Loris Dall'Acqua Poggio Berni
Proposta
di dibattito del Sindaco di Casteldelci.
Per
un governo unitario… dell’Altavalmarecchia
Verso
l’UNIONE MONTANA del MONTEFELTRO
Con l’avvicinarsi delle scadenze di legge che
prevedono il riordino istituzionale dei territori, alla luce del fatto che le
stesse Regioni ritardano una loro precisa presa di posizione circa le
indicazioni che per legge dovrebbero dare, si rende utile se non necessario,
cominciare a prefigurare il futuro assetto del nostro territorio montano
dell’Altavalmarecchia.
Per fare ciò dobbiamo necessariamente partire dal
fatto storico della grande battaglia che le nostre genti hanno vissuto a
cavallo degli anni 2006-09, con, prima il referendum per il passaggio in
Romagna e poi con la conquista della legge 117 dell’agosto 2009 che ha sancito,
fatto unico in Italia, il passaggio da una regione all’altra quello cioè dei
nostri sette Comuni in Emilia Romagna.
Dietro a noi ci sono ancora due Comuni in mezzo al
guado: Montecopiolo e Sassofeltrio, che non sono riusciti ancora a farsi riconoscere
come Comuni romagnoli, ma nel nostro modo di pensare e data la loro caratteristica
di comuni montani, debbiamo sempre considerarli assieme a noi nelle nostre proposte
e nelle nostre progettualità organizzative.
Poiché la legge nazionale impone che si debbono
associare le funzioni, prima tre poi tutte sette, per la gestione integrata dei
servizi dei comuni, alla luce anche della scomparsa delle provincie, con un
bagaglio di deleghe che potranno riversarsi sulle future strutture gestionali
del territorio, i Comuni hanno solo due possibilità: o associare per CONVENZIONI
o attraverso le UNIONI.
Io credo che il nostro territorio ( 7 Comuni +2 ), abbia
moltissime caratteristiche di omogeneità, sono tutti comuni montani, subiscono
da sempre l’abbandono ed il degrado della dimenticanza politico-amministrativa
degli enti superiori, ci si riscontrano tratti socio-economici di fortissima
omogeneizzazione, esistono servizi, anche se minimali, che garantiscono la
sopravvivenza ai pochi cittadini rimasti. Inoltre il nostro territorio (7+2)
avrebbe una popolazione all’incirca di 21.000 abitanti, sarebbe di circa 384
kmq, ed avrebbe al suo interno tutti i servizi primari tra cui un ospedale,
senza contare poi l’alto valore dal punto di vista paesaggistico, agricolo, produttivo
e soprattutto un turismo tutto da sviluppare che potrebbe diventare davvero
l’alternativa o la complementarietà a quello litoraneo.
Questo non può che farci propendere per fare una
grande UNIONE MONTANA non più della sola Altavalmarecchia, ma del MONTEFELTRO per
la gestione associata delle funzioni e dei servizi ed avviare anche la
considerazione e la valutazione, che ovviamente lasciamo a chi verrà dopo, di
valutare la possibilità per giungere ad una grande FUSIONE per un COMUNE UNICO
DELLA MONTAGNA: il comune del MONTEFELTRO.
Per arrivare a questo risultato, è necessario che
come sindaci trasformiamo la nostra Comunità Montana già fin da ora in un luogo
di dibattito, sia interno a noi sindaci che con le popolazioni su come
organizzare concretamente l’ ipotizzata UNIONE MONTANA del MONTEFELTRO.
Innanzitutto noi abbiamo del personale nell’attuale
Comunità Montana che in una gestione associata di funzioni, per cui di vari e
molteplici servizi potrà tornare utile ed indispensabile anche nell’UNIONE,
inoltre i nostri comuni devono mettere assieme tutto il personale attualmente
in forza, servizio per servizio, e farlo lavorare assieme garantendo nei comuni
più piccoli solo un front office con una o due persone e nei comuni più grandi
un front office servizio per servizio, ma la elaborazione degli atti e la vita
dei vari servizi dovrà avvenire in modo centralizzato con la razionalizzazione
del personale e delle risorse.
Se consideriamo che già i nostri sette comuni hanno
avviato una splendida esperienza nel settore della pianificazione facendo
lavorare assieme tutti e sette i responsabili degli uffici tecnici coordinati
dal responsabile tecnico dell’ attuale Comunità montana, abbiamo già in fieri
un servizio che sviluppandolo e trasformandolo in Ufficio di Gestione del Piano
può già considerarsi un vero e proprio servizio associato che dovrà poi gestire
in modo razionale tutto il settore dell’urbanistica, delle progettazioni e dei
lavori pubblici.
La nostra Comunità Montana gestisce già in forma
associata quasi tutta la funzione del sociale, basterebbe solo che alcuni sindaci
comprendessero un po di più l’importanza di associare anche la polizia municipale,
verso la quale dopo due anni di lavoro eravamo giunti alla stretta finale,
perché saremmo molto avanti con i processi associativi considerando anche il
fatto che già abbiamo associato il SUAP ed il commercio.
