Il comunicato che segue è di Elena Vannoni di Novafeltria che è vice presidente di un comitato di commercianti, commerciante e capogruppo consigliare di Percorso Comune pubblicato su La Voce di domenica 17 marzo:
DA OCCASIONE A DELUSIONE
Ho partecipato al Forum sul turismo di giovedì pomeriggio con lo spirito disincantato, reduce da una precedente riunione “preparatoria” indetta dall’assessore Cangiotti nella quale era prevalsa una totale mancanza di conoscenza degli istituti predisposti dalla legge a disciplina della materia e degli obiettivi da darsi e perseguire, a parte il generico dettato “dobbiamo promo commercializzare”e “chi ci sta?”.
Come ci ha tenuto a sottolineare il sindaco Amati, questo Forum è il primo risultato esterno di un anno di incontri tra i 12 assessori comunali che segue la redazione di un documento datato ottobre 2012, deliberato nelle giunte e che contiene degli obiettivi precisi. Peccato che chi afferma di averli redatti se li sia anche dimenticati, visto che non solo non sono stati citati, ma nemmeno erano chiari nelle menti di chi è intervenuto.
Ne cito uno: “consolidare e promuovere una identità chiara e riconoscibile” che, personalmente, trovo essere il punto di partenza, perché anche un bambino capisce che prima di dire come “promo-commercializzare” una cosa e chiedere chi ci vuole stare, occorre avere chiaro il “che cosa” vuoi promuovere. Qui il forum ha fallito: il punto di partenza era interrogarsi sul prodotto da vendere ai turisti. Solo dopo ci chiederemo come farlo.
Invece, dopo un generico cappello introduttivo che parlava in maniera confusa di numeri, abbiamo assistito letteralmente per tre ore alla solita sfilata di “rappresentanti” di questo e di quello, che ci hanno parlato delle loro esperienze passate, ma neanche una visione è aleggiata nell’aria.
Si è parlato confusamente ed indistintamente di Club di prodotto e di Consorzi, dando per scontato che tutta la sala conoscesse la portata concreta di tali istituti, quando so per certo che neanche chi ha partecipato ai lavori li conosce bene.
Il mantra era “dobbiamo avere le reti di impresa”, ma è stato subito evidente che chi dicesse questo non avesse la benché minima esperienza di come ci si rapporta a chi davvero fa impresa: un imprenditore è abituato ad acquistare (investire) un oggetto concreto; è normale, quindi, che di fronte all’aria fritta non manifesti alcuna emozione o coinvolgimento. Mi è stato ribattuto che sono gli imprenditori a dover dire cosa promuovere: sono d’accordo, ma allora è stato sbagliato tutto l’approccio. Prima di far parlare i soliti noti dovevamo far parlare gli imprenditori interrogandoli sulla visione che hanno loro del turismo.
A fine riunione l’Ass. Melucci mi si è avvicinato per dirmi che non tocca alle istituzioni dire cosa promuovere. D’accordo con lui, ma alle istituzioni toccava almeno chiarire il quadro normativo nel quale muoversi, prima di concederci delle possibilità di fare eccezioni; spiegare se e quali risorse la Regione e la Provincia intendono investire su questo territorio, perché è indubbio che ci siano dei gap da recuperare, strutturali ed infrastrutturali. Il fatto che in tutta l’Alta Valmarecchia esistano solo 1000 posti letto, distribuiti su un territorio molto vasto, dice da solo che certe formule di turismo non sono applicabili attualmente a noi e che serviranno anni di investimento in cui aiutare i privati a costruire la rete recettiva necessaria a gettare le basi di una futura proposta turistica.
Da imprenditore ho trovato tutto molto superficiale ed offensivo: dare per scontato che tutti si conoscesse la materia; che si fosse pronti a sborsare soldi sul nulla ma per principio; che ci si scandalizzasse della poca partecipazione degli operatori, letta come un non-interesse, quando poi questi incontri vengono organizzati in pieno orario lavorativo, (almeno per noi!) comodo solo ai politici.
A proposito di politica: credo che il fondo lo si sia toccato con l’intervento del giovanissimo segretario del PD di Santarcangelo. Quando si è alzata ho finalmente pensato che la discussione era ad una svolta dal cambiare, pensavo fosse uno studente che voleva dire la sua, e invece no. Ci ha tenuto a raccontare che il partito sta lavorando sull’argomento, al punto che, visto quanto sopra detto sulla preparazione degli assessori, mi è venuto il dubbio che il documento deliberato nelle giunte avesse avuto altre origini. Assolutamente fuori luogo.
L’unica cosa certa è che la politica sa ben promo commercializzare se stessa! Proprio quello che gli italiani hanno dimostrato di non volere più!
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