Il 25 Aprile si continua a ricordare una storia incompleta, una storia fatta di eroi senza macchia, una data che oramai si è trasformata quasi esclusivamente in un’occasione per fare propaganda politica.
Nelle piazze di tutta Italia tante persone e purtroppo anche tanti
adolescenti, che sfilano e plaudono le
gesta di questi “eroi” persone che non hanno vissuto l’esperienza della guerra,
ma che l’hanno solo sentita raccontare o attraverso parziali nozioni storiche inculcate
dalla scuola pubblica o da qualche oratore di piazza, persone che sfilano tra
le bandiere rosse per rendere omaggio a quel dogma intoccabile conosciuto come
“Resistenza”, eppure la realtà è un po’ meno
romanzata di come viene raccontata.
Ci ha pensato Matteo Montevecchi, consigliere
comunale di Santarcangelo di Romagna a portare un po’ di equità, in un video di
3 minuti ha integrato la storia della Resistenza raccontando quelle storie che troppo
spesso sono state taciute o negate, un video che in nemmeno 48 ore è riuscito a
superare le 350.000 visualizzazioni.
Come
ricordato da Matteo Montevecchi spesso ci si dimentica che le brigate partigiane erano tante e facevano
riferimento a schieramenti diversi, non c’erano solamente i comunisti, ma anche
i cattolici, i liberali o i socialisti eppure si ricordano quasi esclusivamente
quelle comuniste.
Non dimentichiamoci che la famigerata Brigata Garibaldi
(quella comunista) avrebbe letteralmente sostituito un regime con un altro
regime, essi sognavano di trasformare l’Italia in uno Stato satellite
dell’Unione Sovietica del dittatore, tiranno, despota comunista Joseph Stalin.
![]() |
| Matteo Montevecchi (autore e protagonista del video) |
Non dimentichiamo due martiri come il seminarista cattolico Beato Rolando
Rivi, massacrato e ucciso a causa della sua Fede
all’età di 14 anni dai partigiani comunisti della Brigata Garibaldi che dopo
tre giorni di percosse, umiliazioni e sevizie, lo finirono a colpi di pistola
in un bosco e Giuseppina
Ghersi, una bambina di appena 13 anni alla quale i
partigiani comunisti tagliarono tutti i capelli e cosparsero la sua testa di
vernice rossa, venne poi stuprata e pestata insieme alla madre e giustiziata
dai partigiani comunisti con un colpo alla nuca, la sua unica colpa, l’aver
ricevuto i complimenti da Benito Mussolini per aver svolto con merito un
concorso a tema.”
Siamo certi che chi sfila e plaude in piazza per la liberazione ne conosca
veramente la storia?
Forse le oltre 350.000 visualizzazioni
del video di Montevecchi dimostrano che c’è tanta voglia di verità.
Cordiali saluti,
Loris Dall’Acqua e Yuri Magalotti
Anche su OGGI http://www.oggi.it/posta/2017/05/02/25-aprile-ora-e-diventata-solo-propaganda-politica/#more-47945

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