Le ragioni dello spopolamento dell'entroterra e soprattutto delle aree montane, sono da ricercarsi in diverse motivazioni. Le scarse opportunità di lavoro, la perdita di servizi essenziali nonché la penuria di alternative per chi deve servirsi di mezzi pubblici negli spostamenti, favoriscono purtroppo questo fenomeno. Non occorre spiegare l'importanza di avere in loco servizi bancari e postali, una farmacia, il medico di base, asili, scuole, nonché delle attività economiche indispensabili, in particolare quelle legate all'agroalimentare, ogni singola perdita potrebbe rappresentare quella miccia in grado di accelerare l'effetto domino trascinando a catena tutto il resto.
Questo problema è piuttosto sentito dalle fasce più deboli, quelle meno autosufficienti e non auto munite che si ritrovano costrette a spostarsi con mezzi pubblici che non sempre garantiscono un'adeguata copertura del territorio e delle fasce orarie, un problema che chi amministra avrebbe dovuto percepire come tale in quel di Poggio Torriana, paese di poco più di 5000 anime, che nonostante finanziamenti extra ottenuti grazie alla fusione (oltre 4'000'000 di € in 10 anni) non ha messo in campo nulla di efficace per arrestare la moria di attività.
Purtroppo in questi ultimi anni hanno chiuso diverse attività a Torriana e incredibilmente anche le attività dislocate lungo la trafficatissima via Santarcangiolese hanno iniziato ad abbassare le saracinesche dall'area bowling divenuta ora ex bowling, Santo Marino e anche Sant'Andrea. Ne beneficiano le attività verucchiesi e santarcangiolesi a scapito del nostro tessuto commerciale, un tessuto sempre più sfilacciato.
Se è vero che un'amministrazione nulla possa contro il cambiamento delle abitudini dei cittadini spesso indotti all'acquisto online o attratti dalla grande distribuzione, è altrettanto vero che un'amministrazione può cercare di mediare e facilitare la permanenza di quei servizi destinati a sparire, può proporre soluzioni e intercettare risorse da enti sovraordinati provvedendo ad aiutare elargendo finanziamenti e incentivi per le aree più svantaggiate in particolare quelle più montane spesso oggetto di contributi a fondo perduto.
Purtroppo preme ricordare che l'amministrazione uscente ha avuto diversi problemi di bilancio e di tenuta della maggioranza dovuta alla proposta di chiusura del nido di Torriana, della biblioteca e dei Musei, della vendita di una scuola a Poggio Berni e l'azzeramento dei fondi per la cultura, chi considera questi una zavorra di cui liberarsi per evitare il naufragio non merita di traghettare ulteriormente questo comune.
Si tenga presente che con l'apertura del Centro Giovani presso l'ex scuola del Bornaccino sita a Santarcangelo, con ogni probabilità anche questo servizio dedicato ai nostri giovani verrà sacrificato.
Già chiuso anche l'ambulatorio infermieristico comunale che rappresentava un presidio sanitario sovracomunale in grado di alleggerire il lavoro dei medici di base e di un pronto intervento.
Se non si metteranno in campo azioni mirate il declino e lo spopolamento abitativo seguiranno a catena, chi sta amministrando ora non sembra preoccuparsene più di tanto.
Loris Dall'Acqua


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