domenica 26 agosto 2012

UNO STATO PIU' SNELLO

Il Corriere 01-09-12
La Voce 01-09-12

PER UN RIORDINO TERRITORIALE "VERO" il modello deve essere quello di UNO STATO PIU' SNELLO

Il riordino territoriale degli enti locali è assolutamente necessario, ma l'andazzo e i ragionamenti in essere mi lasciano presagire l’ennesimo pasticcio all’italiana. All’inizio sembrava dovessero essere eliminate tutte le province, poi invece sono cominciati i tira e molla per cui si è pensato di tagliarne solo un po’ accorpandone alcune, ma il risultato finale rischia di essere quello di vanificare lo scopo del riordino che sarebbe quello di tagliare lo spreco. Come si può contenere la spesa pubblica se si riempie l'Italia di unioni dei comuni? Le unioni sono solo un’ulteriore spartizione del territorio che vanno a collocarsi amministrativamente a metà strada tra i comuni e le provincie, enti di secondo grado che possono tra l’altro eludere il patto di stabilità. Se il riordino sarà questo spenderemo sicuramente più di prima.

I criteri che dovrebbero essere alla base del riordino territoriale dovrebbero essere l’economicità del nuovo assetto, il mantenimento della rappresentatività e della democrazia e lo snellimento della macchina amministrativa senza allontanare o delegare in toto ad altri il potere decisionale e di conseguenza quello di controllo.

Vorrei uno stato più snello!

Partendo dal basso troverei più corretto che si analizzassero gli aspetti geografici, storici e culturali, dei singoli comuni e su questi valutare l’ipotesi di fusione dando vita a comuni di medie e grandi dimensioni più dignitosi e rappresentativi rispetto alle Unioni i cui rappresentanti non sono eletti in maniera diretta dal popolo. I comuni sono circa 8.103 di cui 50 con meno di 100 residenti, 1.963 con meno di 1.000 e 3.823 con meno di 5.000 numeri impressionanti e come si può vedere da questa suddivisione, buona parte di questi sono di proporzioni assolutamente esigue, enti che comunque per sostenersi incidono sulle tasche degli italiani.

Con una cospicua riduzione del numero dei comuni, le Province potrebbero essere soppresse tutte visto che, le loro poche funzioni potrebbero essere affidate in parte agli stessi Comuni in parte alle Regioni. Se il salto fosse ritenuto troppo drastico e si volesse comunque provvedere all'accorpamento delle province ebbene sarebbe bene che queste nuove grandi province fossero l'anticamera della costituzione di nuove Regioni esclusivamente nei casi in cui queste fossero troppo vaste o troppo popolate.

Uno stato suddiviso in Regioni, Province, Unioni e Comuni non ce lo possiamo permettere, se si creano Comuni più grandi e si dimezzano le Regioni più popolate, di Unioni e Province possiamo fare certamente a meno.

Cordiali saluti,



Loris Dall'Acqua Poggio Berni (Rn)

mercoledì 22 agosto 2012

COMUNE DI RIMINI O DI "CRIMINI" ?

Il Corriere 24-08-12
La Voce 25-08-12
 
Le olimpiadi sono già terminate ma Rimini riesce a stupire guadagnandosi egualmente un podio, una bella medaglia d'argento nella graduatoria delle città con maggior criminalità, peccato per noi che in questa graduatoria fossero beati gli ultimi.
A Rimini mi pare sia stato storicamente sottovalutato il problema della sicurezza attribuendo spesso colpe all'alto numero di presenze estive mentre mi pare ovvio si sia voluto evitare di affrontare il problema sicurezza non volendo riconoscere delle responsabilità. La criminalità non attecchisce ovunque, ma solamente dove trova terreno fertile. La tolleranza e il buonismo non pagano! Anche l' abusivismo commerciale è stato sottovalutato, non riconoscendolo come un pericolo per la nostra società. E' già grave il danno che questo arreca al commercio in sede fissa che regolarmente paga le tasse, ma forse sfugge che la rete malavitosa che sta dietro a tutto questo si alimenta e cresce e ne intercetta altra.
E che dire di tutte quelle strutture che sembrano apparentemente disabitate come case o colonie "abbandonate" mentre in realtà vanterebbero più pernottamenti che certi alberghi? Purtroppo troviamo bivacchi ricavati anche sotto ponti, nei parchi pubblici in spiaggia tanto che di notte per noi certe zone diventano off limits.
Di fronte ad una situazione che è sfuggita di mano come si può pensare che mandando qualche agente in spiaggia e a mani nude, facendo qualche retata sui marciapiedi o qualche blitz in casolari abbandonati si possa estirpare questo fenomeno? Tollerare questo significa subirne riflessi e conseguenze. Occorre riportare decoro e legalità. Rimini deve associare il proprio nome a divertimento e non allo sballo, purtroppo l'immagine che si sta dando è quella di un paese dei balocchi in cui tutto è permesso. Bisogna presidiare il territorio con ogni mezzo al più presto, siamo già in forte ritardo.
Probabilmente decenni di mala amministrazione hanno prodotto questo risultato, siamo fortunati se ancora non è stato ribattezzato con l'appellativo "Comune di Crimini".
Cordiali saluti,
Loris Dall'Acqua Santarcangelo

