domenica 29 dicembre 2013

INFORMAZIONE VALIDO SUPPORTO PER I CITTADINI

 Il Corriere 31-12-13
 La Voce 05-01-14

L’informazione verso i cittadini è un settore sul quale le pubbliche amministrazioni hanno tanto da recuperare.  In questi ultimi anni il clima di avversione a tutto ciò che è politica e amministrazione ha purtroppo sfiduciato ed allontanato i cittadini da quella che è la partecipazione alla vita amministrativa e politica del proprio territorio, inoltre la crisi economica ha fatto sì che i bisogni e le esigenze personali o famigliari avessero priorità se non l’esclusività su quelli collettivi e questo probabilmente a scapito della vita sociale, una tendenza all’ isolamento che si traduce anche in minori occasioni di essere informati di quelle che sono le opportunità. Chi si occupa della gestione delle risorse pubbliche non deve concentrarsi solo su come queste vengono impiegate, ma deve anche interessarsi alla loro gestione e soprattutto alla comunicazione, altrimenti è inutile realizzare nuove strutture pubbliche, investire in nuovi progetti, creare fondi per aiutare i cittadini e le imprese e tante altre iniziative se poi queste sono poco conosciute dai possibili fruitori. La pubblica amministrazione non deve creare per se stessa, ma per dare servizi alla collettività. Se il cittadino viene informato in maniera adeguata si ritrova in un contesto sociale in cui trova diverse opportunità che gli permettono di avere momenti di condivisione con altri, di risparmiare, di investire. Gli strumenti attraverso i quali informare i cittadini sono molteplici e vanno usati in modo tale che si riesca a raggiungere il maggior numero di cittadini possibile:

  • Un Ufficio Relazioni col Pubblico con addetti preparati e cordiali è uno di quegli uffici che maggiormente andrebbero valorizzati da un’amministrazione, qui molto spesso gli utenti risolvono le proprie questioni ed hanno occasione di informarsi;
  •  Un sito internet ben curato, sempre  aggiornato, di facile consultazione e con la possibilità di fruire di servizi online evitando di spostarsi e di fare lunghe file rappresenta un valido strumento per chi è connesso alla rete;
  • La realizzazione di periodici comunali permettono invece alle informazioni di arrivare in tutte le case ed in tutte le aziende sempre che non se ne faccia un uso strumentale e propagandistico;
  • I servizi informativi che sfruttano le tecnologie del momento come ad esempio l’invio di mail e sms di informazione attivato su richiesta dei cittadini;
  •  Comunicazione attraverso la carta stampata o altri media locali
  • Un profilo “Istituzionale” sui principali social network
  • I tradizionali sistemi di volantinaggio ed affissioni.

Una buona rete informativa è un supporto non indifferente al cittadino utile per conoscere le opportunità presenti sul territorio, le scadenze tributarie, i bandi, gli sgravi fiscali, gli incentivi per chi vuole investire. Oltre a promuovere i servizi comunali occorre far conoscere anche quelli invece erogati attraverso le Unioni di Comuni alle quali vengono delegate funzioni che svolgono per conto dei comuni per maggiori economie di scala  anche se spesso i risparmi sono rimasti solo nei propositi a causa di una  pessima amministrazione. Un cittadino informato è un cittadino che trova servizi spesso gratuiti e magari poco lontani da casa, che ha occasione di risparmiare, che quando decide di investire trova soluzioni che gli permettono di abbattere i costi, soluzioni che in tempi di ristrettezze sono ancor più importanti. Le amministrazioni devono investire e favorire in ogni modo la comunicazione e l’informazione, sulle quali c’è ancora tanto da fare.

Cordiali saluti,

Loris Dall’Acqua   Poggio Berni

giovedì 28 novembre 2013

NELLA RIMINI IN BIANCO E NERO PIU' DECORO RISPETTO AD OGGI

Il Corriere 29-11-13
La Voce 30-11-13

La foto in bianco e nero suscitano sempre una certa emozione, le testimonianze fotografiche di luoghi, monumenti, persone e personaggi della Rimini del secolo scorso raccontano una città che è ben diversa da quella odierna. Nel confronto tra presente e passato stupisce come siano state fatte scelte legate al cambiamento dei tempi, spesso sacrificando eleganza e decoro, spesso senza nemmeno averci guadagnato in praticità e funzionalità. Le scelte urbanistiche mettono in evidenza come si sia ragionato in maniera limitata senza perseguire un disegno di crescita della città vista nella sua interezza, col risultato che oggi  è un’accozzaglia di edifici. Anche gli arredi urbani all’epoca erano degni del proprio nome, contribuivano a valorizzare ed abbellire viali e piazze, mentre le aree verdi erano luoghi ben curati e vissuti da cittadini e turisti, mentre oggi molte zone, anche in piena area turistica sono abbandonate a se stesse.
       Lo stesso lungomare e l'area circostante sono significativi di come sia cambiata la percezione del bello.  
 Se l’identità riminese rappresenta un valore da salvaguardare, credo che per le scelte future si dovrebbe trarre maggiore ispirazione dal passato, diversamente continueremo a mostrare una mescolanza di proposte tipiche di quelle città che non hanno un’identità forte.


Cordiali saluti,


Loris Dall’Acqua  

mercoledì 20 novembre 2013

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DA RIORGANIZZARE



Libero Quotidiano 20-11-13
          Il Corriere 25-11-13
         
          La Voce 26-11-13

         Il Resto del Carlino 03-12-13
        
        Il Messaggero 01-03-14


       Da tempo siamo consapevoli del fatto che occorra tagliare sulla spesa pubblica, nonostante ciò, nei pubblici uffici cambiamenti sostanziali non se ne sono visti e spesso si continua ad assumere. Bisognerebbe provvedere alla riorganizzazione del pubblico impiego, valorizzando i dipendenti già in organico, investendo sulla loro formazione e promuovendo la collaborazione e lo scambio tra enti pubblici.
      Occorrerebbe prima di tutto stabilire, per ogni tipologia di ente dislocato sul territorio, come ad esempio i Comuni, tenendo conto del numero di cittadini e di quali servizi e funzioni debbano essere erogati, quale sia il numero di addetti in grado di dare un servizio qualitativamente valido.
      Conseguentemente bisognerebbe  avviare una ricognizione di come siano impiegati i dipendenti pubblici nei vari enti al fine di avere un quadro chiaro della situazione che permetta di stabilire dove occorrano integrazioni e dove invece ci siano esuberi. Attraverso l’utilizzo di bandi pubblici, riservati a quanti già impiegati presso pubblici uffici, si potrebbe provvedere ad equilibrare quelle situazioni che sono fuori standard, provvedendo ad eventuali nuove assunzioni solo quanto sia stato raggiunto un regime di massima efficienza.
       Assolutamente da abolire invece le consulenze esterne. Negli enti di esigue dimensioni ,come ad esempio i piccoli Comuni, non è possibile avere nel proprio organico tutte le professionalità che sarebbero necessarie per svolgere al meglio le proprie funzioni, essendo proiettati verso un riordino territoriale fatto di Unioni di Comuni o altre forme di gestione in forma associata, gli enti che sono sprovvisti di alcune figure professionali, anzichè ricorrere a consulenze esterne, dovrebbero avere la possibilità di trovarle all’interno di enti di grado superiore, le cui mansioni non dovranno essere limitate al  proprio ente, ma anche a quelli subordinati o in convenzione. La riorganizzazione è necessaria altrimenti la spesa pubblica continuerà a lievitare e già oggi siamo a livelli insostenibili.


Cordiali saluti,


Loris Dall’Acqua     Poggio Berni

sabato 2 novembre 2013

SUI RIFIUTI TASSE PIU' GIUSTE

   La Voce 03-11-13   
   Il Corriere 08-11-13 
   Il Messaggero 29-03-14

Nella sconfinata giungla di tasse, tariffe e balzelli, la Tares si guadagna certamente un posto sul podio. Sullo smaltimento dei rifiuti, i contribuenti non nutrivano certo simpatia per la Tarsu o Tia, ma la loro trasformazione in Tares (con l'aggiunta di oneri anche per altri servizi) ha creato diversi squilibri ed ingiustizie sociali, penalizzando alcune categorie di persone o di attività economiche. Non sono pochi i casi in cui gli importi di questa tassa siano raddoppiati rispetto a quanto si pagava l’anno precedente, come si può moltiplicare in maniera così indiscriminata una tassa che è già di per sè piuttosto cara? Noi contribuenti dovremmo essere premiati e non penalizzati per l'impegno che dedichiamo alla raccolta differenziata.
       Non dimentichiamoci che nello smaltimento dei rifiuti, noi cittadini rappresentiamo una parte importante della “catena”, non solo in quanto produttori di rifiuto, ma in quanto siamo i primi operatori della differenziazione, tenuti a sacrificare parte delle nostre cucine o terrazze per far spazio ai diversi contenitori per la selezione dei rifiuti, nonché a impiegarci più tempo rispetto a prima. E’ un dovere ed un piacere farlo per l'ambiente, ma al solo pensiero che l’impegno collettivo sia funzionale al guadagno di pochi ,non fa che accrescere la nostra rabbia verso chi gestisce il servizio.
       Siamo noi contribuenti gli artefici del successo della raccolta differenziata, ad è grazie all'aumento del differenziato a scapito dell'indifferenziato, che i comuni riescono a risparmiare nello smaltimento, ma per quale motivo non ci viene riconosciuto nessuno sgravio in bolletta a noi contribuenti?      
       I comuni spendono molto meno, i colossi del rifiuto sostengono se stessi ed i loro consigli d'amministrazione ed azionisti, e non dimentichiamo che quel che noi chiamiamo rifiuto viene rivenduto come materia prima, vantaggi economici che interessano diversi anelli della catena del rifiuto tranne che quello di noi contribuenti. Inaccettabile che i nostri sacrifici siano a beneficio delle tasche di pochi, la raccolta dei rifiuti deve produrre vantaggi economici anche per la collettività.
Loris Dall'Acqua

