Ci sono diversi modi per aiutare una comunità in difficoltà:
1 Ci sono paesi del terzo mondo in cui periodicamente aerei con aiuti umanitari provvedono alla consegna dei beni di prima necessità. Se l'aiuto si limita solo a questo puro assistenzialismo, per sopravvivere, questa comunità dovrà continuare a sperare che questa catena non si interrompa mai.
2 Ci sono paesi in cui i missionari affiancano le popolazioni bisognose insegnando loro a coltivare la terra per nutrirsi dei suoi frutti , ad allevare bestiame o ad imparare un mestiere affinché possano avere un'opportunità di trovare lavoro. In questa situazione, serviranno mesi prima che possano raccogliere i frutti del loro lavoro e senza altri sostentamenti non arriverebbero vivi al momento della raccolta.
3 La ricetta ottimale è un mash up tra le due soluzioni. Fornire alle popolazioni bisognosi gli strumenti e le conoscenze che possano permettere loro di raggiungere l'indipendenza e l'autosufficienza, tamponando, nei primi tempi con quell'assistenzialismo che gli permetterebbe la sopravvivenza in attesa del raccolto.
Un processo di fusione tra comuni ha le stesse accortezze, risorse straordinarie in attesa dei benefici derivanti dallo stesso.
A Poggio Torriana qualcosa è andato storto, una gestione poco lungimirante ci sta trascinando verso il baratro. Con la fusione dei due comuni, avevamo l'opportunità di un percorso ottimale, la legge di fusione infatti prevedeva una fase precedente alla stessa di 5/10 anni di conoscenza attraverso l'Unione dei Comuni, una sorta di "fidanzamento" in cui si sarebbe dovuto lavorare per uniformare regolamenti e servizi, livellare tasse e tariffe, progettare la riorganizzazione delle strutture. Al termine di questo periodo sarebbe stato quasi fisiologico fondersi senza contraccolpi per nessuno.
Purtroppo, dopo anni di fusione, ci troviamo nella situazione numero uno. Siamo costretti a fare pieno affidamento negli "aiuti umanitari" di Governo o Regione per sopravvivere visto che poco è stato fatto per efficientare il nuovo comune. La fusione è stata fatta in maniera innaturale e molto frettolosamente, si sono bruciate le tappe, un matrimonio che sa di fuitina.
Chi aveva ideato le fusioni di comuni lo aveva fatto in maniera ottimale, è il progetto di fusione fatto dai due comuni invece che presentava diverse pecche; si è limitato a fotografare la situazione senza nemmeno ipotizzare un futuro sostenibile e purtroppo per noi, quel futuro è ancora tutto da scrivere. Se non fosse chiaro, rischiamo di avere molti meno servizi rispetto al passato e per molti di essi, potremo trovarci nelle condizioni di doverli pagare quasi a prezzo pieno per fruirne.
Cosa ne è stato dei milioni stanziati in questi anni?
Al coraggio di addentrarsi in un percorso di fusione non è seguito altrettanto coraggio decisionale, forse per paura di fallire. Essendo necessario il voto dei cittadini, si è preferito raccontare loro che nulla sarebbe cambiato usando quindi i fondi per tamponare e non per costruire, solo rassicurazioni di facciata. Ci troviamo con doppioni insostenibili, servizi diversi e situazioni che appesantiscono il lavoro degli uffici.
Un esempio concreto?
Due asili nidi per un comune di 5000 abitanti e nonostante tutto una lunga lista d'attesa. Bisognava decidere al tempo di impiegare parte dei fondi per unificarli in un'unica struttura e se logisticamente impossibile, realizzarne una nuova che potesse contenere non solo i posti disponibili nelle due strutture, ma addirittura prevedere posti aggiuntivi. Senza contare quanto già detto in passato sino allo sfinimento per la presenza di due municipi, scuole divise sotto due diverse direzioni didattiche ecc. Allora c' erano le condizioni, oggi?
Per un comune con poco più di 5000 anime, la macchina comunale è estremamente costosa, nel momento in cui terminerà questa fase di assistenzialismo (i famosi fondi extra per la fusione), non avendo seminato, non avremo frutti da cogliere.
Il problema di questo stallo è squisitamente politico. Ci sono scelte non più rimandabili, scelte anche impopolari che l'amministrazione non prende per paura di perdere consenso elettorale, si continua quindi a rimandare e a perdere tempo continuando a sperare in qualche pacco umanitario.
Come uscirne?
Poggio Torriana l'hanno comunque scelta la maggioranza dei cittadini col referendum, i cittadini hanno dato anche una grande prova di maturità quando sono stati coinvolti nella commissione speciale per la realizzazione del nuovo statuto.
Questa commissione era composta da consiglieri comunali di maggioranza e opposizione di entrambi gli ex comuni che assieme ad una rappresentanza di cittadini (scelti tra i membri di associazioni del territorio su indicazione dei consiglieri), hanno lavorato per la realizzazione del nuovo statuto del Comune di Poggio Torriana. Il risultato ottenuto fu una proposta collegiale e condivisa poi sottoposta al consiglio comunale per la sua adozione.
Se tentassimo un'esperienza analoga?
Visto che la giunta non sembra tenere in adeguata considerazione i saggi suggerimenti degli uffici, si costituisca una nuova commissione consigliare speciale, una commissione, che come allora, preveda anche il coinvolgimento di cittadini scelti tra le associazioni e dando la possibilità anche a singoli cittadini di poter dare il proprio apporto al dibattito esprimendo le proprie riflessioni, un organo con lo scopo di fare sintesi e tratteggiare in maniera più definita, con l'apporto indispensabile anche degli uffici comunali per la fattibilità tecnica e finanziaria, scegliendo come e cosa unificare e a cosa rinunciare arrivando a delineare un comune più funzionale.
La commissione andrebbe a sottoporre alla giunta un documento ampiamente condiviso, le opposizioni sarebbero in tal modo coinvolte e al tempo stesso responsabilizzate così come sarebbe coinvolta la cittadinanza attiva.
Un documento che la giunta potrà scegliere se accettare integralmente o apportare modifiche, sicuramente preferibile rispetto a scelte calate dall'alto e soprattutto difficilmente criticabile vista la collegialità dello stesso e soprattutto le scelte impopolari non sarebbero un'arma per nessuno in campagna elettorale, forse l'unica vera preoccupazione per chi sta amministrando.
Loris Dall'Acqua

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