martedì 21 agosto 2012

SILENZIO ASSOLUTO SU PALAZZO MARCOSANTI

Il Corriere 05-08-12
La Voce 22-08-12

Lettera di Sante Dall'Acqua:

Non mi sembra normale che sull’annosa querelle inerente Palazzo Marcosanti e le spinose vicende in corso l’amministrazione comunale si chiuda dietro il più assoluto riserbo. La “cosa pubblica”, come indica il termine stesso, interessa tutti e Amati non può trincerarsi dietro al silenzio di fronte ad una richiesta nei confronti dell’ente di risarcimento danni per una cifra di 800.000,00 euro .

Amati spieghi ai cittadini per quale motivo sulla sua scrivania giaccia una richiesta di risarcimento di tale portata visto che, se mi dovesse essere riconosciuto il danno subito, il pagamento di detta richiesta metterebbe in serie difficoltà le casse comunali, una vicenda per la quale, solo quest’anno, ha già speso oltre 1.000 euro per commissionare ad una ditta santarcangiolese degli approfondimenti storici che dovevano essere consegnati entro il 26-07-12 e del quale non è stato ancora  svelato il contenuto. E’ ovvio che il comune debba tutelarsi, ma cosa pensa di dimostrare con tale relazione? Ho in mano un’ ordinanza, la n° 28 del 1983 firmata dall’ allora sindaco Giulio Torroni che dichiara che i capanni in mio possesso sono leciti, qualora risultasse qualcosa di diverso (ma non dovrebbe essere questo il caso) è sempre e comunque il comune di Poggio Berni ad aver commesso l’errore, i cittadini devono sapere in quale controversa situazione il comune si è andato ad infilare.

Amati spieghi come mai al sottoscritto siano state ripetutamente inflitte ordinanze di demolizione per un “sospetto abuso edilizio” nonostante la stessa amministrazione riconobbe negli anni ottanta la loro leicità, continuarono ad emettere ordinanze, e solo nel 2012 si adoperi per verificare se avrebbe o meno dovuto emettere tali ordinanze.

Spieghi anche per quale motivo, il trattamento verso i proprietari della restante parte del palazzo non sia il medesimo. Come da decenni vado segnalando, il cortile interno presenterebbe al suo interno un corpo estraneo, un capanno non presente nelle mappe catastali al momento della notifica del vincolo, un capanno che fu ristrutturato, alzando la mura perimetrale di oltre un metro e 20, un capanno per il quale probabilmente il comune concesse ai Valloni la possibilità di ristrutturarlo senza accertarsi se questo fosse dotato di licenza edilizia ( licenza che dopo la notifica del vincolo nel 1919 non si sarebbe mai potuta concedere essendo appunto vincolato) o la sua pre – esistenza alla notifica del vincolo (esclusa anche questa possibilità vista la sua assenza nelle piantine al momento del vincolo). Mi risulta non sia consentito cavarsela con una sanatoria in questi casi, ma che sia invece necessario il ripristino della situazione originaria procedendo con la sua demolizione.

Per quale motivo invece ci risulta si chieda solo un ammenda ai sig.ri Valloni e non si provveda ad inoltrare un’ordinanza di demolizione? Nei confronti del Dall’Acqua la prassi era quella…..

Forse questa reticenza è dettata dalla convenienza, ancora una volta sarebbe il comune a farne le spese!  Probabilmente se il comune emettesse un’ordinanza di demolizione nei confronti dei Valloni questi potrebbero chiedere a loro volta un cospiquo risarcimento danni visto che il comune consentì loro la ristrutturazione, dimenticandosi clamorosamente di verificare la leicità del manufatto per il quale avrebbe dovuto, non solo respingere la richiesta di ristrutturazione, ma ordinarne la demolizione. Ma questo non può fermare il corso della legge.  Amati dovrebbe commissionare un approfondimento storico anche nei confronti dell’ altra proprietà, appurata la veridicità delle mie numerose segnalazioni provvedere a far ripristinare la situazione originaria facendo demolire.

I cittadini devono essere informati di quanti e quali errori siano stati commessi in questi decenni.