giovedì 31 ottobre 2013

AUSL UNICA SI TAGLI SUGLI SPRECHI

Il Corriere 01-11-13



       Tra manovre varie, l’Asl unica - Area Vasta, i tagli a livello statale e regionale dovremo veramente preoccuparci del futuro della sanità pubblica. L’ipotesi che vengano chiusi i piccoli ospedali o che vengano tagliati reparti e posti letto rischia di essere il futuro verso il quale saremo proiettati visto che Asl e Regione hanno più volte espresso, in maniera più o meno chiara, queste linee di indirizzo. Un sistema sanitario fatto principalmente di grandi ospedali consentirebbe di contenere i costi, ma rappresenterebbe un riordino del sistema fatto sulla pelle dei cittadini, efficiente solo dal punto di vista prettamente aziendale, senza tener presente le esigenze e le problematiche del cittadino e del territorio. Ci si chiede per quanto tempo potremo permetterci di avere 5 ospedali in Provincia di Rimini, ma prima di puntare le forbici contro i nostri nosocomi, perché non iniziamo sforbiciando sulle stesse Asl?  Chiudere quei servizi a diretto contatto coi cittadini produce risparmi ottenuti sulle loro spalle e che li trasformerebbe in una sorta di pendolari della salute, accettabile in caso di interventi particolari e specialistici, un po’ meno per le patologie più diffuse e di minor gravità. Quel che mi indigna è il fatto che la politica, dovendo provvedere al contenimento della spesa, abbia messo in discussione la sopravvivenza dei piccoli ospedali, senza aver prima provveduto ad una seria riorganizzazione di quello che è la struttura dell’Asl. Si predisponga un piano di riordino del personale, intervenendo in maniera strutturale sull’organigramma dell’Asl ( senza dover licenziare nessuno, basta evitare di assumere nuove figure professionali quando quel ruolo può essere svolto da altri già in organico). Oggi parlano di Asl Unica, ma su 3 province abbiamo tollerato sino ad oggi  ben 4 Asl, dov’è quindi che annida lo spreco? Non sarebbe male se si potessero dei tetti massimi a certi stipendi, se si potesse provvedere alla graduale riduzione del numero dei dirigenti e dei funzionari, se si potesse accorpare tutto quello che possiamo considerare di back office, inoltre si potrebbero rivedere ad ogni scadenza, i bandi per quei servizi esternalizzati. Si riorganizzi il sistema sanitario partendo dal vertice, poi guardiamo tutto il resto. La scelta di partire con la chiusura dei piccoli ospedali, dei reparti e dei posti letto,  mi pare  un éscamotage per non dover sacrificare la “casta sanitaria”.


Loris Dall’Acqua

lunedì 14 ottobre 2013

LAVORO: INCENTIVI ANCHE AI MENO GIOVANI


Il Corriere 06-12-13
La Voce 08-12-13

       La politica si interroga costantemente su come favorire l’occupazione ed in particolare l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. C’è però una fascia di età che non si prende mai in considerazione ed è forse quella più penalizzata, ovvero quelli che non sono più considerati  giovani per il mondo del lavoro, e che sono lontani dal periodo di pensionamento. I giovani che non trovano lavoro spesso si vedono costretti a provare all’estero, a quell’età si è più propensi a viaggiare e tentare la strada anche fuori dai confini nazionali, per molti è un modo sentirsi indipendenti e fare esperienze lavorative che arricchiscono il proprio bagaglio culturale, un’occasione che viene vissuta come un’ opportunità. Per gli over 30 la storia è diversa, spesso hanno già messo su famiglia o sono in procinto di farlo ,  ed in tal caso il lavoro non è una questione di indipendenza economica, ma di vera e propria sopravvivenza, specialmente se ci sono affitti o mutui da pagare, trovarsi senza lavoro a questa età diventa un dramma, per queste persone il lavoro in loco è una necessità. Per chi deve assumere, il più delle volte, il criterio di selezione è legato ai contributi da versare e agli incentivi che per questa fascia mi pare carente per non dire assente.  Non sarebbe il caso di dare un sostegno maggiore a questa fascia di età?

Cordiali saluti,

Loris Dall’Acqua   Poggio Berni (Rimini)

sabato 5 ottobre 2013

ITALIA PORTO D'EUROPA



      Continuiamo ad assistere impotenti alla morte di disperati che fuggono dai paesi in guerra o che affrontano un viaggio verso il mondo occidentale fuggendo da persecuzioni o dalla miseria, un esodo in cui l’Italia ricopre suo malgrado il ruolo di Porto d’ Europa vista l’impossibilità di vigilare le centinaia di km di costa. Visto l’atteggiamento ipocrita dell’Europa che mentre versa lacrime di dispiacere difronte ad ogni tragedia, contemporaneamente gira la testa altrove quando si ricerca un suo coinvolgimento attivo. Anziché rimandare quanti sbarcano sulle nostre coste al loro paese di origine perché non li accompagniamo provocatoriamente ai confini con il resto d’Europa affinchè anch’essi possano rendersi conto del problema?

     Cordiali saluti,

Loris Dall’Acqua   Poggio Berni (RN)

giovedì 3 ottobre 2013

PIU' ATTENZIONE SULLA CONCESSIONE DEL PATROCINIO

La Voce 03-10-13
Il Corriere 03-10-13

La concessione del Patrocinio da parte di un Comune ad una manifestazione non è cosa da prendersi sottogamba. Quando viene concesso un patrocinio oneroso l'organizzazione percepisce soldi pubblici, ed è doveroso che chi concede approfondisca accuratamente su come vengano impiegati, stesso impegno che si dovrebbe riservare anche nel caso in cui il patrocinio fosse gratuito, in quanto anche se non comporta un esborso per l'ente pubblico, si concedono comunque dei benefici fiscali agli organizzatori.     
       Più delle ragioni economiche, sono comunque i contenuti che devono pesare, quella semplice dicitura che recita " Con il patrocinio del comune di..." per molti rappresenta una sorta di bollino di qualità, lascia intendere che qualcuno abbia vagliato per noi in anteprima i contenuti e che quindi ci si possa fidare con tranquillità.
       Quanto recentemente accaduto a Rimini è disdicevole, a farne le spese come sempre i cittadini.
       Cordiali saluti,

 
Loris Dall'Acqua

mercoledì 25 settembre 2013

POZZO DI CULTURA E NON POZZO SENZA FONDO

 

       Il mondo della cultura lamenta la carenza di risorse economiche, le poche a disposizione sono considerate insufficienti a sostenerla, ma visto che sono sempre più scarse non sarebbe meglio se la politica si interrogasse su come vengono impiegate? Andrebbe messo in discussione l'intero "sistema cultura". L' insieme di enti, consorzi, fondazioni e quan'altro che si occupano della gestione di cultura e turismo  assorbono quasi completamente i fondi che vengono impiegati principalmente per il loro sostentamento, fatto questo alla cultura non restano che briciole e a volte nemmeno quelle. Un peccato che in un paese come l’Italia che potremmo definire un museo a cielo aperto la cultura non venga valorizzata adeguatamente. Musei e monumenti troppo spesso chiusi o che vantano più addetti ai lavori che visitatori sono una realtà purtroppo diffusa e non più sostenibile. Occorre un riordino ed una riorganizzazione all'insegna della semplificazione.
       Cordiali saluti,
Loris Dall'Acqua   Poggio Berni (Rimini)

