In una prospettiva di riordino territoriale e di contenimento della spesa pubblica ben venga la scure anche sulla sanità, si tagli sulla classe dirigente, sui servizi di "back office" senza bisogno alcuno di toccare nè i servizi che gli ospedali offrono nè i posti letto.
I
piccoli ospedali sono da tempo sulla graticola, un' incertezza che crea angoscia
i cittadini timorosi di perdere quanto finora garantito loro dal servizio
sanitario. Riorganizzare i piccoli ospedali prevedendo per ognuno una sola
specializzazione per la quale essi diventino punti di eccellenza e dotati dei
migliori macchinari è assolutamente condivisibile, ovvio che altre
specializzazioni eccelleranno in altri ospedali.
Occorrerebbe però stabilire una gamma di funzioni e servizi di base che dovranno
essere comunque garantiti in ogni plesso ospedaliero in quanto le ragioni
economiche non possono essere l'unico criterio di misurazione della convenienza
a mantenere o meno alcuni reparti, così come sarà necessario tener presente
anche le diverse difficoltà e caratteristiche del territorio ad esempio nelle
aree montane occorrerà una sensibilità maggiore.
Loris Dall' Acqua Poggio Berni (RN)
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