venerdì 29 marzo 2013

LE CASINE DELL'ACQUA

Il Corriere 30-03-13
Il Carlino 30-03-13
La Voce 30-03-13
   

Le Casine dell’ Acqua si stanno diffondendo un po’ ovunque, rappresentano un aiuto economico alle famiglie in quanto alleggeriscono il conto della spesa e contribuiscono ad aiutare l’ambiente in quanto più utenti approfittano dell’acqua distribuita dalle Casine e meno plastica finisce tra i rifiuti.

       Utili, economiche ed ecologiche, ma purtroppo anche poco comode!

Le Casine dell’Acqua andrebbero migliorate ulteriormente, nelle aree in cui vengono collocate bisognerebbe provvedere ad istallare una tettoia che protegga chi sta prelevando l’acqua e chi è in attesa e per questi ultimi certamente una panchina sulla quale appoggiarsi non farebbe male.

      Non è una questione solo di comodità ma di necessità. Troppo spesso si crea la coda e gli utenti in attesa si ritrovano in estate sotto il sole cocente e nella brutta stagione esposti alle intemperie e spesso e volentieri si tratta di donne ed anziani.

      Non è il caso di creare un riparo per queste persone?

     Cordiali saluti,

Loris Dall’Acqua     Poggio Berni

giovedì 28 marzo 2013

LA FUSIONE FA LA FORZA


E' LA FUSIONE E NON L'UNIONE CHE FA LA FORZA

       In seguito al riordino territoriale in Provincia di Rimini ci troviamo il territorio frazionato in due grandi ambiti:
- quello a 12 corrispondente alla Valmarecchia e
-quello a 14 corrispondente alla Valconca e
-Rimini che fa da sé.
       Nemmeno un mese da questa scelta e tutti si tuffano sulle fusioni in Valconca si dice che da 9 si può scendere a 4 comuni, in Alta Valmarecchia si parla di fusione a 7.
       La Bassa Valmarecchia con la proposta di fusione a 2 di Poggio Berni e Torriana evidenzia il fallimento dell’Unione a 4 un ente che non è stato capace di unificare realmente servizi che spesso ha invece duplicato e incapace di progettare una fusione a 4 come era naturale attendersi dopo tutti questi anni di gestione in forma associata.
      A parte un forte campanilismo tra Santarcangelo e Verucchio evidentemente c’è anche il timore da parte dei comuni più piccoli di fondersi con quelli più grandi. Una fusione fatta con giudizio, equità e rispetto non è l’assorbimento del grande che ingloba in sè il piccolo ma semplicemente si diventa tutti frazioni di un comune più grande.
       Peccato che la Città della Valmarecchia debba rimanere al palo!
Loris Dall'Acqua

martedì 26 marzo 2013

LA CITTA' DEL MONTEFELTRO by ComUnico

Dopo la contro proposta della Citta dell'Uso la proposta di quella del Montefeltro frutto di una fusione a 7 quello che segue il commento di ComUnico.
l.d.a


La Voce 28-03-13

LA CITTA' DEL MONTEFELTRO

Una Valmarecchia composta solo da grandi comuni appare finalmente come un sogno che prende forma e sostanza. La proposta di fusione tra i comuni di Poggio Berni e Torriana ha suscitato in noi una mezza euforia visto che rappresenta solo la metà del progetto amministrativo che avremmo voluto per i 4 comuni della bassa valle ( tanto che abbiamo contro proposto una fantomatica, neanche tento irreale, Città dell’Uso che è più lungimirante), mentre rimaniamo piacevolmente sorpresi dalla proposta di fusione a 7 dell’ Alta Valmarecchia sia per la proposta veramente lungimirante, ma soprattutto per il metodo di approccio al tema, non più calato dall’alto dalla politica, ma ricercando una volontà popolare da parte dei cittadini e quindi dando una spinta dal basso.