martedì 10 settembre 2013

VIAGGIO NEL MONDO DELLA DISOCCUPAZIONE

La Voce 12-09-13
       Insidie, pericoli ed illusioni, questo quello che devono affrontare  nel loro “viaggio quotidiano” i disoccupati e quanti sono alla ricerca di un’ occupazione. Non mancano gli “sciacalli” o " meccanismi burocratici contorti", c’è chi approfitta di una situazione di forte disagio ed in alcuni casi di vera disperazione e per qualcuno è pure un business. Occorrerebbero forme di controllo efficaci contro chi scorrettamente se ne approfitta  e contestualmente servirebbe maggior informazione ai disoccupati per metterli in guardia delle comuni insidie e dei loro diritti eanche come far valere le proprie ragioni.
       Le rubriche degli annunci di lavoro contengono spesso offerte di lavori che non esistono. Ci sono quelli che approfittano di quanti per disperazione accettano di lavorare in prova per una o più settimane senza stipendio e senza alcun rimborso spese o indennizzo, ma poi a scadenza della prova non verranno riconfermati e non per demerito, ma semplicemente per il fatto che quel posto a rotazione verrà occupato da un altro in prova e via andare. Questo oltre ad essere una forma di sfruttamento ingiusta ed illegale, oltre al danno economico crea anche un danno psicologico sul disoccupato che viene congedato pensando di non essere stato all’altezza piombando nello sconforto più totale.
       Si fanno sempre più frequenti casi di offerte di lavoro dagli orari impossibili in quanto troppo frammentati e risicati o con salari ridicoli che qualcuno accetta sperando sempre possa essere una forma di inserimento in un azienda che poi magari migliorare in seguito la propria posizione, e purtroppo vista la forte domanda di occupazione e la scarsità di offerte si accetta anche questo. Occorrerebbe maggior chiarezza sugli annunci per selezione personale visto che spesso il posto di lavoro per cui si seleziona in quel momento non esiste, ma si provvede ad una selezione solo per avere un book aggiornato di potenziali dipendenti, essendoci spesso dietro noti marchi c'è da chiedersi se non sia un modo come un altro per farsi pubblicità.
        Chi è alla ricerca di occupazione intanto perde tempo e denaro, la prima cosa che si dovrebbe fare e questo lo possono fare gli intermediari del lavoro è intervenire sugli annunci che loro stessi promuovono chiedendo specificatamente di indicare se il posto di lavoro esiste o se è solo una selezione di personale, a volte lo si fa altre no, ma la stessa dicitura “selezione personale” trae in inganno in quanto chi sta cerca ndo è legittimato a pensare che si seleziona perché si è liberato un posto.
       Non parliamo poi di chi offre lavoro da fare a casa, lavori in cui la prova si rivela un modo per fare cassa, per fare la prova occorre infatti inviare soldi alla ditta come cauzione del materiale che arriverà al domicilio (solitamente si tratta di assemblare oggetti) poi rispedite il prodotto finito, attendendo di sapere se sarete ritenuti idonei, se non avete mai provato non cimentatevi. Il fatto è che questo tipo di annunci sono da sempre presenti nelle rubriche, chi dà loro spazio si autotutela prendendo le distanze dai contenuti e dalla veridicità di quanto pubblicato, ma possibile che nessuno voglia controllare in maniera efficace e fare pulizia?
       Chi controlla, chi tutela il disoccupato da queste insidie?
       Quel che più infastidisce è quando a far business sui disoccupati sono le istituzioni o figure di garanzia che dovrebbero essere dalla parte del disoccupato. Vi siete mai chiesti quanto incassi lo Stato con i bandi di concorso? Che sia istituito un bando per un posto di lavoro o per una graduatoria le domande sono spesso centinaia sin anche migliaia per i posti più ambiti, partecipare implica l’iscrizione ed il pagamento di un bollettino, non trovate assurdo il fatto che si stia facendo pagare persone che cercano solo un posto di lavoro? Questo aspetto dovrebbe essere rivisto, chi si trova in difficoltà economiche di fronte ad uno scoglio economico si trova limitato, mentre magari ne avrebbe le qualità. La meritocrazia dovrebbe prevalere sulle condizioni economiche.
       Si fanno affari anche organizzando corsi ad hoc per affrontare le prove e i test di alcuni bandi, un servizio utile, ma che si paga, nessuno fa niente per niente e almeno il tesseramento verso chi fa i corsi bisognerà pagarlo. Bisogna porre fine a questo sciacallaggio sulla pelle dei disoccupati, la politica potrebbe fare molto regolamentando meglio il mercato del lavoro e prevedendo forme di controllo,  rivedendo il ruolo di chi dovrebbe mettere in comunicazione domanda e offerta a partire dai centri dell’impiego e magari rivedendo anche tutta la materia inerente ai bandi di concorso.
Cordiali saluti,


Loris Dall’Acqua   Poggio Berni


 

domenica 1 settembre 2013

TARTASSATI A VITA

Il Resto del Carlino - Quotidiano Nazionale 01-09-13

Non capisco la necessità che posa spingere un Presidente della Repubblica a nominare dei senatori a vita. Trovo più meritevoli di encomio quei cittadini che si alzano tutte le mattine per guadagnarsi i soldi che gli serviranno in particolare, per pagare le tasse, reputo ingiusto di questi tempi concedere a chiunque privilegi di qualunque sorta soprattutto se non a termine ma vita natural durante. S'allunga la "casta" dei Senatori a vita, e noi continuiamo a pagar dazio in quanto appartenenti alla sotto casta dei tartassati.

Cordiali saluti,
Loris Dall'Acqua   Poggio Berni (Rimini)

venerdì 30 agosto 2013

SOGNANDO LA CITTA' DELLA VALMARECCHIA E DEL MONTEFELTRO

La Voce 31-08-13
Il Corriere 05-09-13

Le fusioni sono un'opportunità, ovviamente per saperle cogliere bisogna essere lungimiranti e proposte che danno vita a piccoli comuni  rischiano di non esserlo. La prima proposta di fusione in Provincia di Rimini è quella tra Poggio Berni e Torriana, proposta per la quale i cittadini si esprimeranno tramite Referendum domenica 6 ottobre (un referendum per il quale non è previsto un quorum ed avrà valore anche nel caso in cui a votare si dovesse recare solo una piccola parte dei cittadini).
       I cittadini continuano a chiedersi il perché di questa proposta a 2 e non a 4, infatti dopo tanti anni di gestione in forma associata di diversi servizi assieme anche a Santarcangelo e Verucchio, i cittadini si aspettavano, come epilogo di questa esperienza, una fusione che avrebbe dato vita ad una grande città della Valmarecchia di oltre 35.000 abitanti, una realtà che avrebbe sicuramente avuto un peso rilevante anche in Provincia. Una domanda poco gradita agli amministratori bernesi che ogni volta rispondono in maniera contraddittoria, evasiva e piuttosto stizzita.
       Poggio Berni e Torriana vantano una certa lungimiranza in questa scelta, ma siamo sicuri che siano stati veramente lungimiranti? L’amministrazione giustamente ricorda che per una fusione a 4 bisognerebbe essere in 4 a volerlo, lor signori ritengono di aver fatto i dovuti passi per provarci, ma obbiettivamente la strada intrapresa è piuttosto discutibile. Per chi non se lo ricordasse dissero di aver fatto una proposta tramite lettera protocollata, modalità non confermata dai destinatari, ma sicuramente hanno ragione entrambi in quanto la colpa sarà di quel piccione viaggiatore probabilmente deceduto in volo prima della consegna. Più verosimile la seconda versione data ovvero una proposta fatta a mezzo stampa aspettando che qualcuno la raccogliesse, ancor più passabile la terza versione, quella fornita dalla commissione intercomunale:
       "Il percorso è stato attivato tra i nostri due Comuni perché c’erano dei vincoli normativi a scadenza ravvicinata che interessavano principalmente e solamente i due Comuni e non c’erano i tempi necessari per prospettare una fusione allargata."


       Anche in questo caso comunque permane un piccolo giallo da chiarire: nel giro delle frazioni che si sta facendo per parlare di fusione, si continua a sostenere che una fusione a 4 non sarebbe stata conveniente per i cittadini dei due comuni più piccoli, strano allora che continuino contestualmente a dichiarare che avrebbero tanto voluto fondersi a 4 fino a pochi mesi prima di quell’Ordine del Giorno che ha dato via all’iter di fusione. Se in Unione a 4 i comuni hanno pari dignità come ci hanno sempre raccontato, per quale motivo se due comuni su quattro erano interessati a soppesare l’opportunità della fusione non si è istituito un tavolo serio di discussione?
Anche nell’Alta Valmarecchia hanno provato a realizzare una fusione a 7, un'ipotesi di fusione in cui ci sarebbero stati comuni di grandezze diverse, ipotesi in cui è oggettivamente più difficile arrivare ad una convergenza. Qui però c’è stata una lungimiranza degna di questo nome, infatti i promotori della fusione mentre vedevano sfumare  purtroppo l’obbiettivo di andare a referendum con gli stessi tempi in cui ci sono arrivati i due comuni della Bassa Valle, non si sono buttati su propostine di ripiego a 2 o a 3, seppur siano state prese in considerazione, ma con ogni probabilità ci si riproveranno per il 2016 una data nella quale probabilmente si potrà ragionare anche ad 8 comuni visto il probabile passaggio di Regione di Montecopiolo assieme al quale realizzare una grande Città del Montefeltro.
Cordiali saluti,
Loris Dall’Acqua   Poggio Berni

mercoledì 14 agosto 2013

LE FUSIONI SIANO PONDERATE di Com-unico

Comunicato di Com-unico Valmarecchia La Voce 15-08-13

L’iter verso la fusione dovrebbe essere un percorso teso a ricercare la più ampia condivisione possibile e maggior conoscenza di una materia tutt’altro che facile. Restiamo fermamente convinti che per la Valmarecchia la soluzione ottimale possa essere quella di un Comune unico del Montefeltro e di un Comune unico della Valmarecchia, continueremo con questa nostra sensibilizzazione anche se ora che se ne parla è diventato più complicato rispetto al passato.


Come noto è naufragato il progetto di fusione di Savignano con San Mauro Pascoli che avrebbe potuto dar vita al Comune unico del Rubicone, un iter che seguivamo con interesse in quanto lo avevamo reputato un ottimo “apripista” in questo angolo di Romagna, in caso di successo. Occhi puntati quindi sulla fusione Torriana Poggio Berni anche se come molti di voi avremmo preferito fosse iniziato un iter di fusione a 4, obiettivo che continueremo a perseguire qualunque possa essere il risultato anche se la vittoria del si o quella del no detteranno poi tempi diversi prima di poter tentare questa meta più ambiziosa.


