Libero Quotidiano ed.online 02-04-13
La Voce 03-04-13
Il Corriere 05-04-13
Erano Elezioni
Politiche quelle appena passate, non tecniche o “sagge”! Gli italiani hanno
democraticamente votato per i propri rappresentanti in Parlamento e di
conseguenza avrebbero anche diritto ad un governo politico che sia espressione
delle due camere, quelli a cui stiamo assistendo mi sembrano solo degli éscamotages, attraverso i quali, al momento, si
lascia in sella un governo tecnico sul quale gli italiani hanno avuto modo di
esprimere la propria opinione bocciando Monti alle urne, un Premier non gradito
agli italiani, ma fortemente sostenuto da Napolitano.
Quando si parla
di sacrifici, di tagli e di responsabilità i signori della politica si
riferiscono sempre agli altri e mai a se stessi, il Presidente della Repubblica
avrebbe potuto percorrere diverse strade che invece non sono state imboccate e
c’è da chiedersi se non abbiano pesato di più le convenienze politiche rispetto
all’interesse degli italiani.
L’ipotesi di dimissioni anticipate del
Presidente della Repubblica, che avrebbe potuto consentire un accelerazione dei
tempi è stata prontamente scartata. Ragioni personali? Non volersi sottrarre
alle proprie responsabilità? Voler rassicurare i mercati? Probabilmente avrà
pesato anche questo ma come non considerarla anche una boccata d’ossigeno per
il Partito Democratico visto che sarebbe con ogni probabilità il primo a
perderci se si dovesse andare alle urne a breve?
Incredibile poi che non si sia voluto
conferire il mandato a formare il nuovo governo a Matteo Renzi, chiara espressione
della coalizione vincente, esponente di primo piano del Partito Democratico e politico
propenso al dialogo e al confronto anche con altre forze politiche. Certamente non
si scrive la storia con i “forse” i “se” e i “ma”, ma forse, se Napolitano
avesse dato il mandato a Renzi forse oggi avremo un governo. Il problema è che questo avrebbe “smacchiato” Bersani e
completamente sconfessato la linea politica della segreteria del Pd di questi
ultimi mesi che probabilmente con quelle vergognose primarie ha inesorabilmente
segnato il proprio declino.
Se il risultato di queste elezioni è quello di
essere messi nelle mani di saggi e tecnici a che serve andare a votare? Purtroppo
pare che il “viziaccio” di far prevalere logiche e convenienze politiche sia
duro a morire, il voto è l'unico potere in mano ai cittadini, peccato si presti
ad essere interpretabile.
Cordiali saluti,
Loris Dall'Acqua Poggio Berni ( Rimini )
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