Oltre alla proposta di fusione a 7 , c’è anche una proposta intermedia di fusione tra i comuni di Novafeltria, Talamello e Maiolo espressa da questo nuovo comitato, certamente un obbiettivo più facile, ma secondo noi è necessario impegnarsi da subito per la realizzazione di una grande Città del Montefeltro, come sostenuto dagli stessi promotori infatti tra una decina d’anni la fusione potrebbe essere una questione di sopravvivenza, mentre oggi ci sono le condizioni per muoversi per tempo ed arrivarci con gli aiuti logistici ed economici da parte del governo e della regione, un aspetto soprattutto quello economico non secondario. Alla luce delle ipotesi di fusione in campo ci chiediamo che opinione si sono fatti i sindaci di Santarcangelo e Verucchio che sono rimasti alla finestra.

Vincenzo Sebastiani, Roberto Monacchi e Ortensio Cangini promotori della fusione organizzeranno il 4 Aprile a Palazzo Cappelli di Secchiano un primo incontro facciamo loro i migliori auguri per un inconto ampiamente partecipato.



com_unico@libero.it

sabato 23 marzo 2013

MOVIMENTO CINQUESTELLE SIA COERENTE

Libero Quotidiano 22-03-13
Il Corrriere 25-03-13

Il Movimento Cinquestelle persegue nel sostenere di non vole fare accordi con alcuno, una scelta assolutamente condivisibile visto che in campagna elettorale, era quello che andavano sostenendo e quindi accettare compromessi rappresenterebbe un tradimento nei confronti del loro elettorato che votando Grillo non intendeva certo votare qualcuno che poco dopo si prestasse a fare da stampella a Bersani o a Berlusconi.
Trovo scorretto anche il predicare bene e razzolare male. Per l'elezione del Presidente del Senato nessun accorda ma guardacaso la sua elezione passa con l'appoggio di alcuni senatori del M5S, poi accade che Grillo li striglia e il giorno dopo li perdona, la nascita del Governo e lo stesso mandato non può basarsi impunemente su questo criterio.

Mi pare piuttosto ambiguo professare una linea ufficiale poi consentire che una parte del gruppo porti avanti una partita diversa, il Movimento Cinquestelle deve essere chiaro e coerente.

Cordiali saluti,


Loris Dall' Acqua Poggio Berni (Rimini)





IMPOSTO L' AMBITO A 12


La Voce 24-03-13

La Regione Emilia Romagna si è espressa in merito all’individuazione degli Ambiti Territoriali Ottimali (Ato) ed ha scelto per la Valmarecchia l’ambito che va da Casteldelci a Bellaria composto di 12 comuni, senza tenere in considerazione alcuna il probabile passaggio di Regione di Montecopiolo che da tempo è in attesa del parere definitivo, una dimenticanza analoga a quella della Valconca che, per le stesse ragioni dovrebbe presto abbracciare il comune di Sassofeltrio.

Nonostante le tante perplessità emerse nei dibattiti e nonostante alcuni comuni abbiamo deliberato la preferenza in Valmarecchia di due ambiti distinti ( più corrispondenti al rispetto delle diversità e delle peculiarità del territorio ), la Regione ha deciso di imporre comunque un ambito molto esteso che, normativa alla mano, significa un’ Unione a 12 nella quale dovranno obbligatoriamente confluire i comuni più piccoli la cui rappresentanza e dignità rappresentano ancora domande inevase. In diversi comuni in cui sono stati posti i quesiti, il Pd ( fermo sostenitore delle unioni - ammucchiata) ha sempre dato rassicurazioni in merito anche se, i primi a non crederci, sono probabilmente loro stessi.

A sorpresa, infatti, dopo la votazione degli ordini del giorno relativi all’individuazione dell’ Ato due comuni ( Torriana e Poggio Berni) dopo nemmeno un mese presentano un ordine del giorno con il quale chiedono di iniziare l’iter della fusione, un documento nel quale tra le motivazioni addotte a supportare la scelta di avviarsi verso la fusione viene indicato il timore per Torriana di dover delegare quasi tutte le funzioni all’Unione. Ma come, non era l’unione a 12 quell’ambita meta che ci era stata raccontata? Per fortuna che c’era piena fiducia!!!!!