Tra breve si potrebbe, anzi si dovrebbe andare verso
l’associazione delle ragionerie, almeno per alcuni servizi quali tributi e
personale. È necessario che si unifichino tutti i programmi gestionali e si
mettano assieme le banche dati dei comuni ed un unico ufficio di ragioneria
potrebbe già soddisfare l’esigenze di tutti i comuni senza per questo assumere
altro personale.
Per ciò che riguarda i servizi amministrativi,
attualmente nei sette comuni abbiamo già due segretari generali, che affiancati
da vice o da altri segretari che potrebbero venire dai due comuni, in attesa di
passaggio, potremmo già soddisfare quasi tutte le esigenze degli attuali comuni.
Inoltre con l’associazione dei servizi scolastici ci
sarebbe l’opportunità di mettere insieme: personale e mezzi per il trasporto
scolastico dei ragazzi, di uniformare i sevizi mensa, anche mantenendo i piedi
strutture o società in house già presenti nel territorio.
Dal punto di vista STORICO-CULTURALE E TURISTICO,
potremmo gestire una proposta unica, innovativa che da tempo Rimini ed altri
comuni litoranei ci invidiano, questo ovviamente non contraddice né impedisce
l’ipotesi di valutare assieme anche alle altre unioni tutto ciò che di propositivo
e organizzativo si potrà fare a livello sovraunione. Però credo che se ci
presentiamo uniti con le nostre forze e le nostre peculiarità ai vari tavoli
con chiunque, possiamo trattare alla pari, altrimenti se andiamo noi in modo
sparso, senza nessuna forma costituita altri ci potranno facilmente fagocitare
ed utilizzare.
Noi dobbiamo puntare fortemente ad una nostra
UNIONE, perché se cominciamo a parlare di sub ambiti all’interno di altre
unioni, sicuramente partiamo già con un profondo senso di inferiorità, di
subalternità e di marginalità inoltre il cosiddetto sub ambito non è codificato
in nessuna normativa, non ha un assetto istituzionale non ha nessun potere, se non quello di una
qualsiasi commissione di lavoro che spesso lascia il tempo che trova.
Per cui si all’UNIONE MONTANA del
MONTEFELTRO, ma non ad altre soluzioni pasticciate.
Dal punto di vista organigrammatico, io credo che
utilizzando al meglio la legge regionale 10 dell’Emilia Romagna noi potremmo ipotizzare
una UNIONE MONTANA del MONTEFELTRO, con la rappresentanza paritaria come
avviene ora per la Comunità Montana e formalizzare un Consiglio Generale che
però possa avere più peso e più capacità di controllo e che sia rappresentativo
di tutte le componenti dei vari Consigli Comunali.
Il presidente dell’UNIONE, che potrà stare in carica
anche solo per due anni e mezzo, dovrà avere solo compiti di coordinamento e di
rappresentanza, ma le deleghe una volta assegnate ad ogni assessore, e non mi
scandalizzerei che ogni sindaco possa essere anche assessore, abbiano la piena
autonomia propositiva, ma che il momento decisionale rimanga sempre e comunque
collegiale.
Con una unione in questo modo noi avremmo la
possibilità di presentarci in ogni sede istituzionale forti dei nostri 21.000
abitanti, forti dell’essere veramente montani, potremmo rivendicare dalla
regione le deleghe dell’ex province quali l’agricoltura, la forestazione, la
gestione delle strade nell’ambito del territorio dell’unione e tutte quelle
pertinenze che sono e saranno tipiche dei territori montani.
La nostra UNIONE MONTANA del MONTEFELTRO dovrà
difendere i propri servizi e anche in un eventuale e malaugurato ambito che
dovesse andare da Bellaria a Casteldelci, avrà la peculiarità di garantire i
servizi minimi ad un territorio di oltre 384 Kmq. In primis l’ospedale di
Novafeltria, poi il miglioramento della viabilità valliva e soprattutto i
servizi sparsi nel territorio: farmacie, scuole, front office vari ecc..
Su queste basi Casteldelci è pronta fin da subito a
lavorare e ad impegnarsi, fuori da queste prospettive, non crediamo serva
perdere tempo, tanto vale allora prepararsi alle convenzioni o a gettarci nelle
braccia di chi da tempo spera di attrarre a sé tutto ciò che di buono e di peculiare
c’è nel nostro territorio.
Se si vuol andare verso un vero riassetto del
territorio in modo funzionale, secondo le normative in essere e rimanendo con i
piedi per terra, ne abbiamo l’occasione e dobbiamo crederci. Noi possiamo
dimostrare di essere all’altezza del compito che ci aspetta, ma dobbiamo
dimostrare, con uno scatto di orgoglio, che noi sindaci dell’Altavalmarecchia
non abbiamo bisogno della balia e sappiamo all’occorrenza saper fare anche da
soli, sempre con la piena volontà di confrontarsi con chiunque, però alla pari,
con gli stessi strumenti e con le stesse strutture amministrative e non invece
andare con il cappello in mano a chiedere ad altri di risolvere i nostri
problemi.
Nessun commento:
Posta un commento