domenica 31 agosto 2014

RENZI, VINO DOLCE E CONO AMARO

 La Voce 01-09-14
 Il Corriere 04-09-14

       Renzi ha mostrato un  certo senso dello humor, ma al tempo stesso ha dato prova di non avere il minimo senso degli affari e del commercio. Sull’ ultima copertina dell’Economist, il premier viene ironicamente raffigurato, tranquillo e beato su una barchetta con un gelato in mano, mentre questa lentamente affonda, altrettanto ironica la risposta, un carretto artigianale di gelati a Montecitorio, un’ operazione che pare sia costata un migliaio di euro. Scongiurato il pericolo che a pagare fosse Palazzo Chigi, coi soldi degli italiani, pare certo che il conto lo pagherà Renzi di tasca sua. Premesso che ciascuno è libero di fare ciò che vuole con i propri soldi, una volta stabilito che quella sarebbe stata la risposta da dare all' Economist, possibile che il premier non si rendesse conto dell'enorme ritorno pubblicitario che avrebbe avuto il marchio prescelto?Sarebbe stato sufficiente consultare qualche gelateria rionale per trovare qualcuno disposto ad offrire gratuitamente il gelato, per non parlare delle catene di noti marchi in franchising che probabilmente avrebbero fatto a gara a chi offre di più per aggiudicarsi un’opportunità simile. Gestita nella dovuta maniera le gelaterie non solo avrebbero offerto gratuitamente il gelato, ma avrebbero addirittura pagato pur di essere prescelte visto il sicuro ritorno mediatico prevedibile per quella gag-evento. L’aspetto economico commerciale non ha nemmeno scalfito i pensieri Renzi , non si è probabilmente accorto di aver il potere contrattuale in mano. Come possiamo sentirci al sicuro sapendo che il futuro dell'Italia è in mano chi non sa nemmeno gestire i propri affari? Sting invece ha capito benissimo di avere la possibilità di imporre le proprie condizioni! Avendo bisogno di braccia che lo aiutassero a raccogliere l’uva per la vendemmia, non si è limitato a mettere un normale annuncio di lavoro cercando operai che poi avrebbe dovuto pagare, ma conscio della forza del suo nome, chi vorrà aiutarlo, anziché essere pagato oltre a lavorare dovrà essere disposto a pagare, e c'è da scommette che quei posti andranno a ruba.
Cordiali saluti,
Loris Dall' Acqua   Santarcangelo (Rimini)

sabato 23 agosto 2014

TRC di Filippo Giorgetti


FILIPPO GIORGETTI  (FORZA ITALIA) INTERVIENE SUL TRC

Forza Italia è da sempre un partito che crede nelle grandi opere, perché
riteniamo che gli investimenti pubblici nelle infrastrutture portino benefici
all’economia ed ai territori stessi in termini di competitività e
potenzialità,
sgombriamo il campo da falsi equivoci, ma siamo da sempre anche per le opere
che servono e soprattutto per annullare gli sprechi.
Questo è il TRC nel collegamento Rimini – Riccione: un’opera che si è ridotta
a un puntiglio del PD locale, non voluta dalla gente e non utile, un
incredibile ammonto di spreco di denaro e di territorio.
il Governo Berlusconi con una finanziaria a firma di Tremonti aveva reso
possibile destinare quei finanziamenti ad altre opere pubbliche ma la
sinistra
locale ha voluto insistere ocn questo progetto nato già vecchio e superato
con
una gestazione di oltre 10 anni.
Il tema dell’accessibilità e dei collegamenti è indispensabile per rendere un
comprensorio turistico come il nostro appetibile e competitivo nel mercato
nazionale e mondiale, ma puntare sul TRC con tale spesa di denaro pubblico è
inaccettabile, soprattutto considerato che lo stesso collegamento è
effettuato
con frequenza di circa 1 bus ogni 10 minuti dalla Azienda trasporti Start
Romagna finanziata anch’essa con soldi pubblici.
Non è solo un problema di Rimini o Riccione, la nostra Regione e i nostri
amministratori non possono fingere di non saper che le priorità sono altre:
fogne e balneabilità, A14 murata ad ogni esodo, due aeroporti falliti nel
raggio di 50km, tanto per incominciare.