E pensare che il Presidente dell’Unione dei Comuni della Valmarecchia era stato invitato pochissime settimane prima a farsi promotore di pubblici incontri in cui ci fosse un confronto sul tema del riordino territoriale, incontri in cui venissero spiegate le diverse opportunità per gestire i servizi in forma associata ovvero le convenzioni, le unioni e le fusioni una mail evidentemente cestinata visto il risultato e la mancata risposta. Quel che è veramente singolare è che il destinatario ovvero Franco Antonini oltre ad essere il presidente dell’Unione sia anche sindaco di Torriana uno dei due comuni interessati alla fusione che non ha sentito, benché stimolato, l’esigenza di ascoltare la cittadinanza. L’informazione, il confronto e la partecipazione reale della cittadinanza al fine di raggiungere scelte consapevoli sarebbe sempre opportuna in particolare quando ci sono in oggetto tematiche così importanti. Se si fosse aperto un confronto onesto, probabilmente si sarebbero potute manifestare anche altre proposte di fusione o di convenzione mentre purtroppo ci siamo trovati come sempre l’arroganza politica di un partito che spadroneggia da sempre in vallata e che si è permesso di scegliere per tutti con la complicità di enti di grado superiore forti dello stesso colore politico, un modus operandi che le urne hanno dimostrato di non voler più tollerare.

Con una consistente riduzione dei comuni attualmente che con Montecopiolo sarebbero 13 può essere sostenibile anche un’Unione così ampia in quanto i comuni avrebbero garantita la propria rappresentatività all’interno di questa e una pari dignità diversamente il timore è che possa prevalere la legge del più forte come finora dimostrato. Si apra in tutta la Valmarecchia il dibattito sul tema della fusione, e si pensi in grande.

Cordiali saluti,

Loris Dall’Acqua 

mercoledì 20 marzo 2013

LA CITTA' DELL'USO by Comunico

La Voce 22-03-13
Il Corriere (in cronaca  del Rubicone)23-03-13

La proposta di Comunico è assolutamente interessante specialmente per lo stimolo al confronto e al pensare in maniera lungimirante che è quello che dovrebbe essere alla base della politica. A me piace anche la proposta in se in quanto per conformazione geografica, storica, culturale e economica può avere i suoi perchè.
L.d.a
COMUNICATO CITTA' DELL'USO di Com-unico
Parlare di fusioni significa avere anche lungimiranza e quella che vorremmo proporvi è una riflessione sul ragionare in maniera più ampia che sta alla base dei grandi progetti.

Dopo anni passati a gestire in forma associata funzioni e servizi prima in comunità montana prima ed ora in unione sarebbe stato naturale attendersi dai quattro comuni un progetto di fusione a quattro a quanto pare vista la sorpresa di Torriana e Poggio Berni dobbiamo dedurre che ci sia un forte campanilismo nelle amministrazioni di Santarcangelo e Verucchio. Con questo progetto a due ci chiediamo se l’ipotesi di una Città della Valmarecchia sia assolutamente accantonato o se al contrario questa fusione possa rappresentare un passo in avanti verso un progetto più grande.

Da un amico una proposta / provocazione alternativa, non semplice ma con elementi logici da non sottovalutare quello di una fusione tra i comuni di Poggio Berni Torriana con Sogliano al Rubicone e Borghi. Il primo problema che salta all’occhio è l’appartenenza dei 4 comuni a due province diverse ma con la trasformazione delle province di Rimini, Forlì-Cesena e Ravenna nella Provincia Romagna cadrebbero i confini provinciali e basterebbe quindi richiedere alla regione la modifica del distretto sanitario e quindi dell’ambito ottimale.

Questa fusione vedrebbe mettere insieme 4 piccoli comuni dalla cui fusione nascerebbe un comune unico che per estensione territoriale e per numero di abitanti sarebbe più grande di Verucchio ed avrebbe un peso politico non indifferente, un comune che nelle aspettative del proponente si potrebbe chiamare Città  dell’Uso, doveroso ricordare che Montebello era originariamente frazione di Sogliano quindi rappresenterebbe un “abbraccio” sia storico che geografico. Tra le sottolineature la presenza delle discariche nei comuni di Sogliano e di Torriana che potrebbero far si che possa essere superato il problema della viabilità legato alla loro presenza sul territorio, il proponente rimarca nel suo comunicato anche la ricchezza di Sogliano legata ai disagi della presenza dei siti legati allo smaltimento dei rifiuti, una ricchezza spettante al comune che ospita la discarica anche se i disagi come noto si riversano spesso sui comuni limitrofi.

