giovedì 4 ottobre 2012

UNIONE: LA PROPOSTA DI CASTELDELCI

Il dibattito sull' Unione a 11 si arricchisce della proposta di Mario Fortini Sindaco di Casteldelci che propone quella che a nostro avviso è la forma più rispettosa delle nostre comunità e i nostri territori, una proposta che tiene conto della storia dell' Alta Valle e dell'ipotesi di nuovi ingressi in Provincia

Loris Dall'Acqua    Poggio Berni


Proposta di dibattito del Sindaco di Casteldelci.

Per un governo unitario… dell’Altavalmarecchia

Verso l’UNIONE MONTANA del MONTEFELTRO

 

Con l’avvicinarsi delle scadenze di legge che prevedono il riordino istituzionale dei territori, alla luce del fatto che le stesse Regioni ritardano una loro precisa presa di posizione circa le indicazioni che per legge dovrebbero dare, si rende utile se non necessario, cominciare a prefigurare il futuro assetto del nostro territorio montano dell’Altavalmarecchia.

Per fare ciò dobbiamo necessariamente partire dal fatto storico della grande battaglia che le nostre genti hanno vissuto a cavallo degli anni 2006-09, con, prima il referendum per il passaggio in Romagna e poi con la conquista della legge 117 dell’agosto 2009 che ha sancito, fatto unico in Italia, il passaggio da una regione all’altra quello cioè dei nostri sette Comuni in Emilia Romagna.

Dietro a noi ci sono ancora due Comuni in mezzo al guado: Montecopiolo e Sassofeltrio, che non sono riusciti ancora a farsi riconoscere come Comuni romagnoli, ma nel nostro modo di pensare e data la loro caratteristica di comuni montani, debbiamo sempre considerarli assieme a noi nelle nostre proposte e nelle nostre progettualità organizzative.

Poiché la legge nazionale impone che si debbono associare le funzioni, prima tre poi tutte sette, per la gestione integrata dei servizi dei comuni, alla luce anche della scomparsa delle provincie, con un bagaglio di deleghe che potranno riversarsi sulle future strutture gestionali del territorio, i Comuni hanno solo due possibilità: o associare per CONVENZIONI o attraverso le UNIONI.

Io credo che il nostro territorio ( 7 Comuni +2 ), abbia moltissime caratteristiche di omogeneità, sono tutti comuni montani, subiscono da sempre l’abbandono ed il degrado della dimenticanza politico-amministrativa degli enti superiori, ci si riscontrano tratti socio-economici di fortissima omogeneizzazione, esistono servizi, anche se minimali, che garantiscono la sopravvivenza ai pochi cittadini rimasti. Inoltre il nostro territorio (7+2) avrebbe una popolazione all’incirca di 21.000 abitanti, sarebbe di circa 384 kmq, ed avrebbe al suo interno tutti i servizi primari tra cui un ospedale, senza contare poi l’alto valore dal punto di vista paesaggistico, agricolo, produttivo e soprattutto un turismo tutto da sviluppare che potrebbe diventare davvero l’alternativa o la complementarietà a quello litoraneo.

Questo non può che farci propendere per fare una grande UNIONE MONTANA non più della sola Altavalmarecchia, ma del MONTEFELTRO per la gestione associata delle funzioni e dei servizi ed avviare anche la considerazione e la valutazione, che ovviamente lasciamo a chi verrà dopo, di valutare la possibilità per giungere ad una grande FUSIONE per un COMUNE UNICO DELLA MONTAGNA:  il comune  del MONTEFELTRO.

Per arrivare a questo risultato, è necessario che come sindaci trasformiamo la nostra Comunità Montana già fin da ora in un luogo di dibattito, sia interno a noi sindaci che con le popolazioni su come organizzare concretamente l’ ipotizzata UNIONE MONTANA del MONTEFELTRO.

Innanzitutto noi abbiamo del personale nell’attuale Comunità Montana che in una gestione associata di funzioni, per cui di vari e molteplici servizi potrà tornare utile ed indispensabile anche nell’UNIONE, inoltre i nostri comuni devono mettere assieme tutto il personale attualmente in forza, servizio per servizio, e farlo lavorare assieme garantendo nei comuni più piccoli solo un front office con una o due persone e nei comuni più grandi un front office servizio per servizio, ma la elaborazione degli atti e la vita dei vari servizi dovrà avvenire in modo centralizzato con la razionalizzazione del personale e delle risorse.

Se consideriamo che già i nostri sette comuni hanno avviato una splendida esperienza nel settore della pianificazione facendo lavorare assieme tutti e sette i responsabili degli uffici tecnici coordinati dal responsabile tecnico dell’ attuale Comunità montana, abbiamo già in fieri un servizio che sviluppandolo e trasformandolo in Ufficio di Gestione del Piano può già considerarsi un vero e proprio servizio associato che dovrà poi gestire in modo razionale tutto il settore dell’urbanistica, delle progettazioni e dei lavori pubblici.

La nostra Comunità Montana gestisce già in forma associata quasi tutta la funzione del sociale, basterebbe solo che alcuni sindaci comprendessero un po di più l’importanza di associare anche la polizia municipale, verso la quale dopo due anni di lavoro eravamo giunti alla stretta finale, perché saremmo molto avanti con i processi associativi considerando anche il fatto che già abbiamo associato il SUAP ed il commercio.

