venerdì 9 novembre 2012

TURISMO VALMARECCHIA COME FARE SISTEMA?

LA VOCE 11-11-12
IL CORRIERE 14-11-12

Se dal punto di vista amministrativo, l'idea di una gestione di servizi e funzioni attraverso un’Unione a 11 è preoccupante, essendo preferibile l’attuale assetto costituito da un’Unione Montana a 7 e un’ Unione a 4 all'interno delle quali valutare ipotesi di FUSIONE, sotto il profilo turistico è invece opportuno, provvedere al più presto a “fare sistema”. Abbiamo il dovere di credere nella Valmarecchia quale meta da proporre sul mercato turistico, non più come appendice e ripiego del turismo della costa, ma come un “prodotto indipendente".

Da meta di escursionismo a meta turistica, questo è il salto di qualità che dobbiamo fare, quello necessario che ci faccia mettere in campo tutte quelle azioni volte a far conoscere una Valmarecchia in cui poter anche soggiornare in cui vengano messe in rilievo tutte le eccellenze del territorio sotto il profilo storico, culturale, enogastronomico, paesaggistico, ecc.

Per provvedere a tutto questo, occorre una regia che svolga un ruolo di coordinamento e che si occupi di far conoscere anche oltre i confini regionali la nostra realtà, una gestione in forma associata che deve mantenere in Valmarecchia il suo potere decisionale e non deve dar adito alla creazione dell’ennesimo carrozzone.

Mi auguro si colga al più presto questa opportunità senza che dal cilindro magico il PD se ne esca con il solito Consorzio a cui aderire, sarebbe un'idea preoccupante, in quanto se così fosse, ci troveremmo a confrontarci con enti che nulla hanno a che fare con la Valmarecchia mentre sarebbe il caso di individuare una soluzione "nostrana", nel possibile che non vada ad aggravare né ora né in futuro le casse dei nostri comuni, e che non deleghi il potere decisionale ad altri che siano fuori dalla nostra vallata. Un nuovo ente che avrà poi bisogno di un presidente, un vice presidente, di consiglieri, dirigenti ecc. , che percepiranno indennità e rimborsi non è quel che fa per noi.

Una soluzione potrebbe essere l’utilizzo delle attuali unioni alle quali conferire delega in materia turistica, una delega piena per quanto riguarda le strategie di promozione e valorizzazione turistica, istituendo un tavolo permanente tra le due unioni in cui si definiscano le strategie turistiche comuni; un tavolo che interagisca frequentemente con la realtà del territorio, provvedendo, quindi, ad aprire il medesimo anche ad associazioni di categoria, turistiche ed ad altri portatori di interesse.

Qualora si ravvisasse invece la necessità di favorire la nascita di un asse pubblico – privato, al fine di rispondere anche a quanto stabilito dalla legge regionale 7/1998, questo dovrebbe assolutamente tenere in considerazione alcuni elementi quali:

- La necessità di mantenere il potere decisionale in Valmarecchia

- La valorizzazione e salvaguardia dei due elementi che contraddistinguono il territorio: il fiume e la montagna

- Che i comuni facenti parte di un club o unione di prodotto siedano con pari dignità ( con un' Unione di prodotto si possono anche allacciare legami e provvedere a sinergie con la stessa costa romagnola per una vera valle unica )

- Che ci sia equità nella ripartizione delle risorse qualora si riescano ad intercettare fondi provenienti da altri enti evitando un contesto fatto di figli e figliastri

- Che non si costituisca un carrozzone fatto di poltrone da occupare, ma che le varie componenti vi siedano a titolo gratuito.



Loris Dall'Acqua     Poggio Berni



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