Una proposta / provocazione questa Città dell’Uso che noi vogliamo raccogliere al fine di mettere in evidenza come non sia difficile trovare motivazioni e punti comuni sui quali ragionare per valutare dei progetti ambiziosi che possono essere sostenibili nel tempo, siamo lieti di poter seguire da vicino l’iter di questa prima fusione ma continuiamo a sperare in progetti lungimiranti, se non si farà la Città della Valmarecchia sarebbe la benvenuta anche la Città dell’Uso.


 

 

domenica 17 marzo 2013

DELUDENTE FORUM TURISMO di Elena Vannoni

Il comunicato che segue è di Elena Vannoni di Novafeltria che è vice presidente di un comitato di commercianti, commerciante e capogruppo consigliare di Percorso Comune pubblicato su La Voce di domenica 17 marzo:

DA OCCASIONE A DELUSIONE
Ho partecipato al Forum sul turismo di giovedì pomeriggio con lo spirito disincantato, reduce da una precedente riunione “preparatoria” indetta dall’assessore Cangiotti nella quale era prevalsa una totale mancanza di conoscenza degli istituti predisposti dalla legge a disciplina della materia e degli obiettivi da darsi e perseguire, a parte il generico dettato “dobbiamo promo commercializzare”e “chi ci sta?”.
Come ci ha tenuto a sottolineare il sindaco Amati, questo Forum è il primo risultato esterno di un anno di incontri tra i 12 assessori comunali che segue la redazione di un documento datato ottobre 2012, deliberato nelle giunte e che contiene degli obiettivi precisi. Peccato che chi afferma di averli redatti se li sia anche dimenticati, visto che non solo non sono stati citati, ma nemmeno erano chiari nelle menti di chi è intervenuto.
Ne cito uno: “consolidare e promuovere una identità chiara e riconoscibile” che, personalmente, trovo essere il punto di partenza, perché anche un bambino capisce che prima di dire come “promo-commercializzare” una cosa e chiedere chi ci vuole stare, occorre avere chiaro il “che cosa” vuoi promuovere. Qui il forum ha fallito: il punto di partenza era interrogarsi sul prodotto da vendere ai turisti. Solo dopo ci chiederemo come farlo.
Invece, dopo un generico cappello introduttivo che parlava in maniera confusa di numeri, abbiamo assistito letteralmente per tre ore alla solita sfilata di “rappresentanti” di questo e di quello, che ci hanno parlato delle loro esperienze passate, ma neanche una visione è aleggiata nell’aria.
Si è parlato confusamente ed indistintamente di Club di prodotto e di Consorzi, dando per scontato che tutta la sala conoscesse la portata concreta di tali istituti, quando so per certo che neanche chi ha partecipato ai lavori li conosce bene.
Il mantra era “dobbiamo avere le reti di impresa”, ma è stato subito evidente che chi dicesse questo non avesse la benché minima esperienza di come ci si rapporta a chi davvero fa impresa: un imprenditore è abituato ad acquistare (investire) un oggetto concreto; è normale, quindi, che di fronte all’aria fritta non manifesti alcuna emozione o coinvolgimento. Mi è stato ribattuto che sono gli imprenditori a dover dire cosa promuovere: sono d’accordo, ma allora è stato sbagliato tutto l’approccio. Prima di far parlare i soliti noti dovevamo far parlare gli imprenditori interrogandoli sulla visione che hanno loro del turismo.
A fine riunione l’Ass. Melucci mi si è avvicinato per dirmi che non tocca alle istituzioni dire cosa promuovere. D’accordo con lui, ma alle istituzioni toccava almeno chiarire il quadro normativo nel quale muoversi, prima di concederci delle possibilità di fare eccezioni; spiegare se e quali risorse la Regione e la Provincia intendono investire su questo territorio, perché è indubbio che ci siano dei gap da recuperare, strutturali ed infrastrutturali. Il fatto che in tutta l’Alta Valmarecchia esistano solo 1000 posti letto, distribuiti su un territorio molto vasto, dice da solo che certe formule di turismo non sono applicabili attualmente a noi e che serviranno anni di investimento in cui aiutare i privati a costruire la rete recettiva necessaria a gettare le basi di una futura proposta turistica.
Da imprenditore ho trovato tutto molto superficiale ed offensivo: dare per scontato che tutti si conoscesse la materia; che si fosse pronti a sborsare soldi sul nulla ma per principio; che ci si scandalizzasse della poca partecipazione degli operatori, letta come un non-interesse, quando poi questi incontri vengono organizzati in pieno orario lavorativo, (almeno per noi!) comodo solo ai politici.
A proposito di politica: credo che il fondo lo si sia toccato con l’intervento del giovanissimo segretario del PD di Santarcangelo. Quando si è alzata ho finalmente pensato che la discussione era ad una svolta dal cambiare, pensavo fosse uno studente che voleva dire la sua, e invece no. Ci ha tenuto a raccontare che il partito sta lavorando sull’argomento, al punto che, visto quanto sopra detto sulla preparazione degli assessori, mi è venuto il dubbio che il documento deliberato nelle giunte avesse avuto altre origini. Assolutamente fuori luogo.
L’unica cosa certa è che la politica sa ben promo commercializzare se stessa! Proprio quello che gli italiani hanno dimostrato di non volere più!