Apprezzo la posizione del Sindaco Tosi, la determinazione e onestà
intellettuale con la quale affronta il problema TRC, ritengo che non debba
essere lasciata sola, al contrario tutte le forze economiche e politiche
della provincia di Rimini dovrebbero sedersi ad un tavolo e ragionare su
quest’
opera e su come poter mitigare l'impatto sulla città e limitarne i costi.

domenica 10 agosto 2014

FESTA DE L'UNITA' SEMPRE PIU' ESCLUSIVA


Il Carlino 13-08-14

La Festa de l’Unità, come qualsiasi festa di partito, dovrebbe essere un momento di aggregazione tra la politica e l’elettorato, un contenitore fatto di momenti di spettacolo, di divertimento, del mangiare tutti assieme allo stand e anche di riflessione politica, uno spirito che ora sembra andato perso in favore dell’esclusivo interesse economico. Una festa popolare che col passare del tempo sta diventando sempre più esclusiva. La festa de l’ Unità non è più alla portata di tutti, già da tempo i prezzi agli stand gastronomici si sono livellati a quelli dei ristoranti, tanto che in alcuni casi risulta più conveniente andare a cenare al ristorante vero e proprio che allo stand, ma non paghi di questo e della caratteristica damigiana posta all’ingresso per l’offerta libera ora si arriva anche alla sedia a pagamento. Infatti onde evitare che qualcuno occupi le sedie per assistere agli spettacoli senza aver lasciato nulla alla porta o agli stand, il Partito Democratico ha ben pensato di far pagare un euro a chi occupa la sedia. Ma che fine fanno i principi di solidarietà che dovrebbero animare questa festa? In un periodo di crisi e di recessione c’è un numero sempre più crescente di disoccupati, cassintegrati o pensionati e famiglie che faticano ad arrivare alla fine del mese, probabilmente per queste categorie di persone mangiare fuori o pagare un euro a sedia per assistere a uno spettacolo diventa un lusso che spesso a cui spesso si deve rinunciare. Partecipare ad una festa per il puro piacere di socializzare con gli altri non è più nelle intenzioni degli organizzatori. Il Pd probabilmente approfitta della fedeltà del proprio elettorato, chi vota Pd si lamenta e s’incazza e s’indigna contro il proprio partito, ma poi al momento del voto rientra nei ranghi e quando il partito chiede di pagare, china la testa e paga anche se non condivide. Un partito che si manifesta sempre più distante dalle fasce più deboli. 

Cordiali saluti,

Loris Dall’Acqua   Santarcangelo

LA SOCIETA' HA BISOGNO DI MODELLI POSITIVI

       
Il Corriere 13-08-14
Il Resto del Carlino-Quotidiano Nazionale 14-08-14
Il Messaggero 24-08-14

L’educazione non è fatta solo di parole, ma occorre anche dare l’esempio e soprattutto essere d’esempio. L’Italia giustamente s’indigna di fronte al caso dell’ ex comandante della Costa Concordia che viene invitato ad “insegnare” a studenti universitari come vanno gestite le situazioni di panico. Indubbiamente dopo quello che è accaduto avrà sicuramente maturato un ragguardevole bagaglio culturale in materia, conoscerà con precisione il protocollo da adottare in caso di emergenza,  nozioni e attitudini che comunque dovevano già far parte delle sue conoscenze e delle sue capacità, ma che nel momento in cui andavano messe in pratica, il panico pare abbia preso il sopravvento. Come può essere credibile un insegnamento fatto da chi non è stato in grado di metterlo in pratica? Non sarebbe stato più corretto chiamare a parlare di quel tema qualcuno che di fronte ad una situazione di pericolo si sia distinto per aver saputo mantenere sangue freddo, estendo perfettamente la situazione sino al termine del pericolo stesso?