Tra breve si potrebbe, anzi si dovrebbe andare verso l’associazione delle ragionerie, almeno per alcuni servizi quali tributi e personale. È necessario che si unifichino tutti i programmi gestionali e si mettano assieme le banche dati dei comuni ed un unico ufficio di ragioneria potrebbe già soddisfare l’esigenze di tutti i comuni senza per questo assumere altro personale.

Per ciò che riguarda i servizi amministrativi, attualmente nei sette comuni abbiamo già due segretari generali, che affiancati da vice o da altri segretari che potrebbero venire dai due comuni, in attesa di passaggio, potremmo già soddisfare quasi tutte le esigenze degli attuali comuni.

Inoltre con l’associazione dei servizi scolastici ci sarebbe l’opportunità di mettere insieme: personale e mezzi per il trasporto scolastico dei ragazzi, di uniformare i sevizi mensa, anche mantenendo i piedi strutture o società in house già presenti nel territorio.

Dal punto di vista STORICO-CULTURALE E TURISTICO, potremmo gestire una proposta unica, innovativa che da tempo Rimini ed altri comuni litoranei ci invidiano, questo ovviamente non contraddice né impedisce l’ipotesi di valutare assieme anche alle altre unioni tutto ciò che di propositivo e organizzativo si potrà fare a livello sovraunione. Però credo che se ci presentiamo uniti con le nostre forze e le nostre peculiarità ai vari tavoli con chiunque, possiamo trattare alla pari, altrimenti se andiamo noi in modo sparso, senza nessuna forma costituita altri ci potranno facilmente fagocitare ed utilizzare.

Noi dobbiamo puntare fortemente ad una nostra UNIONE, perché se cominciamo a parlare di sub ambiti all’interno di altre unioni, sicuramente partiamo già con un profondo senso di inferiorità, di subalternità e di marginalità inoltre il cosiddetto sub ambito non è codificato in nessuna normativa, non ha un assetto istituzionale  non ha nessun potere, se non quello di una qualsiasi commissione di lavoro che spesso lascia il tempo che trova.

 

Per cui si all’UNIONE MONTANA del MONTEFELTRO, ma non ad altre soluzioni pasticciate.

 

Dal punto di vista organigrammatico, io credo che utilizzando al meglio la legge regionale 10 dell’Emilia Romagna noi potremmo ipotizzare una UNIONE MONTANA del MONTEFELTRO, con la rappresentanza paritaria come avviene ora per la Comunità Montana e formalizzare un Consiglio Generale che però possa avere più peso e più capacità di controllo e che sia rappresentativo di tutte le componenti dei vari Consigli Comunali.

Il presidente dell’UNIONE, che potrà stare in carica anche solo per due anni e mezzo, dovrà avere solo compiti di coordinamento e di rappresentanza, ma le deleghe una volta assegnate ad ogni assessore, e non mi scandalizzerei che ogni sindaco possa essere anche assessore, abbiano la piena autonomia propositiva, ma che il momento decisionale rimanga sempre e comunque collegiale.

Con una unione in questo modo noi avremmo la possibilità di presentarci in ogni sede istituzionale forti dei nostri 21.000 abitanti, forti dell’essere veramente montani, potremmo rivendicare dalla regione le deleghe dell’ex province quali l’agricoltura, la forestazione, la gestione delle strade nell’ambito del territorio dell’unione e tutte quelle pertinenze che sono e saranno tipiche dei territori montani.

La nostra UNIONE MONTANA del MONTEFELTRO dovrà difendere i propri servizi e anche in un eventuale e malaugurato ambito che dovesse andare da Bellaria a Casteldelci, avrà la peculiarità di garantire i servizi minimi ad un territorio di oltre 384 Kmq. In primis l’ospedale di Novafeltria, poi il miglioramento della viabilità valliva e soprattutto i servizi sparsi nel territorio: farmacie, scuole, front office vari ecc..

 

Su queste basi Casteldelci è pronta fin da subito a lavorare e ad impegnarsi, fuori da queste prospettive, non crediamo serva perdere tempo, tanto vale allora prepararsi alle convenzioni o a gettarci nelle braccia di chi da tempo spera di attrarre a sé tutto ciò che di buono e di peculiare c’è nel nostro territorio.

Se si vuol andare verso un vero riassetto del territorio in modo funzionale, secondo le normative in essere e rimanendo con i piedi per terra, ne abbiamo l’occasione e dobbiamo crederci. Noi possiamo dimostrare di essere all’altezza del compito che ci aspetta, ma dobbiamo dimostrare, con uno scatto di orgoglio, che noi sindaci dell’Altavalmarecchia non abbiamo bisogno della balia e sappiamo all’occorrenza saper fare anche da soli, sempre con la piena volontà di confrontarsi con chiunque, però alla pari, con gli stessi strumenti e con le stesse strutture amministrative e non invece andare con il cappello in mano a chiedere ad altri di risolvere i nostri problemi.

Nessun commento:

Posta un commento