mercoledì 13 marzo 2013

FUSIONE POGGIO BERNI TORRIANA by Comunico


La fusione sembra un tabù finalmente caduto anche se vorremmo saperne un po' di più su questa ipotesi che stanno portando avanti i comuni Poggio Berni e Torriana, visto che c’era stato un accenno da parte del sindaco di Poggio Berni già qualche mese fà e che se ne sta riparlando ci lascia intendere che le intenzioni siano reali. Le notizie che abbiamo in merito sono ancora troppo poche, ma cogliamo comunque positivamente questa notizia in quanto significa che gli amministratori hanno acquisito nozioni e consapevolezza su quali siano i privilegi derivanti dalle fusioni sia economici ma soprattutto di razionalizzazione e contenimento della spesa. Questo passo in avanti sul tema ci auguriamo possa “contaminare” anche gli altri comuni della valle facendo sì che diventi oggetto di discussione anche in altre realtà  anche se, non neghiamo che avremmo preferito da subito che ci fosse un “progetto di fusione” più ampio riguardante  anche le realtà di Santarcangelo e Verucchio.

La legge prevede una soglia minima di abitanti per la costituzione di nuovi comuni, una soglia di almeno 9.000 abitanti, un minimo che non è però richiesto per quei nuovi comuni che nascono da una fusione, per cui la proposta di Poggio Berni e Torriana ( 5.000 abitanti circa) è più che legittima, ma ci auguriamo che ci sia la possibilità di ampliare il dibattito e la proposta. Tra le motivazioni alla base di questa fusione c’è il superamento della soglia dei 5.000 abitanti per poter mantenere in capo al comune alcune funzioni che altrimenti andrebbero delegate all’unione, se quella soglia è sufficiente nell’immediato potrebbe non esserlo in futuro qualora il legislatore ritenesse necessario alzare ulteriormente quella soglia oggi stabilita in 5.000, invece 9.000 abitanti potrebbe essere una soglia più sicura. Ci auguriamo si rifletta approfonditamente su quale possa essere la fusione più congeniale, si è accennato ad uno studio di fattibilità già commissionato alla Regione vorremmo sapere se ci sono i margini per il dibattito o se l’iter è già iniziato e con quali tempi.


 

CHE SUCCEDE A CA' BALDACCI ?