Alla finestra di quanto accadrà il 6 ottobre a Torriana e Poggio Berni probabilmente anche l’Alta Valmarecchia. Partita in quarta con un comitato per la fusione a 7 finalizzato ad un percorso lampo che in tempi molto stretti, avrebbe dovuto portare al Comune unico nel 2014, ( avrebbero dovuto portare in consiglio comunale di ogni comune un ordine del giorno sulla fusione entro il 30/06 ) ora che è sfumata la possibilità di andare a referendum in autunno pare appunto si stia vivendo un periodo di attesa.


Nella Bassa Valmarecchia vorremmo vedere un’analisi più approfondita dell’ipotesi di fusione in atto ed un confronto anche con un’ipotetica fusione a 4, mentre nell’Alta Valle, ora che i tempi sono meno stringenti, vorremmo si iniziasse a smussare le spigolature che hanno osteggiato sinora la possibilità di parlarne serenamente. Il primo passo potrebbe essere quello di commissionare uno studio di fattibilità, per le amministrazioni non significherebbe prendere posizione in merito ma semplicemente dare alla propria comunità la possibilità di valutare questa opportunità.


Com_unico


 

sabato 3 agosto 2013

FUSIONE: COMMISSIONE A PEZZI di Fabio Chierighini


Finalmente si alza la voce difronte a quanto sta accadendo nella discussa Commissione Consigliare sulla Fusione Poggio Berni Torriana, di seguito Comunicato stampa di Fabio Chierighini e gli altri consiglieri di opposizione che si sono dissociati e dimessi.
L.d.a

La Voce 04-08-13

Non si può tacere!

 

Quale membro della Commissione Intercomunale per la Fusione, con la presente intendo dissociarmi dalla pubblicazione dall’articolo pubblicato ieri 03/08/2013 a nome della Commissione stessa, quale replica al sig.Dall’Acqua (Pdl). Segnalo che si associa nella cosa anche l’altro consigliere di minoranza del comune di Poggio Berni Mattia Pizzinelli.

Affermo questo in quanto mi risulta che tale comunicazione sia il risultato di un semplice scambio di mail (del pomeriggio del 02/08/2013), fra n. 5 membri della Commissione (su un totale di n. 10), ovvero n. 3 della maggioranza Bernese, n. 1 della maggioranza e n. 1 della minoranza Torrianese, e e che tale testo non sia stato approvato durante un incontro del gruppo di lavoro.

Non trovo corretto che una Commissione nata per un lavoro ben preciso attacchi un cittadino reo soltanto di avere posto numerose domande davanti alle quali la Commissione stessa si sia trovata leggermente in difficoltà a rispondere. Uscire pubblicamente sulla carta stampate e fare una simile polemica non si addice a chi dovrebbe fare semplice informazione.

Il comportamento tenuto finora da questo gruppo di lavoro lo trovo più simile ad un Comitato per il Si che ad una Commissione.

A tal riguardo inviterei i cittadini Torrianesi a verificare la variazione della tassazione che li riguarderà in caso del raggiungimento della fusione, o anche la variazione dei costi di alcuni servizi demandati a suo tempo all’Unione dei Comuni.

Preciso di essere genericamente favorevole alle fusioni, anche se questa poteva essere una intelligente fusione a quattro se non fosse “mancata” la comunicazione ufficiale fra tutti i comuni e due di questi non avessero fatto partire l’iter in maniera “frettolosa”.

Per quello che mi riguarda, questa è la goccia che ha fatto “traboccare il vaso”.

Con la presente si intendono anticipare le mie dimissioni dalla Commissione Intercomunale che ufficializzerò in occasione del prossimo incontro, che dovrebbe tenersi la prossima settimana (attendo convocazione…), alle quali si associa il consigliere Mattia Pizzinelli.

Non intendo continuare ad essere partecipe di un tavolo dove i “giochi” vengono portati avanti da due singoli personaggi, dove uno “detta” e l’altro “scrive”, dove la Commissione sembra abbia solo il compito di avvallare scelte altrui.

Non penso sia stato un caso che nella Commissione, oltre i due sindaci, siano stati inseriti due consiglieri di minoranza oltre i due di maggioranza per ciascun comune…

 

 

mercoledì 31 luglio 2013

ANCHE L'IPOCRISIA DISCRIMINA


Spett.le Direttore,

        Se vivessi in un contesto sociale diverso dal mio, sarei più infastidito dall'ipocrisia della gente, piuttosto che da qualche battuta. La discriminazione e tale quando genera un trattamento diverso dagli altri, sia in un senso che nell’altro. Preferirei scherzare assieme agli altri e questo significa anche essere oggetto di scherzo o di battute, piuttosto che assistere gli altri intenti a scherzare tra loro e non con me quasi in un ossequioso rispetto non necessario e non richiesto.

      Se fossi “diverso” dal punto di vista etnico o sessuale o diversamente abile mi sentirei uguale agli altri ed integrato non stando su un piedistallo ma mettendomi al pari degli altri.

       Cordiali saluti,

Loris Dall’Acqua Poggio Berni (Rimini)

A RIMINI ANCHE UN GRANDE EVENTO PER LE FAMIGLIE

 La Voce 01-02-13
Il corriere 01-02-13
Il Carlino 01-02-13


La scelte turistiche riminesi sono improntate alla rincorsa di un target giovane attraverso eventi quali la Molo Street Parade o la Notte Rosa, ci si sta dimenticando di importanti fasce di turisti che da sempre scelgono la nostra riviera come quella delle giovani famiglie con bambini piccoli.  
      Perché non organizzare un grande evento estivo per tutta la famiglia, magari fortemente improntato sul divertimento dei bambini? Mescoliamo tutti quegli elementi che fanno la felicità dei bambini e distribuiamoli sul territorio da Miramare a Torre Pedrera. Proponiamo una Rimini che per un week end si trasforma in un grande luna park, lungomare e piazzette “invase” da giostre, giochi gonfiabili, mercatini di giocattoli e dolciumi, laboratori didattici, spettacoli, letture, cartoni animati, musica, sport per i più piccoli. Sarebbe un grande evento in cui la Ruota Panoramica calzerebbe a pennello. Dopo tutto ,i grandi eventi vengono ritenuti funzionali non solo a far lavorare gli operatori economici, ma anche a promuovere il nome di Rimini mirando ad un preciso target di persone, oltre a proporre modelli di divertimento come Molo Street Parade e Notte Rosa dovremmo proporre anche un modello di divertimento sano e "famigliare" adatto a tutti, premiando chi da sempre sceglie la nostra riviera.
Loris Dall'Acqua

mercoledì 24 luglio 2013

Sull' RSA NOVAFELTRIA di Marco Lombardi


COMUNICATO STAMPA

LOMBARDI (PDL): con l'Assestamento del bilancio regionale nuove speranze per la RSA di Novafeltria, ma il Comune deve fare la sua parte.

 

Con l'assestamento di bilancio si aprono nuove possibilità anche per la RSA di Novafeltria.

 

L'annosa vicenda verte sui fondi necessari per portare a termine i lavori lasciati in sospeso dalla Regione Marche al momento del passaggio.

 

La manovra del bilancio regionale prevede 17 milioni di euro per strutture sanitarie e socio-assistenziali e siccome si tratta di risorse libere in quanto frutto di residui,  queste vanno destinate in base alle esigenze delle varie realtà territoriali.

 

Quindi la possibilità della Regione di contribuire al completamento della RSA c'è ed è una possibilità concreta per cui io da tempo mi batto. Certo però che il Comune di Novafeltria, la Provincia di Rimini l'Unione dei comuni ed i singoli comuni che usufruiscono di quella struttura devono fare la loro parte.

 

Sollecito quindi soprattutto il Comune di Novafeltria ad impegnarsi per quanto di sua responsabilità, visto che una volta ultimata la nuova struttura potrà "monetizzare" la vecchia e magari a sollecitare anche gli altri soggetti locali in modo che sia più facile per me chiedere ed ottenere il sollecito intervento economico della Regione.

domenica 30 giugno 2013

IL CAMBIAMENTO DI M5S DA TEATRINO A REALITY

Libero Quotidiano 30-06-13
OGGI periodico settimanale 05-07-13

       Quando si dice che la realtà supera la finzione….

Se la stagione televisiva 2012-2013 è stata scarna di reality show, ecco che la realtà si offre come ripiego volto a colmare questo vuoto. Il Movimento Cinque Stelle, alle passate elezioni politiche si è proposto come forza di cambiamento ed il cambiamento nella politica lo abbiamo visto, ma forse non era quello che era nelle intenzioni del movimento stesso. In questi mesi, tra il “dramma” di come farsi rimborsare ricevute e scontrini, che tanto ricorda le scaramucce tra concorrenti per fare la lista della spesa, sino all’ espulsione di diversi esponenti del movimento prima nominati, poi cacciati abbiamo visto poca sostanza e tanto show.      Il Grande Movimento propone ogni giorno una nuova eliminazione, manca solo la porta rossa e lo show è servito a puntate all’interno dei TG.

       Indubbiamente un cambio nella politica c’è stato, il teatrino è diventato un reality e anche se non era in palinsesto, il Grande Fratello quest’anno ha avuto il suo erede.

       Cordiali saluti,

Loris Dall’Acqua     Poggio Berni   (Rimini)

martedì 25 giugno 2013

RIMINI AMMOLLO STREET PARADE


Tra giornali e la rete una "parade " di immagini di una Rimini allagata.

