, dovendo provvedere al contenimento della spesa, abbia messo in discussione la sopravvivenza dei piccoli ospedali, senza aver prima provveduto ad una seria riorganizzazione di quello che è la struttura dell’Asl. Si predisponga un piano di riordino del personale, intervenendo in maniera strutturale sull’organigramma dell’Asl ( senza dover licenziare nessuno, basta evitare di assumere nuove figure professionali quando quel ruolo può essere svolto da altri già in organico). Oggi parlano di Asl Unica, ma su 3 province abbiamo tollerato sino ad oggi  ben 4 Asl, dov’è quindi che annida lo spreco? Non sarebbe male se si potessero dei tetti massimi a certi stipendi, se si potesse provvedere alla graduale riduzione del numero dei dirigenti e dei funzionari, se si potesse accorpare tutto quello che possiamo considerare di back office, inoltre si potrebbero rivedere ad ogni scadenza, i bandi per quei servizi esternalizzati. Si riorganizzi il sistema sanitario partendo dal vertice, poi guardiamo tutto il resto. La scelta di partire con la chiusura dei piccoli ospedali, dei reparti e dei posti letto,  mi pare  un éscamotage per non dover sacrificare la “casta sanitaria”.


Loris Dall’Acqua

lunedì 14 ottobre 2013

LAVORO: INCENTIVI ANCHE AI MENO GIOVANI


Il Corriere 06-12-13
La Voce 08-12-13

       La politica si interroga costantemente su come favorire l’occupazione ed in particolare l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. C’è però una fascia di età che non si prende mai in considerazione ed è forse quella più penalizzata, ovvero quelli che non sono più considerati  giovani per il mondo del lavoro, e che sono lontani dal periodo di pensionamento. I giovani che non trovano lavoro spesso si vedono costretti a provare all’estero, a quell’età si è più propensi a viaggiare e tentare la strada anche fuori dai confini nazionali, per molti è un modo sentirsi indipendenti e fare esperienze lavorative che arricchiscono il proprio bagaglio culturale, un’occasione che viene vissuta come un’ opportunità. Per gli over 30 la storia è diversa, spesso hanno già messo su famiglia o sono in procinto di farlo ,  ed in tal caso il lavoro non è una questione di indipendenza economica, ma di vera e propria sopravvivenza, specialmente se ci sono affitti o mutui da pagare, trovarsi senza lavoro a questa età diventa un dramma, per queste persone il lavoro in loco è una necessità. Per chi deve assumere, il più delle volte, il criterio di selezione è legato ai contributi da versare e agli incentivi che per questa fascia mi pare carente per non dire assente.  Non sarebbe il caso di dare un sostegno maggiore a questa fascia di età?

Cordiali saluti,

Loris Dall’Acqua   Poggio Berni (Rimini)

sabato 5 ottobre 2013

ITALIA PORTO D'EUROPA



      Continuiamo ad assistere impotenti alla morte di disperati che fuggono dai paesi in guerra o che affrontano un viaggio verso il mondo occidentale fuggendo da persecuzioni o dalla miseria, un esodo in cui l’Italia ricopre suo malgrado il ruolo di Porto d’ Europa vista l’impossibilità di vigilare le centinaia di km di costa. Visto l’atteggiamento ipocrita dell’Europa che mentre versa lacrime di dispiacere difronte ad ogni tragedia, contemporaneamente gira la testa altrove quando si ricerca un suo coinvolgimento attivo. Anziché rimandare quanti sbarcano sulle nostre coste al loro paese di origine perché non li accompagniamo provocatoriamente ai confini con il resto d’Europa affinchè anch’essi possano rendersi conto del problema?

     Cordiali saluti,

Loris Dall’Acqua   Poggio Berni (RN)

giovedì 3 ottobre 2013

PIU' ATTENZIONE SULLA CONCESSIONE DEL PATROCINIO

La Voce 03-10-13
Il Corriere 03-10-13

La concessione del Patrocinio da parte di un Comune ad una manifestazione non è cosa da prendersi sottogamba. Quando viene concesso un patrocinio oneroso l'organizzazione percepisce soldi pubblici, ed è doveroso che chi concede approfondisca accuratamente su come vengano impiegati, stesso impegno che si dovrebbe riservare anche nel caso in cui il patrocinio fosse gratuito, in quanto anche se non comporta un esborso per l'ente pubblico, si concedono comunque dei benefici fiscali agli organizzatori.     
       Più delle ragioni economiche, sono comunque i contenuti che devono pesare, quella semplice dicitura che recita " Con il patrocinio del comune di..." per molti rappresenta una sorta di bollino di qualità, lascia intendere che qualcuno abbia vagliato per noi in anteprima i contenuti e che quindi ci si possa fidare con tranquillità.
       Quanto recentemente accaduto a Rimini è disdicevole, a farne le spese come sempre i cittadini.
       Cordiali saluti,

 
Loris Dall'Acqua