Il Corriere 15-03-13

Al biodigestore di Cà Baldacci il 4 marzo si è verificata una piccola esplosione con conseguente fuoriuscita di fumi neri e maleodoranti che hanno messo in forte stato di apprensioni i cittadini residenti nei centri abitati limitrofi, purtroppo a questo primo evento è seguita un’altra fuoriuscita di fumi a distanza di pochissimi giorni (7 marzo), anche se, a differenza del primo caso, non accompagnato da alcuna esplosione, resta il fatto che due episodi simili in così poco tempo sono un po’ troppi.
Il ripetersi di queste fuoriuscite lascia supporre una scarsa conoscenza delle cause e mi chiedo per quale motivo si consenta loro di proseguire anziché richiedere, in via cautelativa, la sospensione di ogni attività sino a quando non ci sarà una perfetta conoscenza delle cause di queste fuoriuscite.

Possiamo ritenerci soddisfatti delle rassicurazioni di Hera? Le istituzioni che hanno concesso le autorizzazioni all'impianto, che eventualmente possono intervenire a riguardo, se non sbaglio sono al tempo stesso socie di Hera e siamo quindi nuovamente di fronte all'eterno dilemma di controllore che è anche il controllato.

Sarà pur tempo di "fumate nere", ma di queste ne faremmo volentieri a meno.

Cordiali saluti,



Loris Dall’Acqua

sabato 9 marzo 2013

CONFLITTO D'INTERESSI

L'Italia va a rotoli, ma noi siamo in una botte di ferro visto che, a noi ci penserà Bersani!!!

Ma il Partito Democratico sa che cos’è il conflitto d’interessi? Me lo chiedo perché con chiunque parli di questo argomento la risposta che mi sento dare è riferita al fatto che Berlusconi ha le televisioni. Sarebbe necessario invece approfondire l’argomento visto che rientra tra le priorità che Bersani ha inserito negli otto punti di governo.

Il Pd forse non si rende conto che nell’anno di grazia 2013 la comunicazione si è espansa diventando multimediale e globale e che l’exploit della rete e la televisione digitale fanno si che il numero delle televisioni in mano ad un singolo soggetto è assolutamente ininfluente. Oltretutto gli italiani hanno dimostrato anche attraverso alcuni quesiti referendari che non gliene può fregare nulla di quante televisioni abbia Berlusconi.

Ovvio che una buona legge sul conflitto d’interesse è necessaria, ma questo vuol dire evitare di approfittare della propria posizione per raggiungere interessi personali e anche per propri familiari ed in questo il Pd ha anch’esso le sue mele marce.

Cordiali saluti,

Loris Dall’Acqua Poggio Berni (Rimini)

giovedì 7 marzo 2013

AVANTI CON LE FUSIONI by Com_unico


Come di consueto i pensieri e le riflessioni di Com-unico, gli unici anonimi meritevoli di ascolto :

Comunicato stampa

In Provincia di Rimini il Partito Democratico, in funzione del riordino territoriale ad opera della Regione, ha scelto di sostenere le grandi unioni, una scelta differente rispetto a quella che il partito ha intrapreso in altre zone della Regione in cui invece ha deciso di percorrere una strada che sulla carta è tutt’altro che facile, ma rappresenta un obbiettivo molto più solido.

Le fusioni rappresentano uno dei pochi metodi, se non l’unico, per approntare tagli ai costi delle pubbliche amministrazioni visto che, qualunque sia il numero dei comuni che decide di accorparsi e fondersi è ad uno che si riduce. Comuni che decidono di fondersi in un solo comune fanno sì che di sindaci ve ne sarà soltanto uno e lo stesso dicasi per assessori e consiglieri che verrebbero drasticamente ridotti, ma le maggiori economie si raggiungono con l’accorpamento degli uffici e dei servizi e con la razionalizzazione del personale.

Le fusioni, a differenza delle unioni, rappresentano una vera forma di riordino, con esse si riesce a semplificare anziché duplicare i servizi, una forma che purtroppo deve scontrarsi con uno sciocco e insano campanilismo, ma contrariamente a quello che si pensa le municipalità permangono facendo sì che i cittadini continuino a ritrovare nel plesso del proprio municipio gli sportelli essenziali ai quali solitamente si rivolgono quando si recano in comune come ad esempio l’urp o l’anagrafe e i servizi sociali. E’ tutto il resto che viene accorpato, per il cittadino nulla cambia.

