Il Parco della Cava di Santo Marino è stata la prima realtà museale di Poggio Torriana, un parco tematico all'aperto realizzato negli anni '90, per la bellezza di circa 500.000.000 di lire (più o meno 250.000€), cifra non indifferente per l'allora comune di Poggio Berni che all'epoca contava poco più di 3.000 anime.
Lo scopo di questo parco era quello di valorizzare l'importante ritrovamento avvenuto negli anni precedenti nell'alveo del Marecchia, tra Villa Verucchio e Santo Marino, una serie di spedizioni che hanno portato alla luce circa 2000 fossili. Solo pochi esemplari sono rimasti a Poggio Torriana, collocati inizialmente in municipio a Poggio Berni poi spostati presso l'Osservatorio di Torriana, la maggior parte, purtroppo per noi, si trova esposta in un museo di Verona, città di chi ha curato le spedizioni.
L'importanza di questa realtà non è data solamente dalla quantità di fossili rinvenuti, ma anche dalla varietà e tipologia, sono infatti stati ritrovati fossili di specie non appartenenti al Mediterraneo ma tipiche di mari più tropicali e mai rinvenuti prima di allora nei nostri mari.
Oltre al racconto dei fossili, affidato ai pannelli illustrativi collocati nel parco, a terra si trovano le diverse tipologie di sabbie e ghiaie a testimonianza dell'altro aspetto testimoniato dal parco ovvero quello della lavorazione delle cave di ghiaia che ha poi dato il nome al parco.
Un vero peccato non ci sia un progetto di valorizzazione dello stesso, spiace vederlo usato quasi esclusivamente da persone che lo utilizzano per portare fuori i cani (quando l'erba lo consente) per le loro deiezioni, peccato che negli anni sia stato oggetto di reiterati atti vandalici, diversi pannelli sono stati imbrattati, taluni invece sono stati segnati dal tempo.
Sparito anche l'arco in metallo che ne segnava l'accesso e le gradinate in legno realizzate ad est della collinetta. Quelle che seguono sono le 9 immagini di quel che oggi è diventata questa realtà, speriamo che presto si riesca a valorizzarlo e recuperarlo come merita.
Si spera che al più presto aprire i battenti anche quell'osservatorio Subacqueo realizzato negli anni 2000 e mai inaugurato i cui lavori sarebbero terminati una ventina di anni fa.
LDA









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