La Voce 27-06-13
Il Corriere 27-06-13

AMMOLLO STREET PARADE

Rimini non è la prima città a finire sott’acqua in seguito ad un acquazzone, solitamente in altre realtà l’allagamento lo si deve ad eventi consequenziali alla pioggia quali la rottura degli argini o lo straripamento di un fiume oppure per un dissesto idro geologico, il problema di Rimini invece è legato all’incapacità delle fogne di intercettare e smaltire le acque piovane in maniera adeguata.

Le precipitazioni di lunedì scorso sono state di portata eccezionale, ma non cerchiamo alibi o attenuanti visto che il fenomeno si ripete comunque ad ogni acquazzone.

Chi amministra Rimini ha il dovere di intervenire con estrema urgenza! Le carenze sono storiche, ma è innegabile che ci troviamo di fronte ad una continuità politica che non si è mai interrotta e che negli anni non è mai stato fatto nulla di imponente per risolvere il problema.

La sistemazione della rete fognaria e della raccolta delle acque piovane deve essere una priorità. Inutile buttare fumo negli occhi con ruote panoramiche, street parade e notti rosa, sabato prossimo sarà ancora festa ma intanto la settimana è iniziata con una pessima anteprima: un Ammollo Street Parade, di cui avremo volentieri fatto a meno.

Cordiali saluti,

Loris Dall’Acqua  

venerdì 21 giugno 2013

SANTARCANGELO CONSIGLIO TRASFORMATO IN SHOW

Troppo spesso si parla di democrazia, ancor più spesso ci si dimentica del significato.
A Santarcangelo di Romagna, la fine anticipata della legislatura, ( causata dalla mancata approvazione del bilancio e dalla mancanza di una maggioranza disposta a sostenere il Sindaco in carica, sino a fine mandato), ha fatto sì che si perdesse il senso della misura e del contegno.

L'ultimo Consiglio Comunale di Santarcangelo, in cui era in ballo il futuro dell’amministrazione, è stato trasformato in uno show, in favore di una manifestazione di piazza, che interagiva coi lavori del consiglio stesso, in barba ad ogni regolamento comunale che prevede rispetto per quel luogo istituzionale e di democrazia. Purtroppo è stata autorizzata una manifestazione a sostegno del Sindaco nella stessa piazza su cui si affaccia il municipio alla stessa ora in cui si svolgeva il consiglio comunale e come prevedibile la folla ha disturbato i lavori del consiglio, interrompendo più volte con fischi ed insulti, gli interventi dei consiglieri di opposizione, ed in particolare quelli dei dissidenti che non intendevano più sostenere quella maggioranza, tacciati di tradimento. Se pensiamo anche che una folla furente tende a mettere in soggezione quanti non allineati al pensiero della piazza è difficile non cogliere questa concomitanza come una grave forma “intimidatoria”. Questa è democrazia?

La manifestazione Pro Sindaco pare sia stata ufficialmente organizzata dai cittadini e non dal partito, ma guarda caso dopo che la Segretaria del PD, durante queste settimane di crisi politica del suo partito, ha più volte riflettuto a voce alta ed in maniera pubblica, anche a mezzo stampa, su come sostenere il Sindaco ovvero se fare una manifestazione di piazza o un sit in di protesta o una fiaccolata. Sembrerebbe proprio che il partito volesse evitare, qualora la situazione fosse sfuggita di mano, di avere responsabilità dirette, per cui meglio se l'organizzazione fosse "esterna". Si lanca il sasso poi si nasconde la mano, un metodo poco edificante.

In piazza e sotto il loggiato del municipio, insieme alla folla urlante, sono state costrette a mescolarsi anche persone che erano venute solo per seguire i lavori del consiglio e comunque vicine alle opposizioni o ai dissidenti o semplici curiosi, costrette ad ascoltare anche volgarità di ogni tipo e "costretti" a non reagire alle offese e agli insulti onde evitare la rissa, cittadini che hanno vissuto quei momenti di tensioni, quasi alla stregua di tifosi che per errore si ritrovano nella curva opposta, probabilmente si saranno chiesti se si trovavano sempre in un paese democratico. E' questa è la democrazia?

Il consiglio comunale non è cosa di una sola parte politica, ma di tutta la città, invece non solo è stata consentita la manifestazione in piazza, ma diffondendo l’audio della seduta verso la piazza, si dava occasione a quanti si prodigavano ad urlare, a scegliere i momenti giusti in cui farsi sentire, senza contare poi che il consiglio tutto è stato svilito a fenomeno da baraccone e di attrazione di una manifestazione di parte. E pensare che senza la manifestazione, la diffusione dell’audio in piazza sarebbe stata un ottimo mezzo al fine di consentire a tutti di seguire la seduta del consiglio. La manifestazione la si poteva fare in un qualsiasi altro momento o in un altro luogo.

Visto il clima molto teso, molti non se la sono sentita di restare. In un paese democratico e libero non esiste che un consigliere si debba sentire minacciato dall’ira della folla mentre svolge il proprio compito, e che debba essere scortato fino all'auto uscendo da una porta secondaria per evitare la folla,in un paese democratico non esiste che i cittadini non si debbano sentire liberi di partecipare ad un consiglio comunale.

Cordiali saluti,

Loris Dall’Acqua Santarcangelo

domenica 16 giugno 2013

LOTTA ALL'EVASIONE MA SENZA COLPIRE NEL MUCCHIO

Il Carlino Rimini 17-06-13
Il Corriere Rimini 19-06-13
La Voce 20-06-13
Il Carlino Quotidiano Nazionale 06-07-13

Mi pare assurdo che si debba morire a causa della crisi economica ed è ancor più assurdo se sull’orlo del baratro ci si debba finire a causa del fisco. Purtroppo c’è chi non ce la fa e decide di farla finita, spesso si tratta di persone vittime di ingiustizie, pressate dal sistema e terrorizzate da un futuro che non vedono. ,
Si apra una riflessione sui metodi attraverso i quali lo Stato provvede alla lotta all'evasione fiscale. La figura dell'imprenditore, continua ad essere considerata quella di un potenziale evasore, non si tiene presente che le aziende non sempre riescono a rientrare in parametri standard, trattandosi di realtà diverse l'una dall'altra, vivono situazioni più o meno felici, influenzate da variabili, spesso non prevedibili. Studi di settore o controlli preventivi, non tengono nella giusta considerazione le peculiarità e le diversità delle singole realtà per cui le azioni di contrasto all’evasione si abbattono alla stessa maniera, anche sugli imprenditori onesti, ma meno fortunati. L’accertamento fiscale è un meccanismo perverso nel quale, una volta entrati, ci si trova praticamente “costretti” ad accettare un compromesso con l’Agenzia delle Entrate, sottoscrivendo un accordo nel quale si ammette di aver commesso un reato di evasione anche se onesti. L’alternativa è quella di inoltrarsi in un percorso legale dall’esito incerto e per il quale, occorre comunque antipare somme che magari non si hanno a disposizione, inoltre, più si prosegue e più si elevano le sanzioni. Pensate a quante attività lavorano con merci deperibili, gli acquisti non sono legati necessariamente all’avvenuta vendita, spesso si ricomprano le merci semplicemente perché si sono deperite. In questo caso come si può documentare la mancata vendita? Il bidone dell’immondizia non rilascia certo fattura o un attestato che possa comprovare un mancato guadagno. Purtroppo l’onestà non è documentabile!

La pressione fiscale è già alta, ma forme di controllo come queste, rischiano di creare serie difficoltà a chi lavora onestamente e fatica a chiudere i conti. Lo Stato deve debellare l’evasione fiscale, ma senza sparare nel mucchio!

Ironia della sorte, saranno proprio i furbetti che hanno evaso ad avere maggiori opportunità economiche per affrontare spese legali, mentre buona parte di quelli che sono in buona fede non se lo potranno permettere.

Uno Stato che struttura la lotta all'evazione calpestando anche la dignità delle persone è difficile considerarlo civile.



Cordiali saluti,

Loris Dall’Acqua Santarcangelo

venerdì 14 giugno 2013

LOTTA ALL' EVASIONE

Il Corriere della Sera 15-06-13


       Si apra una riflessione sui metodi attraverso i quali lo Stato provvede alla lotta all'evasione fiscale. La figura dell'imprenditore, continua ad essere considerata quella di un potenziale evasore, non si tiene presente che le aziende non sempre riescono a rientrare in parametri standard, trattandosi di realtà diverse l'una dall'altra, vivono situazioni più o meno felici, influenzate da variabili, spesso non prevedibili.     Studi di settore o controlli preventivi, non tengono nella giusta considerazione le peculiarità e le diversità delle singole realtà per cui le azioni di contrasto all’evasione si abbattono alla stessa maniera, anche sugli imprenditori onesti, ma meno fortunati. L’accertamento fiscale è un meccanismo perverso nel quale, una volta entrati, ci si trova praticamente “costretti” ad accettare un compromesso con l’Agenzia delle Entrate, sottoscrivendo un accordo nel quale si ammette di aver commesso un reato di evasione anche se onesti. L’alternativa è quella di inoltrarsi in un percorso legale dall’esito incerto e per il quale, più ci si addentra e più si elevano le sanzioni. Pensate a quante attività lavorano con merci deperibili, gli acquisti non sono legati necessariamente all’avvenuta vendita, spesso si ricomprano semplicemente perché si sono deperite.

La pressione fiscale è già alta, ma forme di controllo come queste, rischiano di creare serie difficoltà a chi  lavora onestamente e fatica a chiudere i conti. Lo Stato deve debellare l’evasione fiscale, ma senza sparare nel mucchio!

