La Valmarecchia si accinge a scegliere quale debba essere il
riordino territoriale della valle anche se, sarebbe opportuno ricordare, che a
scegliere saranno gli amministratori e non i cittadini. Gli attuali
amministratori non avevano neppure citato nel proprio programma un’ ipotesi di
Unione diversa da quella in cui già si trovano e non hanno promosso alcun tipo
di incontro partecipativo istituzionale
finalizzato ad informare i cittadini fatta eccezione per Casteldelci.
Ciò premesso ci pare doveroso riflettere sul concetto di “scelta”.
Oggi pesa come un macigno non aver soppesato altre scelte quali ad esempio le fusioni. Una scelta può definirsi tale quando esistono
delle opzioni poggiano sullo stesso piano diversamente si chiamano scelte
obbligate ed il fattore economico è tutt’altro
che un dettaglio.
Qualcuno parla di una forte stretta sull’erogazione dei finanziamenti e questo significa trovarsi di fronte ad una scelta / non scelta, c'è un tentativo nemmeno tanto velato di mettere con le spalle al muro un'intera valle ed è inaccettabile che chi dovrebbe tutelare i nostri interessi accetti questo passivamente. Le ragioni economiche sono importanti e se queste diventano un limite che porta ad una scelta obbligata non si può non rilevare l'intelligenza dimostrata da chi ha soppesato per tempo l'ipotesi delle fusioni.
Qualcuno parla di una forte stretta sull’erogazione dei finanziamenti e questo significa trovarsi di fronte ad una scelta / non scelta, c'è un tentativo nemmeno tanto velato di mettere con le spalle al muro un'intera valle ed è inaccettabile che chi dovrebbe tutelare i nostri interessi accetti questo passivamente. Le ragioni economiche sono importanti e se queste diventano un limite che porta ad una scelta obbligata non si può non rilevare l'intelligenza dimostrata da chi ha soppesato per tempo l'ipotesi delle fusioni.
Savignano e San Mauro Pascoli hanno iniziato da anni a
ragionarci e pochi mesi fa hanno iniziato l'iter della fusione che culminerà
con il REFERENDUM previsto per giugno 2013 e saranno i cittadini quindi a dire
l’ultima parola. Qualora l'esito del referendum fosse favorevole la fusione
porterà nelle casse del Comune Unico 10.000.000 di euro in 10 anni più
ulteriori fondi per i seguenti 5 anni, senza contare che i progetti presentati
alla Regione da un nuovo comune nato da una fusione hanno una corsia preferenziale
sugli altri per ricevere finanziamenti da questa.
I due comuni hanno anche la possibilità come Comune Unico di
far parte di un’unione ampia che comprende sia la montagna che la costa. In
entrambi i casi ci sono benefici di natura economica, la loro scelta sarà senza
vessazioni di natura economica, democratica. Beati loro che potranno scegliere.
Vorremmo ricordare agli amministratori che sarebbe corretto
informare i cittadini su cosa sia una fusione, molti demagogicamente fanno leva
su timori infondati, facendo credere ad esempio che con la fusione si
allontanino i servizi mentre invece è bene che si sappia che a fusione avvenuta
permane il municipio e al suo interno tutti i servizi cosiddetti di front
office come l'urp , l'anagrafe o lo sportello dei servizi sociali mentre è la
parte di back office che viene riorganizzata mettendo insieme gli uffici, una
riorganizzazione dalla quale escono uffici più organizzati, con maggiori professionalità
che sono in grado di fornire servizi di migliore qualità e a minor costo.
Se la Valmarecchia non si prenderà una scelta condivisa sceglierà
la regione, a chi vuole l’unione “allargata” proponendo timidamente piccole
fusioni all’ interno chiediamo, onde testarne la reale volontà, di cominciare
prima dalle fusioni.
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