Se la memoria non mi fa difetto, la realizzazione del centro sociale di via Costa Del Macello fu possibile grazie alla presenza degli anziani di Poggio Berni che negli anni antecedenti la sua edificazione, avevano costituito un'associazione a scopo sociale "Il percorso" che per anni aveva trovato casa nell'ex Sala Diana.
Com'è possibile che a distanza di pochissimi anni questa funzione, da principale, diventi fortemente marginale?
Tratto dal Documento Unico di Programmazione 2026-2028 Missione 5:
"è intenzione dell’amministrazione valutare un nuovo affidamento in concessione del Centro socio-culturale di Via Costa del Macello, composto da una sala polivalente al piano terra, due salette al primo piano, una postazione di ristoro e annessi locali di servizio. L’obiettivo è dare in concessione questi spazi per un uso sportivo, culturale e ricreativo, riducendo ed eventualmente azzerando la contribuzione comunale quale spesa corrente del servizio. Per la concessione questo spazio va inserito nello stesso bando degli spazi sportivi come detto al punto seguente."
Per l'uso sportivo non c'è già l'adiacente Centro Sportivo Giulio Torroni situato a pochissimi metri?
Tratto dal Documento Unico di Programmazione 2026-2028 Missione 6:
"A tale scopo le strutture interessate sono il centro sportivo località Santo Marino, composto da un campo sportivo, due campi di calcetto, palestra, spogliatoi e locali di servizio e un campo da calciotto a Colombare. Il nuovo affidamento deve prevedere risorse comunali decrescenti fino all’azzeramento. Il bando di concessione degli spazi sportivi deve comprendere anche il Centro Socio-Culturale di cui al punto sopra, in quanto anche tale struttura è vocata in parte per scopi di attività sportiva e motoria in generale. Nel bando unico dovranno essere salvaguardate anche le attività di carattere culturale e ricreativo."
Ovviamente sia le attività sportive che teatrali rappresentano forme di aggregazione e di socializzazione, ma quale futuro per l'aggregazione sociale per la quale era nata la struttura ed anche per quell'esperienza teatrale che aveva preso piede in questi anni sino ad imporsi nel panorama teatrale? Il rifugio climatico rispecchia perfettamente lo scopo sociale, una boccata d'aria fresca o l'ultimo sospiro di socialità?
Come potranno sostenersi le attività visto che lo scopo dichiarato è il completo azzeramento dello stanziamento pubblico? Tutto sulle spalle di chi fruirà di tali servizi?
L'obbiettivo di ricercare formule di gestione che non gravino sulle casse comunali è condivisibile, quel che mi indigna invece è il fatto che l'amministrazione demandi ad altri questo compito di ricerca stimolandoli/minacciandoli attraverso la progressiva riduzione dei contributi.
Loris Dall'Acqua
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