Cordiali saluti,

Loris Dall’Acqua     Santarcangelo di Romagna (Rimini)

 

REFERENDUM FUSIONE COMUNICATO DI COM-UNICO

L’esito negativo del referendum per la fusione tra i comuni di Savignano e San Mauro deve far riflettere quei comuni che stanno pensando di provarci, in tempi strettissimi, anche in Valmarecchia. La fusione è una grande opportunità, ma ci deve essere una valida proposta di fusione, occorre un buon progetto di base, servono studi di fattibilità e approfondimenti e soprattutto il tempo necessario alle comunità di abituarsi all’idea.

Bisogna chiedersi per quale motivo, un’occasione simile, non sia stata compresa dalla popolazione del Rubicone, bisogna interrogarsi su quali errori di comunicazione siano stati commessi, in modo tale che in altri contesti non debbano ripetersi.

Il primo dato che lascia sconcertati sul referendum è la bassa affluenza alle urne, non si trattava di elezioni sulle quali potesse influire una certa stanchezza o avversione alla politica legata a questioni nazionali, qui era in discussione una scelta legata al territorio, probabilmente l’antipolitica che ha tenuto lontani gli elettori ha radici locali.

Occorre ricordare che Savignano ha già avuto un precedente che potrebbe aver favorito l’astensione ovvero il referendum sul passaggio di provincia di Savignano da quella di Forlì-Cesena a Rimini, nel quale nonostante vinse il SI, la volontà popolare non fu rispettata, con un precedente simile l’idea di inutilità del voto prende il sopravvento, probabilmente si sta pagando anche questo scotto.

L’altro elemento da considerare è il fatto che nel comune più piccolo (San Mauro Pascoli), in cui ha nettamente prevalso il NO, la fusione sia stata percepita come diventare frazione di Savignano. Per capire il motivo di questa disfatta bisogna partire da un’attenta analisi delle ragioni del NO e farne tesoro affinchè non si commettano gli stessi errori, un’ esortazione che rivolgiamo a quanti in Valmarecchia si stanno adoperando in questo senso. Non si può fare il passo più lungo della gamba, noi che crediamo nella fusione siamo ben coscienti del fatto che serva tempo, siamo molto preoccupati del fatto che il primo referendum in provincia di Rimini ovvero quello per la fusione tra Poggio Berni e Torriana, possa avere la stessa sorte o comunque , qualora vincesse il SI possa essere espressione di una ristretta percentuale di votanti, lo stesso dicasi per l'ipotesi di fusione in alta valle in cui non sembra ancora chiaro quale possa essere la proposta di fusione e nonostante questo aspetto tutt'altro che marginale, non è chiaro se ci sia la volontà di prendere questo "treno" in corsa.

Nel Rubicone il tema è stato oggetto di dibattito per anni poi in pochissimo tempo si è premuto improvvisamente l'acceleratore modificando il progetto iniziale a 3 comuni,(che comprendeva anche Gatteo), in un progetto a 2, e facendo partire in quarta l'iter di fusione che in pochi mesi ha portato al referendum. Ci auguriamo che in Valmarecchia si proceda con più tranquillità.



com_unico@libero.it

giovedì 13 giugno 2013

FUSIONE: SI FACCIA ANCHE APPROFONDIMENTO

La Voce 15-06-13

Una fusione tra comuni rappresenta un cambiamento importante per le comunità interessate, un obbiettivo da raggiungere attraverso un percorso fatto di diversi momenti di partecipazione, occasioni in cui occorre coinvolgere attivamente la cittadinanza alla quale bisogna innanzitutto dare informazione. E’ vero che la maggior parte dei cittadini non partecipa attivamente agli incontri di quartiere o di frazione o del proprio comune, ma per quelli che invece partecipano alla vita pubblica, da parte delle istituzioni deve esserci l'impegno a dare un’informazione chiara, semplice e corretta, con un linguaggio comprensibile a tutti, ma al tempo stesso pronta anche all’approfondimento o a scendere nel dettaglio.

Quando si dice che con la fusione si risparmia, al cittadino interessato al tema, un'amministrazione non può limitarsi a dire che accorpando gli uffici si spende meno, al cittadino che vuole saperne di più bisogna essere in grado di specificare come e quanto si potrà risparmiare.

Purtroppo, le amministrazioni che avanzano la proposta di fusione restano sempre sul vago, mentre sarebbe una questione anche di correttezza e serietà scendere nello specifico. Abbiamo già visto cosa è accaduto con la nascita delle unioni, anche in quei casi si diceva che si sarebbe dovuto risparmiare ma spesso è rimasto un proposito disatteso, con la fusione deve esserci l’impegno ad ottimizzare i costi sul serio ed in maniera sostanziale.

Guardiamo quanto ci costa all’anno ogni singolo ufficio e proviamo ad ipotizzare, nella maniera più concreta possibile, quello che potrebbe essere il costo annuo dell’ ufficio accorpato.

Analizziamo quindi anche il costo generale delle singole realtà amministrative e mettiamolo a confronto con una proiezione di quello che potrebbe essere il Comune Unico vediamo quindi quanto risparmieremo ogni anno e magari vediamo come si potrebbe tradurre anche sulle tasche dei cittadini che avrebbero il sacrosanto diritto di pagare di meno dei servizi che costano meno anche all’ente erogatore.

Più aspetti della fusione vengono affrontati prima, e non lasciati al caso, più facile sarà per i cittadini apprezzare l’idea della fusione, così come, potrebbe essere percepita come un'opportunità anche per i cittadini, se il vantaggio economico fosse tangibile anche per loro.



Cordiali saluti,

Loris Dall’Acqua Poggio Berni

martedì 4 giugno 2013

SANTARCANGELO C'ERA UNA VOLTA UN FEUDO

          La Piazza 05-06-13
          La Voce 07-06-13
          Il Giornale di San Marino 07-06-13
          Il Corriere 12-06-13

Anche i ricchi piangono e anche i miti crollano! Dopo più di 60 anni, quello che fino a pochi anni fa era considerato uno dei tanti feudi rossi, da qualche giorno si ritrova, come mai accaduto prima, col sindaco dimissionario.
A cosa si deve la crisi di questa maggioranza? Di chi è la responsabilità di questa situazione? I partiti di maggioranza lanciano accuse a destra e a manca, ma senza mai un briciolo di autocritica, che in questo caso sarebbe veramente necessaria. Come per tutti i mali, quando non si provvede a curarsi e si trascurano quei sintomi iniziali che col tempo si fanno sempre più acuti, poi ci si accorge che c’è un problema e che è troppo tardi per curarsi.
I primi sintomi risalgono alla fine della scorsa legislatura, quando due consiglieri di maggioranza escono dal partito sbattendo la porta e criticando aspramente quella politica del mattone per la quale si stava contraddistinguendo la precedente amministrazione, e per un modus operandi non più accettabile, uno strappo che fu alla base della nascita della locale lista civica. Già all’avvio della nuova legislatura, avvenuto quattro anni fa, si levarono critiche alla nuova amministrazione rea di proseguire all’insegna della continuità politica di chi li ha preceduti, strali che giungono non solo dalle fila dell’opposizione, ma anche della maggioranza.
Critiche sugli strumenti urbanistici, sull' Asp e sulle sorti dell’Ospedale, critiche che in passato sono giunte anche dal Psi, anche se oggi è l’unico alleato rimasto a sostenere la maggioranza, ma in passato non ha lesinato accuse all’amministrazione Morri. Frattura con l’Idv che passa all’opposizione, situazione che comporta anche un imponente rimpasto di giunta. Venendo agli ultimi mesi, sono due consiglieri del Pd ad esprimere i propri distinguo e il problema è sempre quello: l’oligarchia di quel partito in cui sembra che pochi decidono e gli altri siano considerati solo quelli che in consiglio dovrebbero alzare passivamente la mano per avallare qualsiasi cosa, roba da Medioevo.
Con le dimissioni del Sindaco inizia il conto alla rovescio in cui ci sono i 20 giorni previsti per legge entro i quali Morri può provare a ripresentare un bilancio sul quale sperare di trovare una maggioranza, diversamente le dimissioni diventerebbero effettive.
Chi ha la responsabilità di questa situazione è il Sindaco che non ha saputo ascoltare i malesseri palesi tra le fila della maggioranza, ma soprattutto il suo partito, il Pd che nulla di sostanziale ha fatto per risolvere le discrepanze che si stavano accentuando. Il voto in consiglio non è una semplice alzata di mano, ma significa assumersi delle responsabilità e talvolta non solo politiche, non va “condannato” chi decide di non prestare il fianco ad una gestione sbagliata, ma piuttosto chi in maniera politicamente arrogante considera le proprie scelte al di sopra di ogni giudizio, facendo sempre orecchie da mercante di fronte alle problematiche più volte espresse dagli alleati.
Sono Morri e il Pd i responsabili di questa situazione.
Cordiali saluti,

Loris Dall’Acqua       Santarcangelo



venerdì 24 maggio 2013

FUSIONI: LE RIFLESSIONI DI ComUnico

La Voce 30-05-13

Non si metta a rischio una grande opportunità, come quella della fusione, a causa di un traguardo troppo immediato. Pochi mesi fà è caduto quello che in Valmarecchia era considerato un tabu che in pochissimi giorni si è trasformato nel tema del momento, con traguardi temporali troppo ambiziosi che rischiano però di sortire sul cittadino un effetto negativo.

