venerdì 14 giugno 2013

REFERENDUM FUSIONE COMUNICATO DI COM-UNICO

L’esito negativo del referendum per la fusione tra i comuni di Savignano e San Mauro deve far riflettere quei comuni che stanno pensando di provarci, in tempi strettissimi, anche in Valmarecchia. La fusione è una grande opportunità, ma ci deve essere una valida proposta di fusione, occorre un buon progetto di base, servono studi di fattibilità e approfondimenti e soprattutto il tempo necessario alle comunità di abituarsi all’idea.

Bisogna chiedersi per quale motivo, un’occasione simile, non sia stata compresa dalla popolazione del Rubicone, bisogna interrogarsi su quali errori di comunicazione siano stati commessi, in modo tale che in altri contesti non debbano ripetersi.

Il primo dato che lascia sconcertati sul referendum è la bassa affluenza alle urne, non si trattava di elezioni sulle quali potesse influire una certa stanchezza o avversione alla politica legata a questioni nazionali, qui era in discussione una scelta legata al territorio, probabilmente l’antipolitica che ha tenuto lontani gli elettori ha radici locali.

Occorre ricordare che Savignano ha già avuto un precedente che potrebbe aver favorito l’astensione ovvero il referendum sul passaggio di provincia di Savignano da quella di Forlì-Cesena a Rimini, nel quale nonostante vinse il SI, la volontà popolare non fu rispettata, con un precedente simile l’idea di inutilità del voto prende il sopravvento, probabilmente si sta pagando anche questo scotto.

L’altro elemento da considerare è il fatto che nel comune più piccolo (San Mauro Pascoli), in cui ha nettamente prevalso il NO, la fusione sia stata percepita come diventare frazione di Savignano. Per capire il motivo di questa disfatta bisogna partire da un’attenta analisi delle ragioni del NO e farne tesoro affinchè non si commettano gli stessi errori, un’ esortazione che rivolgiamo a quanti in Valmarecchia si stanno adoperando in questo senso. Non si può fare il passo più lungo della gamba, noi che crediamo nella fusione siamo ben coscienti del fatto che serva tempo, siamo molto preoccupati del fatto che il primo referendum in provincia di Rimini ovvero quello per la fusione tra Poggio Berni e Torriana, possa avere la stessa sorte o comunque , qualora vincesse il SI possa essere espressione di una ristretta percentuale di votanti, lo stesso dicasi per l'ipotesi di fusione in alta valle in cui non sembra ancora chiaro quale possa essere la proposta di fusione e nonostante questo aspetto tutt'altro che marginale, non è chiaro se ci sia la volontà di prendere questo "treno" in corsa.

Nel Rubicone il tema è stato oggetto di dibattito per anni poi in pochissimo tempo si è premuto improvvisamente l'acceleratore modificando il progetto iniziale a 3 comuni,(che comprendeva anche Gatteo), in un progetto a 2, e facendo partire in quarta l'iter di fusione che in pochi mesi ha portato al referendum. Ci auguriamo che in Valmarecchia si proceda con più tranquillità.



com_unico@libero.it

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