Insidie, pericoli ed illusioni, questo quello che devono affrontare nel loro “viaggio quotidiano” i disoccupati e quanti sono alla ricerca di un’ occupazione. Non mancano gli “sciacalli” o " meccanismi burocratici contorti", c’è chi approfitta di una situazione di forte disagio ed in alcuni casi di vera disperazione e per qualcuno è pure un business. Occorrerebbero forme di controllo efficaci contro chi scorrettamente se ne approfitta e contestualmente servirebbe maggior informazione ai disoccupati per metterli in guardia delle comuni insidie e dei loro diritti eanche come far valere le proprie ragioni.Le rubriche degli annunci di lavoro contengono spesso offerte di lavori che non esistono. Ci sono quelli che approfittano di quanti per disperazione accettano di lavorare in prova per una o più settimane senza stipendio e senza alcun rimborso spese o indennizzo, ma poi a scadenza della prova non verranno riconfermati e non per demerito, ma semplicemente per il fatto che quel posto a rotazione verrà occupato da un altro in prova e via andare. Questo oltre ad essere una forma di sfruttamento ingiusta ed illegale, oltre al danno economico crea anche un danno psicologico sul disoccupato che viene congedato pensando di non essere stato all’altezza piombando nello sconforto più totale.Si fanno sempre più frequenti casi di offerte di lavoro dagli orari impossibili in quanto troppo frammentati e risicati o con salari ridicoli che qualcuno accetta sperando sempre possa essere una forma di inserimento in un azienda che poi magari migliorare in seguito la propria posizione, e purtroppo vista la forte domanda di occupazione e la scarsità di offerte si accetta anche questo. Occorrerebbe maggior chiarezza sugli annunci per selezione personale visto che spesso il posto di lavoro per cui si seleziona in quel momento non esiste, ma si provvede ad una selezione solo per avere un book aggiornato di potenziali dipendenti, essendoci spesso dietro noti marchi c'è da chiedersi se non sia un modo come un altro per farsi pubblicità.Chi è alla ricerca di occupazione intanto perde tempo e denaro, la prima cosa che si dovrebbe fare e questo lo possono fare gli intermediari del lavoro è intervenire sugli annunci che loro stessi promuovono chiedendo specificatamente di indicare se il posto di lavoro esiste o se è solo una selezione di personale, a volte lo si fa altre no, ma la stessa dicitura “selezione personale” trae in inganno in quanto chi sta cerca ndo è legittimato a pensare che si seleziona perché si è liberato un posto.Non parliamo poi di chi offre lavoro da fare a casa, lavori in cui la prova si rivela un modo per fare cassa, per fare la prova occorre infatti inviare soldi alla ditta come cauzione del materiale che arriverà al domicilio (solitamente si tratta di assemblare oggetti) poi rispedite il prodotto finito, attendendo di sapere se sarete ritenuti idonei, se non avete mai provato non cimentatevi. Il fatto è che questo tipo di annunci sono da sempre presenti nelle rubriche, chi dà loro spazio si autotutela prendendo le distanze dai contenuti e dalla veridicità di quanto pubblicato, ma possibile che nessuno voglia controllare in maniera efficace e fare pulizia?Chi controlla, chi tutela il disoccupato da queste insidie?Quel che più infastidisce è quando a far business sui disoccupati sono le istituzioni o figure di garanzia che dovrebbero essere dalla parte del disoccupato. Vi siete mai chiesti quanto incassi lo Stato con i bandi di concorso? Che sia istituito un bando per un posto di lavoro o per una graduatoria le domande sono spesso centinaia sin anche migliaia per i posti più ambiti, partecipare implica l’iscrizione ed il pagamento di un bollettino, non trovate assurdo il fatto che si stia facendo pagare persone che cercano solo un posto di lavoro? Questo aspetto dovrebbe essere rivisto, chi si trova in difficoltà economiche di fronte ad uno scoglio economico si trova limitato, mentre magari ne avrebbe le qualità. La meritocrazia dovrebbe prevalere sulle condizioni economiche.Si fanno affari anche organizzando corsi ad hoc per affrontare le prove e i test di alcuni bandi, un servizio utile, ma che si paga, nessuno fa niente per niente e almeno il tesseramento verso chi fa i corsi bisognerà pagarlo. Bisogna porre fine a questo sciacallaggio sulla pelle dei disoccupati, la politica potrebbe fare molto regolamentando meglio il mercato del lavoro e prevedendo forme di controllo, rivedendo il ruolo di chi dovrebbe mettere in comunicazione domanda e offerta a partire dai centri dell’impiego e magari rivedendo anche tutta la materia inerente ai bandi di concorso.Cordiali saluti,
Loris Dall’Acqua Poggio Berni
martedì 10 settembre 2013
VIAGGIO NEL MONDO DELLA DISOCCUPAZIONE
La Voce 12-09-13
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