Il dibattito sul futuro della valle si era aperto qualche anno fà, in un pubblico incontro a Verucchio, occasione in cui si iniziava a parlare di unione a 11. Si ribadiva l’importanza di anticipare e di non subire decisioni calate dall’alto, un dibattito che purtroppo non contemplava riflessioni su ipotesi di fusione, non si vuole fare della dietrologia, ma consentiteci di dire che se all’epoca fossero state prese in esame anche le fusioni oggi ci troveremo di fronte progetti di fusione molto più completi e magari “sentiti” anche dalle popolazioni interessate e forse il traguardo di avere due Comuni Unici pronti per giugno 2014 non sarebbe utopia, ma quasi una certezza. Le fusioni di cui si dibatte oggi non anticipano nulla, ma sono la reazione conseguente ad altre scelte.

Il nostro timore per le iniziative in atto è proprio legato alla fretta. Gli incontri che si stanno svolgendo a Poggio Berni e a Torriana per la fusione a 2 non stanno certo facendo faville in quanto a partecipazione ed anche in noi c’è rammarico per la mancata proposta di una fusione a 4. Il recente incontro a Novafeltria in merito alla fusione a 7 è stato sì partecipato, ma se dovessimo scremare dal pubblico presente la componente politica o di addetti ai lavori, quanti erano i cittadini incuriositi dalla proposta di fusione?

Ad una scarsa partecipazione degli incontri odierni potrebbero seguire referendum poco partecipati e poco sentiti ed il rischio di una bocciatura alla fusione potrebbe tradursi in una lapide al tema per molto tempo.

Diamo ai cittadini un progetto di fusione su cui riflettere e diamo loro il tempo di assimilarlo e di “farci un pensierino” un buon progetto è il primo punto di partenza al quale deve seguire un' adeguata promozione farlo conoscere. Pochi mesi per fare tutto non sono sufficienti.

com_unico@libero.it

domenica 19 maggio 2013

CONTRO LE ETICHETTE

La Voce 22-05-13
Il Corriere 22-05-13
Il Carlino Quotidiano Nazionale 31-05-13

       Viviamo in una società che tende ad etichettare le persone, una tendenza forse insita nella natura umana e non frutto dei tempi, resta il fatto che ogni occasione è buona per squadrare, inquadrare ed incasellare gli altri in base all’apparenza o una semplice opinione.

       Il giudizio degli altri è immediato ed è purtroppo complicato far valere le proprie opinioni o scrollarsi di dosso un’etichetta sbagliata, una condizione che invece ad alcuni fa gioco.

      Tra i temi che hanno destato  l’attenzione generale in questo periodo ce ne sono due che fanno leva proprio sulla difficoltà nel contestare alcune posizioni non condivise senza per questo essere etichettati ovvero le unioni gay e la cittadinanza ai figli di stranieri nati in Italia.

      Ho una concezione del matrimonio e della famiglia che è quello di stampo cristiano, un uomo e una donna che si sposano e mettono su famiglia, voglio sentirmi libero di esprimere questo pensiero senza per questo essere tacciato di omofobia o discriminazione, un’ opinione che non si fonda esclusivamente contro questa voglia di equiparazione tra unioni omosessuali e il matrimonio, ma anche contro lo step successivo che quasi sempre è la richiesta di poter adottare bambini.

       Sull’immigrazione si sta facendo lo stesso gioco, contestare qualsiasi proposta in favore dell’immigrazione od un eccessivo permissivismo viene bollata come razzismo, eppure il problema non è il diverso colore della pelle o la diversa cultura che ci contrappone, ma spesso alla base il problema è di natura economica. La maggior parte delle richieste degli immigrati non sono improntate ad ideali ma spesso tese ad approfittare di uno stato sociale e assistenziale che non basta per tutti, uno stato sociale fatto coi soldi e i sacrifici degli italiani. Non essere d’accordo alla creazione di quella che si sta rivelando una casta di intoccabili non può essere tacciata di razzismo.

      Non e tutto bianco o nero, esistono anche le  sfumature.

Cordiali saluti,

Loris Dall’Acqua       Poggio Berni

sabato 11 maggio 2013

ALTRO CHE FRIBURGO

Il Corriere 11-05-13
La Voce 12-05-13

Le realtà turistiche mettono in evidenza i loro punti di forza, tutti quei servizi, le opportunità e le peculiarità che rappresentano le eccellenze di una località. Rimini dopo essersi a lungo proiettata in un futuro fantasy fatto di project financing infarciti di spazi verdi e cuori rossi si presenta ai propri turisti con un lungomare sul quale è stata realizzata una ciclabile che come impatto visivo è a dir poco indecente senza contare che per l’eliminazione dei parcheggi non sono stati individuati adeguate aree che possano compensare i già carenti posti auto. Inoltre la delimitazione del percorso ciclabile non inibisce agli automobilisti (specialmente quelli di bus) ad usare la pista come percheggio selvaggio.
Il lungomare è una parte importante della città, dovrebbe essere un "salotto" invece è solo una lingua d'asfalto senz'anima. Se continuiamo ad associare il nome di Rimini a Friburgo è la volta buona che ce le suonano.
Loris Dall'Acqua

giovedì 9 maggio 2013

SUPPORTI A CHI CERCA LAVORO

Dovremmo essere una Repubblica democratica fondata sul lavoro, ma purtroppo per tanti il lavoro non c’è più! Che cosa si sta facendo per aiutare disoccupati, esodati e cassintegrati? Perché non attuare o sviluppare misure di supporto per assistere chi è alla ricerca di occupazione e per ridare forza chi invece rassegnato non la sta più nemmeno cercando? Al lavoro non è legato solo l’aspetto economico, ma anche la dignità dell’essere umano e la sua indipendenza elementi non marginali.
Oltre a far incontrare domanda e offerta si dovrebbe investire di più per aiutare quanti vogliano mettersi alla prova mettendosi in proprio, diventando poi futuri datori di lavoro, occorre insegnare a fare impresa a sviluppare un’idea o un talento, organizzare incontri in cui far conoscere anche le nuove professioni che molti non sanno nemmeno che esistono. Qualcosa in questo senso si sta facendo ma è ancora molto poco.

Occorre inoltre dare un supporto tecnico aiutando quanti devono presentare un curriculum o devono sostenere un colloquio, partecipare a un bando pubblico, possibile che questi servizi siano inesistenti o semi sconosciuti e che per accedervi (sempre che esistono) siano spesso a pagamento?

A chi si ritrova dall’oggi al domani senza lavoro con un mutuo o un affitto da pagare e una famiglia da sfamare occorre anche un supporto psicologico, non sarebbe male che ci fosse uno sportello gratuito presso i centri per l’impiego o i comuni.

Cordiali saluti,



Loris Dall’Acqua Poggio Berni (Rimini)

martedì 7 maggio 2013

CONCORRENZA LEALE?

TAVOLI E SEDIE NON SOLO PER PUBBLICI ESESRCIZI
C'è chi la vede come un'opportunità per le categorie artigianali e chi invece come concorrenza sleale.

Il 2 maggio la Giunta dell'Unione ha deciso che sul territorio dei quattro Comuni associati (Santarcangelo, Verucchio, Poggio Berni e Torriana) sarà permessa nell’immediato e per un periodo sperimentale di due anni l'occupazione del suolo pubblico da parte dei titolari degli esercizi di vicinato (negozi) e d'artigianato di servizio (pizzerie al taglio, piadinerie, rosticcerie), che esercitano il consumo sul posto di prodotti gastronomici. Gli esercizi che intendono effettuare il consumo sul posto dei prodotti di gastronomia all’interno del locale potranno dotarsi di tavoli al massimo quattro e di sedie nella misura massima di sedici (in alternativa, quattro panche). Tali disposizioni valgono anche per l’occupazione di suolo pubblico all’esterno dell’esercizio, occupazione consentita solo per il periodo dall’1 aprile al 31 ottobre di ogni anno.
Che ne pensano bar e ristoranti?

