I tempi mi sembrano più che maturi per cominciare finalmente a tagliare sui
cosiddetti costi della politica dando magari una bella sforbiciata agli enti
locali. Sono 8.103 i Comuni italiani di cui 50 con meno di 100 residenti, 1.963
con meno di 1.000 e 3.823 con meno di 5.000 numeri impressionanti e come si può
vedere buona parte di questi sono di proporzioni assolutamente esigue, enti che
comunque per sostenersi incidono non poco sulle tasche degli italiani: sindaci,
assessori, consiglieri, funzionari e dirigenti sono probabilmente centinaia di
migliaia di persone. Perchè non riordinare gli enti locali obbligando i
comuni ad accorparsi tra loro dando vita a comuni di media consistenza che
trattino direttamente con le Regioni ? Stabiliamo un limite di
estensione territoriale e un limite di abitanti minimo sotto il quale un Comune
non possa essere tale visto che, le Comunità Montane e le Unioni dei Comuni
stanno mostrando i propri limiti legati ad un sciocco e controproducente
campanilismo duro a morire. Obbligherei i piccoli comuni a fondersi
o ad aggregarsi a comuni più grandi dando vita a comuni di media grandezza in
cui sopravviva una sola amministrazione comunale e conseguentemente
la soppressione delle altre, creando enti in grado di comunicare direttamente
con la Regione bypassando le Province ( già da tanti indicate come Enti Inutili
) che andrebbero soppresse visto che, le poche funzioni che
svolgono potrebbero essere affidate in parte ai Comuni mentre quelle di
interesse sovra comunali alle Regioni. Come si può non condividere
una riorganizzazione dello stato così moderna, pratica ed economica ?
Sicuramente troverà contro quanti sono abituati a far politica con le poltrone
un sistema di gestire la " cosa pubblica " giunto al capolinea, la reticenza di
fronte è imbarazzante con il nuovo decreto governativo che obbligherà i piccoli
comuni a gestire i servizi essenziali in forma associata cosa rimane a sostegno
del mantenimento dell' individualità se non le poltrone?
Loris Dall' Acqua Poggio Berni
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