giovedì 27 aprile 2017

IL VIDEO DEL 25 APRILE DI MONTEVECCHI DIVENTA VIRALE


 

       Il 25 Aprile si continua a ricordare una storia incompleta, una storia fatta di eroi senza macchia, una data che oramai si è trasformata quasi esclusivamente in un’occasione per fare propaganda politica.

       Nelle piazze di tutta Italia tante persone e purtroppo anche tanti adolescenti, che sfilano e plaudono  le gesta di questi “eroi” persone che non hanno vissuto l’esperienza della guerra, ma che l’hanno solo sentita raccontare o attraverso parziali nozioni storiche inculcate dalla scuola pubblica o da qualche oratore di piazza, persone che sfilano tra le bandiere rosse per rendere omaggio a quel dogma intoccabile conosciuto come “Resistenza”, eppure la realtà è un po’ meno romanzata di come viene raccontata.

        Ci ha pensato Matteo Montevecchi, consigliere comunale di Santarcangelo di Romagna a portare un po’ di equità, in un video di 3 minuti ha integrato la storia della Resistenza raccontando quelle storie che troppo spesso sono state taciute o negate, un video che in nemmeno 48 ore è riuscito a superare le 350.000 visualizzazioni.

       Come ricordato da Matteo Montevecchi spesso ci si dimentica che le brigate partigiane erano tante e facevano riferimento a schieramenti diversi, non c’erano solamente i comunisti, ma anche i cattolici, i liberali o i socialisti eppure si ricordano quasi esclusivamente quelle comuniste.

       Non dimentichiamoci che la famigerata Brigata Garibaldi (quella comunista) avrebbe letteralmente sostituito un regime con un altro regime, essi sognavano di trasformare l’Italia in uno Stato satellite dell’Unione Sovietica del dittatore, tiranno, despota comunista Joseph Stalin.

Matteo Montevecchi (autore e protagonista del video)
 
       Non dimentichiamoci che anche a guerra finita i partigiani si macchiarono di vergognosi crimini nei confronti di migliaia di italiani che avevano la sola colpa di non pensarla come loro, ovvero di non credere nel comunismo.

       Non dimentichiamo due martiri come il seminarista cattolico Beato Rolando Rivi, massacrato e ucciso a causa della sua Fede all’età di 14 anni dai partigiani comunisti della Brigata Garibaldi che dopo tre giorni di percosse, umiliazioni e sevizie, lo finirono a colpi di pistola in un bosco e Giuseppina Ghersi, una bambina di appena 13 anni alla quale i partigiani comunisti tagliarono tutti i capelli e cosparsero la sua testa di vernice rossa, venne poi stuprata e pestata insieme alla madre e giustiziata dai partigiani comunisti con un colpo alla nuca, la sua unica colpa, l’aver ricevuto i complimenti da Benito Mussolini per aver svolto con merito un concorso a tema.”

      Siamo certi che chi sfila e plaude in piazza per la liberazione ne conosca veramente la storia?

Forse le oltre 350.000 visualizzazioni del video di Montevecchi dimostrano che c’è tanta voglia di verità.

 

Cordiali saluti,

Loris Dall’Acqua e Yuri Magalotti

 

 


 

 

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