Libero Quotidiano 07-03-13
Il responso
delle urne mette a nudo l'incapacità della politica ad un dialogo e ad un
confronto senza pregiudizio nel quale si vada al merito delle questioni, eppure
questa situazione rappresenta una piccola rivincita del popolo sulla casta, per
una volta sono gli italiani (eterni precari), grazie ad una legge elettorale
imperfetta, a rendere precario il governo.
Il nuovo
Premier, chiunque esso sia, navigherà a vista e sarà obbligato a ricercarsi una
maggioranza diversa su ogni punto, saranno quindi i singoli punti l'ossatura
del nuovo governo. Se questi dovessero essere i famigerati otto punti di
Bersani vorrà dire che neppure questa volta sarà quella buona per uscire dalla
crisi economica. Il programma di Bersani anziché mettere in primo piano
famiglie ed imprese dà largo spazio ai soliti slogan del centro sinistra antiberlusconiano
( immigrazione, coppie di fatto e ancora il conflitto d’interesse), mentre in
materia economico-fiscale, quel voler considerare a prescindere tutti gli
italiani quali evasori fiscali da perseguire e perseguitare con forme repressive e oppressive non produrrà altro che un effetto disincentivante per i
cittadini a spendere. Bersani terrà ben lontana la ripresa!
E’ questo il
senso di responsabilità? Crede forse Bersani che siano queste le priorità che
servono agli italiani?
Cordialmente,
Loris Dall’Acqua Poggio Berni (Rimini)
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