mercoledì 16 aprile 2014

SULLA MOSTRA CALI SUBITO IL SIPARIO

Il Corriere 18-04-14

Concedere un "palcoscenico" significa dare visibilità e non tutto è meritevole di essere messo sotto i riflettori, soprattutto se la location è un museo comunale e la pietra dello scandalo è un'opera in cui è contenuta una bestemmia. C'è forte indignazione nella gente per quanto accaduto con l'ultima mostra allestita al Musas, una mostra fatta di diari di artisti che a quanto pare nessuno ha controllato nei contenuti, potremmo citare diversi esempi di messaggi o scritte o immagini inappropriate, ma il fatto reale è già espressione di una di quelle più gravi che noi cristiani non possiamo tollerare. La bestemmia non è arte, e non è giustificabile come arte. L'autore nel suo diario può scriverci quel che vuole, la responsabilità è di chi sceglie di esibirlo e mostrarlo. Se l'importanza del diario o del taccuino non è dovuta ad una questione estetica ( non siamo certo lì a guardare chi ha la  copertina più bella), ma è il contenuto e quindi non ci si doveva esimere dal controllare i testi. Più che di censura è questione di scelte. Se tra le forme espressive o comunicative di un artista c'è anche qualche espressione blasfema, non occorre solo valutare se sia meglio strappare la pagina incriminata o occultarla alla vista dei più ingraffettandola, occorreva invece valutare l'opportunità o meno di inserirla tra le opere. Meglio un diario in meno che uno in più. Sicuramente apprezzabile il fatto che l'opera sia stata rimossa e che l'amministrazione, Focus e il responsabile della mostra si siano scusati, ma quanto accaduto non deve ripetersi, occorre più attenzione ai contenuti quando si concede un partocinio o uno spazio pubblico in generale. Mi chiedo se dal punto di vista etico e morale non sia opportuno chiudere anticipatamente la mostra, non si può far finta di nulla, il clamore suscitato dal fattaccio farà da cassa da risonanza alla mostra stessa e non è certo in questa maniera che si devono portare visitatori nei nostri musei, mantenerla aperta significa impunità, si deve chiudere il sipario.
Cordiali saluti,
Loris Dall'Acqua     Santarcangelo

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