Abbattiamo i muri, costruiamo ponti e legami, non torniamo indietro.
In quel di Poggio Berni, anni addietro, siamo stati i primi a sperimentare il Bilancio Partecipato uno strumento amministrativo che spronava alla partecipazione attiva della cittadinanza nella vita pubblica. Un metodo democratico e coinvolgente ove l'amministrazione incontrava la cittadinanza passando di frazione in frazione, presentando la propria idea di bilancio, raccogliendo suggerimenti dei cittadini e solo dopo una attenta analisi tecnico-politica, veniva presentato il bilancio definitivo, Si rendeva conto ai cittadini di quali proposte sarebbero state accolte e quali non avrebbero potuto essere soddisfatte spiegandone anche le motivazioni.
Tutto questo fu inaugurato dall'allora sindaco Antonio Valli (ai tempi sindaco della lista di Centro Sinistra) che lo ha ideato, realizzato e addirittura esportato visto che a Santarcangelo tutt'ora viene replicato. Era un modo nuovo di amministrare che ha affascinato anche me che ai tempi ero militante di Forza Italia e dopo l'iniziale diffidenza non ho potuto fare a meno di applaudire questa scelta superando gli steccati.
Quell'andare oltre i simboli è un appello che faccio a tutti indistintamente perché il merito non ha colore. La sua eredità politica inspiegabilmente è stata calpestata dal suo successore, Daniele Amati che purtroppo lo ha stravolto, snaturato, calpestato e infine cestinato.
L'amministrazione uscente, Uniti per Poggio Torriana, non paga di questa netta distanza tra potere decisionale e popolo pare addirittura si sia divertita a metterci del filo spinato. Non si può pensare di amministrare in smart working, il rapporto col cittadino è troppo importante.
Tra le liste in corsa ce n'è una in cui il bilancio partecipato è un fiore all'occhiello del programma elettorale, ma come potremmo mai fidarci visto che tra i principali supporter e forse fondatori di quel movimento ci sono quelle persone che quando hanno avuto l'occasione di governare, hanno volutamente affossato la partecipazione?
Nel 2024 non possiamo accettare di tornare ai tempi del Medioevo ove i cittadini vengono chiamati a raccolta ogni 5 anni, il cambiamento è imprescindibile.
Il cambiamento si fa nell'urna e se gli elettori lo vorranno potranno diventare arnie votando Territorio e Identità per Francesca Macchitella Sindaco. L'8 e il 9 giugno avremo in mano un'arma potentissima, una matita con cui poter cambiare.
Loris Dall'Acqua

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