Troppo spesso si parla di democrazia, ancor più spesso ci si dimentica del
significato.
A Santarcangelo di Romagna, la fine anticipata della legislatura,
( causata dalla mancata approvazione del bilancio e dalla mancanza di una
maggioranza disposta a sostenere il Sindaco in carica, sino a fine mandato), ha
fatto sì che si perdesse il senso della misura e del contegno.
L'ultimo Consiglio Comunale di Santarcangelo, in cui era in ballo il
futuro dell’amministrazione, è stato trasformato in uno show, in favore di una
manifestazione di piazza, che interagiva coi lavori del consiglio stesso, in
barba ad ogni regolamento comunale che prevede rispetto per quel luogo
istituzionale e di democrazia. Purtroppo è stata autorizzata una manifestazione
a sostegno del Sindaco nella stessa piazza su cui si affaccia il municipio alla
stessa ora in cui si svolgeva il consiglio comunale e come prevedibile la folla
ha disturbato i lavori del consiglio, interrompendo più volte con fischi ed
insulti, gli interventi dei consiglieri di opposizione, ed in particolare quelli
dei dissidenti che non intendevano più sostenere quella maggioranza, tacciati di
tradimento. Se pensiamo anche che una folla furente tende a mettere in
soggezione quanti non allineati al pensiero della piazza è difficile non
cogliere questa concomitanza come una grave forma “intimidatoria”. Questa è
democrazia?
La manifestazione Pro Sindaco pare sia stata ufficialmente organizzata
dai cittadini e non dal partito, ma guarda caso dopo che la Segretaria del PD,
durante queste settimane di crisi politica del suo partito, ha più volte
riflettuto a voce alta ed in maniera pubblica, anche a mezzo stampa, su come
sostenere il Sindaco ovvero se fare una manifestazione di piazza o un sit in di
protesta o una fiaccolata. Sembrerebbe proprio che il partito volesse evitare,
qualora la situazione fosse sfuggita di mano, di avere responsabilità dirette,
per cui meglio se l'organizzazione fosse "esterna". Si lanca il sasso poi si
nasconde la mano, un metodo poco edificante.
In piazza e sotto il loggiato del municipio, insieme alla folla
urlante, sono state costrette a mescolarsi anche persone che erano venute solo
per seguire i lavori del consiglio e comunque vicine alle opposizioni o ai
dissidenti o semplici curiosi, costrette ad ascoltare anche volgarità di ogni
tipo e "costretti" a non reagire alle offese e agli insulti onde evitare la
rissa, cittadini che hanno vissuto quei momenti di tensioni, quasi alla stregua
di tifosi che per errore si ritrovano nella curva opposta, probabilmente si
saranno chiesti se si trovavano sempre in un paese democratico. E' questa è la
democrazia?
Il consiglio comunale non è cosa di una sola parte politica, ma di
tutta la città, invece non solo è stata consentita la manifestazione in piazza,
ma diffondendo l’audio della seduta verso la piazza, si dava occasione a quanti
si prodigavano ad urlare, a scegliere i momenti giusti in cui farsi sentire,
senza contare poi che il consiglio tutto è stato svilito a fenomeno da baraccone
e di attrazione di una manifestazione di parte. E pensare che senza la
manifestazione, la diffusione dell’audio in piazza sarebbe stata un ottimo mezzo
al fine di consentire a tutti di seguire la seduta del consiglio. La
manifestazione la si poteva fare in un qualsiasi altro momento o in un altro
luogo.
Visto il clima molto teso, molti non se la sono sentita di restare. In
un paese democratico e libero non esiste che un consigliere si debba sentire
minacciato dall’ira della folla mentre svolge il proprio compito, e che debba
essere scortato fino all'auto uscendo da una porta secondaria per evitare la
folla,in un paese democratico non esiste che i cittadini non si debbano sentire
liberi di partecipare ad un consiglio comunale.
Cordiali saluti,
Loris Dall’Acqua Santarcangelo
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