venerdì 26 aprile 2013

FUSIONE? A 3: O CON VERUCCHIO O CON SANTARCANGELO


Il Corriere 29-04-13
La Voce 30-04-13

C'è chi ha proposto scherzosamente la Città Malatestiana ovvero la fusione di Verucchio, Poggio Berni e Torriana, definita dagli stessi proponenti ( ComUnico Valmarecchia) una proposta/provocazione. Una provocazione vera e propria però c'è stata ed è quella di Verucchio, non nei confronti di San Leo a cui ha chiesto se poteva essere interessata ad una fusione a 2, ma nei confronti degli Poggio Berni e Torriana che ufficialmente non sono stati ne contattati ne tanto meno presi in considerazione quale oggetto di fusione quasi non fossero meritevoli di attenzione.
Sembrava che la scelta di fusione a 2 di Poggio Berni e Torriana, oltre che dai risvolti negativi e dai timori legati all’individuazione di un ambito territoriale ottimale, dalla legge regionale sul riordino territoriale e dalla spending review, fosse stata condizionata dalla mancanza di volontà dei comuni più grandi a valutare ipotesi di fusioni non essendo obbligati.
Dal momento in cui Verucchio propone a San Leo di fondersi, manifestando chiaramente un certo apprezzamento verso la fusione vista finalmente come opportunità di crescita e di sviluppo, è lecito chiedersi come sia possibile che anziché programmarla con i 3 comuni con i quali ha condiviso un percorso piuttosto lungo in Unione preferisca guardare al di fuori. Opportunità turistiche non indifferenti, ma alla base di una fusione andrebbero soppesati tutti gli aspetti! Lo slancio di Verucchio verso San Leo la dice lunga su cosa sia stata l’unione a 4 in questi 20 anni.
Torriana - Poggio Berni hanno già iniziato l’iter della fusione, ma che succederebbe se si facessero avanti proposte di fusioni diverse in cui rientrino anche i 2 comuni? Se Santarcangelo o Verucchio manifestassero la volontà di aggregarsi alla fusione in corso, si proseguirebbe l’iter a 2 o questo verrebbe sospeso in attesa di ulteriori valutazioni da parte degli "attori in campo" al fine di stabilire se ampliare o meno la proposta di fusione?
Se è vero il fatto che Santarcangelo e Verucchio, come sostengono in molti, non farebbero mai parte di uno stesso progetto di fusione per il forte campanilismo di entrambi, è anche vero che nulla vieta a Poggio Berni e Torriana di valutare di fondersi con uno solo dei due, un progetto comunque di ripiego rispetto a quello a 4, ma senz'altro più forte di quello attuale. Pensare alla fusione significa pensare in grande e guardare ben oltre la punta delle proprie scarpe....Ma visto che le unioni dovevano essere la fase di preparazione alla fusione e che nelle aspettative c’era una fusione a 4 che cosa succederebbe se nella bassa Valmarecchia dovesse costituirsi un comitato simile a quello dell’alta Valle che si adoperi per la ricerca delle firme necessarie alla fusione a 4? Che farebbe la Regione difronte ad una proposta di fusione più ampia e completa e per di più di iniziativa popolare? Lascerebbe proseguire la fusione a 2 o si rimetterebbe tutto in discussione? Il problema di fondo è che questi ragionamenti si sarebbero già dovuti fare da tempo. Oggi senza le dovute analisi e confronti tra le amministrazioni e le comunità ci troviamo di fronte a progetti che prendono il largo in maniera rapida ed approssimativa ed il rischio concreto è che non vengano compresi, ma rigettati dai cittadini al momento del referendum.

Loris Dall'Acqua Pdl Poggio Berni

mercoledì 24 aprile 2013

SANITA' PUBBLICA (VERAMENTE PER TUTTI?)


Spett.le Direttore,

       Mentre la politica prosegue questa oscena partita a Risiko, l’Italia continua ad essere ostaggio della crisi economica. Il dato più allarmante è la rinuncia per molti alle cure sanitarie. Sempre meno persone si possono permettere visite ed analisi, la sanità sta diventando sempre più un servizio per pochi, un bene di lusso riservato ad una nicchia di privilegiati, trovo sia indegno per un paese che vuole definirsi civile e che ha strutture sanitari pubbliche.

       La Sanità italiana è sempre più un intricato labirinto di contraddizioni ed ingiustizie sociali.

       Tra le contraddizioni che maggiormente stridono, la possibilità per i medici che lavorano all’interno delle strutture pubbliche, di svolgere in alcuni orari predefiniti, l’attività in forma privata. Questi beneficiano tra l’altro delle attrezzature ospedaliere il cui ammortamento ricade esclusivamente sulla struttura pubblica, un tipo di servizio per il quale sarebbe lecito attendersi prezzi molto più bassi rispetto a quello praticato dai loro colleghi in ambulatori o strutture private, ma come diceva un vecchio slogan: provare per credere! Chi controlla, sempre che sia lecito controllare, come lavorano e che prezzi applichino i medici in libera professione all’interno delle strutture pubbliche? Forse questo rapporto tra pubblico e privato ha preso una piega sbagliata ed andrebbe un po’ rivisto.

       Assolutamente da rivedere anche l’accesso alla Sanità, lo stato ha speso tanto nelle campagne pubblicitarie per promuovere l’importanza della prevenzione nell’interesse dei cittadini, ma anche nell’interesse del servizio sanitario pubblico visto che curare costa più che prevenire, e se la stragrande maggioranza rinuncia alla prevenzione questi si riveleranno i malati del domani.

       Di fronte a questo calo così drastico legato alla situazione economica occorre  riflettere sul concetto di sanità pubblica e sul concetto di spreco e ripensare anche l’organizzazione sanitaria. Inoltre occorre attuare anche quello che sinora si è visto solo sulla carta ovvero la promozione dei corretti stili di vita e alimentari. Più sani siamo più lo Stato risparmia.

Cordiali saluti,

Loris Dall’Acqua   Poggio Berni

      

martedì 16 aprile 2013

GOVERNO, I TEMPI SI ALLUNGANO

Spett.le Direttore,

Il tempo è un lusso che non ci possiamo permettere! Se vogliamo traghettare l’Italia fuori dalla crisi sono necessarie scelte politiche per le quali urge un Governo che sia legittimato dalle urne, solido e con pieni poteri nel più breve tempo possibile.

Non si contano gli appelli alla responsabilità e al “fare presto”, rivolti alla classe politica in generale, ma da parte del Capo dello Stato non si colgono certo segnali in quella direzione. I famosi saggi a cui ha conferito l'incarico di "facilitatori", sono stati propedeutici a giustificare altre due settimane di stallo in cui il popolo è rimasto invano in attesa della "fumata bianca". La soluzione però non arriva conseguentemente alla consegna della relazione dei saggi al Presidente della Repubblica, i tempi sono destinati ad allungarsi ancora dato che a trarne le conclusioni non sarà l'attuale Presidente, ma il suo successore.

Tra votazioni, nomina, insediamento, passaggio di consegne per la carica di Presidente della Repubblica quante settimane ancora dovremo attendere affinchè venga poi conferito l'incarico per avere un Governo?

Cordiali saluti,



Loris Dall’Acqua Poggio Berni (Rimini)

domenica 14 aprile 2013

MORRI SU "ITALIA OGGI" ....E IO SCRIVO A ROBIN HOOD

Carlino Rimini 15-04-13
La Voce 16-04-13

Su “Italia Oggi” si parla del Sindaco di Santarcangelo dipinto come un moderno Robin Hood, colui che “ruba” ai ricchi per dare ai poveri (descrizione molto discutibile), ma se avessimo il “vero” Robin Hood come Sindaco di Santarcangelo, siamo sicuri che per contenere la spesa pubblica come soluzione adotterebbe quella di lasciare i cittadini al buio?

Trovo assurdo che la pubblica illuminazione venga percepita come uno spreco per un’ amministrazione comunale e non come un elemento che contribuisce alla sicurezza dei cittadini, lo spreco annida altrove spulciando nelle spese di rappresentanza, nella realizzazione di alcuni eventi, negli acquisti di quello che non è strettamente necessario e forse allora troveremo qualcosa di più interessante e superfluo.

Incontrare i cittadini per chiedere loro se è meglio avere meno luce o più tasse, più che democrazia o partecipazione, lo definire simpaticamente un “ricatto”, come definire altrimenti una scelta ristretta a due voci che vanno entrambe sulla pelle dei cittadini?

Se proprio si deve fare il gioco della torre, perché non si lascia scegliere ai santarcangiolesi di che cosa farebbero volentieri a meno?

Un Sindaco presenzialista, onnipresente, che scrive a Babbo Natale, alla Befana o al Papa per chiedere qualcosa per la comunità, ebbene da buon santarcangiolese contraccambierò scrivendo a Robin Hood affinchè se lo porti nella foresta di Sherwood, a Santarcangelo vorremmo un Sindaco quando c'è da stringere la cinghia dia per primo l'esempio.

Cordiali saluti,

Loris Dall’Acqua Santarcangelo di Romagna

venerdì 12 aprile 2013

I 4 Sindaci troveranno la PROPOSTA INDECENTE ?


Una proposta di fusione che al tempo stesso vuole essere una domanda, una provocazione e una riflessione che a qualcuno potrà sicuramente sembrare indecente, ai 4 sindaci della bassa valle non piacerà di certo in quanto verrebbe scavalcata la loro autorevole opinione, ma visto che non me ne può fregare di meno se le Signorie loro s'incazzano.....

L’Alta Valmarecchia tenterà un progetto di fusione che parte dal basso ovvero la raccolta delle firme dei cittadini che è quanto di meglio si possa fare una strada che non è certo quella seguita dalla Bassa Valmarecchia dove non è dato a sapere se si sia stato un confronto tra i 4 comuni per valutare un’ ipotesi di fusione a 4 il dato di fatto è che Poggio Berni e Torriana si ritrovano incamminati verso una fusione a 2 iniziata con un Ordine del Giorno approvato e una proposta ora sul tavolo della Regione.

La PROPOSTA INDECENTE : se in Bassa Valmarecchia si raccogliessero le firme per una fusione a 4?

-        Che cosa accadrebbe se nei 4 comuni dovesse partire a breve una raccolta di firme per un progetto di fusione a 4 comprendente i comuni di Santarcangelo, Verucchio, Poggio Berni e Torriana?

-        Come si comporterebbe la Regione di fronte alla proposta di fusione a 2 sapendo che è in atto un’ iniziativa popolare che comprende anche i comuni di cui ha la proposta sul tavolo? Sospenderebbe l’iter di fusione Poggio Berni-Torriana per valutare l’esito dell’iniziativa popolare di fusione a 4?

-        Trà una proposta di iniziativa popolare di fusione a 4 e un’ iniziativa politica di fusione a 2 quale avrebbe più diritto di essere accolta?
-         Per creare la Città della Valmarecchia da 35.000 abitanti basterebbero 5.000 firme?

Loris Dall'Acqua