Ci auguriamo che il Pd, che amministra la maggior parte dei comuni della provincia, che altrove ha valutato e scelto le fusioni come modello di crescita possa illuminarsi.



com_unico@libero.it

BERSANI NON CONOSCE LE VERE PRIORITA'


Libero Quotidiano 07-03-13

       Il responso delle urne mette a nudo l'incapacità della politica ad un dialogo e ad un confronto senza pregiudizio nel quale si vada al merito delle questioni, eppure questa situazione rappresenta una piccola rivincita del popolo sulla casta, per una volta sono gli italiani (eterni precari), grazie ad una legge elettorale imperfetta, a rendere precario il governo.

      Il nuovo Premier, chiunque esso sia, navigherà a vista e sarà obbligato a ricercarsi una maggioranza diversa su ogni punto, saranno quindi i singoli punti l'ossatura del nuovo governo. Se questi dovessero essere i famigerati otto punti di Bersani vorrà dire che neppure questa volta sarà quella buona per uscire dalla crisi economica. Il programma di Bersani anziché mettere in primo piano famiglie ed imprese dà largo spazio ai soliti slogan del centro sinistra antiberlusconiano ( immigrazione, coppie di fatto e ancora il conflitto d’interesse), mentre in materia economico-fiscale, quel voler considerare a prescindere tutti gli italiani quali evasori fiscali da perseguire e perseguitare con forme  repressive e oppressive non produrrà  altro che un effetto disincentivante per i cittadini a spendere. Bersani terrà ben lontana la ripresa!

       E’ questo il senso di responsabilità? Crede forse Bersani che siano queste le priorità che servono agli italiani?

Cordialmente,

Loris Dall’Acqua        Poggio Berni (Rimini)

mercoledì 6 marzo 2013

TRASPORTI RIMINI: FLOP SU TUTTA LA LINEA

Carlino Rimini 07-03-13
Il Corriere 08-03-13
La Voce 08-03-13

Viabilità e mobilità rappresentano da sempre una delle note dolenti per Rimini, per una città che si definisce turistica e che sviluppa strutture quali la Fiera e il Palacongressi le infrastrutture e i collegamenti rappresentano una priorità non indifferente e non più rimandabile.

I trasporti nel riminese vacillano in ogni campo, dall' incredibile situazione dell’aeroporto, alla stazione ferroviaria che per un mancato marciapiede rischia di ritrovarsi penalizzata sull’alta velocità.

Problemi marginali in confronto alla viabilità per la quale si è fatto ben poco e tanto è ancora sulla carta, è paradossale e grottesco che si debba impiegare più tempo ad attraversare Rimini piuttosto che arrivarci da città collocate fuori Provincia.

Una città che ha bisogno di risposte, ma quando chi ci amministra individua nel progetto di un Trc obsoleto di decenni una soluzione a tutti i mali c'è poco in cui sperare.

Cordiali saluti,



Loris Dall'Acqua

venerdì 1 marzo 2013

RSA NOVAFELTRIA di Marco Lombardi


COMUNICATO STAMPA

Di Marco LOMBARDI (Consigliere  Regionale PDL).
 
Completamento RSA Novafeltria: da Lusenti nessuna risposta.

 

Con una formale interrogazione depositata in Regione, avevo sollevato qualche settimana fa la questione del completamento della RSA di Novafeltria chiedendo all’Assessore Lusenti che cosa la Giunta intendesse fare in merito, ed in particolare, per impedire che quella zona della nostra Regione venisse privata di un servizio così essenziale per la propria popolazione anziana e per i loro congiunti.

 

In particolare, nell’atto ispettivo esprimevo la preoccupazione che da un lato, la mancata proroga al funzionamento della Casa di Riposo per anziani di Novafeltria (proroga funzionale al completamento della nuova RSA attigua all’ospedale) ed il conseguente trasferimento “temporaneo” degli anziani ospitati presso altra struttura, potesse per così dire diventare - come spesso accade - definitivo, e quindi precludere di fatto il completamento della RSA con grave danno per la popolazione residente in Alta Valmarecchia.

