Carlino Rimini 15-04-13
La Voce 16-04-13
Su “Italia Oggi” si parla del Sindaco di Santarcangelo dipinto come un
moderno Robin Hood, colui che “ruba” ai ricchi per dare ai poveri (descrizione
molto discutibile), ma se avessimo il “vero” Robin Hood come Sindaco di
Santarcangelo, siamo sicuri che per contenere la spesa pubblica come soluzione
adotterebbe quella di lasciare i cittadini al buio?
Trovo assurdo che la pubblica illuminazione venga percepita come uno
spreco per un’ amministrazione comunale e non come un elemento che contribuisce
alla sicurezza dei cittadini, lo spreco annida altrove spulciando nelle spese di
rappresentanza, nella realizzazione di alcuni eventi, negli acquisti di quello
che non è strettamente necessario e forse allora troveremo qualcosa di più
interessante e superfluo.
Incontrare i cittadini per chiedere loro se è meglio avere meno luce o
più tasse, più che democrazia o partecipazione, lo definire simpaticamente un
“ricatto”, come definire altrimenti una scelta ristretta a due voci che vanno
entrambe sulla pelle dei cittadini?
Se proprio si deve fare il gioco della torre, perché non si lascia
scegliere ai santarcangiolesi di che cosa farebbero volentieri a meno?
Un Sindaco presenzialista, onnipresente, che scrive a Babbo Natale,
alla Befana o al Papa per chiedere qualcosa per la comunità, ebbene da buon
santarcangiolese contraccambierò scrivendo a Robin Hood affinchè se lo
porti nella foresta di Sherwood, a Santarcangelo vorremmo un Sindaco quando c'è
da stringere la cinghia dia per primo l'esempio.
Cordiali saluti,
Loris Dall’Acqua Santarcangelo di Romagna
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