Il Corriere 06-12-13
La Voce 08-12-13
La Voce 08-12-13
La politica si interroga costantemente su
come favorire l’occupazione ed in particolare l’inserimento dei giovani nel
mondo del lavoro. C’è però una fascia di età che non si prende mai in
considerazione ed è forse quella più penalizzata, ovvero quelli che non sono più
considerati giovani per il mondo del
lavoro, e che sono lontani dal periodo di pensionamento. I giovani che non
trovano lavoro spesso si vedono costretti a provare all’estero, a quell’età si
è più propensi a viaggiare e tentare la strada anche fuori dai confini
nazionali, per molti è un modo sentirsi indipendenti e fare esperienze lavorative
che arricchiscono il proprio bagaglio culturale, un’occasione che viene vissuta
come un’ opportunità. Per gli over 30 la storia è diversa, spesso hanno già messo
su famiglia o sono in procinto di farlo , ed in tal caso il lavoro non è una questione
di indipendenza economica, ma di vera e propria sopravvivenza, specialmente se
ci sono affitti o mutui da pagare, trovarsi senza lavoro a questa età diventa
un dramma, per queste persone il lavoro in loco è una necessità. Per chi deve
assumere, il più delle volte, il criterio di selezione è legato ai contributi
da versare e agli incentivi che per questa fascia mi pare carente per non dire assente. Non sarebbe il caso di dare un sostegno maggiore
a questa fascia di età?
Cordiali saluti,
Loris Dall’Acqua
Poggio Berni (Rimini)
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