mercoledì 16 dicembre 2015

BANCHE: ALLERGIA ALLE "FREGATURE"

Il Corriere 16-12-15
La Voce 27-12-15
Le attività che vendono o somministrano alimenti e bevande sono tenute a seguire un dettagliato protocollo al fine di segnalare al consumatore la presenza o meno di “allergeni” ovvero tutti gli ingredienti o quei componenti che possono procurare allergie a chi ne è intollerante, tra le incombenze alle quali sono tenuti gli esercenti, anche quella di mettere ben in risalto gli allergeni in etichetta.
       Perché a chi si occupa di investimenti bancari e finanziari in generale non applichiamo lo stesso criterio visto e considerato che l’allergia alle “fregature” ce l’abbiamo tutti?

      Ogni qual volta acquistiamo titoli, azioni o qualsiasi altro prodotto finanziario, ci ritroviamo spesso a sottoscrivere documenti che la stragrande maggioranza di noi non legge, spesso per nostra inerzia e pigrizia, ma anche volendo, ci sono difficoltà oggettive che inibiscono all’approfondimento: un linguaggio molto tecnico, un testo spesso molto prolisso e scritto a caratteri piuttosto piccoli, tutti elementi che disincentivano la lettura di quanto andiamo a firmare, ed è lì che sono indicati quei rischi che molto spesso,  talvolta in malafede, non emergono chiaramente nel momento in cui ci vengono proposti. Perché non obbligare anche banche e agenzie finanziarie a mettere ben in risalto magari proprio tra le prime informazioni contenute nel documento quali siano i rischi?

     Una questione di trasparenza e di correttezza nei confronti di noi correntisti spesso in difficoltà di fronte a lunghi contratti scritti in maniera piuttosto ostica ed a caratteri lillipuziani.

Cordiali saluti,

Loris Dall’Acqua     Poggio Torriana (Rimini)

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