Spett.le Direttore,
Mentre la
politica prosegue questa oscena partita a Risiko, l’Italia continua ad essere ostaggio
della crisi economica. Il dato più allarmante è la rinuncia per molti alle cure
sanitarie. Sempre meno persone si possono permettere visite ed analisi, la
sanità sta diventando sempre più un servizio per pochi, un bene di lusso
riservato ad una nicchia di privilegiati, trovo sia indegno per un paese che
vuole definirsi civile e che ha strutture sanitari pubbliche.
La Sanità
italiana è sempre più un intricato labirinto di contraddizioni ed ingiustizie
sociali.
Tra le contraddizioni che maggiormente
stridono, la possibilità per i medici che lavorano all’interno delle strutture
pubbliche, di svolgere in alcuni orari predefiniti, l’attività in forma privata.
Questi beneficiano tra l’altro delle attrezzature ospedaliere il cui ammortamento
ricade esclusivamente sulla struttura pubblica, un tipo di servizio per il
quale sarebbe lecito attendersi prezzi molto più bassi rispetto a quello
praticato dai loro colleghi in ambulatori o strutture private, ma come diceva
un vecchio slogan: provare per credere! Chi controlla, sempre che sia lecito
controllare, come lavorano e che prezzi applichino i medici in libera
professione all’interno delle strutture pubbliche? Forse questo rapporto tra
pubblico e privato ha preso una piega sbagliata ed andrebbe un po’ rivisto.
Assolutamente
da rivedere anche l’accesso alla Sanità, lo stato ha speso tanto nelle campagne
pubblicitarie per promuovere l’importanza della prevenzione nell’interesse dei
cittadini, ma anche nell’interesse del servizio sanitario pubblico visto che
curare costa più che prevenire, e se la stragrande maggioranza rinuncia alla
prevenzione questi si riveleranno i malati del domani.
Di fronte a
questo calo così drastico legato alla situazione economica occorre riflettere sul concetto di sanità pubblica e
sul concetto di spreco e ripensare anche l’organizzazione sanitaria. Inoltre
occorre attuare anche quello che sinora si è visto solo sulla carta ovvero la
promozione dei corretti stili di vita e alimentari. Più sani siamo più lo Stato
risparmia.
Cordiali saluti,
Loris Dall’Acqua
Poggio Berni
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