       Per educare servono dei modelli positivi, anche nella famiglia spesso mancano punti di riferimento validi, i genitori incolpano spesso la scuola della scarsa educazione dei propri figli, sembra quasi che le famiglie credano di poter delegare in toto alle istituzioni anche quel ruolo educativo che invece compete alla famiglia, un’ educazione che non si può trasmettere solo con nozioni o raccomandazioni, se manca in famiglia l’esempio di moralità e rettitudine è difficile che la scuola possa riuscire a colmare quel vuoto.         
La politica non è da meno, partiti che predicano bene ce ne sono tanti, ma alla fine dei conti razzolano male, per chiedere sacrifici agli italiani prima di tutto dovrebbero essere politici ed amministratori a dimostrare di saperli fare su se stessi,  un auspicio che purtroppo rimane quasi sempre disatteso. Come si può chiedere ai cittadini di pagare più tasse quando chi ci amministra  non è disposti a tagliare le proprie indennità, a rinunciare ai privilegi, a ridurre il numero delle poltrone mettendo quindi in discussione anche  propria, o a riorganizzare gli enti al fine di diminuire la spesa pubblica?

       La società per non andare alla deriva probabilmente ha bisogno di riscoprire modelli e punti di riferimento positivi.

Coriali saluti,

Loris Dall’Acqua  Santarcangelo (Rimini)

lunedì 4 agosto 2014

LOTTA ALL' ABUSIVISMO

La Voce 04-08-14
Il Corriere 04-08-14
La Stampa 23-08-14

La storia della turista multata per 200 euro per aver acquistato merce contraffatta da venditori abusivi sta diventando un vero e proprio caso. L’amministrazione comunale ha scelto giustamente di far rispettare le leggi, un dovere istituzionale, ma anche una richiesta di cittadini ed esercenti nei confronti di una situazione che perdura da diverse stagioni. Da troppo tempo la presenza di venditori abusivi sull’arenile è diventata insostenibile. A stupirmi stavolta è stata la reazione dei riminesi! In tanti si indignano per la multa elevata alla turista e puntano il dito contro l’amministrazione, forse spinti dal timore che questo abbia riflessi negativi sul turismo, ma se vogliamo le regole come possiamo lamentarci quando si prova a farle rispettare? Ho voluto provare a sondare con la gente per cercare di scoprire i motivi di tale indignazione, volevo capire per quale motivo la mia opinione divergesse dal pensiero comune. In primo luogo quello che più ha infastidito la gente era il fatto che ad e essere penalizzate fossero sempre le stesse categorie di persone, quelle che alla fine poi pagano sempre. Visto che era la notizia del giorno, è noto a tutti che la turista è stata multata di 200 euro, mentre non è noto quali siano le conseguenze per i venditori abusivi. Se vengono arrestati o  multati o se gli viene sequestrata la merce è un aspetto meno noto rispetto a quanto accaduto alla cliente e il dubbio di molti è che nei confronti dei venditori abusivi non ci si imponga a sufficienza. Altro aspetto inquietante che è emerso è che a molti bagnanti questi mercatini piacciono, per cui visto che anche i turisti sembrano gradire la possibilità di fare shopping in riva al mare, molti preferirebbero si chiudesse un occhio  lasciando le cose come stanno. Non dobbiamo dimenticare che chi vende abusivamente in spiaggia è la punta di un iceberg e che dietro spesso si nasconde la malavita organizzata che produce e vende prodotti contraffati creando un forte danno economico a produttori e commercianti, ed un’amministrazione non può certo prestare il fianco a tutto questo. Se ai turisti piacciono i mercatini in spiaggia occorre mettere mano alla normativa e creare quelle aree apposite di cui ogni tanto si parla, aree nelle quali possano esporre solo venditori regolari, privilegiando magari quelli che hanno attività in zona. Nel caso specifico della turista trovo discutibile comunque la modalità di intervento delle forze dell’ordine, sembra quasi che le forze dell'ordine fossero lì appostate per cogliere i clienti in fragranza di reato, ma perché attendere di colpire loro anziché intervenire prima sull’abusivo che comunque stava lì in attesa di clienti esponendo merce contraffatta? Anche questo modo di fare lascia presumere che tanto gli abusivi non avrebbero soldi per pagare sanzioni per cui inutile multarli. Stavolta non è colpa Rimini e non é di colpa di Gnassi, c’erano cartelli in spiaggia e da tempo era in atto una campagna informativa sui rischi per gli acquirenti, essere in vacanza non ci esime dall’osservanza delle regole, dovremmo piuttosto stupirci del fatto che di fronte ad un fenomeno così diffuso come il commercio abusivo, sia stata colta in fragrante solo una persona.

Cordiali saluti,

Loris Dall’Acqua