Sante Dall’Acqua Poggio Berni

MONTI insufficente in ECONOMIA

Se dovessimo dare dei voti noi al professore sicuramente in materia economica gli appiopperemmo un'insufficenza grave:

MONTI

Monti chiede ai media di non chiamare gli evasori furbetti, ma di usare invece il termine "ladri". Richiesta legittima però se gli appellativi devono essere veritieri allora anche noi ci dovremmo appellare ai media chiedendo di evitare di chiamare Monti "tecnico" visto che per governare aumentando le tasse erano capaci tutti.

MONTI & FORNERO

Monti dice di vedere l'uscita dal tunnel della crisi, ma sono tanti quelli che non hanno fatto in tempo a vederla oppressi da tasse e debiti, la Fornero dichiara vittoriosa di aver salvato l'Italia. E' sicura la signora di aver salvato l'Italia? Se chiedessimo agli italiani non so se pensano alla stessa maniera.

MONTI, FORNERO e il loro GOVERNO

La legge del mercato dovrebbe essere nota a chi si occupa di economia: per ripartire occorre far sì che aumenti la domanda, perchè ciò avvenga, bisognerebbe evitare di mettere le mani nelle tasche dei cittadini, se continuiamo ad aumentare le tasse o ad inventarcene di nuove sarà difficile che gli italiani tornino a spendere.

Loris Dall'Acqua   Santarcangelo

venerdì 17 agosto 2012

COMPLANARE: RISPARMIAMO E PARTITE

La Voce 19-08-12

Ma Gnassi riesce a vedere al di là della Notte Rosa e degli altri eventi mondani?
La presenza del cantiere per la terza corsia della A 14 potrebbe essere un vero e proprio toccasana economico per il progetto della complanare ( la nuova arteria stradale che dovrebbe intercettare parte del traffico che sta letteralmente intasando la ss 16 Adriatica e che per buona parte del tracciato correrebbe parallela all' A 14) attualmente in stand-by, ma a quanto pare se ci si accinge a sfruttare il cantiere in essere per l'autostrada si risparmierebbero parecchie risorse.
Di fronte a questa occasione la reazione dei comuni interessati sembrerebbe piuttosto diversa: mentre i comuni della zona sud Riccione e Misano sembrerebbero intenzionati a cogliere al volo detta opportunità, (tanto che alcuni sarebbero già all'opera addirittura con gli accordi coi privati già in essere) si scopre non solo che Rimini sia in forte ritardo non avendo ancora deciso il proprio tracciato, ma che alla luce di tutto ciò non si stia neppure rimboccando le maniche per cercare di approfittarne.
Le grandi opere rappresentano un ottimo volano per uscire dalla crisi economica, oltretutto quelle riminesi sono storicamente in ritardo, visti i tempi, l'opportunità di spendere meno non dovrebbe essere una facoltà, ma un obbligo.
Per quale motivo il Comune di Rimini sembrerebbe ancora fermo alla partenza?
Cordiali saluti,
Loris Dall'Acqua      Santarcangelo

lunedì 6 agosto 2012

CORAGGIO A CHI L'HA PERSO

Il mondo è pieno di violenza, dovremmo indignarci di fronte al livello raggiunto, come dovremmo indignarci che spesso siano i più indifesi a subirla, in particolare i bambini. Come “società” dovremmo anche porci l’interrogativo di come vivano queste persone, vittime di abusi e violenze, e di come sarà il loro futuro visto che certe violenze lasciano ferite nell’animo difficili da rimarginare.
La vita stessa è la miglior risposta che si possa dare al destino quando questo si diverte a mescolare le carte. Subire torti, angherie, cattiverie e violenze di qualsiasi tipo e specialmente in tenera età distrugge dentro, fa isolare, abbatte e porta in un baratro dal quale sembra impossibile risollevarsi, ma deve essere altrettanto forte la convinzione che se ci si crede la parola impossibile non esiste.
Vivere e non solo sopravvivere! Questa la sfida più grande riservata ad ognuno di noi. Una sfida che si può vincere se non si perde fiducia nel prossimo. Non tutti quelli che la vita porrà sul nostro cammino saranno cattivi, non si possono chiudere le porte della propria anima al mondo, quella porta va lasciata aperta facendola varcare a quanti dimostreranno coi fatti di meritare fiducia.
Vorrei lanciare un appello a tutti coloro che tra i propri amici e conoscenti hanno persone che hanno subito violenze e che tendono nonostante il passare del tempo ad isolarsi: dimostrate loro che possono fidarsi di voi, se riuscirete ad ottenere la loro fiducia dimostrerete loro che si può e si deve avere fiducia negli altri. Il futuro non è riservato solo ad alcuni ma è per tutti, per molti è scontato, ma per chi sta male dentro fa bene sentirselo dire.

Loris Dall’Acqua Poggio Berni