 

Dall’altro lato, manifestavo forti dubbi circa la disponibilità della Regione a stanziare quanto previsto nei suoi piani programmatori (importo pari ad € 1.700.000), previsione riportata dal DUP 2007-2013 e precisata nella relazione agli investimenti del 2010 in merito “al completamento della RSA”. Ma procediamo con ordine.

 

Tempi di realizzazione. A quanto è dato sapere, “Nel mese di gennaio 2013” - scrive Lusenti - l’Azienda USL di Rimini “ha istituito un tavolo tecnico (composta Azienda Usl, Regione, Comuni di Rimini e Novafeltria, Provincia di Rimini e Comunità Montana dell’Alta Valmarecchia) con il compito di elaborare…entro il mese di marzo 2013, un documento che contenesse un ventaglio di soluzioni e/o proposte tecniche risolutive…”. A quanto è dato capire dunque, ad oggi non si sa ancora nulla.

 

Posti letto residenziali per anziani.  Conferma Lusenti la previsione di “circa 40 posti letto (18 attuali e 22 di nuova istituzione) nel territorio del Comune di Novafeltria. Nulla di nuovo a quanto già si sapeva: la previsione è già contenuta nel Documento di Programmazione approvato il 28 gennai 2011 dal Comitato di Distretto di Rimini.

 

Trasferimento temporaneo degli ospiti della Casa di Riposo di Novafeltria. A seguito della “mancanza autorizzazione al funzionamento di tale struttura” - afferma Lusenti - “la soluzione sulla quale ci si sta prioritariamente orientando…è una struttura oggi non funzionante e che ha finalità differenti; è ubicata nel Comune di Talamello (circa 2 Km dall’attuale) ed è di proprietà della Diocesi”. Bene, ma a questo punto sorgono evidentemente alcuni interrogativi: trattandosi infatti di “struttura non funzionante e che ha finalità diverse” quanto ci verrà a costare il tutto? E quali tempistiche occorrono? Ovviamente sul punto l’Assessore regionale nulla dice.

 

Completamento RSA. Stando a quanto affermato dall’Assessore, sembra che non vi siano risorse, né speranze. “la somma di 1 milione e 700 mila euro assegnata con delibera dell’Assemblea Legislativa n. 29 del 6 dicembre 2010 (Intervento M25) è stata destinata all’Azienda USL di Rimini per ‘interventi sul patrimonio immobiliare aziendale c/o il Comune di Novafeltria’ … e sarà dedicata interamente ai lavori nel Pronto Intervento dell’Ospedale Sacra Famiglia”. E parte il classico discarico di responsabilità. E’ già noto che l’Azienda USL di Rimini “ha inserito nella propria programmazione triennale l’adeguamento ed il completamento della RSA di Novafeltria (Piano investimenti 2012-2014)”, cioè in pratica, poco più di un pro-memoria sul da farsi. Ma è altresì noto che ad oggi non ci sono importi già iscritti in bilancio dell’Azienda e le risorse finanziare sono tutte da reperire. Cosa farà dunque l’AUSL di Rimini? Dove troverà le risorse? E cosa farà la Regione? Non si potrà certo limitare - come fatto dall’Assessore - a scaricare sull’Azienda USL l’onere del reperimento delle risorse! Invero Lusenti si era impegnato a fare la sua parte: infatti, l'Addendum al DUP 2007-2013, "Contributo dell'Alta Valmarecchia all'attuazione del DUP", condiviso e approvato dalla Regione, dagli Enti locali e dalle forze economiche e sociali il 22 gennaio 2011 e contente le priorità relative al territorio dell'Alta Valmarecchia prevede espressamente non solo la realizzazione di “interventi di adeguamento della struttura ospedaliera, delle attrezzature e dei servizi per un costo complessivo di circa € 500.000” ma altresì prevede “il completamento della R.S.A. per un importo pari a 1.750.000 € per il quale è in fase di deliberazione il trasferimento fondi all’ASL di Rimini”.

 

La non risposta di Lusenti ovviamente non mi soddisfa. L’assessore deve ora deve dire concretamente quali e quante risorse impegnare e soprattutto quando tali risorse saranno disponibili!